lunedì 20 novembre 2017

Vino&Scienza. Dal grappolo al calice, con IoT e Blockchain, la filiera del vino diventa sempre più trasparente




Qualità, autenticità, sicurezza, il futuro dell'industria del vino si sta avviando verso il sistema Blockchain. Questa tecnologia che sta alla base delle cryptocurrencies o crypto-valute, come ad esempio i Bitcoin, è oggi sempre più utilizzata in molteplici settori, tra cui proprio quello vitivinicolo.


Rivoluzione Blockchain, è il caso di dirlo. Sin da quando nel 2008 fu pubblicato il paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”, da un autore tuttora sconosciuto sotto lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, in cui descriveva le linee guida per la creazione della prima moneta virtuale decentralizzata resa sicura da complessi meccanismi crittografici, molti si sono resi conto delle grandi potenzialità di questo sistema, come ad esempio l'industria alimentare, che con l'aumentare della sua complessità e dei rischi associati alla produzione degli alimenti, sempre più spesso si viene a confrontare con le sfide tecnologiche del nuovo millennio.

La blockchain si basa sostanzialmente sul concetto di fiducia (trust), che assicura trasparenza ed integrità dei dati, permettendo una garanzia di autenticità delle informazioni e garantendo in particolare la tracciabilità della transazione e quindi rendere certa la catena dei passaggi. Di fatto questa tecnologia rivoluziona i classici strumenti che sono stati utilizzati per anni, in quanto tutte le operazioni di autorizzazione e verifica non vengono più gestite a livello centrale ma in blocchi o nodi che entrano a far parte della catena, e che ne diventano i componenti essenziali.

Facile quindi immaginare quali potrebbero essere le conseguenze che può portare nel settore vitinicolo, in fatto di verifica della qualità, autenticità e sicurezza lungo tutta la filiera del vino. A lavorare in sinergia con la Blockchain sarà la tecnologia Iot, anche conosciuta come Internet of Things, in quanto risulta fondamentale, se non ovvio, associare alla bottiglia di vino anche un dispositivo connesso alla rete.

Le tecnologie Blockchain e IoT si stanno di fatto affermando nel mondo globalizzato come soluzioni sempre più evolute e sicure. Questa integrazione creerà dei benefici sia per le spedizioni sia per la qualità della conservazione delle merci - in questo caso il vino - monitorandone l’originalità e le condizioni ottimali di trasporto.

Oggi ci sono diverse start-up, sia all’estero che in Italia, che stanno esplorando il potenziale della blockchain in agricoltura e nel settore dell’agroalimentare, tra queste, in fatto di tutela e autenticità del vino, ho avuto modo di parlare di Wenda, che, nell'ambito del “Maker Faire Rome svoltasi a Roma lo scorso anno, ha presentato un innovativo dispositivo elettronico che si avvale appunto della tecnologia Iot. Una volta applicato sul collo della bottiglia, permette di monitorare i parametri che ne influenzano lo stato di conservazione, molto spesso sottovalutati come la temperatura, la luce, l'inclinazione ed anche le vibrazioni. A proposito, volevo segnalare che la "Maker Faire Rome - The European Edition 4.0", la più grande manifestazione europea dedicata all'innovazione, torna, alla Fiera di Roma, dall'1 al 3 dicembre.

Ultimamente Wenda ha siglato un accordo con Chainvine per integrare le rispettive tecnologie del Blockchain e dell’IoT all’interno del processo di delivery del vino, per portare sulle tavole del consumatore un vino che rispecchi pienamente la volontà del produttore. Questa partnership permetterà così a Wenda di continuare a sviluppare un prodotto unico nel suo genere. La connessione diretta tra la piattaforma di ID/Asset Management di Block Chainvine e i dispositivi IoT di Wenda consentiranno così alle aziende e ai privati di prendere rapidamente​ ​decisioni​ ​strategiche​ ​per​ ​le​ ​loro​ ​merci,​ ​in​ ​qualsiasi​ ​punto​ ​della​ ​filiera.​

Chainvine è una società di soluzioni tecnologiche basate appunto su Blockchain che utilizza una piattaforma PaaS, un abilitatore technology-agnostic che può operare sia al livello del protocollo Blockchain, sia al livello del cloud computing di dati aziendali.

Wenda è una Start up innovativa italiana che fornisce soluzioni IoT in grado di monitorare la qualità del prodotto lungo tutta la filiera. L’obiettivo è quello di trasformare i dati raccolti in informazioni, facilitando decisioni ponderate e razionali. Wenda opera principalmente nel settore Food & Beverage.

Come ha tenuto ad affermare Antonio Catapano, CEO di Wenda, l'opportunità di lavorare con Chainvine su argomenti importanti come trasparenza e sicurezza nella filiera grazie all'innovativa tecnologia Blockchain, permette di integrare, in una singola soluzione, informazioni riguardanti tanto la qualità dei prodotti quanto la garanzia di ogni fornitura. Per Oliver N Oram, CEO di Chainvine, l'approccio di Wenda all’IoT e l'esperienza con l’integrazione di sistemi porterà alla realizzazione del concetto di Intelligent Commodity.

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