giovedì 2 novembre 2017

Enoturismo. Destinazione Nero Buono: vigore e complessità di un autoctono di terra volsca

Le grandi potenzialità del Nero Buono, antichissimo vitigno autoctono a bacca rossa originario di Cori, sono state il fulcro di una giornata di approfondimento su vini e bellezze del territorio compreso nel Comune dei Monti Lepini. 

Si annovera oggi tra i più grandi all'interno del panorama enoico laziale, e d'Italia. E' il Nero Buono, vino che nasce dall'omonimo vitigno facilmente distinguibile in vigneto per le sue uve nere a grappolo serrato e dalla buccia spessa pruinosa. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi; coltivato sulle splendide colline vulcaniche e calcaree presenti nel Comune di Cori, tanto che è anche noto come Nero Buono di Cori, è stato recuperato e rilanciato con perseveranza da quelle che oggi sono ormai diventate prestigiose ed affermate aziende locali, mediante ricerche e sperimentazioni che ne hanno di fatto documentato le peculiari caratteristiche qualitative.

Si è parlato di Nero Buono, tout court, alla seconda edizione di “Cori, Vini nei Cuori”, ma anche di enoturismo, ovviamente, un fenomeno che rappresenta quella che è la front-line nel rapporto tra produttori e fruitori del vino italiano ed il cui concetto è entrato recentemente, ed aggiungerei finalmente, nel Testo Unico del Vino.

La manifestazione si è da subito evidenziata per il ricco programma, molto concentrato ed efficace, a cui hanno preso parte le tre principali cantine dell’area – Cincinnato, Pietra Pinta, Marco Carpineti – che, insieme all’amministrazione, hanno organizzato una serie di attività specifiche per operatori e stampa, affiancate all’offerta per il pubblico con tre punti di degustazione di prodotti del territorio sparsi nel centro cittadino. Un viaggio enogastronomico con materie prime di eccellenza, un susseguirsi di sapori che lungo i Lepini conducevano sino al mare, il tutto abbinato con i vini da vitigni autoctoni, Nero Buono in primis, e Bellone (uva bianca diffusa anche oltre Cori ma che qui trova probabilmente le sue espressioni migliori), anche in versione spumante. Impeccabile la gestione grazie alla collaborazione con Sky Wine, che ricordo è un affermato format rivolto alla valorizzazione delle produzioni vinicole con la contestuale riscoperta dell'identità dei luoghi. Inoltre, non ultime, le visite guidate al complesso museale e alla chiesa di Sant’Oliva, e poi mostre, spettacoli folkloristici e un panorama mozzafiato sulla pianura pontina.

Sabato 28 ottobre, gli approfondimenti hanno preso il via con il convegno sul turismo enogastronomico “Le Terre del Vino e dell’Olio - Nuove Città d’Arte”, presieduto dal sindaco Mauro De Lillis e coordinato da Simonetta Imperia, Assessore all’Agricoltura Comune di Cori, che ha analizzato soprattutto gli strumenti per fare di Cori e dei territori rurali nuove destinazioni turistiche grazie anche alle opportunità del PSR 2014-2020 del Lazio. Un aspetto, quest’ultimo, che ha beneficiato della presenza come ospite d’onore della dottoressa Amalia Vitagliano, dirigente regionale per l’Area Processi di Qualificazione, Valorizzazione e Multifunzionalità.

A seguire, all’interno del complesso museale adiacente la chiesa di Sant’Oliva, la degustazione tecnica dedicata ad operatori e giornalisti di settore dei vini prodotti da Nero Buono dalle tre cantine più rappresentative dell'area: una verticale con i vini di punta di Pietra Pinta, Cincinnato e Marco Carpineti delle annate 2014, 2013 e 2012, dove tutti hanno potuto innanzitutto valutare l’evoluzione che questo grande vitigno, difficile ma capace di dare ottimi rossi, riesce a esprimere con un affinamento più lungo.

