" you wine magazine: novembre 2014

sabato 29 novembre 2014

FLOS OLEI 2015

ASSEGNATI I PREMI DELLA “THE BEST” DI FLOS OLEI 2015
Presentata oggi a Roma, presso il Grand Hotel Westin Excelsior di via Veneto, la sesta edizione di Flos Olei, l'unica Guida a respiro internazionale - in duplice lingua (italiano-inglese) -  dedicata alle aziende di produzione olearia di tutto il mondo e ai loro oli extravergine di oliva



48 paesi, 500 produttori, 742 oli extravergine di oliva, questi i numeri dell'edizione 2015 curata da Marco Oreggia e Laura Marinelli.

Produttori, operatori, giornalisti, rappresentanti delle ambasciate, hanno affollato la conferenza stampa di presentazione che ha visto anche la partecipazione del viceministro dell'Agricoltura Andrea Olivero e dell'onorevole Giovanni Falcone membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Il viceministro è intervenuto sottolineando l'impegno del governo nell'affrontare e risolvere le difficoltà del comparto olivicolo. Essenziale in tal proposito operare sulla tracciabilità dei prodotti per salvaguardare la qualità.

Consegnati infine i premi della "The Best", i migliori oli presenti in Guida. Di seguito l'elenco dei premiati:


Premio
Award
Azienda
Farm
Paese
Country
Olio Extravergine di Oliva
Extra Virgin Olive Oil
L'Azienda dell'Anno
The Farm of the Year
Azienda Agricola Biologica Americo  Quattrociocchi
IT
L'Azienda Emergente
The Emerging Farm
Oliveto  Fonte di Foiano
Oleícola  San Francisco
IT

ES
L'Azienda di Frontiera
The Frontier Farm
Azienda Agricola Paolo  Bonomelli - Ca' Rainene
IT
L'Azienda del Cuore
The "Made with Love" Farm
Fattoria  Ramerino
IT
Migliore Olio Extravergine di Oliva dell’Anno
The Best Extra Virgin Olive Oil of the Year
Azienda Agraria  Viola
IT
Il Sincero
Migliore Olio Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica
The Best Extra Virgin Olive Oil from Organic Farming
Tenute Pasquale  Librandi
IT
Librandi - Nocellara del Belice - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica e Dop/Igp
The Best Extra Virgin Olive Oil from Organic Farming and Pdo/Pgi
Azienda Agricola Biologica  Titone
IT
Titone - Dop/Pdo Valli Trapanesi - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva - Metodo di Estrazione
The Best Extra Virgin Olive Oil - Extraction System
Azienda Agricola  Comincioli
IT
Comincioli - Casaliva Denocciolato
Migliore Olio Extravergine di Oliva - Qualità/Quantità
The Best Extra Virgin Olive Oil - Quality/Quantity
Castillo de  Canena Olive Juice
ES
Castillo de Canena Reserva Familiar - Picual
Migliore Olio Extravergine di Oliva - Qualità/Packaging
The Best Extra Virgin Olive Oil - Quality/Packaging
Frantoio di  Riva
IT
46° Parallelo - Casaliva
Migliore Olio Extravergine di Oliva - Qualità/Prezzo
The Best Extra Virgin Olive Oil - Quality/Price
Azienda Agricola Vincenzo  Marvulli
IT
Cenzino - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva Monovarietale - Fruttato Leggero
The Best Extra Virgin Olive Oil Monovarietal - Light Fruity
Galgón 99 - Oro Bailen
ES
Oro Bailén - Reserva Familiar - Arbequina
Migliore Olio Extravergine di Oliva Monovarietale - Fruttato Medio
The Best Extra Virgin Olive Oil Monovarietal - Medium Fruity
O.P.G. Enio  Zubin
HR
Oio de Buščina - Črnica - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva Monovarietale - Fruttato Intenso
The Best Extra Virgin Olive Oil Monovarietal - Intense Fruity
Pagos de Familia  Marqués de Griñon
ES
Marqués de Griñon - Picual
Migliore Olio Extravergine di Oliva Blended - Fruttato Leggero
The Best Extra Virgin Olive Oil Blended - Light Fruity
Reguilme
ES
Dauro
Migliore Olio Extravergine di Oliva Blended - Fruttato Medio
The Best Extra Virgin Olive Oil Blended - Medium Fruity
Risca Grande
PT
Risca Grande - Classic - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva Blended - Fruttato Intenso
The Best Extra Virgin Olive Oil Blended - Intense Fruity
Casas de Hualdo
ES
Casas de Hualdo - Reserva de Familia
Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp - Fruttato Leggero
The Best Extra Virgin Olive Oil Pdo/Pgi - Light Fruity
Società Agricola Tenuta  Pojana
IT
Un'Opera - Dop/Pdo Veneto - Valpolicella - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp - Fruttato Medio
The Best Extra Virgin Olive Oil Pdo/Pgi - Medium Fruity
Olično Olje  Jenko
SI
Jenko - Dop/Pdo Ekstra Deviško Oljčno Olje Slovenske Istre - da Agricoltura Biologica/from Organic Farming
Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp - Fruttato Intenso
The Best Extra Virgin Olive Oil Pdo/Pgi - Intense Fruity
Aroden
ES
Cladium - Hojiblanco - Dop/Pdo Priego de Córdoba
Premio L'Importatore dell'Anno
Award The Importer of the Year
Itigo
SE
Premio Il Ristorante dell'Anno
Award The Restaurant of the Year
Locanda Martinelli
IT
Premio Speciale Cristina Tiliacos
Special Award Cristina Tiliacos
Vetreria Etrusca
IT



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LA CARTA DI IDENTITA’ DEL TRENTODOC

NASCE LA CARTA DI IDENTITA’ DEL TRENTODOC, TRACCIATE ORIGINE E COMPOSIZIONE: SCOPERTI  QUASI 2000 COMPOSTI VOLATILI
Da oggi il Trentodoc può vantare una carta di identità che certifica la sua origine, tracciando perfettamente questo vino dal terreno alla bottiglia, e rileva i quasi 2000 composti volatili che lo caratterizzano



