mercoledì 24 febbraio 2021

Nasce la bottiglia di vetro più sostenibile al mondo. Una ricerca rivoluzionaria apre la strada alla riduzione significativa dell'impronta di carbonio dell'intero settore a livello globale.

Bottiglie realizzate al 100% con vetro riciclato che possono essere realizzate utilizzando energia a basse emissioni grazie ai biocarburanti. Questo renderà la bottiglia di vetro più sostenibile al mondo, il risultato di un progetto pionieristico del Gruppo Vidrala e della sua divisione britannica Encirc .




Realizzato interamente con vetro riciclato al 100% e biocarburanti a basse emissioni, questo è il nuovo prototipo di bottiglia creato da Vidrala, multinazionale spagnola operante nel settore della produzione di contenitori in vetro e dalla sua divisione britannica Encirc. Una pietra miliare nel settore del vetro che pone le basi per produrre le bottiglie più sostenibili della storia. L'organizzazione Glass Futures ha guidato la ricerca con l'obiettivo di ricercare alternative energetiche sostenibili estrapolabili all'intero settore mondiale.

Il Gruppo Vidrala ha completato con successo una sperimentazione in uno degli stabilimenti della sua divisione britannica Encirc che ha dimostrato che è possibile produrre bottiglie realizzate al 100% con vetro riciclato, utilizzando energia a basse emissioni grazie all'utilizzo di biocarburanti. Si tratta di un'iniziativa di ricerca rivoluzionaria per l'industria del vetro, guidata dall'organizzazione di ricerca e tecnologia Glass Futures, che apre la strada alla riduzione significativa dell'impronta di carbonio dell'intero settore a livello globale.

8,1 milioni di euro per guidare la transizione dell'industria del vetro all'utilizzo di combustibili a basse emissioni. Vidrala prevede di ottenere ulteriori risultati da questo test nelle prossime settimane, effettuato presso lo stabilimento situato a Derrylin (Irlanda del Nord) della sua divisione Encirc. 

L'iniziativa fa parte del programma di innovazione energetica del Dipartimento britannico di affari, energia e strategia industriale (BEIS) . All'interno di questo programma, Glass Futures, di cui Vidrala fa parte, ha stanziato 7,1 milioni di sterline (8,1 milioni di euro) per indagare il modo più efficace per promuovere la transizione dell'industria del vetro all'utilizzo di combustibili a bassa emissione .

Fiacre O'Donnell, Direttore della Sostenibilità di Vidrala, ha commentato: “ I risultati che stiamo vedendo in questa sperimentazione con i biocarburanti sono veramente straordinari e ci consentono di immaginare un futuro promettente e sostenibile per il nostro settore. Stiamo anche conducendo ricerche per sviluppare l'uso dell'idrogeno e apportare miglioramenti ai processi di fusione elettrica per finire di scoprire il futuro della produzione del vetro. Stiamo producendo questi imballaggi a bassissime emissioni di CO2 per alcuni dei marchi più riconosciuti nel settore delle bevande, a testimonianza di quanto siamo uniti in questa missione per raggiungere la sostenibilità totale. Insieme a Glass Futures, stiamo guidando lo sviluppo di una bottiglia di vetro a zero emissioni , ovvero che non avrà alcun impatto negativo sull'ambiente durante tutto il suo ciclo di vita ”.

Adrian Curry , amministratore delegato di Encirc , ha aggiunto: “ Questo rappresenta una pietra miliare per il vetro. Con questa prova abbiamo definito gli standard a livello globale e ora l'industria del vetro deve lavorare per ottenere ciò che abbiamo dimostrato essere possibile. Ora sappiamo che il vetro può essere il materiale più sostenibile di tutti i tipi di imballaggi e dobbiamo lavorare insieme per garantire che diventi una realtà ".

Aston Fuller, direttore generale di Glass Futures, ha dichiarato: “ La prova sta fornendo risultati fantastici per il produttore , l'utente finale e il consumatore. Il vetro è un materiale riciclabile al 100%, e con i test effettuati da Encirc, abbiamo iniziato a immaginare una nuova era segnata dalle tecnologie a zero emissioni , grazie all'utilizzo di energie alternative".

“Questi test sono i precursori del Glass Futures Global Center of Excellence, che prevede di condurre prove su scala ridotta con approcci ancora più innovativi nella città inglese di St Helens. Queste iniziative avranno senza dubbio un effetto catalizzatore per l'intera industria che favorirà una produzione più sostenibile, a zero emissioni . Inoltre, le strutture all'avanguardia consentiranno ai suoi membri e partner di lavorare in modo collaborativo per ricercare, sviluppare e dimostrare l'efficacia di soluzioni innovative ", aggiunge Fuller.

I primi risultati di questo progetto pionieristico rappresentano un traguardo importante per l'intero settore e gettano le basi per produrre le bottiglie più sostenibili della storia , nel quadro dell'impegno del settore ad abbandonare i combustibili fossili a favore di alternative a basse emissioni.

Realizzati con materiali organici residui, i biocarburanti sono una fonte di energia rinnovabile molto più sostenibile, che riduce l'impronta di carbonio di ogni bottiglia fino al 90%. A questo va aggiunto che solo il vetro riciclato è stato utilizzato come materia prima per la fabbricazione di nuove bottiglie, minimizzando ulteriormente l'impatto.

martedì 23 febbraio 2021

Vinitaly 2021: ripartenza nel segno del business. Progetto flessibile e modulabile in base a scenari

PRESENZA SELEZIONATA BUYER E OPERATORI IN QUARTIERE SICURO. SERVIZIO GRATUITO DI CONSULENZA PER RIPROGETTAZIONE AREE ESPOSITIVE. TEMPI DI ADESIONE PROROGATI FINO AL 12 APRILE.



 

Un evento per la ripartenza nel segno del business, di respiro internazionale e altamente profilato che chiama a raccolta il mondo del vino, in un’area espositiva sicura di 300mila metri quadrati.  È la sintesi progettuale della 54ª edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 20 al 23 giugno 2021, con il prologo della selezione straordinaria per celebrare il decennale di OperaWine, previsto per il 19 giugno.

Un’edizione focalizzata sul rilancio del settore e sulla ripresa delle relazioni commerciali in presenza. «Sarà un Vinitaly unico – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, in cui ognuno sarà chiamato a fare la propria parte per richiamare la centralità del vino italiano nel mondo: organizzatori, imprese, istituzioni, media che vorranno parteciparvi lo potranno fare nella consapevolezza dell’importanza di partecipare a un evento live». 

Veronafiere, che continua a osservare l’evoluzione degli scenari sui mercati di riferimento attraverso la rete dei propri partner e rappresentanti esteri e in costante contatto con le autorità preposte, ha prolungato le tempistiche per l’adesione alla rassegna fino al 12 aprile e sta sviluppando la propria azione lungo due direttrici. 

Incoming di buyer e operatori. Vinitaly in partnership con ICE Agenzia sta mettendo in campo ingenti investimenti su un progetto flessibile, modulabile in base agli scenari e in grado di intercettare tutti i cambiamenti sul fronte internazionale che potranno verificarsi nei prossimi 4 mesi.  Vinitaly 2021 ha come obiettivo primario una importante azione di incoming di operatori e buyer dai principali paesi target dell’area Ue. Focus anche sulla ripresa del mercato interno con il coinvolgimento di buyer e di stakeholder delle filiere strategiche per la vendita e il consumo di vino italiano. Per il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Vinitaly 2021 resta fortemente focalizzato sul b2b, opportunamente selezionato e invitato. L’Italia e l’Europa sono i mercati di maggior produzione e consumo al mondo. Se le condizioni saranno favorevoli, siamo già pronti a intervenire anche sulla domanda extra europea, a partire da quella Usa. È già iniziata la programmazione con ICE per l’incoming e l’obiettivo è quello di assicurare la presenza di buyer e operatori alla manifestazione. Tutto il mese di marzo sarà dedicato a incontri con le aziende ed allo sviluppo delle relazioni con i mercati». 

Servizio gratuito di consulenza e assistenza per la riprogettazione in sicurezza di spazi e aree espositive. In quartiere e tra gli stand la parola d’ordine è e sarà sicurezza, in totale osservanza delle disposizioni previste dal protocollo elaborato da Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) adottato da tutti i soggetti fieristici e ulteriormente integrato e rafforzato dalla Spa di viale del Lavoro.

Anche il layout di Vinitaly 2021, da quello di manifestazione fino agli stand delle singole aziende, risponderà ai criteri stabiliti dai protocolli safety care. È stato attivato per gli espositori, inoltre, un servizio gratuito di consulenza e assistenza con un team di architetti per la progettazione in sicurezza degli spazi e delle aree espositive, anche con modalità innovative.

A questo, si aggiunge un programma per la gestione in sicurezza degli ingressi giornalieri. La sanificazione continua dei padiglioni e delle attrezzature, 400 telecamere di sorveglianza e monitoraggio anti-assembramento collegate a una centrale operativa, un presidio medico diagnostico in tempo reale e dotato di tutti i servizi necessari, garantiscono la presenza fisica nell’area espositiva in sicurezza. Infine, è stato integrato tecnologicamente il sistema di climatizzazione che permette il controllo di temperatura, umidità su tutta l’area espositiva interna, con ricambi d’aria gestiti secondo i migliori standard.

venerdì 19 febbraio 2021

AGRICOLTURA: DUE MILIONI DI EURO PER SERVIZI DI CONSULENZA ALLE AZIENDE AGRICOLE

Bandita la sottomisura 2.1 del Programma di Sviluppo Rurale del Lazio.





È stato pubblicato il bando della sottomisura 2.1 del Programma di Sviluppo Rurale del Lazio che destina 2 milioni di euro al “Sostegno allo scopo di aiutare gli aventi diritto ad avvalersi di servizi di consulenza”.

I beneficiari diretti del bando sono gli organismi pubblici o privati, tra cui anche i liberi professionisti iscritti agli ordini e ai collegi professionali per i rispettivi ambiti di consulenza. I destinatari dei servizi sono le aziende agricole attive nella produzione primaria.

“Si tratta del penultimo bando della nostra programmazione di sviluppo rurale 2014‐2020 che prevede un investimento di due milioni di euro, dedicato all'erogazione di servizi di consulenza, che hanno un ruolo determinante in agricoltura. La consulenza, infatti, se da un lato contribuisce al raggiungimento dell'obiettivo di potenziare redditività e competitività del settore agricolo, dall'altro permette agli agricoltori, compresi i giovani appena insediatisi, di avvalersi di servizi per migliorare la gestione della propria azienda, dal punto di vista economico e ambientale; in termini di sicurezza sul lavoro; di gestione sostenibile; di sviluppo di nuovi prodotti e processi; di biodiversità e benessere animale; di innovazione tecnologica e informatica; di gestione del rischio e misure preventive contro i disastri naturali.

Parliamo di risorse pensate in un tempo precedente alla pandemia ma che oggi, a un anno dall’inizio dell'emergenza Covid, diventano ancora più incisive, come ulteriore strumento per la ripresa, oltre ai ristori messi a disposizione dei cittadini e delle imprese dalla Regione Lazio e dal Governo. Sono risorse che specie in un momento storico in cui bisogna accompagnare la ripresa, diviene ancora più importante visto l'apporto all'innalzamento al miglioramento della nostra Regione", spiega l'Assessore all’Agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, ambiente e risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati.

