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La musica come rete: donne, oggetti e diplomazia nella Roma della prima modernità. Lanciata la call per il convegno all'École française di Roma

Émilie Corswarem dell'Université de Liège e Valeria De Lucca dell'University of Southampton hanno lanciato una call for papers destinata a raccogliere proposte di ricerca per un workshop internazionale che si terrà all'École française de Rome il 14 e 15 aprile 2026. Il tema è "Women, material culture, music, and diplomacy in the early modern period", ovvero la messa in relazione di termini che la storiografia tradizionale ha troppo spesso tenuto separati, come la musica e la diplomazia, gli oggetti e le reti umane, le pratiche domestiche e quelle pubbliche, per far emergere la complessità di un fenomeno che nessuno di questi piani, preso da solo, è in grado di spiegare. I contributi possono essere presentati in inglese, italiano o francese, devono includere un abstract di 250-300 parole accompagnato da un breve curriculum vitae, e vanno inviati entro il 1° marzo 2026 agli indirizzi E.Corswarem@uliege.be e V.Delucca@soton.ac.uk. Non è prevista alcuna tassa di iscri...
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Francesca Caccini copista, la mano nascosta del Seicento: La Cecchina e la diffusione del canto solistico tra Roma e Firenze

Un enigma durato decenni è stato risolto grazie a tecniche mutuate dalla grafologia forense. Il musicologo John Walter Hill ha dimostrato che la misteriosa "Mano A" dei più importanti manoscritti fiorentini del Seicento appartiene a Francesca Caccini, "La Cecchina". La scoperta rivela un ruolo inedito della celebre compositrice e virtuosa del canto, ovvero quello di instancabile copista e tramite culturale decisivo nella circolazione della monodia tra Roma e Firenze. La storia della musica barocca ha un debito nascosto con Francesca Caccini. Conosciuta dai contemporanei come "La Cecchina", celebrata dalla storiografia come una delle prime grandi compositrici e cantanti del Seicento, questa figura straordinaria ha svolto per decenni il ruolo di instancabile trascrittrice di manoscritti musicali, rimasto nei secoli nell'ombra. Un'attività che fu vero motore per la diffusione e l'evoluzione del canto solistico tra i due principali centri musicali ...

Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito: Roma rende omaggio a una delle figure fondatrici della scultura moderna

Nel cuore dei Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, dal 20 febbraio al 19 luglio 2026, Roma rende omaggio a Constantin Brâncuși con la mostra “Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito”, inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista e nell’ambito dell’Anno Culturale Italia Romania 2026. L’iniziativa si colloca in un contesto di cooperazione bilaterale che riconosce a Brâncuși un ruolo fondativo nella scultura del Novecento e riafferma la centralità della sua ricerca nel panorama europeo. L’esposizione si sviluppa come un percorso che ripercorre le matrici culturali e formali dell’opera brâncușiana, restituendo al pubblico italiano la complessità di un artista che seppe trasformare la tradizione plastica in un linguaggio radicalmente nuovo. Nato a Hobița nel 1876, formatosi in Romania e poi protagonista della scena parigina, Brâncuși portò a compimento un processo di progressiva essenzializzazione della f...

Denominazioni italiane, l'anno della resilienza: il settore vinicolo certificato resiste alle tensioni di mercato

La filiera certificata conferma la tenuta nel 2025 con un calo contenuto degli imbottigliamenti complessivi. Le denominazioni DOCG e DOC crescono in controtendenza, mentre le IGT subiscono una battuta d'arresto significativa. Spumanti, rosati e bianchi fermi guidano la ripresa, i rossi perdono terreno. Le micro-denominazioni mostrano fragilità strutturali, mentre le realtà medio-grandi dimostrano maggiore capacità di adattamento al mercato. Il vino italiano di qualità attraversa il 2025 con resilienza, confermando volumi superiori ai livelli pre-pandemici nonostante un contesto di mercato complesso e una domanda globale ancora debole. I dati elaborati da Valoritalia e aggiornati al 31 dicembre 2025 mostrano una fase di consolidamento che premia le produzioni ad alto valore aggiunto e segna l'evoluzione delle preferenze di consumo a livello nazionale e internazionale. L'analisi condotta dal principale ente di certificazione della filiera vitivinicola italiana, che controlla ...

Identità territoriale e mercati internazionali, DOC “Grande Franciacorta”: un progetto in discussione che divide il settore. Contesto, sfide e prospettive nel segmento delle bollicine lombarde

La proposta di istituire una nuova denominazione di origine controllata che riunisca sotto un’unica sigla le aree storiche delle bollicine metodo classico lombarde ha riacceso un dibattito profondo tra operatori, consorzi e analisti del vino. L’ipotesi, nota informalmente come DOC “Grande Franciacorta”, punta a valorizzare una più ampia massa critica produttiva per affrontare mercati internazionali sempre più competitivi, ma solleva interrogativi sostanziali sul piano identitario e qualitativo delle denominazioni coinvolte. L'idea di una DOC “Grande Franciacorta”, è stata rilanciata nelle ultime settimane da commenti pubblicati da osservatori del settore vitivinicolo italiano. Uno degli argomenti chiave riguarda la possibile integrazione delle produzioni della Franciacorta, area spumantistica del Bresciano con una storia consolidata di tutela e riconoscibilità, con il comprensorio dell’Oltrepò Pavese, dove il pinot nero e la produzione metodo classico stanno acquisendo crescente ce...

La musica classica come patrimonio vivo. Cremona celebra la ricerca musicologica: al via la terza edizione del Premio ADUIM

Il 27 febbraio Palazzo Raimondi a Cremona ospita la terza edizione del Premio ADUIM, il riconoscimento che l'Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica assegna alle migliori pubblicazioni scientifiche in campo musicologico. Quest'anno il premio cambia formula, alternando annualmente produzioni musicali e studi scientifici. I vincitori 2025 sono Daniele Palma, con la monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell'Opera (1887–1948), e Francesco Fontanelli, per il saggio The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the "Backstage" of Beethoven's Late Style, pubblicato su The Beethoven Journal. A seguire il concerto del Quartetto Goldberg della Fondazione Stauffer. Foto  via Hf4   Nato per iniziativa dell'Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica, il Premio ADUIM rappresenta dal 2024 un riconoscimento conferito dai docenti di musica delle università italiane alle produzioni di valore in cui ricerca, analisi e riflessio...

Il linguaggio nascosto del vino: il calice dipinto nella pittura barocca. Un'analisi di percezione estetica e culturale attraverso il metodo Panofsky

La storia del vino si racconta anche attraverso le tele. Nel Seicento europeo, mentre la viticoltura affrontava trasformazioni epocali, quattro artisti straordinari utilizzarono il calice e la bottiglia come strumenti di un discorso culturale profondo, capace di rivelare tensioni religiose, dinamiche sociali e identità nazionali. Lo dimostra con rigore la ricerca di Sarah Benson, Master of Wine, che ha analizzato come Caravaggio, Velázquez, Vermeer e Chardin abbiano interpretato il vino nelle loro opere, trasformando un semplice elemento compositivo in un potente veicolo di significato.  Nell'affascinante studio, "An Analysis of the Cultural Perception and Interpretation of Wine Through the Work of Four Baroque Artists", Sarah Benson esamina come la cultura del vino sia stata rappresentata e interpretata attraverso l'arte del periodo Barocco, concentrandosi in particolare sulle opere di quattro celebri pittori. Per esplorare tale mutamento l'autrice utilizza il me...