Tutto ciò grazie ad una serie di analisi chimiche e molecolari assolutamente innovative, condotte nell’ambito del progetto Ager vino, i cui risultati sono stati presentati oggi, alla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Trento, durante il convegno “ll legame tra vino e territorio: qualità e peculiarità del Trentodoc”, organizzato nell’ambito della manifestazione “Trentodoc: Bollicine sulla città 2014”

Sono intervenuti il direttore generale Mauro Fezzi, i presidenti della Camera di Commercio, Giovanni Bort, il consigliere di amministrazione dell’Istituto Trento doc, Andrea Pisoni, unitamente ai ricercatori Federica Camin, Fulvio Mattivi, Silvia Carlin e Stella Grando della Fondazione Edmund Mach,  Andrea Marchetti e Caterina Durante dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Il progetto. Il progetto di durata triennale ”Nuove metodologie analitiche per la tracciabilità geografica e varietale di prodotti enologici” è stato coordinato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, realizzato in partnership con la Fondazione Edmund Mach, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e sviluppato nell’ambito della piattaforma AGER - Agroalimentare e Ricerca, iniziativa sostenuta da un consorzio di 13 fondazioni bancarie italiane, tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

I risultati. Il progetto ha considerato il Lambrusco modenese e il Trentodoc. Per quanto riguarda quest’ultimo, oggetto del convegno di oggi, si è sviluppato attraverso diverse fasi: dalla indagine della filiera al campionamento esteso dei vari produttori, per un totale di 200 campioni analizzati tra suoli, tralci, mosti e vino. E’ stato dimostrato oggettivamente il legame tra vino e territorio di origine utilizzando diversi possibili marcatori.

Si è scoperto che:

1) Il profilo dei minerali e i rapporti isotopici  rimangono inalterati nel passaggio terreno - pianta fino all’uva e al prodotto finito. Il vino memorizza quindi attraverso questi marcatori le informazioni geografiche e di composizione del suolo del territorio di origine. Questo significa che d’ora in poi anche per questo prodotto è possibile capire con esattezza dove è stato prodotto semplicemente effettuando queste analisi;  
2) Mediante tecniche di gascromatografia bidimensionale accoppiata a spettrometria di massa è stata indagata la complessità aromatica del Trentodoc e visualizzata per la prima volta nella sua intera ricchezza: quasi 2000 composti! Questa indagine ha permesso quindi di mettere a luce le peculiarità del Trento doc;
3) Il  DNA del vitigno risulta estraibile e analizzabile non solo dalle viti e dall’uva  ma anche dagli intermedi di lavorazione enologica. Questo perché sono stati messi a punto dei particolari  sistemi di identificazione varietale basati sull’ analisi dell’intero genoma.

I commenti.

Giovanni Bort, presidente della CCIAA di Trento:  “E’ con grande soddisfazione che la Camera di commercio di Trento ospita un convegno promosso dalla Fondazione Mach sulle caratteristiche peculiari del legame fra il Trentodoc e il territorio trentino. Si tratta di un’iniziativa che rafforza la comunicazione del prodotto sottolineando da un punto di vista scientifico l’esclusività del rapporto fra un vino ed il suo territorio. Su questo legame e su una tradizione spumantistica più che centenaria la Camera di commercio di Trento da anni sviluppa un’attività promozionale che ha come obiettivo quello di consolidare la notorietà e la reputazione delle bollicine trentine”.

Mauro Fezzi, direttore generale FEM: “la Fondazione Mach è particolarmente coinvolta in questa iniziativa che vede un prodotto del territorio oggetto di tante ricerche e valutazioni che consentiranno di estendere all'intero settore vitienologico l'opera e competenze umane e tecnologiche di assoluto rilievo”.

Michele Iori, presidente della Fondazione Caritro: "sono complessivamente 16 i progetti finanziati nei comparti ortofrutticolo, cerealicolo, vitivinicolo e zootecnico per circa 30  milioni di euro e tra questi anche Ager vino.   La Fondazione Caritro, che per l'Intero progetto AGER ha stanziato 1,5 milioni di euro, si congratula con la  Fondazione Mach che è  riuscita in ambito nazionale a collaborare con importanti università e realtà scientifiche per lo sviluppo di piattaforme tecnologiche innovative in grado di apportare una maggiore crescita e competitività all'interno della filiera enologica, nel nostro territorio trentino”.

Andrea Pisoni , consigliere di amministrazione di Trento doc: “grazie alla collaborazione con la Fondazione Mach il Trentodoc si rafforza come prodotto di eccellenza: la ricerca mette infatti in evidenza elementi, fino ad oggi inesplorati, che rendono oggettivo il legame fra il territorio e le bollicine trentine che, oggi più di ieri, si possono definire di montagna”.

venerdì 28 novembre 2014

"Pranzo di famiglia, 1950-1980. Una storia italiana"

La mostra "Pranzo di famiglia" nei Mercati Rionali Storici di Roma. Un grande affresco iconografico che ripercorre trentanni di vita italiana
“Il rito del mangiare è il primo vero social network della storia ed il pranzo di famiglia è un archetipo assoluto della convivialità italiana, un giacimento culturale straordinario nel quale ritrovare tratti e lineamenti comuni ad una Nazione intera, uno spunto di grande suggestione per andarne a recuperare la memoria estetica, costruirci intorno una narrazione e farla diventare un grande evento di contaminazione culturale per la valorizzazione dei mercati rionali storici di Roma” 


E' quello che dichiara Marco Panella, ideatore e curatore della la mostra Pranzo di Famiglia. 1950-1980 Una storia italiana, prodotta da Artix e promossa da Co.Ri.De ed Upvad, nell’ambito del progetto di valorizzazione che trasforma i mercati rionali storici di Roma in un circuito di location culturali non convenzionali a disposizione della città.

