lunedì 14 gennaio 2019

Vino e sostenibilità, costruzione e corretto impiego delle macchine irroratrici per una distribuzione sostenibile degli agrofarmaci

La distribuzione sostenibile degli agrofarmaci nel vigneto passa attraverso il corretto impiego di macchine irroratrici costruite con criteri che rispettino parametri di funzionalità con diretta influenza sulla potenziale contaminazione dell'ambiente.




La distribuzione degli agrofarmaci attraverso macchine irroratrici è un problema non di poco conto e che va affrontato seriamente. Basti pensare che il consumo annuo di prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura in Italia ammonta ad oltre 100.000 tonnellate. Quantità rilevanti di sostanze tossiche possono essere disperse nell'ambiente se la distribuzione non è effettuata correttamente.

Già a partire dal 2000 l'evoluzione tecnologica delle macchine irroratrici per il vigneto ha avuto come obiettivi la possibilità di adeguare in modo sempre più preciso la quantità di miscela fitoiatrica alle caratteristiche del bersaglio da trattare, limitandone al minimo la dispersione nell'ambiente. Oggi per rispondere alle nuove esigenze di mercato, il produttore si deve affidare a costruttori di macchine irroratrici che concentrino sempre più la propria attenzione su una serie di parametri costruttivi e funzionali che hanno diretta influenza sulla potenziale contaminazione dell'ambiente.

Le macchine di nuova generazione dovranno consentire una gestione dell'attrezzatura sempre più sicura sia per l'operatore che per l'ambiente in tutte le fasi di utilizzo (prima, durante e dopo l'applicazione della miscela fitoiatrica) e, grazie alle nuove conoscenze nel campo dell'elettronica e dell'informatica, di registrare tutti i parametri relativi alla distribuzione degli agrofarmaci che sono significativi ai fini della tracciabilità del prodotto. 

L'emanazione della Direttiva Europea (128/ 2009 CE) sull'uso sostenibile degli agrofarmaci ed il contemporaneo emendamento della Direttiva Macchine (127/ 2009/ EC), ha indirizzato i costruttori a progettare e realizzare macchine irroratrici tali da garantire la massima salvaguardia ambientale durante il loro utilizzo e limitare contaminazioni sia di tipo diffuso, come il ruscellamento (drenaggio sottosuperficiale) e la deriva, ovvero il movimento del fitofarmaco nell'atmosfera dall'area trattata verso qualsivoglia sito non bersaglio, nel momento in cui viene operata la distribuzione, sia da contaminazioni di tipo puntiforme. Queste ultime possono in particolare verificarsi nelle fasi di riempimento dell'irroratrice ed al termine del trattamento, quando si deve operare la pulizia dell'attrezzatura. A tal fine è, ad esempio, fondamentale poter ridurre al minimo i residui di miscela fitoiatrica nell'irroratrice a fine trattamento e disporre di efficienti sistemi di lavaggio interno ed esterno della macchina. Si stima che circa il 50% della contaminazione delle acque superficiali è dovuta proprio ad una non corretta gestione dei prodotti reflui del trattamento.

La direttiva 2009/128/CE, recepita con il decreto legislativo del 14 agosto 2012, n. 150 ha inoltre istituito un "quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi". Per l’attuazione di tale direttiva sono stati definiti Piani di Azione Nazionali (PAN) per stabilire gli obbiettivi, le misure, i tempi e gli indicatori per la riduzione dei rischi e degli impatti derivanti dall’utilizzo dei prodotti fitosanitari.

Il Piano di Azione, adottato in Italia con Decreto Interministeriale 22 gennaio 2014, promuove di fatto pratiche di utilizzo dei prodotti fitosanitari maggiormente sostenibili e fornisce indicazioni per ridurre l’impatto dei prodotti fitosanitari nelle aree agricole, in quelle extra agricole (aree verdi urbane, strade, ferrovie, ecc..) e nelle aree naturali protette. Per approfondimenti: Testo del Piano Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

La Comunità Europea ha inoltre finanziato il progetto TOPPS (Train Operators to prevent Pollution from Point Sources) con lo scopo di fornire linee guida (BMP = Best Management Practices) per la corretta gestione degli agrofarmaci, a cui ha aderito ad esempio il Consorzio Vini Collio, di cui scrissi quì.

Sulla tecniche di contenimento della deriva, in particolare, ho segnalato quì un workshop presso il Centro di Sperimentazione Laimburg, dove oltre 50, tra rappresentanti del settore della ricerca, della consulenza, cooperative di produttori, associazioni bio e produttori di atomizzatori hanno condiviso esperienze e scambiato opinioni sulle tecniche da adottare.

Nel campo della meccanica agricola è d'obbligo fare riferimento a Fieragricola, questa importante fiera veronese da 120 anni mette in scena lo stato dell'arte della ricerca con tutte le tecnologie più innovative e fortemente orientate verso una viticoltura sempre più sostenibile. Non bisogna dimenticare che la meccanica agricola è considerato uno dei comparti trainanti dell'agricoltura che in questa fase sta accompagnando il mondo agricolo verso la rivoluzione digitale, attraverso l’agricoltura di precisione e l’analisi dei big data e, non ultimo una maggiore consapevolezza della tutela del suolo e della protezione dell’ambiente. 

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