Il bando scade il 12 aprile 2021, alle ore 23.59, e le domande vanno presentate esclusivamente attraverso le funzionalità on-line della procedura informatizzata operante sul portale SIAN dell’Organismo Pagatore Nazionale – AGEA (al seguente indirizzo: www.sian.it – link “Accesso all’area riservata”).

Sul portale www.lazioeuropa.it, canale “PSR FEASR” – sezione “Sistema Informativo” è disponibile il “Manuale utente S.I.N. per la compilazione”.

Tutti i dettagli sono su lazioeuropa.it

mercoledì 17 febbraio 2021

“BERE IL TERRITORIO”, Raccontare il vino attraverso un viaggio

Al via in tutta Italia la ventesima edizione del concorso letterario nazionale Bere il Territorio. La scadenza fissata al prossimo 30 aprile. La cerimonia di premiazione si svolgerà in estate e sarà fissata compatibilmente con la situazione pandemica purtroppo ancora in corso.




L’associazione Go Wine lancia la ventesima edizione del Concorso letterario nazionale Bere il Territorio, un progetto culturale che ha sempre accompagnato la vita dell’associazione fin dalla sua costituzione.

Il Concorso conferma gli obiettivi di sempre che si rinnovano ogni anno e si misurano sempre con nuovi protagonisti: far crescere la cultura del consumo dei vini di qualità e contribuire, mediante il tema della narrazione, a valorizzare storia, tradizioni, paesaggio, vicende socio-culturali dei territori del vino.

Riportiamo a seguire il Bando di Concorso che illustra le modalità di partecipazione e le informazioni legate alla sezione generale ed alle sezioni speciali.

Il Bando viene divulgato più avanti rispetto ai tempi abituali delle scorse edizioni, la scadenza è fissata al prossimo 30 aprile.

BANDO DI CONCORSO

1. La ventesima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio” è promossa dalla Associazione Go Wine.

I partecipanti dovranno redigere un testo-racconto in forma libera che abbia per tema un viaggio in un territorio del vino italiano, raccontando esperienze, evidenziando il rapporto con i valori cari all’enoturista: paesaggio, ambiente, cultura, tradizioni e vicende locali.

Sono previste due categorie, in base a distinte fasce di età:

giovani dai 16 ai 24 anni;

per tutti i soggetti di età superiore ai 24 anni.

2. Ogni concorrente o gruppo potrà partecipare con un solo elaborato inedito, in lingua italiana, della lunghezza minima di due cartelle (3600 battute) e massima di 5 cartelle (9000 battute), redatto anche su supporto magnetico.

3. E’ inoltre istituita, a latere del concorso generale, una sezione speciale riservata agli studenti degli Istituti agrari italiani (di età compresa fra i 14 ed i 20 anni).

Verranno selezionati elaborati che trattino il tema dei vitigni autoctoni. Con l’invito agli studenti a svolgere un approfondito e originale lavoro di ricerca su vitigni autoctoni della propria zona di provenienza o di altre aree. Nell’elaborato essi potranno tenere conto delle conoscenze acquisite durante il corso di studio e trattare l’argomento attraverso uno specifico elaborato.

La partecipazione al Concorso è consentita a singoli studenti oppure a piccoli gruppi non inferiori a 5 persone. Gli elaborati dovranno avere la medesima lunghezza di cui all’art. 2, salvo eccezioni dettate dal lavoro di ricerca a cui sono chiamati.

4. Ogni testo dovrà contenere, in calce, le generalità del concorrente: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono ed eventualmente il riferimento dell'Istituto agrario di appartenenza (per la sezione speciale dell’art. 3).

5. Gli elaborati dovranno pervenire, in tre copie dattiloscritte e su supporto magnetico, entro il 30 aprile 2021, tramite posta, al seguente indirizzo:

Concorso “Bere il territorio” - Go Wine
Via Vida, 6 - 12051 Alba (Cn)

6. Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Gianluigi Beccaria e Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Bruno Quaranta (La Stampa), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).

7. Saranno selezionati dalla sezione generale I DUE MIGLIORI TESTI, uno per ciascuna categoria: i vincitori riceveranno ciascuno un premio di euro 500,00.

7a). Sarà selezionato dalla sezione speciale riservata agli Istituti agrari IL MIGLIORE LAVORO DI RICERCA: il vincitore (o il gruppo) della sezione speciale riceverà un premio di euro 500,00.

8. È inoltre istituito un premio speciale a favore di un libro edito durante l’anno 2020 che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione.

L’autore riceverà un premio in denaro di euro 500,00.

9. I testi rimarranno a disposizione dell'organizzazione del concorso e non verranno restituiti. I concorrenti, accettando senza condizione il presente regolamento, concedono, sin d'ora e senza nulla pretendere, i diritti di pubblicazione a Go Wine.

10. I vincitori, che saranno avvertiti tramite raccomandata, saranno premiati durante la cerimonia che si terrà ad Alba nel corso della estate 2021.

11. I giudizi della giuria, che selezionerà le opere, sono insindacabili.

12. Per quanto non previsto dal presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente alla segreteria del concorso

martedì 9 febbraio 2021

Puglia, ladri trafugano 35.000 barbatelle. A rischio il progetto di ricerca sulle varietà autoctone del territorio

Ladri trafugano 35.000 barbatelle facenti parte di un progetto di ricerca iniziato negli anni novanta sulle varietà autoctone del territorio, Bombino Nero e Nero di Troia.




Un durissimo colpo, ma il nostro progetto prosegue. Così Carlo Corato, patron della Cantina Rivera, ha commentato il furto di 35.000 barbatelle che l’azienda avrebbe dovuto utilizzare in questi giorni per l’impianto di 10 ha di nuovi vigneti. Ma non normali vigneti.

Si trattava infatti dell’ultimo atto di un progetto di ricerca sulle varietà autoctone del territorio, Bombino Nero e Nero di Troia, spiega Corato, 82 anni e da 50 vendemmie patron della Rivera, cantina storica e punto di riferimento della Puglia enologica. Un lavoro certosino che aveva preso il via agli inizi degli anni ’90, con la collaborazione del professor Attilio Scienza, proseguito con il CREA di Turi e giunto al momento dell’impianto della terza generazione delle selezioni massali individuate per fornire eccellente materia prima per i vini aziendali che esprimono le 3 D.O.C.G. di Castel del Monte: Puer Apuliae Castel del Monte Nero di Troia Riserva, fresco di prestigiosi riconoscimenti, Il Falcone Castel del Monte Rosso Riserva, vino simbolo della cantina, e il Pungirosa Castel del Monte Bombino Nero, rosato fresco e succoso di grande successo.

Ma dopo appena 2 giorni di lavoro per la messa a dimora delle barbatelle innestate con le 3 selezioni aziendali di Nero di Troia e 2 di Bombino Nero, l’amara sorpresa: un “commando” di ladri si è infatti introdotto in cantina e sottratto le 35.000 barbatelle ancora da impiantare, mettendo così a rischio l’intero progetto.

“Per chi ha commesso il furto – ha concluso amareggiato Carlo de Corato – si tratta solo merce da piazzare in qualche maniera sul mercato nero, ma per noi e per l’intero territorio vitivinicolo quelle barbatelle rappresentano il futuro. Per fortuna non tutto è perduto perché il vivaio ne aveva ancora qualche migliaio da cui ripartiremo. Di certo non ci fermiamo e non sarà certo questo l’ultimo vigneto che pianto”.

Agricoltura, diversificazione delle colture: maggiori rese, riduzione gas serra, aumento della fertilità

Diversificazione delle colture: maggiori rese, riduzione gas serra, aumento della fertilità. Ecco i primi risultati del progetto DIVERFARMING.  

 




Diversificazione colturale e riduzione degli input chimici per garantire le rese e limitare l’impatto ambientale, offrendo, quindi, una possibile soluzione alle criticità agro-climatiche. Questo l’obiettivo del progetto H2020 DIVERFARMING, che ad un anno e mezzo dalla sua scadenza inizia a tirare le prime somme.   

Il progetto DIVERFARMING, progetto europeo quinquennale di cui il CREA è il referente per l’Italia ed il Nord-Mediterraneo, mira a costruire sistemi colturali diversificati a bassi input chimici, in grado di garantire la resa delle colture e ridurre gli impatti ambientali. Nello specifico, il CREA, con i suoi centri di Agricoltura e Ambiente, Cerealicoltura e Colture Industriali e Genomica e Bioinformatica, si occupa di valutare gli effetti delle tecniche adottate in aree con condizioni pedoclimatiche differenti sui principali parametri fisico-chimici e biologici del suolo, sulla biodiversità microbica e sulle emissioni dei gas serra, individuando, attraverso un modello previsionale, la migliore gestione in termini di conservazione della sostanza organica, di incremento della biodiversità e di resilienza dell’agroecosistema (cioè la sua capacità di rispondere ai cambiamenti repentini). Gli altri partner italiani del progetto sono l'Università della Tuscia, Barilla e il Consorzio Casalasco.  

La sperimentazione

In Italia sono state identificate 4 aree pilota caratterizzate da condizioni pedoclimatiche differenti (tre aziende nell’areale padano e una azienda sperimentale in Puglia) entro le quali sono state testate sia la diversificazione colturale - ossia l’aumento delle colture in successione nella rotazione della tipica filiera alimentare italiana frumento duro/pomodoro da industria, attraverso l’inserimento di una leguminosa da reddito (pisello da industria) o da sovescio (favino) e di un coltura  ciclo breve di secondo raccolto, inserita tra due colture  principali - sia le innovazioni gestionali, quali lavorazioni del terreno, irrigazione e fertilizzazione azotata. Attualmente, il team di ricercatori è al lavoro per valutarne gli effetti su resa, conservazione della sostanza organica del suolo, riduzione delle emissioni di gas serra, dinamica dei nutrienti e biodiversità funzionale dei suoli.  

I risultati fin qui ottenuti

Si confermano le ipotesi iniziali: il frumento e il pomodoro hanno mostrato rese generalmente più elevate nei sistemi diversificati rispetto alla rotazione tradizionale, anche se il meteo avverso ha condizionato i risultati di pisello da industria e pomodoro in secondo raccolto. Per quanto riguarda i gas serra, le emissioni maggiori sono state rilevate nel periodo autunnale, indipendentemente dalla rotazione colturale, dopo la distribuzione di digestato anaerobico (fertilizzante naturale derivante da produzione di biogas) ed in seguito ad eventi irrigui. Significativa, invece, è stata la riduzione (-15%) delle emissioni di gas serra per il pomodoro coltivato in rotazione con frumento e favino, quando sottoposto a un regime ridotto d’irrigazione (studio condotto da Barilla). Anche la comunità microbica del suolo, e quindi la fertilità biologica, appare fortemente influenzata con visibili differenze tra i sistemi di gestione a diverso livello di diversificazione. L’analisi della filiera, ci restituisce infine, un andamento positivo degli indicatori economici, su base pluriennale, mitigando gli effetti della instabilità climatica e di mercato sul margine lordo, rispetto all'attuale gestione colturale.

Piano Europeo della Salute: il vino non sarà penalizzato

La Commissione UE raccoglie l'allarme della filiera vitivinicola italiana sul Piano Europeo della Salute. L’Europa rassicura il settore: il vino non sarà penalizzato.