Dal 28 novembre al 18 gennaio 2015 i mercati rionali Unità (via Cola di Rienzo), Vittoria (via Sabotino), Pinciano (via Antonelli) e Savoia (piazza Gimma) diventano infatti l’originale scenario per presentare un grande affresco iconografico che ripercorre trentanni di vita italiana con 120 fotografie che parlano il linguaggio spontaneo e istantaneo degli scatti recuperati dagli album familiari e 60 immagini che raccontano il pranzo di famiglia con il linguaggio immaginario delle suggestioni pubblicitarie l’iperrealismo delle copertine di riviste, rotocalchi e fumetti.

Un percorso articolato in 180 immagini, diverse in ciascuno dei quattro mercati, che faranno vivere al pubblico l’esperienza visiva di una memoria che appartiene a tutte le famiglie italiane: gli anni Cinquanta al mercato Prati, gli anni Sessanta al mercato Pinciano, gli anni Settanta al mercato Vittoria e l’immaginario della pubblicità e dei rotocalchi al mercato Savoia.

“Con questa nuova mostra i Mercati Rionali Storici di Roma si confermano location originale e creativa per offrire nuovi contenuti culturali alla città e dimostrano di credere pienamente che si possa migliorare sia il rapporto con il pubblico che la qualità del commercio di prossimità grazie anche alla vivacità ed alla contaminazione culturale di cui oggi sono protagonisti” dichiara il presidente di U.P.V.A.D. e Co.Ri.De, Franco Gioacchini “Una strada che intendiamo percorrere con estrema determinazione” prosegue Gioacchini “come parte integrante di una strategia di profonda ridefinizione del lay out dei mercati nel panorama economico, sociale e culturale della città”.

Pochi momenti appartengono così tanto alle memorie generazionali quanto il rito del pranzo e del convivio familiare; per una festa comandata – come si diceva una volta – o per un compleanno, per un matrimonio o per una gita, in una qualunque domenica o in un qualunque giorno della settimana, ogni occasione è sempre stata quella giusta per ritrovarsi intorno ad un tavolo, condividere cibo e vita e specchiarsi nelle reciproche virtù, passioni, debolezze, gioie, speranze e dolori.

Un rito collettivo a tutto tondo, il pranzo di famiglia, con i suoi segni estetici e le sue liturgie precise, in un’Italia che proprio a tavola ha saputo attraversare la vita facendo dell’occasione conviviale una pietra miliare della sua memoria e del suo immaginario.

“La mostra racconta trenta anni di questa memoria attraverso un paradigma visivo comune a tutte le famiglie italiane e realizza una vera e propria operazione di antropologia culturale, attingendo come sua principale fonte iconografica al più grande, prezioso e inesplorato archivio fotografico italiano, quello delle famiglie, con immagini recuperate dagli album e dalle cantine o ritrovate per caso e con pazienza sulle bancarelle dei mercatini, dove le memorie disperse si affastellano cercando nuova vita” dichiara ancora Marco Panella.

Il Progetto di Valorizzazione dei Mercati Rionali Storici di Roma è promosso da U.P.V.A.D. e Co.Ri.De –associazione e consorzio di servizi degli operatori romani – in collaborazione con Roma Capitale – Municipio Roma Centro e Municipio Secondo (ex 2 e 3), CAR-Centro Agroalimentare Roma, Regione Lazio-Arsial e Confcommercio Roma.


www.ilpranzodifamiglia.it/

La "vite ad alberello" di Pantelleria: Il senso del riconoscimento

Il primo riconoscimento al mondo di una pratica agricola e viticola che diventa patrimonio di tutti, un segnale forte che identifica su quali risorse deve puntare il nostro paese. Questo è anche il senso del riconoscimento Unesco alla vite ad alberello di Pantelleria
Un riconoscimento importante non solo perché premia e valorizza un unicum dell’Italia e della sua viticoltura, ma anche perché, per la prima volta al mondo, una pratica agricola e viticola viene riconosciuta patrimonio di tutti: ecco il significato dell’iscrizione, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, della vite ad alberello di Pantelleria, arrivata ieri, all’unanimità degli oltre 160 Paesi della commissione Unesco, a Parigi.

“Un percorso iniziato 5 anni fa e voluto fortemente dal Ministero delle Politiche Agricole”, ha commentato il professor Pier Luigi Petrillo, che ha curato il dossier di candidatura (qui il video), il cui completamento “mi riempie di orgoglio e di soddisfazione, poiché finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale, che sono anche sociali ed economici, sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli”, ha detto il Ministro Maurizio Martina. Un riconoscimento che è anche un’indicazione ulteriore, e chiara, su quali siano le vere risorse su cui l’Italia deve puntare per il proprio futuro, e che arriva dopo il riconoscimento Unesco, nei mesi scorsi, dei “Paesaggi vitivinicoli delle Laghe Roero e Monferrato”, dell’Etna e, nel 2010, della “Dieta Mediterranea”, solo per fare degli esempi.

Ma il riconoscimento all’alberello di Pantelleria è anche la valorizzazione di una trasmissione di saperi manuali e antichi, che non riguardano solo la vite, ma tutto il paesaggio pantesco, disegnato dai muretti a secco che proteggono le viti. “Uno scrittore una volta disse che c’è più sudore nei muretti a secco di Pantelleria che nelle piramidi di Egitto - commenta Dario Cartabellotta, responsabile Unico della Regione Siciliana per il coordinamento del Cluster Bio-Mediterraneo di Expo2015 - e, insieme alla vite ad alberello, sono la sintesi perfetta di quel rapporto virtuoso che ci deve essere tra coltura e cultura” (qui il video).

Per l’Ambasciatore italiano all’Unesco, Vincenza Lomonaco, che con Petrillo ha condotto i negoziati, “il riconoscimento per Pantelleria dimostra l’importanza per l’Italia di investire sulle “industrie culturali e creative” quale motore e stimolo per la crescita secondo i principi dello sviluppo sostenibile. A sei mesi dall’inizio dell’Expo2015 arriva conferma del primato dell’Italia sui temi della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione”.

