martedì 3 novembre 2020

Vino naturale, futuro dell'industria vinicola cinese

Il vino naturale è il futuro dell'industria vinicola cinese. A sostenerlo è Li Hua, considerato il "padre del vino cinese moderno".

Azienda vitivinicola biodinamica Silver Heights a Ningxia 



Sembra che il movimento del vino naturale abbia trovato un alleato in uno degli enologi più influenti della Cina. Si tratta di Li Hua, massimo enologo cinese e noto come il "padre del vino cinese moderno". Parlando alla diciassettesima conferenza annuale dell'Istituto cinese di scienza e tecnologia alimentare (CIFST), tenutasi nella città nord-occidentale di Xi'an, Li ha esortato i vitivinicoltori in Cina a produrre vini naturali a basso intervento e privi di sostanze chimiche.

Li Hua è un peso massimo dell'industria vinicola cinese; ha conseguito il dottorato a Bordeaux all'inizio degli anni '80 ed è tornato in Cina nel 1986 per avviare il primo programma enologico del paese, fondando poi la prima scuola di viticoltura ed enologia del paese. Oggi Li è decano onorario a vita del dipartimento di viticoltura ed enologia dell'università A&F nordoccidentale.

Il sostegno più esplicito di Li per i vini naturali è arrivato nel periodo in cui la vitivinicoltura del paese stava attraversando un periodo stagnante con una produzione ed esportazioni in calo. Il suo sostegno è stato decisivo per promuovere l'industria vinicola nazionale. La Cina ad oggi è il settimo produttore di vino al mondo, ma il suo volume di produzione di vino si è ridotto negli ultimi anni, con l'annata 2019 che è scesa al minimo storico con 4,51 milioni di ettolitri.

All'inizio di giugno, il presidente cinese Xi Jinping ha visitato Ningxia, la principale regione vinicola della Cina, decidendo di soffermarsi presso cantine e vigneti. La mossa è stata vista dagli addetti ai lavori come un incoraggiamento ed una azione di stimolo per l'industria del vino del paese.

Li Hua nel suo discorso ha affermato che il vino naturale contribuirà a garantire una produzione vinicola sostenibile e di alta qualità nel paese e contribuirà ad un rapido sviluppo dell'industria vinicola globale; un risultato questo grazie anche al contributo della ricerca scientifica e all'identificazione e caratterizzazione dei lieviti di rilevante interesse enologico. Un passaggio determinante questo che sicuramente contribuirà a superare l'attuale sistema di omogeneizzazione dei vini da parte della maggioranza delle aziende vinicole cinesi.

Tutte le azioni da intraprendere quindi, secondo l'enologo, saranno nel segno dell'innovazione con la creazione di biodiversità nel vigneto e riducendo l'uso della chimica n cantina. La vinificazione dovrà di fatto essere la più naturale possibile, con meno interventi artificiali. Il vino naturale che ne deriva rifletterà le caratteristiche varietali originali, ovvero il terroir: concetto ancora non particolarmente percepito nel paese del dragone.

In Cina da qualche anno la pratica della vinificazione biologica, biodinamica o naturale, ha iniziato a prendere piede. Nel 2018, quando il Concours Mondial de Bruxelles si è svolto in Cina, oltre un terzo dei campioni cinesi in competizione erano biologici e biodinamici. La produzione è presente nelle province nordoccidentali dello Xinjiang e Ningxia fin anche nella Mongolia Interna. Ad abbracciare l'idea di produrre vini biologici ci sono aziende vinicole come Silver Heights, Puchang Vineyard, Tiansai Vineyards tanto per citarne alcune.

Anche da parte dei consumatori cinesi si assiste ad una maggiore attenzione rispetto a ciò che mangiano e bevono e questo ha un impatto sul consumo e sulla produzione dei vini biologici. Lo scorso anno a Shanghai si è svolto il primo festival del vino naturale ed anche le enoteche di vini naturali si stanno moltiplicando in tutto il paese. Insomma è un dato di fatto che oggi il mercato richiede sempre di più prodotti biologici e continuerà a farlo negli anni a venire. Si stima che entro il 2022, saranno consumate oltre un miliardo di bottiglie di vino biologico all’anno, in tutto il mondo.

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