Le organizzazioni della filiera vitivinicola di Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi, si ritengono soddisfatte dopo la rassicurazione da parte dell'Unione Europea che non ha alcuna intenzione di proibire il vino, né di etichettarlo come una sostanza tossica. Tali affermazioni, infatti, vengono incontro all'espressa richiesta dalla filiera vitivinicola italiana avanzata in una lettera inviata nei giorni scorsi al commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni e agli eurodeputati Paolo De Castro e Herbert Dorfmann a proposito dei contenuti della bozza di comunicazione della Commissione UE “Europe’s Beating Cancer Plan” che sarà approvata in vista della Giornata Mondiale contro il cancro e che prevede, fra l’altro, l’introduzione di etichette di natura allarmistica sui prodotti alcolici.

Nella lettera inviata al commissario UE e agli europarlamentari si fa presente la necessità di scongiurare il rischio che decisioni avventate e dogmatiche mettano in pericolo il futuro di una filiera strategica per il nostro Paese come quella vitivinicola, senza peraltro riuscire a trovare una soluzione ai problemi di salute pubblica, rendendo noto l'apprezzamento del grande sforzo dell’UE nel programmare un piano coordinato di attività che sostengano il contrasto a questo male e che richiamino l’attenzione dei governi per uno sforzo comune, importante per la salute dei cittadini europei e per lo sviluppo mondiale futuro.

“Nel documento della Commissione UE si parte tuttavia da un assunto erroneo, ovvero che qualsiasi consumo di alcol sia dannoso, senza tenere conto della quantità consumata o delle condizioni in cui si realizza il consumo. È inconfutabile che un consumo eccessivo di alcol, qualsiasi sia la bevanda in questione, sia nocivo per la salute, ma non è tuttavia corretto considerare che il consumo moderato di vino, durante i pasti, rappresenti un pericolo per la salute”, spiegano Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi.

La filiera vitivinicola sottolinea a tal riguardo la determinazione con cui le varie sigle abbiano iniziato a lavorare, “con un approccio assolutamente volontario, sulla strada dell’autoregolamentazione in merito a calorie e ingredienti. L’indicazione del valore energetico e dell’elenco degli ingredienti, su cui siamo assolutamente d’accordo - si legge ancora nella lettera - è ora in via di realizzazione e presto verrà inquadrata a livello normativo nell’ambito della riforma della Politica Agricola Comune-PAC”.

Le organizzazioni manifestano infine la propria perplessità per il quadro di incertezza che oggi si profila nelle politiche di promozione dei prodotti agricoli. “È oggi imprescindibile uno sforzo di trasparenza da parte della Commissione per rassicurare l’intera filiera sulla volontà di proseguire nelle azioni di sostegno volte ad incrementare la competitività delle imprese sui mercati internazionali e ad accrescere il livello di conoscenza dei prodotti vitivinicoli di qualità a DOP/IGP presso i consumatori”.

Agricoltura e ambiente, al via il progetto europeo che trasforma il suolo da fonte a serbatoio dei gas serra

Suolo: al via SOMMIT, il progetto europeo che trasforma il suolo da fonte a serbatoio dei gas serra. Coordinato dal CREA Agricoltura e Ambiente, è finalizzato alla gestione sostenibile del suolo. 




Determinare su scala europea, le migliori strategie di gestione del suolo che favoriscano il sequestro di carbonio, migliorino la fertilità e riducano significativamente il rilascio di emissioni di gas serra: questo l’obiettivo di SOMMIT,  il progetto finanziato dallo “European Joint Programme EJP-Soil”, che coinvolge 13 istituzioni di 9 diversi paesi europei.

L’approccio

Il riciclo di residui organici nel suolo, quali compost e digestati, è una strategia europea fondamentale per aumentare la fertilità e la produttività del terreno e ridurre contemporaneamente l'accumulo di rifiuti organici nell'ambiente. Tuttavia, le risposte del terreno e delle colture a questi input sono strettamente legate alle caratteristiche pedoclimatiche, oltre che ad altri fattori, anche di origine antropica. Pertanto, il riciclo di residui deve necessariamente essere progettato a livello territoriale o regionale, al fine di aumentare il sequestro di Carbonio, riducendo contemporaneamente il rilascio di gas serra. È attraverso questo approccio, infatti, che il suolo può passare da attuale fonte di gas serra a “serbatoio” di carbonio che, altrimenti, sarebbe libero di raggiungere l’atmosfera. 

Le attività previste

Saranno valutati quale tipologia di ammendanti organici e quale momento di applicazione, sono associati ad un maggiore sequestro di Carbonio nel suolo e, contemporaneamente, ad una diminuzione delle emissioni di gas serra. SOMMIT riconosce come ogni sito sia caratterizzato da colture specifiche, requisiti nutrizionali e clima, da cui dipende la gestione della sostanza organica del suolo e studierà tutti questi aspetti in modo integrato e a livello europeo, per fornire ai portatori di interesse (inclusi gli utenti finali quali gli agricoltori e la società civile) una tabella di marcia che contribuirà a una maggiore e migliorata conoscenza sulla gestione di una risorsa non rinnovabile come il suolo. 

Il contributo del CREA Agricoltura e Ambiente 

Il progetto è coordinato da Alessandra Lagomarsino, ricercatrice del CREA Agricoltura e Ambiente. Il CREA, con i centri Agricoltura e Ambiente e Viticoltura ed Enologia, partecipa a tutte le azioni del progetto, con un ruolo di responsabilità sugli aspetti relativi alla sintesi delle ricerche già esistente sugli effetti delle strategie agricole dell'UE su trade-off e sinergie tra sequestro di Carbonio, flussi di gas serra e i processi di lisciviazione dell’azoto. Inoltre, il CREA seguirà sul fronte italiano le attività sperimentali presso alcune prove di lungo periodo (Firenze, Roma, Bari) e guiderà per tutti i partner le attività di coinvolgimento attoriale attraverso l’implementazione di metodologie di ricerca partecipativa.  

Agroalimentare: online il volume Agricoltura italiana conta 2020

Consultabile online Agricoltura italiana conta 2020. La pubblicazione realizzata dal Crea Politiche e Bioeconomia. Settore primario si conferma strategico per economia: sostenibilità e diversificazione.





Si conferma, anche in un anno così difficile, il peso rilevante del sistema agroalimentare italiano nell’economia del Paese, la sua funzione mitigatrice rispetto ai cambiamenti climatici, le sue diverse declinazioni degli asset strategici (il made in Italy, l’alimentare di qualità, il biologico) e la componente della diversificazione. La riprova arriva anche dal confronto con l’UE, dove l’agricoltura italiana è prima per valore aggiunto e terza per produzione lorda vendibile. A fronte di questi risultati, l’Italia riceve il 10,6% del totale delle risorse UE della PAC, pari in termini assoluti a 5,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto dopo la Francia, Spagna e Germania.

Questa è la fotografia che emerge dall’Agricoltura italiana conta 2020, l’opuscolo agile e snello che da 33 anni fornisce un quadro sintetico, ma completo dei diversi fattori che definiscono il ruolo del settore primario in una economia avanzata. La pubblicazione è realizzata dal CREA, con il suo Centro di Politiche e Bioeconomia, dopo l’approfondita analisi del sistema presentata con l’Annuario dell’agricoltura italiana.

Il sistema agroalimentare, duramente colpito dall’epidemia, si è dimostrato resiliente, assicurando l’approvvigionamento e la sicurezza alimentare a tutta la popolazione, grazie allo sforzo degli operatori e all’intervento delle istituzioni, rimarcando in questo modo la sua funzione essenziale e strategica, nonostante le fragilità e le debolezze, legate anche all’andamento climatico instabile, che ha favorito la diffusione di alcuni agenti parassitari.

Nonostante ciò, il suo contributo, in termini di valore aggiunto, all’interno dell’economia nazionale ha superato la quota del 4%, tra i più dinamici in un contesto economico recessivo, grazie anche alla crescita dell’industria alimentare. Si tratta del 15% del PIL nazionale, includendo anche i settori collegati - commercio ingrosso/dettaglio, ristorazione e servizi legati al cibo.

Strategico in quest’ottica anche l’export agroalimentare, con 43,8 miliardi di euro, di cui quasi il 74% è rappresentato dal made in Italy. Dal 2019 si registra un miglioramento del deficit della bilancia agroalimentare, sceso per la prima volta sotto il miliardo di euro (-708 milioni), a fronte dei 5 miliardi del 2015 e degli oltre 9 miliardi del 2011. Si tratta di un dato straordinario, confermato dai primi mesi del 2020, in cui, addirittura, si verifica un cambio di segno nel saldo, per la prima volta positivo dall’inizio della serie storica.

Indubbio il contributo del settore agricolo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, sia direttamente, limitando le emissioni dannose, sia indirettamente, grazie alle foreste e alla maggiore diffusione di pratiche colturali che favoriscono un maggiore assorbimento di CO2.

Sempre più vivace è la dinamica della diversificazione delle attività aziendali, che si attesta al 20% della produzione agricola totale in termini di produzione delle attività di supporto e secondarie, come la trasformazione dei prodotti, l’agriturismo, la vendita diretta, la produzione di energia rinnovabile.

Dal 1988 L'agricoltura italiana conta, curato dal Centro Politiche e Bioeconomia, costituisce un affermato e agile strumento informativo sull’andamento del sistema agroalimentare italiano, a disposizione della Pubblica Amministrazione e dell’opinione pubblica.

Dalla prima uscita, l’introduzione dell’Opuscolo è a cura del Ministro dell’Agricoltura in carica.

La pubblicazione costituisce un prezioso aiuto per tutti coloro che necessitano dei dati e delle tendenze che, anno dopo anno, caratterizzano l’agricoltura italiana. L’attenzione è allargata all'intero settore agroalimentare e a tutte le interrelazioni del settore primario con gli altri settori, con il territorio, con l’ambiente, con i bisogni della società e del Paese.

Per far questo sono chiamati a collaborare studiosi del Centro Politiche e Bioeconomia appartenenti a vari ambiti disciplinari, in grado di affrontare, con le loro differenti competenze, tutto l’arco delle varie problematiche riguardanti il sistema agroalimentare nazionale.

Rispetto alla prima edizione, si segnala l’ampliamento dell’arco dei temi trattati, passando dalle 72 pagine iniziali alle 150 dell’ultima edizione. Tutto ciò senza perdere la versatilità del formato tascabile (12x18) e lo stile divulgativo che lo caratterizzano.

E’ possibile scaricare il volume al seguente link.

venerdì 11 dicembre 2020

Innovazione in vitivinicoltura. Dal miglioramento genetico della vite per nuove varietà, alla sostenibilità biologica e tecnologica dei vigneti di alta qualità: ecco le attività di ricerca ad alto potenziale

Il CREA Viticoltura ed Enologia ha avviato attività di ricerca ad alto potenziale di innovazione con progetti su sostenibilità, biodiversità e salvaguardia ambientale.




“Stiamo lavorando per un sistema di produzione vitivinicola che sia sempre più digitale e sostenibile – afferma Riccardo Velasco, direttore del CREA Viticoltura ed Enologia – che valorizzi i vitigni autoctoni di nuova introduzione in grado di resistere all’attacco dei patogeni e di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, che abbatta input energetici e chimici lungo tutta la filiera, in un’ottica di economia circolare e di salvaguardia ambientale, tutelando e rendendo sempre più riconoscibile quella qualità e quella tipicità che hanno reso grandi le nostre uve e i nostri vini nel mondo”.   