“Il riconoscimento Unesco è importante - conclude il sindaco di Pantelleria Salvatore Gino Gabriele (http://goo.gl/vXi1aJ) - per il paesaggio, per chi vive sull’isola, per chi lavora nei campi e ha costruito questi straordinari terrazzamenti, per chi oggi produce un prodotto naturale quale é il passito, per i giovani, per un ritorno dei giovani all’agricoltura, all’innovazione nel rispetto delle tradizioni e di una architettura del paesaggio declinata in sostenibilità e in produzioni tipiche. Sarà ora importante - auspica infine - che il Ministro, insieme alla Regione Sicilia e al Comune di Pantelleria definiscano un disciplinare della pratica agricola per una corretta gestione anche del riconoscimento Unesco”.

Un riconoscimento, quello dell’Unesco, che è anche l’ennesima testimonianza del successo degli ultimi anni della Sicilia del vino, senza dubbio una delle Regioni italiane cresciute di più dal punto di vista dell’appeal enoico nel mondo: “la Sicilia del vino - ha commentato il Commissario Straordinario Irvo (Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia), Antonino Di Giacomo - vive di eccellenze territoriali uniche e impareggiabili per natura e biodiversità. Pantelleria è sicuramente l’espressione più particolare”.

La "vite ad alberello" di Pantelleria è Patrimonio dell’Umanità

Unesco: la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria è Patrimonio dell’Umanità. 
Lo comunica il Ministero delle Politiche Agricole. Focus: Zibibbo di Pantelleria, caratteristiche e iter. Coldiretti: “...adesso tocca alla Pizza”
La pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Lo comunica il Ministero delle Politiche Agricole. La decisione è stata approvata, all’unanimità, da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, riuniti a Parigi, il 24 novembre



 “È la prima volta che una pratica agricola - ha dichiarato il Ministro Martina - consegue questo autorevole riconoscimento. La notizia, adesso, arrivata dalla nostra delegazione presente a Parigi, mi riempie di orgoglio e di soddisfazione: questa iscrizione rappresenta una svolta a livello internazionale, poiché finalmente anche i valori connessi all’agricoltura e al patrimonio rurale sono riconosciuti come parte integrante del più vasto patrimonio culturale dei popoli. L’Unesco, infatti, nell’iscrivere la pratica della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, ha riconosciuto come questo elemento, oltre a svolgere una significativa funzione economica, essendo le uve ricavate da questi vigneti materia prima per la vinificazione del pregiato Zibibbo di Pantelleria, assolva ad una importante funzione sociale, essendo un elemento identitario che rappresenta la cultura e la storia degli isolani”.

Il dossier di candidatura è stato coordinato dal professor Pier Luigi Petrillo - che aveva già seguito per il Ministero delle Politiche Agricole l’iscrizione della “Dieta Mediterranea” e dei “Paesaggi vitivicoli delle Laghe Roero e Monferrato” - con il supporto del Comune di Pantelleria e degli agricoltori panteschi.

“L’iscrizione della pratica agricola di Pantelleria, dopo quella della Dieta Mediterranea e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato nelle liste dell’Unesco, conferma - ha concluso il Ministro Martina - l’impegno strategico del Ministero delle politiche agricole e del Governo italiano per valorizzare a livello mondiale le nostri produzioni tipiche e i nostri paesaggi rurali tradizionali che saranno valorizzati anche durante l’Esposizione Universale di Milano del 2015”.

Focus - La pratica agricola dello Zibibbo di Pantelleria, Patrimonio dell’Umanità: le caratteristiche e l’iter
Gli step che hanno portato al riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria da parte dell’Unesco e le sue caratteristiche.

La coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria
La pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria è una tipologia tradizionale di allevamento della vite ancora oggi presente nell’isola, basato sulla creazione di buche nel terreno profonde circa 20 centimetri e che vede il vigneto prendere forma di piccoli alberelli all’interno di queste conche, al fine di poter carpire le scarse risorse idriche presenti nel terreno e ripararsi dal clima sfavorevole. Tra i terrazzamenti, i muretti a secco, i giardini arabi e i dammùsi (le tipiche abitazioni pantesche), l’alberello di Pantelleria e la loro caratteristica tecnica di coltivazione rappresentano un vero e proprio simbolo di una comunità che, grazie al difficile lavoro nei campi, plasmando di generazione in generazione un territorio impervio, è riuscita a sostentarsi rinnovando quotidianamente il profondo legame tra uomo e natura.

L’iter di candidatura
La candidatura è stata avviata nel 2010 per iniziativa del prof. Pier Luigi Petrillo, esperto in politiche Unesco, ed è stata iscritta nella tentative list nazionale (la c.d. lista propositiva nazionale) nel 2012, dopo due anni di confronti tra il Ministero e le comunità locali. Il 30 marzo 2013 è stata presentata all’Unesco come unica candidatura italiana. A ottobre 2014, dopo un anno e mezzo di negoziati condotti dal Ministero dell’Agricoltura, l’organo indipendente di valutazione aveva espresso parere favorevole.

La Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco. A partire dal 2003, l’Unesco ha promosso la tutela del cosiddetto “intangibile heritage” ovvero il patrimonio immateriale nelle sue più differenti espressioni:
  • le lingue, i dialetti e le isole alloglotte;
  • le arti performative, musica, danza e forme di teatro;
  • i riti, le feste e le cerimonie;
  • le conoscenze e le pratiche relative alla natura e all’universo;
  • le modalità e le tecniche, i saperi, il lavoro artigianale.
  • L’Italia e la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale

Dall’entrata in funzione dei meccanismi per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, previsti dalla Convenzione, l’Italia ha iscritto 5 elementi nella Lista Rappresentativa:
  • Canto a tenore sardo (2008);
  • Opera dei pupi siciliani (2008);
  • Dieta mediterranea (2010);
  • Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese (2012);
  • Celebrazioni delle grandi macchine a spalla (2013).
La pratica di Pantelleria è, quindi, il sesto elemento italiano iscritto nella Lista.


