mercoledì 7 ottobre 2020

La green economy del vino: edifici eco-friendly con i residui delle potature della vite

Le case del futuro potrebbero essere costruite con un materiale eco-friendly. Un team di ricercatori australiani sta mettendo a punto pannelli ricavati dai residui della potatura della vite per la costruzione di edifici sostenibili. 



La coltivazione della vite produce inevitabilmente ingenti quantitativi di sarmenti prodotti dalle potature della vite. Uno studio australiano sta indagando sulle relative potenzialità di questi scarti per essere trasformati in futuro in sottoprodotti interessanti nel settore edile. I sarmenti in sostituzione del cippato nella realizzazione di pannelli per la costruzione di edifici si inseriscono così come potenziale veicolo di abbattimento dei costi di importazione e trasporto e come reddito accessorio nella gestione delle attività della filiera vitivinicola.

Amanda Ellis, a capo del team di ricerca di ingegneria chimica dell'Università di Melbourne, ha affermato che c'è una grande disponibilità annua di questo sottoprodotto: a livello globale l'industria del vino smaltisce circa 42 milioni di tonnellate di sarmenti ogni anno, costituendo di fatto una delle principali fonti di rifiuti delle colture agricole. Normalmente i tralci per essere smaltiti vengono bruciati o interrati con conseguenze negative nei confronti dell'ambiente.

La presente ricerca è stata avviata sulla scia di una domanda globale crescente di pannelli truciolari utilizzati nell'industria edile. Secondo un rapporto dell'Università di Melbourne, il pannello truciolare è uno dei materiali da costruzione più prodotti. Nel 2018 sono stati prodotti circa 97 milioni di metri cubi di cippato a livello globale. In tal senso i sarmenti potrebbero essere utilizzati per sostituire il truciolo ricavato dagli alberi, pino in generale, il che contribuirebbe a ridurre al minimo i costi di importazione e trasporto. 

Il processo di produzione dei pannelli, in fase di messa a punto, prevede un impasto combinato di resine, cere e ritardanti di fiamma. Segue una pressatura a caldo a circa 173 gradi celsius per circa cinque minuti, in modo da rendere i pannelli perfettamente sigillati. Si ottiene così un prodotto con un ottima resistenza meccanica, buona lavorabilità e facilità di taglio. Tecnicamente questo è dovuto alle caratteristiche del legno di vite in quanto risulta avere un basso contenuto di silice e minerali, composti questi non desiderati nella produzione di pannelli edili.

Nessun commento:

Posta un commento