Miglioramento genetico della vite. Grazie alle collezioni di germoplasma con oltre 3.000 varietà e a quella di microrganismi enologici, entrambe di rilievo europeo, il Centro dispone di solide basi per la messa a punto di nuove varietà, in grado di resistere ai patogeni più diffusi, come oidio e peronospora nonché allo stress idrico (Progetto BIOTECH_VITECH). L’ampia rappresentatività regionale dei vitigni tipici del nostro territorio, incrociati con materiali di recente produzione in vari paesi europei, sta producendo da alcuni anni il primo materiale autoctono resistente, la risposta italiana ai vitigni resistenti europei ed americani (25.000 nuove piantine nei campi sperimentali). Anche nell’uva da tavola, si sta lavorando per nuove varietà, con ma soprattutto senza semi, totalmente made in Italy (prog. NuVaUT), in risposta all’invasione di materiale americano, israeliano, nordafricano e spagnolo prodotto nei club (associazioni di produttori esclusivi con prodotto molto richiesto dal mercato) che richiedono ai nostri produttori elevati costi in royalties. 

Nuovi strumenti tecnologici e informatici per una viticoltura sostenibile. Si tratta di dispositivi e sistemi integrati di alta tecnologia, come la sensoristica di precisione sia nel terreno che sulla foglia, sistemi di rilevamento aerei mediante droni e satelliti che permettono di conoscere dettagliatamente ed in tempo reale i parametri fisiologici, vegetativi, sanitari e produttivi del vigneto. Gli studi di zonazione rappresentano un importante strumento scientifico per compilare “mappe di prescrizione” che consentono di intervenire, con l’applicazione delle tecniche di viticoltura di precisione, in modo diverso in funzione delle necessità della coltura, anche all’interno di un singolo vigneto. L’impiego dei sistemi decisionali di supporto (DSS) fornisce l’opportunità di effettuare anche da remoto, attraverso computer o smartphone, scelte ed interventi tempestivi in funzione delle mappe ottenute. Ciò si traduce in ottimizzazione della gestione aziendale, minori input energetici e chimici, più sostenibilità, integrazione dei processi di filiera vigneto-cantina, standard più elevati di qualità, tipicità e sicurezza (Progetto SUVISA- AGRIDIGIT)  

Sostenibilità applicata. Sono in corso progetti per trovare valide alternative all’utilizzo del rame (anche in viticoltura biologica) e per rafforzare con composti naturali la capacità di difesa delle viti, anche dalla flavescenza dorata. Si sta testando la produzione di nuovi vini di qualità, vinificando uve di quattro varietà di vite resistenti ad oidio e peronospora, già iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite ed autorizzate alla coltivazione come uve da vino in alcune regioni d’Italia (es. Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Trentino - Alto Adige). La coltivazione di tali varietà di vite necessita di un numero minimo di trattamenti/anno, essenzialmente con prodotti a base di rame.  

Il Batterio “mangiaocratossina”. La capacità di identificare le micotossine e i pesticidi nelle uve rappresenta una problematica mondiale, rapportabile ad una “zoonosi” nei confronti della quale vanno messi in atto costanti programmi di monitoraggio e studi su mezzi di decontaminazione efficaci, poco dispendiosi e di facile applicabilità, che non modifichino le caratteristiche organolettiche e nutrizionali degli alimenti stessi.  Recentemente, è stata descritta e brevettata dal CREA Viticoltura ed Enologia (brevetto CREA = EP 2599876 A1) la capacità di batteri del genere Brevibacterium di degradare completamente l’ocratossina (OTA) una tossina tipica dei mangimi e degli alimenti, tra le più pericolose nei prodotti a lunga conservazione, anche in quantità 1000 volte superiori (mg/kg) a quelle trovate nelle derrate alimentari. 

I progetti

1. Progetto BIOTECH_VITECH

Applicazioni biotecnologiche moderne (cisgenesi e genome editing) per la produzione di nuovi cloni di vite da varietà di pregio esistenti (i) piante resistenti ai due maggiori patogeni fungini, (ii) uve da tavola senza semi da varietà di pregio nazionali (uva Italia, Vittoria, Regina), (iii) portainnesti resistenti allo stress idrico in un panorama di cambiamenti climatici.

2. Progetto SUVISA (AGRIDIGIT)

Questo progetto promuove applicazioni tecnologiche ed informatiche per la gestione del vigneto tramite sistemi di supporto decisionali (DSS) e modelli predittivi. Le tecniche e tecnologie per la viticoltura di precisione si applicano a vari livelli, dai sistemi GPS (Global Positioning System), dal rilevamento prossimale e remoto e dai software GIS monitoraggio colturale, alla modellistica per interventi a “rateo variabile”, modulati in base alle necessità mirate. Con l’impiego di queste tecnologie il CREA Viticoltura ed Enologia intende raggiungere diversi obiettivi, tra cui la localizzazione di aree che presentano caratteristiche simili e la quantificazione delle performance delle diverse zone all’interno del vigneto razionalizzandone la gestione.

3. Progetto CUPROSUP

Strategie alternative all’uso del rame in viticoltura in risposta al cambiamento climatico. Obbiettivo del progetto consiste nella sperimentazione e sviluppo di strategie per sostituire o ridurre l’uso del rame in viticoltura, in particolare la riduzione del rame nella viticoltura biologica e l’identificazione di nuove strategie di contenimento della peronospora (Plasmopara viticola).

4. Progetto BIOPRIME

Il progetto verte sulla identificazione di prodotti naturali e microorganismi benefici per il controllo dei patogeni e stimolo alla risposta interna nelle colture mediterranee. L’obiettivo principale consiste nello stimolare il sistema immunitario delle piante attraverso l’applicazione di elicitori (stimolanti naturali) per indurre il metabolismo di risposta interno (RNA interference).

5. Progetto INNOVA LUPPOLO

INNOVAzioni sostenibili per la LUPPOLicOltura. Il progetto coinvolge 5 strutture CREA (Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Difesa e Certificazione (sedi di Roma e Firenze), Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari, Viticoltura ed Enologia, Politiche e Bioeconomia). Obiettivi del progetto: introduzione di innovazioni sostenibili per lo sviluppo della filiera luppolo, andando a consolidare i risultati e le conoscenze acquisite con il progetto precedentemente finanziato da MIPAAF, LUPPOLO.IT. Il nostro centro di ricerca si occuperà dello studio delle interazioni tra luppolo e lieviti per la produzione di birre con elevato potenziale aromatico. In particolare, le attività di ricerca si concentreranno sulla selezione di ceppi di lieviti enologici con attività β-liasica per la produzione di birre con elevato potenziale aromatico.

7. Progetto MIDIFENDO

Il progetto ha lo scopo di utilizzare strumenti innovativi al fine di arricchire gli strumenti di difesa contro la Flavescenza dorata, malattia da quarantena della vite. Ci si propone di utilizzare composti organici volatili prodotti da microrganismi (MVOCs) al fine di indurre le vie di risposta specifiche della vite contro la Flavescenza dorata. Questa malattia provoca gravi danni alla viticoltura europea, e questo nuovo strumento di difesa va a sopperire ad alcune problematiche legate ai tradizionali mezzi di difesa, che non sono più sostenibili, tra cui appunto l’uso di insetticidi ad alto impatto ambientale.

8. Progetto REVINE (Regenerative agricultural approaches to improve ecosystem services in Mediterranean vineyards).

Il progetto mira ad aumentare la resilienza della vite agli stress biotici e abiotici, utilizzando approcci colturali in grado di favorire la biodiversità dell’agroecosistema viticolo (Uve da tavola ed Uve da vino) del Mediterraneo. Il progetto è destinato a piccole e medie imprese del Mediterraneo, al biochar, ai consorzi microbici.

9. Progetto VINIRES

Vini innovativi da varietà resistenti alle principali ampelopatie della vite e tecniche agronomiche per incrementare tipicità e sostenibilità delle produzioni vinicole nel territorio del GAL Prealpi Dolomiti”. Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020. Promuovere la produzione di nuovi vini di qualità con la vinificazione di uve di quattro varietà di vite resistenti ad oidio e peronospora, già iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite e autorizzate alla coltivazione come uve da vino in alcune regioni d’Italia (es. Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige). La coltivazione di tali varietà di vite necessita di un numero minimo di trattamenti/anno essenzialmente con prodotti a base di rame. Principale finalità del progetto è promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale della viticoltura in particolare nelle zone pedemontane

venerdì 27 novembre 2020

Vigneto e bosco in simbiosi. Una ricerca dedicata alle unità geografiche del Soave

Vigneto e bosco in simbiosi. Uno studio a cura del Consorzio del Soave ha mappato tutte le aree boschive durante il 2020 nelle unità geografiche del Soave, a conferma della grande biodiversità e sostenibilità della denominazione.




Si chiama “Caratterizzazione degli ecosistemi forestali delle Unità Geografiche Aggiuntive di Soave” il progetto del Consorzio Tutela Vini Soave che, con la World Biodiversity Association onlus e in collaborazione con lo studente Andrea Laperni, laureando di Tecnologie Forestali e Ambientali presso l’università degli Studi di Padova, ha permesso di mappare attraverso criteri di cartografia moderni l’intera superficie boschiva all’interno del comprensorio del Soave.

I boschi e le foreste giocano un ruolo fondamentale in quella che è la tutela della biodiversità ma anche la riduzione del rischio idrogeologico, oltre che fonte di reddito per  i viticoltori. La loro presenza spesso funge da barriera contro i parassiti e produce effetti mitiganti sul microclima locale. Conoscere quindi l’estensione, la loro composizione floristica, e il loro ruolo all’interno del territorio permette non solo di conservarli e gestirli in maniera razionale. ma in alcuni casi spiegare alcune differenze organolettiche che possiamo ritrovare nei vini. La presenza di discontinuità rappresentate da aree boscate, siepi e prati aridi, può favorire inoltre il controllo dei parassiti dei vigneti effettuato dai numerosi predatori naturali presenti in questi ecosistemi, facendo diventare il bosco una sorta di elemento protettivo del vigneto.

La ricerca, durata un anno, è stata anticipata nel libro Soave Terroir. Le aree boschive presenti nelle singole UGA sono state inizialmente individuate e misurate attraverso l’uso di foto satellitari e un software cartografico. Dopo questa fase preliminare è avvenuto il vero e proprio inventario forestale attraverso le indagini sul campo, che hanno consentito di registrare su una scheda di rilievo, tutte le informazioni necessarie per la realizzazione del database. Questo database consultabile e modificabile contiene informazioni legate alle caratteristiche della singola area boscata (posizione, pendenza, esposizione, quota media, ecc.), dati geo-pedologici, e i principali parametri forestali (struttura, composizione, densità, forma di governo). Tutte le formazioni boschive sono state catalogate (quesrceti, faggeti,..) e la mappatura è stata completata con schede di rilievo per ogni singola area ed elaborazione cartografica. Si tratta quindi di un vero e proprio inventario forestale che permetterà in futuro il monitoraggio dello sviluppo dei boschi, rilevando periodicamente eventuali contrazioni o espansioni della copertura boschiva, e modificazioni nella composizione dei popolamenti, anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto.