Numeri e curiosità sul Patrimonio Culturale Immateriale Unesco
161 Stati Parte della Convenzione Unesco. 327 elementi iscritti nella Lista, provenienti da 87 Paesi. La Cina con 22 elementi è il Paese che ha iscritto più elementi nella Lista, seguito dal Giappone (22) e dalla Corea del Sud (16).
In Europa, il primato di elementi iscritti appartiene a Spagna e Croazia (14 elementi), seguite da Francia (12) e Belgio e Turchia (11).
Tra le più famose espressioni internazionali che appartengono a questa Lista, sono da menzionare: il Fado (Portogallo); la Cultura e le tradizioni del caffè turco (Turchia); il Flamenco (Spagna); la Tessitura dei Tappeti Persiani (Iran); il Tango (Argentina e Uruguay); l’Opera Tibetana (Cina)

Focus - Coldiretti: “bene lo Zibibbo, ora tocca alla Pizza”
“E’ un atteso riconoscimento al lavoro di intere generazioni di agricoltori che hanno realizzato nel tempo un territorio unico ed inimitabile di una bellezza straordinaria ma capace anche di esprimere produzioni da primato conosciute ed apprezzate in tutto il mondo”. Lo ha affermato il presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel commentare “il via libera all’iscrizione della vite ad alberello di uve Zibibbo che caratterizza l’Isola di Pantelleria, in Sicilia nella prestigiosa Lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità”.

Un riconoscimento che premia l’Italia che già poteva contare - sottolinea la Coldiretti - sull’iscrizione dei “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato (2014)”, dell’Etna (2013), della dieta mediterranea (2010) e di nove zone delle dolomiti (2009). Adesso bisogna lavorare per l’iscrizione dell’“arte della pizza napoletana” nella lista Unesco dei patrimoni immateriali dell’Umanità e tutelarne così l’identità, anche per fare definitivamente chiarezza sull’origine italiana degli ingredienti e sulle modalità di preparazione per garantire le condizioni igienico e sanitarie ottimali”.

“La pizza napoletana - sottolinea la Coldiretti - dal 4 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, ma ora l’obiettivo è quello di arrivare ad un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita dell’identità. Per questo la Coldiretti collabora alla petizione, lanciata sulla piattaforma Change.org, insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla Fondazione UniVerde, per garantire pizze realizzate a regola d’arte con prodotti genuini e provenienti esclusivamente dall’agricoltura italiana e combattere anche l’agropirateria internazionale.

VINI DI SICILIA 2015

Guida VINI DI SICILIA 2015: sono 42 i vini a cinque stelle
Quarantadue vini per raccontare la Sicilia del vino più buona. Bianchi e rossi d’eccellenza. Ecco tutti i vini a cinque stelle secondo il Giornale di Sicilia



 È quasi tutto pronto per la Guida ai Vini di Sicilia del Giornale di Sicilia 2015. Sarà in vendita in edicola a partire dal 15 dicembre a 5 euro (più il prezzo del quotidiano) mentre la presentazione con la relativa degustazione dei vini premiati si terrà il giorno prima alle 11 presso l’NH Hotel di Palermo. Quest’anno cala il numero dei vini premiati, otto in meno rispetto all’edizione 2014, svettano i rossi (oltre la metà dei vini d’eccellenza ricadono in questa categoria) con ben 24 etichette, otto sono i bianchi, tre gli spumanti e sei i vini dolci.

Complessivamente sono stati degustati oltre 700 vini per 127 cantine sparse per le province dell’Isola. A fare la parte del leone, come sempre, la provincia di Trapani con 11 etichette a cinque stelle, circa un quarto. Al secondo posto c’è, a sorpresa ma non troppo, la provincia di Catania, con quell’Etna che non smette di stupire. Seguono poi le province di Palermo e Agrigento con sei referenze a testa, quelle di Messina e Ragusa con 4 vini premiati a testa, quella di Siracusa con tre vini e infine Caltanissetta con un vino soltanto.

Durante la cerimonia del 14 dicembre, com’è consuetudine ormai, saranno resi noti e consegnati anche i superpremi che andranno al miglior spumante, al miglior bianco, al miglior rosato (un vino a quattro stelle che ha conquistato il punteggio più alto), al miglior rosso, al miglior vino dolce, al miglior vino nel rapporto qualità-prezzo, alla migliore cantina emergente, al miglior enologo, al miglior rapporto cantina-territorio e al miglior viticoltore, ovvero a chi, grazie a sapienza e determinazione prestando la propria opera presso una cantina, è diventato una risorsa importante anche per il territorio di riferimento.



I VINI A 5 STELLE


…SPUMANTI

Cantine Russo: Mon Pit ’11 CASTIGLIONE DI SICILIA TP
Gorghi Tondi: Palmarés Rosè Extra Dry ’13 MARSALA TP
Musita: Passocalcara metodo classico SALEMI TP

…BIANCHI

Bagliesi: Grillo ’13 RAVANUSA AG
Barone di Serramarrocco: Quojane di Serramarrocco ’13 ERICE TP
Barone di Villagrande: Salina ’13 MILO CT
Caruso&Minini: Doc Sicilia Timpune Grillo ’13 MARSALA TP
Fazio: Doc Erice Aegades ’13 ERICE TP
Rallo: al-Qasar ’13 MARSALA TP
Rapitalà: Grand Cru Chardonnay ’12 CAMPOREALE PA
Tenuta di Fessina: Doc Etna Bianco ‘A Puddara ’12 CASTIGLIONE DI SICILIA CT

