giovedì 31 gennaio 2019

Vino ed export. Lugana: la denominazione Lombardo-Veneta conquista i mercati e la critica internazionale

Un vitigno nobile e antico il Lugana, in grado di produrre un bianco ricco di sfumature e personalità. Un microclima ideale unito alla fertilità del suolo di matrice argillosa donano ai vini un patrimonio organolettico unico che oggi conquista i mercati e la critica internazionale. 





Da sempre identificato con una delle riviere più belle del mondo, il Lugana è riuscito a tradurre questo considerevole appeal turistico in una lungimirante e consistente attività di esportazione. Una “culla climatica” perfetta quella del Lago di Garda che accudisce e valorizza le peculiarità di questo vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato da secoli in questo territorio. 

Il Lugana ha una doppia appartenenza regionale, la denominazione è di fatto Lombardo-Veneta con una predominanza della parte lombarda sia quantitativa: ben quattro comuni su cinque ricadono nella provincia di Brescia (Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato), sia in termini di ettari vitati (ben 750 dei 1000 attuali sono coltivati nel Bresciano). Quella veneta invece annovera il solo comune di Peschiera del Garda, ma di fatto detiene il primato del volume commerciale, visto che il 60% dell’imbottigliato (circa 9 milioni di pezzi all’anno) è gestito da produttori veronesi.

Il Lugana anche denominato Turbiana è parente stretto del Trebbiano di Soave (e citato come tale nel disciplinare di produzione). Geograficamente non lontano, il Soave dimora però in un altro tipo di habitat (vecchie pergole su colline vulcaniche). Il Lugana fa parte della variegata famiglia dei trebbiani, molto diffusi anche nel centro Italia e presenta, in termini genetici, alcune similitudini con il verdicchio ma che se ne distanzierebbe dal punto di vista fenologico, agronomico ed enologico. Per meglio definire l’identità di questa particolare varietà di trebbiano, dal profilo aromatico più spiccato e intenso, il Consorzio Tutela del Lugana sta portando avanti un progetto di selezione clonale, per identificare le specificità delle cultivar presenti sul territorio.

Grazie ad una continua attività di promozione internazionale i bilanci sono molto positivi per il Lugana DOC, che chiude il 2018 con un deciso segno “più” registrando un trend di crescita che va oltre l’8,6% rispetto all’anno precedente, per un totale di bottiglie prodotte pari a 17.578.533. Numeri da capogiro che riconfermano il successo del bianco Lugana nei mercati internazionali, per un fatturato che strizza l’occhio all’estero con un 70% di export, trainato da Nord Europa e USA. 

Grande apprezzamento anche da parte della critica: Kerin O’Keefe, penna dell’autorevole review americana Wine Enthusiast, ha premiato la regione gardesana e i suoi vini, posizionandola tra le prime dieci mete enoturistiche di tutto il mondo da visitare nel 2019.

E il 2019 si apre proprio all’insegna del consolidamento e del posizionamento della Denominazione nei mercati mondiali, con un ricco programma di attività promozionali che si svilupperà nel corso dell’anno e che verrà inaugurato già a metà febbraio con Wine Paris (11-13 febbraio, Parigi). “Sull’onda della crescita considerevole di numeri e risultati della DOC, siamo alla costante ricerca di nuove sfide e nuovi mercati, tra i quali quello francese” dichiara il Direttore del Consorzio di Tutela Carlo Veronese e continua “È la prima volta, infatti, che la DOC prende parte ad attività promozionali a Parigi, in particolare con la partecipazione a Wine Paris, una fiera inedita che metterà in evidenza la ricchezza dei territori viticoli mondiali”. Non solo Parigi, il Consorzio intende rafforzare il suo ruolo-guida per garantire ai produttori, ma anche ai consumatori, un’offerta promozionale efficace, partecipando a eventi e a manifestazioni di richiamo internazionale, che rappresentano importanti occasioni di incontro e di confronto con un pubblico specializzato di buyer, stampa e professionisti del settore.

Il Consorzio del Lugana volerà quindi a marzo negli USA – con lo Slow Wine USA Tour 2019, che toccherà le città di San Francisco, Portland, Denver, New York e Boston – e a Düsseldorf per il consueto appuntamento con ProWein (17-19 marzo 2019). E ancora, Verona (Vinitaly, 7-10 aprile 2019), Milano (Best Wine Star, 4-6 maggio 2019) e Londra, per la attesa London Wine Fair (20-22 maggio), tappe fieristiche che si alterneranno a masterclass in Europa e alla nuova edizione di “Armonie senza Tempo”.

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