« Un lavoro estremamente prezioso quello effettuato da WBA e da Andrea Laperni – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio – da sempre il Soave ha lavorato per studiare e incentivare la preservazione del suo paesaggio attraverso uno studio puntuale dell’ambiente, scelta premiata anche dalla FAO nel 2018. Quello del Soave è un territorio che lavora tutto insieme per la sostenibilità, non solo per il numero sempre crescente di aziende che si stanno convertendo all’agricoltura biologica, ma anche e soprattutto per le scelte consapevoli dei nostri viticoltori, a partire dalle certificazioni di sostenibilità o i progetti sulla confusione sessuale che comprendono grandi areali del nostro territorio. Lavoreremo per crescere sempre di più in questa direzione, consapevoli della responsabilità di essere i custodi del nostro territorio»

mercoledì 25 novembre 2020

Veronafiere, Vinitaly slitta a giugno. Ecco come cambia il calendario degli appuntamenti fieristici 2021

Cambia il calendario degli appuntamenti fieristici 20121. Le date scelte sulla base di uno specifico sondaggio di mercato con l’obiettivo di consentire ai buyer extra europei di partecipare in un unico periodo a più eventi internazionali. 




Nuova data per Vinitaly. La 54ª edizione del Salone internazionale dei vini e dei distillati di Veronafiere si terrà dal 20 al 23 giugno 2021, in contemporanea con Enolitech e Sol&Agrifood.  OperaWine 10th year anniversary con Wine Spectator sarà il 19 giugno. La decisione è il risultato di un’attenta verifica, anche con le più autorevoli istituzioni in grado di formulare previsioni attendibili sulla curva pandemica ed è stata presa dopo uno specifico sondaggio di mercato. 

«Lo spostamento a giugno – dice Maurizio Danese, presidente di Veronafiere Spa – è in linea con la revisione del posizionamento dei calendari delle principali fiere internazionali italiane ed estere. Il consiglio di amministrazione della Fiera ed i soci hanno fatto una scelta ponderata in base alle informazioni più attendibili in campo medico, considerando anche l’incoming di buyer extra europei. Stiamo inoltre lavorando con la Fondazione Arena che organizza la stagione lirica e la città di Verona per offrire ai nostri ospiti internazionali un’edizione imperdibile». 

«Vinitaly con OperaWine e le rassegne concomitanti – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere Spa –, si svolgeranno in un contesto temporale in cui il governo avrà avuto il tempo di predisporre le procedure di ingresso dei buyer internazionali nel nostro Paese. Nello stesso tempo in Europa vi saranno altri eventi rivolti alla promozione del settore vinicolo. Si tratta di una decisione strategica e sinergica per consentire agli operatori del mercato e dell’informazione, soprattutto quelli provenienti da Asia e USA, che sono tra i principali visitatori delle nostre rassegne, di poter ottimizzare la loro partecipazione con un solo spostamento».

lunedì 23 novembre 2020

Veronafiere con Vinitaly per favorire il grande cambiamento del settore vitivinicolo

A wine2wine la ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova affronta i temi urgenti determinati dalla pandemia e lancia il progetto di sviluppo dell'intera filiera vitivinicola italiana. Veronafiere, con Vinitaly a disposizione per favorire il grande cambiamento del settore.




La strategia per attuare l’immediato rilancio del comparto a cui ha fatto riferimento la ministra, ci trova allineati e pronti a favorire la filiera sul piano del business e della ripartenza sui mercati internazionali». Lo ha detto nella giornata di ieri, a margine del summit internazionale di apertura di wine2wine, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani relativamente all’intervento conclusivo della ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova. 

«Ci ha fatto particolarmente piacere – ha aggiunto Mantovani – il pragmatismo della ministra nell’affrontare i temi urgenti determinati dalla crisi pandemica: dall’ormai prossima convocazione del tavolo specifico sul vino nell’ambito del Patto per l’export agli obiettivi di potenziare la promozione del prodotto enologico italiano, quanto mai necessaria in questa fase congiunturale, nei Piani nazionali di sostegno e nell’Ocm. In questi mesi difficili per il sistema fieristico, Vinitaly sta investendo risorse proprie per favorire al meglio la ripartenza del settore attraverso analisi, contatti continuativi con il trade e numerosi eventi in programmati all’estero, come Wine to Asia, la nostra prima fiera in presenza dedicata al comparto che si chiude oggi in Cina. Wine2wine in formato digitale – ha concluso – dimostra che non abbiamo spento i motori e che saremo i primi alleati nella strategia annunciata per il vino italiano». 

Bellanova ha annunciato oggi l’esigenza di un nuovo progetto organico di sviluppo dell'intera filiera vitivinicola italiana. Per la ministra si dovrà contare, ad esempio, sulle risorse (potenziate) destinate all'Ocm Promozione, sulla transizione alla certificazione sostenibile anche in chiave competitiva, sui piani nazionali di sostegno, sulla digitalizzazione e sull’ausilio di analisi e ricerche specifiche sui mercati target. 

Da oggi e fino al 24 novembre, a wine2wine il settore vitivinicolo, le istituzioni, il mondo associativo e la stampa specializzata si incontrano online sulla nuova piattaforma Veronafiere Plus (VF+): quattro giornate di confronto con oltre 70 appuntamenti in programma, per interrogarsi sugli effetti del Covid sul comparto, ma soprattutto per individuare soluzioni e ripartire. 

sabato 21 novembre 2020

Effetto Covid. Calo Horeca ed Export, un anno a tinte fosche per il vino italiano

Solo un’azienda vitivinicola italiana su 10 aumenterà il proprio business nel 2020, mentre per oltre 7 su 10 le vendite totali vireranno in negativo. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presentata oggi nel corso del Summit internazionale ‘Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva’, preview di wine2wine al via da oggi sino al 24 di novembre a Veronafiere in formato virtuale.




Secondo l’indagine, svolta su un panel di 165 aziende (4 miliardi di euro il fatturato cumulato, di cui 2,5 miliardi relativi all’export, circa il 40% del totale Italia), la generale difficoltà delle imprese è il combinato dei cali nei canali horeca - in rosso nel 91% dei casi -, nel dettaglio specializzato - per 3 produttori su 4 -, dell’export - per il 63% delle aziende - e della vendita diretta in cantina, il cui gap è generato anche dalla fortissima contrazione degli arrivi enoturistici stranieri, in diminuzione per l’87% degli intervistati. A fare da parziale contraltare, le vendite nella Gdo italiana - in crescita per il 51% dei rispondenti - e il boom dell’online, riscontrato da 8 operatori su 10.

Il quadro dell’export, nonostante l’Italia abbia sofferto meno dei propri competitor, è comunque a tinte fosche: il 63% vede rosso, mentre le aziende in crescita sono solo il 18%. Tra i top 10 mercati maggiormente in difficoltà, Regno Unito e Stati Uniti sono le aree più critiche, in contrazione per il 60% del campione. A seguire, Giappone, Australia, Cina, Germania, Canada, Russia e Svizzera, in uno scenario globale che vede 9 piazze su 10 in negativo, con la sola Svezia a luce verde.

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “È difficile commentare dati le cui cause non riflettono il reale stato di salute del vino italiano ma un’epidemia mondiale in cui tra l’altro il vino italiano sta pagando la metà delle perdite rispetto ai propri competitor. Il nostro settore avrà tutti i fondamentali per ripartire, a patto che – per una volta – le scelte siano corali e si attui una promozione di bandiera all’altezza della notorietà globale del brand tricolore. Una comunicazione istituzionale cui abbinare eventi italiani legati al trade del vino nel mondo”.

Per il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “La pandemia ha ulteriormente messo in luce le problematiche strutturali e dimensionali di cui soffre il nostro sistema produttivo. Con la chiusura dell’Horeca e la ridotta diversificazione dei mercati e dei canali di vendita, sono soprattutto le imprese vinicole più piccole a pagare il conto più salato di questo scenario di crisi dominato dall’incertezza. Un conto che non è certo più leggero anche per le imprese più dimensionate, ma che tuttavia potendo contare su strutture commerciali, finanziarie e patrimoniali più robuste, dimostrano una resilienza indubbiamente più elevata”.

Stando all’analisi del campione, rappresentativo per fatturato ed export, sono infatti le piccole imprese (sotto il milione di euro) a scontare gli indicatori peggiori, con vendite in rosso nell’81% dei casi e con export (74% delle risposte), horeca (95%) e dettaglio specializzato (86%) in contrazione.

venerdì 20 novembre 2020

International Summit: il mondo del vino si incontra in rete per il futuro del comparto

Al via l'International Summit sul futuro del vino, nell'ambito del Festival del Futuro. Dal 21 al 24 novembre il mondo del vino si incontra in rete.




Con l’International Summit sul futuro del vino, apre domani w2w digital. Dal 21 al 24 novembre, il settore vitivinicolo, le istituzioni, il mondo associativo e la stampa specializzata si incontrano online sulla nuova piattaforma Veronafiere Plus (VF+). Quattro giornate di confronto con oltre 70 appuntamenti in programma, per interrogarsi sugli effetti del Covid sul comparto, ma soprattutto per individuare soluzioni e ripartire.  

Ad inaugurare l’evento, l’International Summit di sabato 21 novembre alle 10.30 sul tema Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva. Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio.  Un live talk con i principali attori della wine industry italiana ed estera con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare un dialogo concreto tra mercati e operatori di settore (disponibile sul sito di wine2wine exhibition, sul canale ufficiale youtube Vinitaly, sulla piattaforma VF+ e su https://festivaldelfuturo.eu/streaming).

Apre l’incontro la presentazione della ricerca realizzata da Nomisma Wine Monitor per Osservatorio Vinitaly sul wine business nell’era post Covid, con il commento di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, e Denis Pantini, responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma.

All’International Summit, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, intervengono il presidente di ICE, Carlo Maria Ferro, il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello, il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, e, in chiusura, la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova. 

Sono previste, poi, due tavole rotonde: una focalizzata sui mercati esteri e l’altra su quello italiano. Nella prima, intervengono Jon Moramarco (Stati Uniti), Nick Bielak (Regno Unito), Michelle Liù (Cina) e Thierry Cohen (Giappone). Due gli interventi trasversali: quello di Donato Lanati sull’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura e della trasformazione tecnologica applicata alla viticoltura e di Heini Zachariessen, fondatore di Vivino, che porta la sua testimonianza sulla digitalizzazione del comparto.

A fare il punto della situazione sul vigneto-Italia e sulle sue prospettive sono, invece, Josè Rallo, Dominga Cotarella, Lamberto Frescobaldi, Ettore Nicoletto, Riccardo Pasqua e Marco Nannetti. 

L’evento, organizzato da Veronafiere-Vinitaly-wine2wine, inserito nel programma del Festival del Futuro (promosso da Gruppo Athesis, Eccellenze d’Impresa e Harvard Business Review) è preceduto, con inizio alle ore 9, dalla sessione sul tema Agricoltura&Innovazione: il futuro è già presente, al quale interverranno la ministra Teresa Bellanova, Paolo De Castro, eurodeputato, Luigi Consiglio, presidente di Gea, Michele Morgante, accademico dei Lincei, Federico Vecchioni, amministratore delegato delle Bonifiche Ferraresi, e Carlo Lambro, presidente di New Holland Agriculture e CEO di CNH Industrial Italia.  

Agricoltura, la ricerca per l'innovazione: dalle varietà alle biotecnologie fino ai sistemi colturali sostenibili

La ricerca per l'innovazione di tre filiere di riferimento dell'agroalimentare italiano. Ecco tutte le novità di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura.   



