Una ricerca della Yale School of Medicine riconsidera il ruolo della musica nella psicosi collocandola tra gli strumenti capaci di intervenire sui meccanismi cognitivi che regolano la percezione della realtà. Lo studio, pubblicato su Psychosis, osserva che la pratica musicale condivisa può attenuare la paranoia e riattivare forme di partecipazione sociale misurabili anche sul piano linguistico. Pablo Picasso: Three Musicians, 1921 (Philadelphia Museum of Art) Un recente studio condotto presso la Yale School of Medicine propone un'attenta rilettura del rapporto tra musica e psicosi, collocando la pratica compositiva collettiva non nel perimetro accessorio delle terapie espressive ma nel cuore dei processi cognitivi che regolano la costruzione della realtà. Il dato più rilevante non riguarda la scomparsa delle allucinazioni, che resta parziale e selettiva, bensì la modulazione della paranoia e, soprattutto, la riattivazione di dinamiche linguistiche e sociali che segnalano un riequil...
Scrivere poesia nel Rinascimento, oltre il petrarchismo: la riscoperta del Classicismo nella lirica del Cinquecento
Scrivere poesia nel Rinascimento, saggio di Amelia Juri per BIT&S Edizioni, è un esaustivo approfondimento dell'influenza della tradizione classica sulla lirica italiana della prima metà del Cinquecento. Superando la visione tradizionale che riduce la poesia di questo periodo a una sterile imitazione del modello petrarchesco, l'autrice evidenzia invece un profondo legame con i poeti augustei. Attraverso lo studio di figure chiave come Bembo, Sannazaro e Della Casa, la ricerca chiarisce come il recupero dell'antico fosse radicato in precise analogie socio-politiche tra l'epoca rinascimentale e quella classica. Juri esplora inoltre il ruolo civile del letterato e il valore dell' imitatio come strumento per interpretare la realtà contemporanea e le tensioni storiche, restituendo alla lirica del XVI secolo la sua complessità intellettuale e la sua capacità di dialogo tra vita vissuta e modelli letterari universali. «Qui optime antiquitatem calleat, is aeque et pr...