martedì 12 aprile 2022

Loira, rinasce antico vitigno scomparso. E' un lontano parente del Pinot Nero

Le sue origini risalgono al Rinascimento. Si tratta del Lignage, lontano parente del Pinot Nero. Vitigno sensibile alle malattie ma con notevoli qualità organolettiche. Parte un progetto sperimentale per farlo rinascere a favore del patrimonio storico e della biodiversità del territorio della Loira.



Rinasce il Lignage, nome di un antico vitigno coltivato probabilmente nel tardo medioevo in alcuni vigneti intorno a Orleans nella Valle della Loira. Il vitigno ha una lunga storia nella regione, con i primi resoconti scritti della varietà risalenti al 1427. Era anche conosciuta come Macé Doux, Macédoux, Massé Doux o Lignage de Blois. Si trovava generalmente nella regione intorno a Blois e all'inizio e alla metà del XIX secolo era conosciuta in una zona vinicola nota come Côte des Grouëts.

Thierry e Zoë Puzelat di Clos du Tue-Boeuf ha intrapreso la sperimentazione di questo vitigno a bacca rossa, un tempo presente nella sua proprietà nel 19° secolo. I Puzelat pianteranno 82 giovani viti di Lignage nella loro tenuta questa settimana, iniziando così una prova decennale di questa varietà.

L'uva Lignage è così rara che diversi anni fa l'unico materiale vegetale rimasto (una sola vite) è andato quasi distrutto nel vivaio INRA a Montpellier, dopo essersi infettato. La rinascita di Lignage fa parte di un progetto più ampio supervisionato dall'Unione per le risorse genetiche del Centro-Val de Loire (URGC), guidato da François Bonhomme.

La varietà è simile al Pinot Nero in quanto produce un vino rosso di colore relativamente chiaro e può anche essere vinificato in bianco. La pianta germoglia tardivamente ed è particolarmente suscettibile all'oidio. Produce grappoli relativamente piccoli con bacche ovoidali viola. Come vino, si sa relativamente poco. Secondo la letteratura, il Lignage produceva un vino rosso fine, delicato, leggermente colorato, con aromi fini e una bassa gradazione alcolica.

Se ne saprà di più nel 2024, quando dovrebbero essere prodotti i primi vini di prova. Entro il 2026-28, si spera che la varietà entri nei cataloghi ufficiali della vite e che sia disponibile materiale vegetale sufficiente per piantagioni più ampie.

Ci sono altre varietà rare nella regione della Loira tra queste il rosso Guascone, di cui ne è rimasto un ettaro, il Genouillet, quattro ettari, il Gouget Noir, sette ettari e il Meslier-Saint-François, nove ettari.