Il CREA, ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, sta svolgendo attività di ricerca in tutti i segmenti delle tre filiere di riferimento, introducendo nei diversi sistemi produttivi innovazioni di prodotto e di processo. Come dichiarato da Paolo Rapisarda, Direttore del CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, la costituzione di nuove varietà è indubbiamente un’attività rilevante, che viene effettuata sia attraverso le tecniche tradizionali di miglioramento genetico (il CREA vanta, infatti, circa 100 privative vegetali), sia attraverso le nuove biotecnologie. Le innovazioni di processo, invece, riguardano sia i metodi di produzione (bassi input chimici e idrici) sia le strategie per implementare la difesa fitosanitaria sostenibile, nonché lo sviluppo di tecnologie innovative per l’industria di trasformazione della frutta e olearia.  

INNOVAZIONE VARIETALE 

Il centro sviluppa nuove tipologie di frutti dalle benefiche proprietà nutrizionali e salutistiche o in grado di resistere agli stress biotici e abiotici. In particolare, selezioniamo ad esempio nuove varietà di olivo in grado di risentire meno delle influenze ambientali e degli effetti del cambiamento climatico e di adattarsi alla coltivazione ad alta quota, verificando le caratteristiche sensoriali e salutistico-nutrizionali degli oli per ottenere un prodotto tipico, di altissima qualità ed esclusivo dell’areale del Parco della Sila (REGEROLI). Si stanno mettendo a punto, inoltre, varietà resistenti alle malattie causate da agenti patogeni fungini e batterici: è il caso della Puglia, zona infetta da Xylella fastidiosa, dove stiamo programmando di  impiantare  una ricca collezione di germoplasma olivicolo che consentirà di selezionare direttamente delle varietà meno suscettibili al batterio e più adatte alla coltivazione in quell’areale, ampliando la scelta varietale e contribuendo ad incrementare la biodiversità olivicola (SALVAOLIVI). Inoltre, sono state ottenute nuove varietà a polpa rossa di arancio dolce e mandarino, con epoca di maturazione precoce e tardiva, per ampliare il calendario di commercializzazione e di nuovi portinnesti di agrumi resistenti al virus della tristezza (CTV) con adattabilità a suoli calcarei e salini. Infine, nuove tipologie di pere, mele e pesche a buccia e polpa rossa, assecondando le richieste del consumatore, sempre più attratto dai frutti di colore rosso, sia per la qualità estetica che per il contenuto in sostanze bio-attive.  

BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI  

Una vera rivoluzione tecnologica per la biodiversità agricola, in grado di aumentare la sostenibilità sociale e ambientale e la produttività delle colture frutticole, grazie anche all’introduzione di resistenze ai diversi patogeni. Dopo aver coordinato il consorzio internazionale che ha ottenuto la sequenza del genoma in Pesco (DRUPOMICS), è stata sviluppata una piattaforma di genotipizzazione massiva, un chip con cui si analizzano 9000 marcatori contemporaneamente, aumentando il livello di informazione a costi ridotti. Il chip è stato utilizzato per costituire una collezione di riferimento europea per la biodiversità del pesco (“PeachRefPop”) che, per la prima volta, raccoglie in un unico disegno sperimentale oltre 400 varietà provenienti dalle più importanti banche di germoplasma europee e che è parzialmente conservata presso il CREA (FRUITBREEDOMICS). La collezione, frutto di una collaborazione internazionale, si inquadra tra le azioni mirate ad un utilizzo consapevole dell’agrobiodiversità frutticola ed è fondamentale per la conservazione e lo sfruttamento delle risorse genetiche di pesco e altre drupacee.  Replicare una collezione in diversi ambienti consente di comprendere le complesse interazioni fra pianta e ambiente.  

INNOVAZIONI DI PROCESSO 

Applicazione della chimica verde sia per ridurre o eliminare l'uso e la generazione di sostanze pericolose nei processi industriali sia per la creazione di rivestimenti edibili (edible coating) che consentono di preservare la qualità e rallentare l’imbrunimento del prodotto nel corso della frigoconservazione e della shelf-life. E’ stato inoltre sviluppato un sistema Blockchain applicato alla filiera di produzione e commercializzazione dell'arancia rossa di Sicilia IGP, con l'obiettivo di garantire la tracciabilità e valorizzare un prodotto Made in Italy (AGROFILIERE).  

SISTEMI COLTURALI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE 

Le attività implementate sono orientate ad aumentare la sostenibilità, la biodiversità, la produttività e la resilienza dei sistemi agricoli, in diversi ambienti mediterranei. L’incremento della biodiversità delle specie e varietà coltivate e la conseguente riduzione dell’uso di input esterni, in aggiunta alla riduzione degli stress termico e idrico, comporta infatti un aumento della biodiversità non coltivata (flora e fauna spontanea) dell’agro-ecosistema, oltre che a un miglioramento della sostenibilità nel complesso (BIODIVERSIFY).   

Ricerca delle migliori consociazioni arboreo-erbacee e oliveto-allevamento per ridurre l’impatto ambientale dell’oliveto. L’ombra parziale e la traspirazione dell’albero mitigano lo stress termico e idrico della coltura sottostante, gli animali possono provvedere al diserbo e alla concimazione, oltre a fornire anche altri servizi ecosistemici, migliorando produttività e sostenibilità. Due esempi vincenti di consociazioni sono olivo-asparago selvatico e olivo-pollo.     

Vino e territori, Barbera D'Asti: una ricerca fotografa il valore della storica DOCG piemontese

Una nuova ricerca a cura di Qualivita e promossa dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fotografa il valore della storica DOCG grazie all'importante contributo del Consorzio in un progetto di crescita e di sviluppo del territorio.




Una storia antichissima quella della Barbera d’Asti DOCG che si proietta nel futuro grazie a valori produttivi ed economici importanti e in crescita e alle buone pratiche messe in atto dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: questo in sintesi è ciò che emerge da una nuova ricerca della Fondazione Qualivita.

Prima fra le Barbera del Piemonte per i volumi certificati, la Barbera d’Asti DOGC nel 2019 ha visto attestare a 21 mln € il valore della sua produzione certificata sfusa, a fronte di 164 mila hl di prodotto a denominazione, frutto del lavoro di oltre 3.000 operatori(circa il 30% diquellipiemontesi), disposti in 167 comuni tra le province di Asti e Alessandria. Risultati importanti e in crescita: il valore della produzione certificata sfusa della Barbera d’Asti DOCG è cresciuto del +28% nel corso ultimi 5 anni, quasi dieci punti in più del valore relativo a tutta la produzione a denominazione d’origine del Piemonte.

Questa crescita del valore ha due principali motivazioni: una buona progressione dei prezzi e una buona tenuta dei mercati sia nazionali che esteri. Sul prezzo in particolare si assiste ad una variazione di +44% per la Barbera d’Asti DOCG, considerando la media dei prezzi media 2010-2014 e quella 2015-2019, a fronte di un incremento dei prezzi dei vini DOC-DOCG italiani del +27%.

Oltre a fotografare i valori produttivi ed economici, la ricerca ha evidenziato le buone pratiche di questo percorso di crescita della DOCG e del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Lo ha fatto valutando 4 pilastri fondamentali: la comunità, cioè il capitale sociale produttivo; il valore, cioè il capitale sociale di mercato; le azioni per il futuro, sintesi prospettica del capitale sociale produttivo e di mercato; l’identità, attraverso la condivisione di valore, cioè il capitale sociale ambientale. Oltre 300 le aziende socie del Consorzio nel 2019, raddoppiate rispetto al 2014 a conferma del ruolo di aggregatore di interessi riconosciuto al Consorzio negli ultimi anni. Questo patrimonio relazionale, che combina le risorse e le competenze dei soci, permette di rendere più efficace ed efficiente la co-produzione di valore e lo sviluppo comune per costruire un vantaggio competitivo sostenibile e una conoscenza condivisa.

Tra le buone pratiche realizzate dal Consorzio di tutela per crescere il valore e costruire il futuro: il progetto Barbera 2.0 condotto con l’Università degli Studi di Torino con lo scopo di creare un’innovativa mappa sensoriale della Barbera d’Asti DOCG attraverso l’analisi delle aree di produzione e delle caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali del vino e l’azione legale internazionale per la registrazione della Barbera d’Asti DOCG nel mercato cinese a tutela dei veri produttori.

Una survey online somministrata ai referenti dei Comuni dell’areale di produzione ha dato poi voce agli stakeholder del territorio interrogati sul legame della Barbera d’Asti DOCG e il suo indotto. Ben il 46% dei rispondenti trova che vi sia una relazione molto forte tra la DOCG e il territorio, riconosciuta anche dai turisti (58%), confermando così la denominazione come simbolo di un territorio. Proprio il turismo, si rileva strategico per la Barbera d’Asti DOCG: per il 58% dei rispondenti l’aumento dei flussi turistici è infatti il principale impatto che essa ha sul territorio. I dati sui flussi turistici mostrano con evidenza questo aumento: negli ultimi 5 anni nella provincia di Asti gli arrivi sono aumentati del +28% e le presenze del +15% (dati Istat, variazione 2019 su 2014).

Una crescita che porta con sé lo sviluppo di altri settori, dai servizi alle infrastrutture, fino alle ricadute benefiche su tutto il tessuto territoriale. «Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato - ha dichiarato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio di Tutela della Barbera, Vini d'Asti e del Monferrato - con le sue 13 denominazioni (4 DOCG, Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato, Terre Alfieri e 9 DOC, Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Piemonte), può essere considerato il cuore unitario di un territorio unico e ricco di unicità enologiche, paesaggistiche e culturali, dal 2014 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Uno scenario che rappresenta circa il 30% della superficie vitata a D.O. del Piemonte, dove convergono lavoro, cultura e occupazione. Nasce da questa consapevolezza la volontà di investire in un progetto di ricerca che, a cominciare dalla Barbera d’Asti Docg, prodotto di massima identità in termini economici e di immagini, arrivi a tracciare un quadro analitico circostanziato del Monferrato del vino; un lavoro che metta in evidenza le attività e i numeri del Consorzio e le prospettive dei nostri vini, importanti e blasonati ambasciatori del made in Italy nel mondo».

«La nuova ricerca, realizzata dalla Fondazione Qualivita per il Consorzio di Tutela della Barbera, Vini d'Asti e del Monferrato conferma come, anche in un momento di crisi come questo, i Consorzi di tutela siano strumenti di organizzazione e sviluppo che permettono di trovare soluzioni di crescita significative per tutto il territorio - ha affermato Mauro Rosati, Direttore Generale di Fondazione Qualivita. Per analizzare questi processi abbiamo elaborato un modello di ricerca originale, basato su dati primari e secondari, indirizzato a cercare sia i dati economici che le altre dimensioni valoriali delle filiere legate alla zona di origine; turismo, sviluppo rurale, coesione sociale, sostenibilità ambientale sono solo alcuni degli ambiti in cui la Barbera d’Asti DOCG ed in generale tutte le Indicazioni Geografiche più evolute riescono ad affermare dinamiche positive per i produttori e per un intero territorio».

giovedì 19 novembre 2020

Debutta Wine to Asia. Italia in prima fila. La ripartenza fisica delle fiere inizia dalla Cina

Duecento espositori, otto paesi rappresentati, dodici masterclass due forum e buyer provenienti da tutte le principali città della Greater Bay Area cinese. Questa è Wine to Asia, la start up di Veronafiere al debutto venerdì 20 e sabato 21 novembre all’Intercontinental hotel di Shenzhen. 