…ROSSI

Alessandro di Camporeale Doc Sicilia Kaid 12 CAMPOREALE PA
Augustali: Contrasto del Rosso ’12 ALCAMO TP
Avide: Sigillo ’10 COMISO RG
Baglio del Cristo di Campobello: C’d’C’ rosso ’13 CAMPOBELLO DI LICATA AG
Caravaglio: Nero du Munti ’13 MALFA (ISOLA DI SALINA) ME
Cottanera: Sole di Sesta ’11 RANDAZZO CT
Cusumano: Doc Sicilia Noà ’12 PARTINICO PA
Cva: Centuno ’11 CANICATTÌ AG
Destro: Zerilò ’08 RANDAZZO CT
Di Giovanna: Helios ’12 SAMBUCA DI SICILIA AG
Duca di Salaparuta: Triskelè ’11 CASTELDACCIA PA
Enza La Fauci: Doc Faro Oblì ’12 VENETICO ME
Feudo Arancio: Cantodoro ’12 SAMBUCA DI SICILIA AG
Feudo Maccari: Doc Sicilia Saia ’12 NOTO SR
Feudo Montoni: Vigna Lagnusa ’12 CAMMARATA AG
Feudo Principi di Butera: Deliella ’12 BUTERA CL
Firriato: Camelot ’12 PACECO TP
Girolamo Russo: Doc Etna Rosso a’ Rina ’12 CASTIGLIONE DI SICILIA CT
Gulfi: Docg Cerasuolo di Vittoria ’13 CHIARAMONTE GULFI RG
Passopisciaro: Contrada C ’12 CASTIGLIONE DI SICILIA CT
Pietradolce: Doc Etna Rosso Vigna Barbagalli ’11 CASTIGLIONE DI SICILIA CT
Poggio di Bortolone: Petitverdò ’13 CHIARAMONTE GULFI RG
Tasca d’Almerita: Cabernet Sauvignon ’11 SCLAFANI BAGNI PA
Xeravuli: Cabernet Sauvignon ’12 PIANA DEGLI ALBANESI PA
Zisola: Doc Noto Doppiozeta ’11 NOTO SR

…DOLCI

Donnafugata: Doc Passito di Pantelleria Ben Ryè ’12 MARSALA TP
Fenech Francesco: Doc Malvasia delle Lipari ’12 SANTA MARINA (ISOLA DI SALINA) ME
Hauner Carlo: Doc Malvasia delle Lipari passito sel. Carlo Hauner ’11 MALFA (ISOLA DI SALINA) ME
Marco De Bartoli: Doc Pantelleria Bukkuram Sole d’Agosto ’12 MARSALA TP
Pellegrino: Doc Pantelleria Nes Passito Naturale ’12 MARSALA TP
Pupillo: Doc Siracusa Solacium ’12 SIRACUSA

giovedì 27 novembre 2014

Vini del Sudafrica

A Roma venerdì 5 dicembre 2014 i Vini del Sudafrica
Banchi d’assaggio dalle ore 16 alle 21,30 presso l’Hotel Rome Cavalieri - Via A. Cadlolo, 101

Ad un anno dalla scomparsa del Presidente Nelson Mandela, il primo eletto in Sudafrica dopo la fine dell'apartheid e premio Nobel per la pace nel 1993, l’Ambasciata Sudafricana a Roma, proporrà presso la nostra Sede un grande evento celebrativo, destinato a diventare un momento di scambio culturale determinante, dove conoscere le tradizioni e la storia sudafricana e degustare vini e prodotti tipici.

Di tradizioni vinicole piuttosto antiche e risalenti alla colonizzazione europea del 1600, dopo alcuni secoli difficili, il Paese ha saputo in epoca recente riguadagnare il ruolo vinicolo importante che aveva avuto in passato. Le principali regioni vitivinicole sono ubicate a sud, sulle coste atlantiche, dove il clima è a tutti gli effetti di tipo mediterraneo, mentre i suoli sono in genere granitici e basaltici, il che spiega l’accentuata mineralità dei vini sudafricani.

Seppur ottenuto da un incrocio artificiale, il Sudafrica può vantare a tutti gli effetti un vitigno autoctono, che ne ha segnato l’enologia, il Pinotage, incrocio di Pinot Noir e Cinsault, ottenuto nel 1925 presso l’Università di Stellenbosch, mentre per il resto, nel Paese sono coltivate le varietà più disparate, da quelle bordolesi a Chardonnay, Chenin Blanc, Sauvignon, Muscat.

Conosceremo l’immenso patrimonio vitivinicolo sudafricano in occasione di questo grandioso evento, durante il quale si potranno degustare, in banchi d’assaggio, i vini di ben 40 aziende, oltre a prodotti gastronomici tradizionali.

Verranno messi in mostra oggetti tipici dell’artigianato sudafricano, mentre un cantante sudafricano animerà la manifestazione con la propria musica. Saranno presenti all’evento l’Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica presso la Repubblica Italiana, Nomatemba Tambo, produttori vitivinicoli di spicco come il dott. Giulio Bertrand di Morgenster Winery, l'Importatore italiano del vino sudafricano, il Sig. Fabio Albani di Afriwines e imprenditori, giornalisti e operatori turistici impegnati in Sudafrica.


Le aziende partecipanti:

Cape Legends Wines - Capaia Wines - Cape Dreams Wines - De Grendel Wines - Diemersdal Wines - Diemersfontein  Wines - Delheim Wines - Della Cia Wines - Fleur du Cap Wines - Idiom Wines - Jordan Wines - Longridge Wines - Linton Park Wines - M'hudi Wines - Morgenster Wines - Nabygelegen Wines - Neethlingshof Wines - Painted Wolf Wines - Plaisir De Merle Wines - Spier Wines - Thandi Wines - Sesifikile Wines - Zonnebloem Wines




FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER
Hotel Rome Cavalieri
Via A. Cadlolo 101 - 00136 Roma
tel. 06 8550941 fax 06 85305556
www.bibenda.it bibenda@bibenda.it

Orvieto Day

A Roma mercoledì 3 Dicembre 2014 / Orvieto Day / Seminario: Il terroir dell’Orvieto Doc
Banchi d’assaggio dalle ore 16 alle ore 21,30 - Hotel Rome Cavalieri - via A. Cadlolo 101

Antico come la sua città arroccata sulla rupe, il vino bianco di Orvieto lega le proprie origini agli Etruschi, che nel VII secolo a.C. iniziarono a vinificarlo all’interno delle grotte scavate nel tufo

Amato dai Romani e poi dai Papi, che a lungo abitarono la città, il vino assunse un valore tale da essere usato per pagare i lavori del Duomo Orvietano, inclusi gli affreschi dei pittori Pinturicchio e Signorelli, che ne chiesero un approvvigionamento a vita.

