venerdì 13 ottobre 2017

Il ruolo essenziale della ricerca per una agricoltura che cambia. Il CREA al G7 agricoltura



Come la ricerca in agricoltura intende affrontare le sfide del mondo che ci aspettano? Di questo si sta discutendo a Bergamo in occasione del  G7 agricoltura, dove il CREA approda con l’ultima tappa di #Agrogeneration, l’iniziativa patrocinata dal Mipaaf e organizzata insieme a Future Food Institute e Vazapp, dedicata all’innovazione in agricoltura.


L’agricoltura del domani, infatti, sarà multifunzionale: oltre alla semplice produzione di cibo, valorizzerà e conserverà identità territoriali, naturali e paesaggi, con servizi agricoli e forestali mirati e dalle prestazioni sempre elevate grazie alle nuove tecnologie. La tendenza, infatti, è quella di un’economia sostenibile sempre più a basse emissioni di carbonio e all’insegna dell’innovazione.

Proprio in quest’ottica deve essere letta la crescente attenzione nei confronti dell’agricoltura di precisione e di una gestione agro-ambientale diretta all’ottimizzazione delle risorse, in grado di garantire quindi produzioni agricole ecocompatibili e di qualità. L’agricoltura di precisione, infatti, permette un approccio integrato basato su acquisizione di dati agro-ambientali e modelli di simulazione, che devono essere legati però alla storia e alla tradizione del prodotto. Inoltre, coinvolgendo tutti gli attori della filiera, è possibile esaltare il prodotto finale nel rispetto della qualità agro-ambientale. Elemento quest’ultimo che, insieme alla salubrità, alla certificazione dell’origine, alla riconoscibilità e alla tracciabilità degli alimenti, rappresenta per i consumatori un vero prerequisito irrinunciabile, che aggiunge un ulteriore valore ai prodotti.

«È chiaro che in simile scenario, così complesso e delicato, contrassegnato da sfide epocali - ha commentato Salvatore Parlato, Presidente del CREA - la ricerca svolga un ruolo essenziale. La scienza, infatti, in quanto portatrice di innovazione tecnologica, ha il compito sostanziale di costruire e garantire il futuro dell’agricoltura. Non va trascurato, ad esempio, il suo apporto nel valutare la vulnerabilità dell’agricoltura ai cambiamenti climatici o nel preservare e valorizzare gli ecosistemi ad essa connessi, attraverso la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità».

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