Italia in prima fila. La ripartenza fisica delle fiere inizia dalla Cina con una manifestazione che si aggiunge alla ventennale esperienza di Veronafiere iniziata con il fuori salone a Chengdu e con l’attività di roadshow in città di prima e seconda fascia che per questo 2020 ha toccato Shanghai e Xiamen.

Organizzato dalla società  Shenzhen Baina International Ltd controllata di Veronafiere in partecipazione con Pacco Communication, Wine to Asia è un evento b2b. Proprio a Shenzhen infatti hanno sede oltre alle molto conosciute aziende big tech, anche il 30 per cento degli importatori cinesi di vino e la vivacità della città è in grado di influenzare i trend della zona che va da Hong Kong a Guangzhou.

Ad esporre a Wine to Asia anche diverse collettive tra le quali quella italiana organizzata da Ice Agenzia (la più rappresentata con circa 70 espositori), Wines of Chile, Rioja e una delle regioni emergenti della produzione del vino in Cina, l’Huailai.

«Un particolare merito va ai produttori che hanno osservato la quarantena imposta dal governo cinese ai passeggeri in arrivo dall’estero per essere presenti in prima persona. Questa prima edizione, che ha rischiato più di ogni altro evento di non tenersi, si presenta ai nastri di partenza con numeri oltre ogni aspettativa con più di metà aziende dall’Italia – commenta il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Non solo, sono sold out tutti gli eventi in programma e questo la dice lunga sull’attesa di un evento in presenza anche su un mercato fortemente orientato al digitale e all’online».

La Cina è il quinto Paese al mondo per consumi di vino in volume, alle spalle di Stati Uniti, Francia, Italia e Germania con la quota di mercato dell’Italia che si attesta intorno al 7 per cento. Il vino ha dunque un grande spazio di crescita, e quello italiano ha degli assi in più da giocare, grazie alla varietà dei vitigni autoctoni e ai valori che il Made in Italy porta con sé. 

«Il mercato cinese è in continua evoluzione con i gusti dei consumatori che pian piano si stanno affinando. Certamente la pandemia da Coronavirus ha avuto un impatto sul mercato e molti distributori hanno chiuso o hanno visto una drastica riduzione dei fatturati, tuttavia stiamo riscontrando un'evoluzione dei consumi con la richiesta di nuovi prodotti – spiega Simone Incontro, responsabile di Veronafiere per l’Asia –. È il caso appunto dei vini naturali che vedremo esposti nell'area Living Wine, i quali stanno comparendo sempre di più nei portafogli di importatori e distributori»

La sezione Living Wine, area dedicata ai vini biologici e biodinamici, è la più grande mai vista prima sui vini naturali in una fiera internazionale con 100 etichette e 30 aziende.

Iniziative online, poi, affiancano l’evento business fisico grazie live streaming e flash sale con il gigante online PinDuoDuo, in collaborazione con ICE.  Espositori e visitatori, inoltre, possono contare sulle funzionalità della mini-app Wechat di Wine to Asia.

Infine, ristoranti, wine bistro e locali della zona, in occasione della Greater Bay area wine week, offrono menu speciali in abbinamento al vino.

martedì 17 novembre 2020

Genomica e Bioinformatica: le sfide della ricerca per piante sempre più made in Italy... a cominciare dal seme

La ricerca con il CREA, scende in campo con Genomica e Bioinformatica per rendere l’industria delle sementiera italiana protagonista del mercato sementiero e l’agricoltura nazionale “proprietaria” dei semi che coltiva. Le principali tappe per essere protagonisti della rivoluzione genomica che ci attende nei prossimi anni.




E’ la “Genomica” (il moderno nome della genetica) - cioè la scienza che descrive e determina le caratteristiche degli esseri viventi - l’ultima frontiera di un’agricoltura sempre più sostenibile, competitiva e resiliente ai cambiamenti climatici. Ed è in questo ambito che opera il CREA Genomica e Bioinformatica, con l’obiettivo di rendere l’industria sementiera italiana protagonista del mercato sementiero e l’agricoltura nazionale “proprietaria” dei semi che coltiva, una condizione che oggi spesso non si verifica. 4 le principali tappe per essere protagonisti della rivoluzione genomica che ci attende nei prossimi anni.

Una nuova dimensione della biodiversità 

Dopo aver sequenziato i genomi delle principali specie agrarie, la sfida dei prossimi anni sarà comprendere la biodiversità. Comprendere è molto più che caratterizzare e conservare, è trovare i geni che rendono una varietà diversa da un’altra. Sarà necessario ricorrere sempre più al sequenziamento completo dei genomi di varietà/linee diverse della stessa specie, in modo da costruire il pangenoma, cioè la somma dei geni di tutte le varietà di una specie, compresi quelli presenti solo in alcune varietà e che sono i responsabili della biodiversità. Conoscere il pangenoma significa, ad esempio, capire in modo approfondito cosa rende le nostre varietà tipiche diverse dalle altre, ma anche quali geni ci servono per selezionare le varietà necessarie per l’agricoltura di oggi.   

Una piattaforma di genomica avanzata per il miglioramento genetico 

Si tratta di applicare il genome editing (cioè la biotecnologia recentemente premiata con il Nobel) al miglioramento genetico delle principali specie coltivate (progetto BIOTECH). Si ricercano nuovi geni per resistenza alle malattie ai picchi termici estivi ed alla limitata disponibilità idrica e si sviluppano nuovi modelli di selezione basati sulla selezione genomica, una tecnologia che consente di predire le migliori combinazioni di geni per permettere alle piante di adattarsi alle condizioni climatiche future e di essere coltivate con il minor impatto ambientale possibile. In questa prospettiva, il Centro Genomica e Bioinformatica è impegnato nel trasferire al sistema sementiero nazionale le avanzate tecnologie messe a punto e per questo lavora in stretta collaborazione con il mondo sementiero, tramite progetti di finanziati direttamente da privati. 

La scoperta dei microrganismi intorno alle piante 

Ogni pianta vive circondata da un universo di microrganismi, alcuni patogeni, altri benefici. Studiandolo con gli strumenti genomici, si possono isolare i ceppi benefici da utilizzare per promuovere la performance agronomica e la resilienza agli stress ambientali delle colture. 

Il DNA per tracciare le filiere agroalimentari 

La tracciabilità è un requisito essenziale per garantire la qualità delle produzioni agricole e dei prodotti alimentari ed i metodi basati sul DNA si stanno affermando come strumenti di controllo affidabili, efficienti ed altamente sensibili. Quindi, se da un lato, il Centro studia i genomi delle piante, dall’altro usa queste informazioni per sviluppare sistemi di tracciabilità delle filiere agroalimentari basati sul tracciamento del DNA: presso il Centro si stanno sviluppando test da impiegare direttamente sui luoghi di produzione, con costi limitati e gestibili anche da personale non specializzato. 

"Non c’è agricoltura senza genetica ed avere in mano i semi e le conoscenze necessarie per la selezione dei semi significa avere in mano le chiavi dell’agricoltura - spiega Luigi Cattivelli, direttore CREA Genomica e Bionformatica - Il futuro richiede nuove varietà idonee alle nuove condizioni climatiche, servono varietà moderne per i tempi moderni. Il Centro sviluppa ed applica le conoscenze genomiche più avanzate per consentire al Paese di essere protagonista del settore sementiero e dare all’agricoltura italiana la proprietà dei semi che coltiva." 

venerdì 13 novembre 2020

Covid. Wine2Wine exhibition, la start up di Veronafiere dedicata al settore vitivinicolo, diventa “digital”

Versione 100% digitale per Wine2Wine 2020: piattaforma unica per business, degustazioni e networking. Preview sabato 21 novembre con l’International Summit e OperaWine con Wine Spectator. Da domenica 22 a martedì 24, sulla piattaforma online in calendario gli incontri b2b. Da lunedì 23 al via due giorni di business forum con oltre cinquanta appuntamenti. Tra gli appuntamenti, anche il convegno sul tema “Il vino nello scenario globale che cambia: le sfide della filiera”.



 

Switch digitale per wine2wine con appuntamenti dal 21 al 24 novembre. Wine2Wine exhibition, la start up di Veronafiere dedicata al settore vitivinicolo, diventa “digital” e con gli oltre 50 seminari di wine2wine business forum insieme a Operawine, si trasferisce integralmente sulla già attiva piattaforma dedicata “VeronaFiere Plus” (qui). Un cambio necessario dopo il Dpcm emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri domenica 24 ottobre, che ha sancito la cessazione di ogni attività fieristica in presenza fino al 24 novembre. I tre eventi in uno, nati per aggregare business, contenuti, incontri, formazione e idee si trasferiscono quindi online, senza però venire meno all’obiettivo di sostenere il rilancio del mercato vitivinicolo e del sistema-Italia. 

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Abbiamo messo a punto la massima interazione possibile per un evento che, giocoforza, si è dovuto trasferire online. A ciò si aggiunge un palinsesto di contenuti e di presenze business di altissima qualità. Un evento di servizio pensato a supporto del settore, per questo ringraziamo i numerosi partner che con noi stanno scommettendo compatti per la ripartenza del vino italiano. wine2wine sarà anche in grado di colmare la distanza tra operatori da tutto il mondo, grazie a incontri b2b, webinar, workshop e all’ampliamento del palinsesto di wine tasting degustazioni in remoto da Europa, Cina, Stati Uniti, Giappone e Brasile». 

Confermato il programma degli eventi comprese le anteprime di sabato 21 novembre. Ad aprire i lavori l’International summit sul tema Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva. Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio. Sponsorizzato da Unicredit, l’evento vedrà la partecipazione di player internazionali e nazionali del settore, dei rappresentati istituzionali quali il direttore Ismea Raffaele Borriello, il presidente ICE Carlo Ferro e della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Nell’incontro sarà presentata una ricerca realizzata da Nomisma Wine Monitor per Osservatorio Vinitaly che fornirà i dati del mercato nell’anno più complesso di sempre e che illustrerà un’indagine condotta sulle aziende italiane per tracciare il profilo del wine business nell’era post Covid. 

Nel pomeriggio OperaWine, con la presentazione da parte di Wine Spectator dei 100 top produttori 2021 e a seguire una sessione di domande e risposte. Tra i tanti appuntamenti in calendario anche la Giornata Congressuale Assoenologi 2020 di domenica 22 e la tavola rotonda di lunedì 23 novembre Vino e grande distribuzione di fronte al cambiamento dedicata alla GDO Italiana.

Lunedì 23 e martedì 24, grande spazio all’internazionalità con 12 wine tasting riservati ai buyer esteri in collegamento da USA, Cina, Giappone, Brasile, Regno Unito, Paesi Bassi.

Oltre cinquanta le sessioni, sempre in digitale, a wine2wine business forum con una platea di settanta relatori internazionali impegnati nell’affrontare tematiche di mercato quali globalizzazione, post-COVID, nuove modalità di consumo e di acquisto, enoturismo, marketing e digitalizzazione. Due focus speciali riguarderanno la leadership femminile e l’inclusività nella wine industry.