Ed è proprio il termine "evoluzione" il comune denominatore che ha contraddistinto la degustazione, tra l'altro egregiamente guidata dal giornalista e sommelier Fabio Ciarla, in concerto con i produttori presenti. Uno sviluppo graduale e completo che si è andato ad evidenziare, in generale, in tutte le bottiglie di ogni singola annata, con caratteristiche diverse - anche in funzione dell'andamento della stagione vendemmiale - ma tutte riconducibili ad una buona maturazione fenolica, con punte di eccellenza, che ha contribuito a donare ai vini struttura e persistenza. Le dotazioni polifenoliche e tanniche sufficientemente polimerizzate, ne hanno di fatto esaltato il carattere con pienezza di corpo, assenza di ruvidezza e buona longevità. Il colore, dall'annata più giovane a quella più vecchia, vira dal rosso rubino con riflessi violacei, a quelli tendenti al granato. Al naso i rimandi, tipici, a sentori di frutta di bosco in grande equilibrio con lo speziato ed il vegetale, e che sfumano decisamente a favore di quelli speziati nelle annate più vecchie. Tutti i vini al gusto hanno presentato una buona acidità, con sensazioni leggermente amaricanti, elemento questo che contribuisce ad evidenziare tipicità all'interno dell'equilibrio gustativo. Una scoperta ottenuta anche con alcune bottiglie ancor più indietro nel tempo, 2007 ma soprattutto 2009, degustate durante la cena di gala svoltasi presso la cantina Carpineti con lo staff di cucina e di sala del ristorante Materia Prima di Pontinia, guidato dal giovane chef emergente Fabio Verrelli D'Amico.

Insomma, tutte produzioni in grande crescita, e che onestamente mi aspettavo, in quanto confermano il valore del grande lavoro che ha fatto virare questo areale verso una vera e propria rinascita enologica. Un lavoro di squadra beninteso, che è fondamentale, fatto di investimenti su processi di innovazione e sempre orientato ad una produzione di qualità che hanno portato il Nero Buono ad ottenere grandi riconoscimenti e ad essere oggi esportato in tutto il mondo.

Finale di altissimo livello domenica mattina con la visita ai Giardini di Ninfa, grazie alla disponibilità della Fondazione Caetani. Uno spettacolo di colori e un’atmosfera unica, tanto che il New York Times l’ha definito il giardino privato più romantico del mondo, che ha letteralmente rapito i giornalisti ospiti dell’evento. Vi consiglio una visita.



LA MANIFESTAZIONE

‘CORI, VINI NEI CUORI’ è un’iniziativa del Comune di Cori – Assessorati Cultura, Agricoltura e Promozione del Territorio – in collaborazione con la Pro Loco e la Strada del Vino e dell’Olio della Provincia di Latina, con il sostegno del Consiglio Regionale del Lazio, ha nel vino il suo protagonista ma dà spazio anche all’altro tesoro delle colline coresi, l’olio extravergine di oliva, e ai prodotti tipici come il prosciutto cotto al vino e la gamma dei vari prodotti artigianali di Cori dai biscotti ai sott’oli. Eventi clou della kermesse saranno due mostre ospitate nel chiostro del Complesso Monumentale di Sant’Oliva, una presenterà le foto legate al vino e all’enogastronomia di ENRICO APPETITO - apprezzatissimo fotografo di scena di origine corese che ha lavorato con registi come Monicelli, Godard, Visconti, Rosi e Fellini –, l’altra accoglierà a 60 anni dal lancio dello Sputnik un’esposizione degli scatti inediti fatti a bordo della stazione spaziale internazionale e di materiali illustrativi sulle missioni compiute nello spazio dall'URSS e dalla Russia. Nell’ambito della manifestazione è stato inserito un momento di particolare importanza per la città: il 27 ottobre è stato inaugurato il restaurato TEATRO COMUNALE. Il progetto, finanziato dalla Regione Lazio, nasce sotto la precedente amministrazione Conti e giunge a compimento ora con la fine dei lavori di restauro e la restituzione alla cittadinanza del teatro così rinnovato. Nell’occasione è stato presentato il progetto della rete d’imprese denominato “Cori e Giulianello in rete”, anch’esso finanziato dalla Regione Lazio.

