giovedì 8 marzo 2018

Formazione. Al via la prima edizione della Winter School di “Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese"

Comunicare il Sangiovese nell'era digitale: lo storytelling sarà il tema della prima edizione della Winter School di “Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese", progetto promosso dalla Fondazione Banfi.


Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese, è il primo Centro Studi Permanente sul Sangiovese. Nasce nel 2017 nel territorio simbolo di questo vitigno, Montalcino, grazie ad un’idea della Fondazione Banfi. il cui obiettivo è lo sviluppo e la divulgazione della cultura e della conoscenza di questo vitigno.


"La conoscenza si può ampliare solo con la formazione”, dichiara il Prof. Scienza, Presidente di Sanguis Jovis. E proprio un anno fa, grazie alla volontà della Fondazione Banfi, è nato il progetto Sanguis Jovis - Alta Scuola del Sangiovese. Dopo il successo della prima edizione della Summer School, lo scorso settembre (I profili del Sangiovese in Toscana), la prossima settimana si inaugura la Winter School con un tema di grandissima attualità: Lo storytelling del Sangiovese nell’era digitale.

Dal 14 al 16 marzo 2018, presso O.CR.A. Officina Creativa dell’Abitare (Via Boldrini 4, Montalcino- Siena), con la prima edizione della Winter School, ventidue studenti selezionati con bando di ammissione (circa ottanta le domande ricevute) potranno seguire un percorso di formazione orientato al marketing e alla comunicazione del Sangiovese nell’era digitale fondazionebanfi.it/it/sanguis-jovis/.

Il Prof. Mattiacci, Direttore Scientifico di Sanguis Jovis, spiega così il corso sullo Storytelling del Sangiovese: “Approfondiremo l’elevato contributo di valore che viene riconosciuto alla componente intangibile della bottiglia. Con l’ausilio di illustri accademici e professionisti del settore, offriremo un’ampia panoramica nell’ambiente digitale social, con particolare riferimento alle produzioni del Sangiovese proiettato in un mercato globalizzato, in cui la digitalizzazione diviene strumento necessario per la sua diffusione e conoscenza”.

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