Tra gli appuntamenti, anche il convegno sul tema “Il vino nello scenario globale che cambia: le sfide della filiera” (23 novembre) al quale prenderanno parte i vertici di Federdoc, Unione Italiana vini, Federvini, Alleanza per le cooperative, Fivi e il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

L’area espositiva virtuale di wine2wine exhibition digital infine, fornisce alle aziende vinicole l’opportunità di promuovere i propri brand e prodotti, tutti indicizzati con tag per una ricerca rapida da parte dei visitatori registrati, attraverso filtri e suggerimenti automatici.

giovedì 12 novembre 2020

Agricoltura e cambiamento climatico, al via Life Ada, il progetto per aumentare la resilienza del settore

Life Ada, il progetto che avrà UnipolSai come capofila, mira a fornire a produttori ed agricoltori le conoscenze per adattarsi ai cambiamenti climatici. Previsti impatti positivi su emissioni e consumi riconducibili alle attività agricole. L’iniziativa potrà contare su un budget totale di quasi 2 milioni di euro, partirà in Emilia-Romagna e sarà poi esteso a Veneto, Toscana e Lazio per un totale di 6.000 agricoltori.



Al via il progetto LIFE ADA (ADaptation in Agricolture) che ha l’obiettivo di aumentare la resilienza del settore agricolo, attraverso lo sviluppo di strumenti di conoscenza e pianificazione che le forme aggregate di produttori ed agricoltori possano utilizzare per adattarsi ai cambiamenti climatici.

I principali obiettivi dell’iniziativa, che potrà contare su un budget totale di quasi 2 milioni di euro, di cui circa la metà co-finanziata dalla UE, sono i singoli agricoltori e le Organizzazioni di Produttori in tre filiere agroalimentari: prodotti lattiero-caseari (Parmigiano Reggiano), vino, frutta e verdura.

Il progetto, che coinvolgerà UnipolSai come capofila e partner quali ARPAE Emilia-Romagna, Cia – Agricoltori Italiani, CREA Politiche e Bioeconomia, Festambiente, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Leithà e Regione Emilia-Romagna, verrà implementato inizialmente in Emilia-Romagna e successivamente replicato in Veneto, Toscana e Lazio per un totale di 6.000 singoli agricoltori nelle regioni selezionate e 15.000 agricoltori a livello nazionale. A lungo termine, il numero potenziale di utenti dello strumento ADA nelle tre filiere selezionate saranno 242.000 agricoltori, che rappresentano circa 1.140.000 lavoratori e 2,6 milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata).

L’iniziativa sarà presentata domani 13 novembre, alle ore 15.30, nel corso del webinar “LIFE ADA – Agricoltura e cambiamenti climatici: adattamento e resilienza per fermare la febbre del pianeta” che vedrà la partecipazione di Pierluigi Stefanini (Presidente Unipol), Alessio Mammi (Assessore all'agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Regione Emilia-Romagna) e Dino Scanavino, (Presidente Cia – Agricoltori Italiani). Il progetto si basa sull’implementazione di un modello innovativo di partenariato pubblico-privato tra assicurazione, pubblica amministrazione (Regioni), istituzioni tecnico-scientifiche, ONG e forme aggregate di produttori (OPI o cooperative).

In particolare, LIFE ADA intende trasferire conoscenze ai produttori sugli scenari climatici e sulla gestione dei rischi e delle misure di adattamento per migliorare la capacità degli agricoltori ad affrontare i rischi climatici attuali e futuri, costruire strumenti adeguati di supporto al loro processo decisionale nella definizione di piani di adattamento efficienti a livello di azienda agricola e di filiera e promuover un approccio innovativo da parte dell’assicurazione per rafforzare la capacità di riduzione del rischio climatico (attuale e futuro) al fine di mantenere l'assicurabilità degli agricoltori a lungo termine, nonostante l'aumento dei rischi catastrofici e sistemici.

Nel lungo periodo, alcuni impatti previsti del LIFE ADA sono la riduzione dell'1% delle emissioni di CO2, del 2% delle emissioni di NH3, del 5% di consumo di acqua, del 5% di consumo di energia, oltre ad un miglioramento del 3% della resilienza degli abitanti alle inondazioni e un aumento del 17% della gestione sostenibile delle aree agricole nei tre anni di progetto.

Formazione: Webinar gratuiti su sostenibilità, terroir e scienza del vino

In programma quattro interessanti Webinar gratuiti a cura di Vinidea. Viticoltura sostenibile, champagne e il suo terroir, scienza del vino: la formazione corre sul Web. 




Vinidea, società italiana leader nella formazione e nell'aggiornamento tecnico per il settore vitivinicolo, organizza quattro interessanti Webinar gratuiti. In programma Viticoltura sostenibile: dalle parole ai fatti, la Francia con una delle regioni vitivinicole più affascinanti del mondo: AU CŒUR DU CHAMPAGNE, quattro passi nella storia del vino di Champagne. Infine la scienza in enologia con le instabilità colloidali del vino e gli strumenti per combatterle e un focus sulle nuove tecnologie dell’internet delle cose (IOT) in aiuto ai vitivinicoltori.

Il webinar, a causa della recente crisi sanitaria, è un format che è salito velocemente agli onori della cronaca. Vinidea in un ottica di formazione e business, ne ha organizzati quattro gratuiti da seguire online. I vari relatori durante il seminario svilupperanno, come sempre in modo esaustivo, i diversi argomenti tecnici, presentando esperienze e le sintesi aggiornate delle conoscenze scientifiche e pratiche. 

Si inizia martedì 17 novembre alle ore 17.30 con Viticoltura sostenibile: dalle parole ai fatti a cura di Valeria Fasoli e Giovanni Bigot. Verrà analizzata la stagione 2020 attraverso l'osservazione dell’andamento termopluviometrico e degli indici bioclimatici delle principali DOC e DOCG italiane, a confronto con le più importanti denominazioni internazionali. Sulla sanità delle uve invece si darà una lettura della stagione dal germogliamento alla vendemmia attraverso modelli previsionali in considerazione delle diverse sensibilità varietali alle principali ampelopatie. Infine saranno analizzate le produzioni per vitigno, ponendo attenzione al numero di grappoli, al loro peso medio e all'importanza del peso medio acino. 

Un viaggio alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti ed iconici della Francia. Una lezione di apertura al ciclo AU CŒUR DU CHAMPAGNE in programma lunedì 23 novembre alle 20.30 a cura di Daniela Guiducci, enologa, formatrice e giornalista, avrà l'intento di ripercorrere le tappe principali della storia del vigneto e dei vini della Champagne. Una storia quella dei dei vini effervescenti che è millenaria e le cui prime citazioni sono addirittura riconducibili al Libro dei Salmi. Non mancherà quindi di doversi districare tra leggenda e verità... 

La scienza del vino scende in campo con le instabilità colloidali e gli strumenti per combatterle. Il 30 novembre alle 17.00 appuntamento quindi con l'enologia cercando di capire quali sono i composti di uve e vino che partecipano alle aggregazioni colloidali e quindi alle precipitazioni, quale è il loro ruolo, positivo o negativo dal punto di vista sensoriale e tecnologico e quali sono i test predittivi e i metodi preventivi utilizzabili dagli enologi. Relatore Matteo Marangon, professore associato all'Università di Padova condividerà con i presenti al seminario la sua esperienza internazionale e le scoperte di anni di ricerca su queste tematiche. Faccio presente che il presente webinar nasce in seno a Vintegro, un progetto finanziato nell'ambito del partenariato Europeo per l'innovazione e del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana i cui partner del gruppo operativo sono Antinori, Col d'Orcia, Avignonesi, ISVEA, Università degli studi di Firenze, Vinidea e CAICT. Nello specifico il progetto che ha avuto inizio in febbraio 2019 e durerà 32 mesi, si occuperà di Integrità e stabilità del vino Toscano. Esso prevede la produzione di vini con il minore ricorso a pratiche enologiche additive e/o sottrattive, riducendo impatto ambientale ed economico e intende affrontare il problema dell’instabilità del vino e in particolare, quello dell’instabilità macromolecolare. Per non correre rischi, non potendo ora prevedere se e quanto un vino darà origine a precipitati, il tecnico può tendere ad esagerare con i trattamenti stabilizzanti, siano essi di tipo fisico oppure chimico rischiando di spogliare il vino delle sue costituenti tipiche. Il gruppo operativo sta lavorando a un test previsionale della instabilità di un vino, attraverso un protocollo rapido ed economico che può essere applicato ad un vino in varie fasi del processo di produzione. Per maggiori informazioni contattare ISVEA o consultare il sito www.vintegro.eu.

Mercoledì 9 dicembre alle 16.00, sarà la volta di una delle tecnologie più promettenti per il vigneto del futuro: Internet delle cose (IOT), una vera e propria rivoluzione in quanto rappresenta nella sua semplicità di concezione, la naturale evoluzione dell’uso di Internet, in cui la pianta nel vitigno acquisisce un ruolo attivo grazie al collegamento alla rete attraverso dispositivi, apparecchiature, impianti e sistemi intelligenti, in grado di identificare situazioni importanti, elaborando dati, tracciando una mappa e dando un’identità elettronica alle cose e ai luoghi dell’ambiente fisico. Di tutto questo si farà una panoramica cercando soluzioni concrete proposte ai viticoltori ed enologi per il loro lavoro quotidiano. Si parlerà quindi di sensori di temperatura/umidità nel suolo, stima della resa, fenologia, monitoraggio dello stato di salute, analisi remota del vino alla portata di tutti, software gestionale per viticoltura e produzione di vino, monitoraggio del vino durante il trasporto e realtà virtuale al servizio del marketing. Il webinar sarà tradotto simultaneamente in italiano.

Di seguito il programma dettagliato dell'evento:

16h00 Benvenuto e istruzioni

La rilevanza delle tecnologie dell'internet degli oggetti in agricoltura, tendenze europee e mondiali - George Beers - Università di Wageningen, coordinatore del progetto IoF2020

A proposito del progetto IoF2020 - Jovana Vlaskalin - Istituto Biosense 

Le tecnologie dell'internet degli oggetti sono utili per la produzione di uva e vino? - Gianni Trioli - Vinidea

16h15   Implementazione delle tecnologie IOT tutte nella catena del valore dell'uva

Sensori del suolo per temperatura e umidità, post-raccolta

Vincenzo Verrastro, CIHEAM

16h30   Nuovi strumenti per il monitoraggio delle condizioni della vite

Analisi delle immagini, stima del rendimento, fenologia, monitoraggio della salute

Christian Germain, Laboratoire IMS Bordeaux

Jean- Jacques Dubourdieu, Denis Dubourdieu Domaines 

16h45   Come semplificare il vostro lavoro quotidiano utilizzando Process2Wine una soluzione intelligente per la viticoltura?

Software gestionale viticoltura produzione di vino

Olivier Sommier, ERTUS

17h00    Analisi remota del vino - o spettrometria FT-IR alla portata di tutti   

Prodotti di fermentazione

Stefano Ferrari, ISVEA

17h15   Strumenti IOT per valorizzare e rafforzare la certificazione dei vini di qualità

Strumenti per gli auditor, ispezione dei vigneti e delle cantine, monitoraggio remoto della vinificazione, realtà virtuale nella promozione del vino

Francesca Romero, Matteo Balderacchi, Valoritalia

17h30   Collaborazione e tracciabilità nella filiera dei vini: una piattaforma al servizio del settore

Monitoraggio temperatura umidità shock durante il trasporto, interazione con il cliente finale

Mattia Nanetti, WENDA

17h45   L'infrastruttura alla base del sistema intelligente dell'internet degli oggetti: ridurre gli input nel vigneto, gestire la complessità della cantina e migliorare la qualità del vino

Mario Diaznava, ST Microelectronics

18h00   Sessione dedicata alle domande

Come dicevo i webinar sono completamente gratuiti previa registrazione sul sito vinidea.it/