giovedì 15 ottobre 2020

Viticoltura di precisione, sensori ad alta risoluzione per identificare le carenze nutritive del vigneto

Arriva il Vigneto Efficiente un progetto della Cornell University per valutare l'utilizzo di sensori ad alta risoluzione in grado di identificare le carenze nutritive della vite. Consentirà ai viticoltori di prendere decisioni sulla gestione dei nutrienti in tempo reale per una maggiore redditività e  sostenibilità ambientale.




La salute del vigneto passa attraverso il corretto assorbimento dei nutrienti necessari all'equilibrio vegeto-produttivo della pianta così da portare a produzioni di uva qualitativamente significative. Ma identificare le carenze di azoto, potassio, magnesio e altri nutrienti chiave, è un processo impegnativo, laborioso e altresì costoso per il viticoltore. Inoltre i livelli di nutrienti possono variare in modo significativo da un luogo all'altro, anche all'interno di una singola parcella di vigneto. 

In tal senso è in fase di sviluppo un ulteriore strumento in aiuto ai viticoltori che si affidano all'agricoltura di precisione nella gestione del vigneto. Sarà a breve possibile identificare le carenze nutritive del terreno grazie alla messa a punto di nuovi sensori ad alta risoluzione. Il National Institute of Food and Agriculture del Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti ha finanziato il progetto ad un team di ricercatori della Cornell University. 

Efficient Vineyard Project (EVP), questo il nome del progetto che nasce con l'obiettivo di mettere a punto sensori che si affiancheranno ad un meccanismo di misurazione che combina sia il campionamento a terra che l'imaging satellitare allo scopo di quantificare con precisione le carenze di nutrienti del vigneto. L'EVP utilizza i dati di rilevamento del suolo, della chioma, della resa e del contenuto di zucchero dell'uva, per generare mappe standard dei vigneti in modo da aiutare il viticoltore a valutare crescita, produttività e  qualità della pianta; informazioni con le quali creare mappe più accurate dei vigneti per ottimizzarne le pratiche di gestione. I sensori saranno in grado di rilevare le carenze prima che diventino visibili.

Il progetto si rivolge ai viticoltori anche in termini di sostenibilità. Molto spesso infatti l'applicazione eccessiva di fertilizzanti come l'azoto, può contribuire a problemi di lisciviazione, ovvero un processo indesiderato in quanto inquinante - le sostanze organiche ed i sali minerali solubili filtrano dagli strati superficiali del suolo verso quelli più profondi, per effetto della percolazione delle acque piovane - specialmente in regioni vinicole vicino a fiumi e laghi.

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