Caratterizzato dalla profonda mineralità che gli deriva dalla natura geologica dei terreni su cui prosperano le viti, il vino di Orvieto ha ottenuto il riconoscimento della Doc nel 1971, grazie soprattutto all’impegno profuso sin dal 1958 dal Consorzio del Vino Tipico di Orvieto, divenuto poi Consorzio Tutela Vini di Orvieto.

Il vino prodotto in questa denominazione deriva da di un terroir complesso, che si esprime in due tipologie di vini: il bianco Orvieto Doc, ottenuto principalmente dai vitigni Procanico e Grechetto, e il Rosso Orvietano (o Orvietano Rosso, Doc dal 1998), ottenuto da uve Aleatico, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo Rosso, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero, Sangiovese da soli o congiuntamente per almeno il 70%.

Assaggeremo i vini più rappresentativi della denominazione, oltre alle Igt più interessanti, in un grande banco d’assaggio, cui parteciperanno le aziende aderenti al Consorzio di Tutela dei Vini di Orvieto.

Le aziende presenti:
ANTINORI CASTELLO DELLA SALA - ARGILLAE - BARBERANI - BARBI - BIGI - CANTINA CARDETO - CANTINA CUSTODI - CASTELLO DI CORBARA - CASTELLO DI MONTEGIOVE - CIRULLI AZIENDE AGRICOLE - DECUGNANO DEI BARBI - FALESCO - LA CARRAIA - SERGIO MOTTURA - TENUTA LE VELETTE - TENUTA VITALONGA - TITIGNANO AGRICOLA

Seminario: Il terroir dell’Orvieto Doc
Unico turno dalle ore 16 alle ore 18,30

Uno dei vini bianchi più interessanti e longevi del centro Italia, che rappresenta da solo circa tre quarti della produzione di vino a denominazione dell’Umbria. Figlio di un terroir complesso ed estremamente vocato alla viticoltura a bacca bianca, negli ultimi quarant’anni ha vissuto una crescita straordinaria. Terreni calcarei, argillosi, ricchi di marne, sedimenti vulcanici e fossili rappresentano il patrimonio geologico alla base del successo dei vini di questa Doc, espressione di caratteristiche uniche, come freschezza, struttura e tante note minerali. Apprezzeremo tutto questo in una degustazione orizzontale di 6 etichette top della denominazione, che saranno degustate alla cieca, per lasciarsi trasportare alla scoperta del territorio unicamente dalle impressioni sensoriali evocate dai vini. Un docente di Fondazione Italiana Sommelier guiderà la degustazione, che sarà, accompagnato da un rappresentante del Consorzio.
Verrà servito un piatto in abbinamento.


FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER
Hotel Rome Cavalieri
Via A. Cadlolo 101 - 00136 Roma
tel. 06 8550941 fax 06 85305556
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Florence Wine Event

IX edizione del Florence Wine Event: protagonisti giovani produttori e nuove aziende
Si svolgerà il 29 e 30 novembre 2014 al Tepidarium. Tanti gli Extraevent che vedranno il Bordelli Contest con Marco Vichi, cooking show, corsi di educazione sensoriale e sfide tra grappe




Una delle location più belle di Firenze ospiterà quest’anno il Florence Wine Event, giunto alla sua nona edizione. La kermesse dedicata ai vini di qualità si terrà il 29 e 30 novembre nel meraviglioso Tepidarium del Roster, nel giardino dell’Orticultura di Firenze, e sarà l’evento di chiusura della Biennale Enogastronomica Fiorentina.

Non a caso la location: Nel 1852, constatato il diffondersi della pratica per l'arte del giardinaggio, l'Accademia dei Georgofili nominò una commissione con l'incarico di formare in Toscana una società d'orticoltura: la Società toscana di orticoltura.

Dopo tre anni di lavoro la Società aveva realizzato un piantatoio, una vigna ed un pomerio ed aveva impiantato nella parte bassa, verso la città, eccentriche e rare piante ornamentali.

Parteciperanno all’evento sia grandi aziende leader del settore che produttori più piccoli, tutti però contraddistinti dall’ottima qualità dei loro prodotti. Questa edizione è dedicata in particolare ai giovani produttori che faticosamente e con tanto sacrificio affrontano il mercato enologico.

Oltre 50 aziende, provenienti dal territorio fiorentino e toscano ma anche da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Puglia, attendono i palati degli eno-appassionati per proporre i loro vini migliori: blend eccezionali poco conosciuti, molti biologici e biodinamici.

Oltre a assaggiare il pubblico potrà comprare il suo vino preferito direttamente dai produttori.

Alle postazioni, come da tradizione del Florence Wine Event, saranno presenti gli stessi produttori che presenteranno al pubblico i vini e saranno disponibili a raccontare la loro storia e i territori per far conoscere e apprezzare al meglio ciò che si gusta nel bicchiere. Anche in questa edizione non solo vino ma anche olio, grappe, pane, aceto balsamico di Modena, salumi Renieri e golosità artigianali di qualità.

Tornano anche gli Extraevent tanto apprezzati dal pubblico, un affascinante corso di educazione sensoriale anche per bambini, una sfida fra grappe toscane e piemontesi. La domenica invece un cooking show vegano con lo chef del ristorante Le fate Cristian Giorni, ancora sfida tra grappe e cake design e infine, l’evento più atteso: la premiazione del Bordelli Contest.