LE AZIENDE

Azienda Agricola MARCO CARPINETI – www.marcocarpineti.com

L’azienda MARCO CARPINETI sorge sulle colline di Cori, a 400 metri s.l.m. e appartiene alla famiglia Carpineti da diverse generazioni, dal 1986 è Marco che, spinto da autentica passione e dal desiderio di vivere in un ambiente intatto, ne prende in mano le redini e ne fa un’azienda modello e al momento in piena espansione. Il cambiamento più rilevante è stato senza dubbio l’adozione nel 1994 dei metodi di agricoltura Biologica, frutto della volontà di realizzare prodotti veramente sani. Per meglio rispettare l’ambiente, nella maggior parte della tenuta non si effettuano lavorazioni del terreno, ma soltanto il controllo delle erbe spontanee con falciature. Attualmente l’azienda si estende per circa 52,5 ettari, di cui 41 coltivati a vigneto e 11,5 a uliveto. La scommessa, che si sta dimostrando vincente, punta su alcuni vitigni sconosciuti, che solo questo territorio ha conservato come un tesoro nascosto. Vitigni a bacca bianca da sempre coltivati sono il Bellone, l'Arciprete Bianco (biotipo del Bellone) e due varietà di uva Greco, dette in loco Moro e Giallo, quasi scomparse nel territorio. Quelli a bacca rossa sono il Nero buono di Cori, il Montepulciano e il Cesanese. Curati da professionisti scrupolosi, i vigneti con esposizione sud sud-ovest si sviluppano in località Capolemole, Pezze di Ninfa e Valli San Pietro. Il terreno di origine vulcanica particolarmente vocato alla coltivazione della vite e degli ulivi è ricco di scheletro, in particolare tufo e, nella parte più alta, lo scheletro ha una costituente calcarea. Al momento in piena espansione, dispone di consistenti spazi per la trasformazione, lo stoccaggio, l'affinamento e la maturazione del prodotto, nonché per ricevimento ospiti e degustazioni.

Cooperativa CINCINNATO – www.cincinnato.it

Nel 1947 alcuni agricoltori fondano a Cori la Cooperativa Cincinnato con l’obiettivo di trasformare e commercializzare le produzioni dei soci nonché favorire il progresso dell’agricoltura locale. Il nome fu scelto in onore di Lucio Quinzio Cincinnato, che nel 458 condusse la guerra contro la popolazione degli Equi. Ottenuta la vittoria, rifiutò onori e cariche pubbliche tornando alle sue terre, che la leggenda narra essere situate proprio nell’area di Cori. Nel 1979 fu creata una cantina innovativa ad alto contenuto tecnologico. Nel corso degli anni la Cooperativa Cincinnato ha sempre saputo affrontare le mutevoli condizioni che hanno caratterizzato la viticoltura locale conservando un ruolo leader nella trasformazione delle uve dell’intero comprensorio. Nel 1995 la Cincinnato dà inizio al progetto di qualità mirato alla  valorizzazione e recupero ampelografico degli antichi vitigni autoctoni Nero Buono e Bellone. Oggi, festeggiando i 70 anni di vita, è una moderna cantina che raggruppa 130 soci i cui terreni coprono una superficie di 550 ettari, che caratterizzano il panorama collinare di Cori. Si contraddistingue per la produzione di vini da rari vitigni autoctoni quali Nero Buono, Bellone, Cesanese e Greco, per il rispetto dell’ambiente e della natura e per la produzione di vini dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Da alcuni anni ha preso vita anche il progetto ospitalità con il recupero del Casale Stoza, dove è sorto un raffinato agriturismo con ristorante.

Azienda Agricola PIETRA PINTA – www.pietrapinta.it

Fin dai primi dell’ottocento la famiglia Ferretti si è occupata di produzione d’olio e di vino, ed è sulle terre d’origine vulcanica di Cori che nel 1880 inizia lo sviluppo dell’azienda Pietra Pinta, con un incremento graduale del numero di oliveti e di vigneti. Oggi Cesare e Francesco e la nuova generazione della famiglia rappresentata da Bruno, per mantenere quella che è sempre stata la politica aziendale, tutela della qualità e conservazione dell’ambiente, gestiscono l’azienda utilizzando tecnologie e mezzi all’avanguardia, ma seguendo i metodi della coltivazione biologica e tradizionale. L’azienda coltiva importanti viti di pregio internazionali tra cui Shiraz, Petit verdot, Chardonnay, Sauvignon, Viognier, e sorprendenti autoctoni come il Nero Buono di Cori, la Malvasia Puntinata del Lazio, il Greco ed il Procanico. Le uve di produzione vengono vinificate nella moderna cantina capace di trasformare oltre 4000 quintali di uva. Il reparto di vinificazione è realizzato completamente in acciaio, tutti i serbatoi dispongono di un autonomo controllo della temperatura, mentre nella barricaia troviamo pregiati legni di Allier. L'azienda gestisce anche un frantoio e ha realizzato un agriturismo con ristorante per l'accoglienza.

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