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Liszt e Petrarca. La trasfigurazione pianistica dei Sonetti: dalla forma poetica alla costruzione musicale nel Romanticismo europeo

Liszt e Petrarca. La trasfigurazione pianistica dei Sonetti, a cura di Lorena Gaccione (Zecchini Editore), è un’interessante indagine ermeneutica sul rapporto tra la lirica di Francesco Petrarca e la sua rielaborazione musicale nell’opera di Franz Liszt. Il volume unisce l'attenzione filologica alla riflessione musicologica sul processo di trasfigurazione del testo poetico in linguaggio pianistico, collocandosi entro una linea interpretativa consolidata secondo cui la musica romantica non si limita a recepire il dato letterario, ma lo riformula secondo logiche interne, traducendo la struttura retorica del sonetto in un’architettura sonora capace di restituirne le tensioni affettive e speculative. Con Liszt e Petrarca. La trasfigurazione pianistica dei Sonetti di Lorena Gaccione, la ricerca musicologica si arricchisce di uno studio sulle dinamiche intermediali tra poesia e musica nel XIX secolo. Attraverso la lente dell'intermedialità, l'autrice analizza il dialogo tra Petra...
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𝐿𝑖𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜! Il significato simbolico del vino nelle opere shakespeariane di Giuseppe Verdi

La figura del brindisi attraversa l'intera parabola shakespeariana di Giuseppe Verdi come un filo drammaturgico riconoscibile e carico di significati mutevoli. Dalla prima del Macbeth al Teatro della Pergola di Firenze, fino al debutto del Falstaff alla Scala, il vino entra nelle opere verdiane come strumento di costruzione psicologica e di tensione narrativa. Nel volgere di quasi mezzo secolo , il vino si afferma nelle opere verdiane come strumento di costruzione psicologica e di tensione narrativa. Verdi utilizza la convenzione del brindisi per articolare rapporti di potere e stati di coscienza che il solo testo poetico non potrebbe rendere con altrettanta immediatezza. Verdi carica i momenti convenzionali di una pressione drammatica inedita rispetto alla tradizione del melodramma italiano coevo. Attraverso il calice levato in scena, egli rivela l'ipocrisia di chi brinda, smaschera la fragilità di chi viene indotto a bere e trasforma, come nel caso del Falstaff, la stessa fig...

Musica e predictive coding: quando il ritmo modula l’errore percettivo tra psicosi e realtà condivisa

Una ricerca della Yale School of Medicine riconsidera il ruolo della musica nella psicosi collocandola tra gli strumenti capaci di intervenire sui meccanismi cognitivi che regolano la percezione della realtà. Lo studio, pubblicato su Psychosis, osserva che la pratica musicale condivisa può attenuare la paranoia e riattivare forme di partecipazione sociale misurabili anche sul piano linguistico. Pablo Picasso: Three Musicians, 1921 (Philadelphia Museum of Art) Un recente studio condotto presso la Yale School of Medicine propone un'attenta rilettura del rapporto tra musica e psicosi, collocando la pratica compositiva collettiva non nel perimetro accessorio delle terapie espressive ma nel cuore dei processi cognitivi che regolano la costruzione della realtà. Il dato più rilevante non riguarda la scomparsa delle allucinazioni, che resta parziale e selettiva, bensì la modulazione della paranoia e, soprattutto, la riattivazione di dinamiche linguistiche e sociali che segnalano un riequil...

Scrivere poesia nel Rinascimento, oltre il petrarchismo: la riscoperta del Classicismo nella lirica del Cinquecento

Scrivere poesia nel Rinascimento,  saggio  di Amelia Juri per BIT&S Edizioni, è un esaustivo approfondimento dell'influenza della tradizione classica sulla lirica italiana della prima metà del Cinquecento. Superando la visione tradizionale che riduce la poesia di questo periodo a una sterile imitazione del modello petrarchesco, l'autrice evidenzia invece un profondo legame con i poeti augustei. Attraverso lo studio di figure chiave come Bembo, Sannazaro e Della Casa, la ricerca chiarisce come il recupero dell'antico fosse radicato in precise analogie socio-politiche tra l'epoca rinascimentale e quella classica. Juri esplora inoltre il ruolo civile del letterato e il valore dell' imitatio  come strumento per interpretare la realtà contemporanea e le tensioni storiche, restituendo alla lirica del XVI secolo la sua complessità intellettuale e la sua capacità di dialogo tra vita vissuta e modelli letterari universali. «Qui optime antiquitatem calleat, is aeque et pr...

Studi danteschi, il commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano: a Villa Alfieri una nuova lettura di Dante alla prova della storia

Si terrà presso la Sala Conferenze di Villa Altieri la presentazione del Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore.  Un appuntamento di rilievo nel panorama degli studi danteschi contemporanei, che porta all’attenzione un’opera  costruita su un impianto metodologico rigoroso e orientata a riconsiderare in profondità i presupposti interpretativi della Commedia. Mercoledì 29 aprile 2026, nella Sala Conferenze di Villa Altieri, sede del Centro Pio Rajna, viene presentato il Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore nel 2025. L’incontro romano si colloca entro una linea di ricerca che, negli ultimi decenni, ha progressivamente riaperto il testo dantesco a nuove ipotesi esegetiche, sollecitando una verifica critica dei modelli consolidati. In questo contesto, la pubblicazione del lavoro di Aversano si distingue per ampiezza di prospettiva e coerenza metodologica, proponendo una lettu...

Narrazioni del vino al femminile: due nuove pubblicazioni tra memoria e identità produttiva

Due nuove pubblicazioni per Edizioni Ampelos portano in libreria due prospettive complementari della Puglia e della Sicilia del vino, articolate rispettivamente in narrazione letteraria e analisi saggistica. “Quante storie per un vino” di Rosaria Bianco raccoglie dodici racconti ispirati ai vini pugliesi, in cui il dato enologico diventa innesco narrativo ed elemento di costruzione del racconto. “La Sicilia delle donne e del vino” di Valeria Lopis analizza il ruolo femminile nella trasformazione della viticoltura isolana, mettendo in relazione dati produttivi, dinamiche sociali e processi di ridefinizione identitaria del territorio vitivinicolo. Escono in libreria due agili volumetti che ben si inseriscono nel più ampio filone della scrittura contemporanea sul vino, in cui il prodotto vitivinicolo viene osservato non solo come esito agricolo e commerciale ma come elemento in grado di attivare linguaggi differenti. Nel caso di “Quante storie per un vino” la dimensione narrativa diventa ...

Vitelab Network, il futuro del vigneto italiano: la ricerca per la vitivinicoltura fa rete. Firmato a Vinitaly accordo per promuovere azioni congiunte a favore dell’innovazione

Undici centri per la ricerca applicata, in rappresentanza di 8 regioni del Nord Italia, formalizzano una convergenza operativa siglando  a Vinitaly un accordo quadro per promuovere azioni congiunte a favore dell’innovazione nel settore vitivinicolo.  La ricerca vitivinicola del Nord Italia compie un passo decisivo verso una strategia condivisa.  Formalizzato a Vinitaly, negli spazi del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, undici centri nell'ambito di Vinitaly, un accordo tra undici centri di ricerca del Nord Italia per la costituzione del Vitelab Network, rete interregionale dedicata al coordinamento della ricerca applicata in viticoltura. L’iniziativa interviene su temi centrali per il settore, dalla gestione degli effetti del cambiamento climatico all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di rafforzare il trasferimento delle conoscenze verso le imprese. Un passaggio che riguarda da vicino il futuro del vigneto italiano e c...