Un capitolo dell’ultimo libro dello scrittore fiorentino Marco Vichi Fantasmi del passato è ambientato nella cantina dell’azienda vinicola de I Balzini di Barberino Val d’Elsa, dieci ettari di terra a Pastine, lungo i declivi delle colline di Colle val d'Elsa; l’azienda, da sempre presente al Florence Wine Event, ha creato un momento di degustazione del suo vino,  nel racconto di Vichi, dove gli stessi vini sono protagonisti delle cene a casa del commissario.

Come sempre Antonella D’Isanto, una grande “donna del vino”, facente parte dell’Associazione Donne del Vino, insieme alla figlia Diana e al marito Vincenzo, esprime con la sua produzione la sua appartenenza alla terra e afferma: “Noi che lavoriamo la terra siamo i custodi del territorio: non bisogna parlare di terroir per declinare le potenzialità e unicità di un vino, quel terroir esiste e io devo rispettarlo, custodirlo, amarlo, mantenerlo per i miei figli e nipoti”.

E con la sua conoscenza del vino e del territorio, la simpatia e la sua colta fantasia lega l’azienda ad eventi di arte e cultura e in questo caso di narrativa: da qui nasce l’idea di eleggere il miglior commissario Bordelli.

Chi si sente commissario Bordelli nell’anima e nel fisico affronti una spietata giuria e partecipi iscrivendosi al concorso (inviando una email con nome, cognome e numero di telefono a info@florencewinevent.com ) che si terrà Domenica 30, alle 17, al Tepidarium.

Tutti i partecipanti al concorso sfileranno davanti alla giuria composta dallo stesso Vichi, giornalisti, ammiratrici di Bordelli e forse chissà, anche da un vero commissario. Il Bordelli che sarà eletto avrà gloria per una sera e brinderà con i vini dei Balzini vinti. Non un solo Bordelli ma tre: i primi tre classificati riceveranno in premio vini Balzini.

Durante la serata l'attore Lorenzo Degli Innocenti leggerà alcuni brani dell'ultimo romanzo di Vichi.

INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 29 dalle ore 11 alle 23 e domenica 30 dalle 11 alle 20.

Spettacolo/Degustazione: Eyes Wine Shot

Eyes Wine Shot: Spettacolo/Degustazione al Teatro Vascello

Bacco è di scena nello storico Teatro Vascello di Monteverde Vecchio, dal 5 dicembre, ogni weekend, spettacolo-degustazione con calice in mano: ‘tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere’ 



Arriva al Teatro Vascello, dal 5 dicembre ogni weekend, Eyes Wine Shot uno spettacolo degustazione che tra ironia e un calice di vino condurrà lo spettatore alla scoperta del mondo enologico.

Uno spettacolo esilarante, divertente e ricco di informazioni sul vino, la sua storia, la sua chimica e il suo linguaggio. Un racconto serrato sul nettare degli Dei con una lettura ironica del linguaggio che si legge nelle guide enologiche. Uno spettacolo piccolo e divertente che si accompagna perfettamente a una degustazione. Uno spettacolo, adatto per qualsiasi luogo e che qui si svolgerà nel foyer/bar del Teatro Vascello.

Testi di grandi autori (Gaber, Neruda), informazioni semiotico-scientifiche e sketch derivati dall’improvvisazione regalano al pubblico 50 minuti di puro divertimento durante il quale saprete ‘tutto quello che volevate sapere sul vino e non avete mai osato chiedere’ (in enoteca). 

I due attori

Giuseppe Gandini è nato a Ferrara nel 1972. Vive e lavora a Roma dal 1993. Attore e regista è stato protagonista della serie 7vite, sit-com in onda su rai 2 nel 2007 e 2009. Ha inoltre partecipato a tantissime fiction televisive tra cui Distretto di Polizia 6, Tutti i padri di Maria e recentemente Un Matrimonio di Pupi Avati. Al cinema ha lavorato tra gli altri con Ettore Scola ne La Cena del 1998 e a fianco di Julia Roberts nel film Mangia Prega Ama del 2010.

Gianantonio Martinoni è nato a Cittadella (PD) nel 1972. Vive e lavora a Roma dal 1998. Attore di cinema e teatro ha lavorato, tra gli altri,  con Fabrizio Gifuni in La città dei matti per Rai 1 e con Elio Germano in Faccia d’Angelo , un grande successo di Sky. Recentemente ha lavorato anche con Terence Hill in Un passo dal cielo e nel film di Carlo Vanzina Buona Giornata del 2012. 

Il teatro

Il Teatro Il Vascello nasce nel 1989 dalla ristrutturazione del Cinema Vascello, costruito nel 1946. La nuova sala è concepita dall'architetto Costantino Dardi e da Giancarlo Nanni. E’ una struttura polivalente che permette il più ampio uso di soluzioni sceniche, teatro a "pianta centrale", "circolare", "a più piani", "all'italiana", con una gradinata per il pubblico di 400 posti, una parte della quale può essere retraibile eliminando 150 posti e ampliando lo spazio-palcoscenico di altri 6 metri di profondità. La sala regia corre al di sopra della gradinata e consente il passaggio sopraelevato sino alla zona retropalco alla quale si congiunge con due scale laterali. I camerini sono posti lungo la scena, lateralmente.
La nuova sistemazione dell’ingresso, l'atrio e il foyer sono stati realizzati nel 1995 dagli architetti M.A. Di Martino e B. Agostinelli.
(continua...)

Durante lo spettacolo verrà offerta una degustazione di vini della cantina Cà di Tulin www.caditulin.it/


Info e prenotazioni
Teatro Vascello
Via Giacinto Carini 78 (Monteverde Vecchio)
Tel. 06 5898031

dal 5 dicembre ogni weekend
venerdì, sabato e prefestivi ore 21.15
domenica e festivi ore 19.15

posto unico 10€
con bicchiere di vino