martedì 30 novembre 2021

Biodiversità, al via progetto Ue per salvare piante italiane da estinzione

Al via "Life Seedforce", un progetto europeo guidato dal Museo delle scienze di Trento che coinvolge 15 partner italiani e stranieri, per salvare le piante autoctone italiane dall'estinzione grazie alle banche dei semi.

Progetto Life Seedforce: salvare le piante autoctone dall’estinzione (Gentiana ligustica) [ Archivio Ufficio stampa PAT]


Guidato dal MUSE di Trento, il progetto LIFE coinvolge 15 partner italiani e stranieri, verrà implementato in 10 regioni italiane e - all'estero - in Francia, Malta e Slovenia. In Trentino partecipa anche l'Itt Buonarroti che, in collaborazione con il MUSE, realizzerà nel proprio laboratorio microbiologico la micropropagazione in vitro di due delle specie minacciate (la Liparis loeselii e il Botrychium simplex). Obiettivo salvare le piante autoctone italiane dall’estinzione grazie alle banche dei semi.

BIODIVERSITÀ VEGETALE A RISCHIO

“Per la prima volta un progetto Life che fa sistema a livello nazionale per salvare le piante a maggior rischio di estinzione – Costantino Bonomi, conservatore di Botanica del MUSE e coordinatore del progetto spiega così la forza del nuovo LIFE –. Si tratta di una vera e propria rescue operation in grande stile, compiuta su 29 specie, di cui 28 in Italia, particolarmente rare e minacciate presenti in 76 hot-spot di biodiversità, di cui 59 nel nostro Paese, dalle Alpi alle isole maggiori passando per la pianura padana e l’Appennino. Grazie a un approccio integrato, verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 139 siti di intervento, di cui ben 107 in Italia, dove verranno trasferiti oltre 25.000 individui di queste specie rare, di cui 20.000 in Italia, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione”. 

LA SITUAZIONE ITALIANA

L'Italia ospita un numero elevato di piante di interesse comunitario: sono infatti ben 104 le specie vegetali incluse nella Direttiva Habitat  (Direttiva n. 92/43/CEE emanata il 21 maggio 1992 dalla Commissione Europea per promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo), molte delle quali esclusive delle nostre regioni. Secondo l’ultimo report sullo stato di attuazione della Direttiva, 58 di queste sono in cattivo stato di conservazione , ad esempio nell’Arco Alpino la testa di drago, la genziana ligure e la sassifraga del monte Tombea, nel Mediterraneo la Primula di capo Palinuro, la bocca di leone di Linosa, il ginestrone delle Isole Eolie, la felce gigante della Sicilia e il Ribes della Sardegna si trovano in condizioni sfavorevoli e il trend in atto indica un chiaro peggioramento della situazione in futuro. Per rispondere a questa emergenza è nato LIFE SEEDFORCE,  Using SEED banks to restore and reinFORCE the endangered native plants of Italy (LIFE20 NAT/IT/001468), un progetto finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma LIFE, con un budget totale di 7,790,685 Euro, che mira a recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d’estinzione grazie alle banche dei semi. 

IL PROGETTO LIFE SEEDFORCE

Il progetto, che è formalmente iniziato il primo ottobre e che durerà fino alla fine del 2026, sarà implementato in 10 regioni italiane (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Veneto), in Francia (Provence-Alpes-Côte d' Azur), Malta e Slovenia. Il ricco partenariato, guidato al  MUSE - Museo delle Scienze di Trento (capofila), coinvolge il Dipartimento di Biologia Ambientale - Sapienza Università di Roma, il Conservatoire botanique national méditerranéen de Porquerolles, il Parco Monte Barro, Legambiente ONLUS, l’Ente Parco Nazionale della Maiella, l’Università di Ljubljana, Biotechnical faculty-Botanic garden, l’Università di Malta, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università degli Studi di Catania, l’Università degli Studi di Genova, l’Università degli Studi di Palermo, il Centro di Ateneo Orto Botanico dell'Università di Padova, l’Università degli Studi della Tuscia - Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche e l’Università di Udine . Il progetto è inoltre cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente, Cambiamenti climatici e Pianificazione (MECP) e dalla Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea italiana.  

Nello specifico,  LIFE SEEDFORCE migliorerà significativamente lo stato di conservazione di 29 specie di piante di interesse comunitario con stato di conservazione sfavorevole, intervenendo concretamente in 76 aree SIC/ZSC incentrate nelle 3 regioni biogeografiche italiane (alpina, mediterranea e continentale) e le regioni confinanti in Francia, Slovenia e Malta. Ben 17 di queste 29 specie sono endemiche in Italia e 10 sono specie prioritarie  (ossia specie nei confronti delle quali l'Unione europea ha una particolare responsabilità a causa della loro area di distribuzione, così definite per favorire la rapida attuazione di misure volte a garantirne la conservazione). 

Il rischio di estinzione per queste specie, a parte i fattori intrinseci come la scarsità numerica degli individui delle popolazioni e l’isolamento, è causato dalle modifiche dell'habitat prodotte dall'uomo, tra le quali l'abbandono delle pratiche  agricole e territoriali tradizionali (come la cessazione della ceduazione e della fienagione negli habitat selvatici e il pascolo eccessivo), l'invasione di specie aliene e il calpestio causato da attività ricreative ad alto impatto e dal turismo. 

Per questo LIFE SEEDFORCE , attraverso un approccio integrato ex situ/in situ, contribuirà realmente a mitigare o eliminare queste minacce, migliorando la qualità dell’habitat e rafforzando le popolazioni target in 76 siti (SIC/ZSC) selezionati dove queste 29 specie crescono ancora o si sono estinte di recente. Le attività previste riguardano il controllo della rivegetazione (rimozione di arbusti e alberi, taglio dell'erba), la  protezione dal pascolo eccessivo e dal calpestio con recinzioni pertinenti, l’eradicazione sostenibile delle specie aliene invasive. Per le minacce intrinseche legate a popolazioni piccole e frammentate, SEEDFORCE aumenterà le dimensioni della popolazione con un mix di genotipi accuratamente selezionato che imiterà il flusso genico naturale, eliminando l'isolamento delle piante e curando la frammentazione degli habitat.  

COME CONTRIBUIRE AL BUON ESITO DEL PROGETTO

Piante rare ma per tutti:  il progetto LIFE SEEDFORCE si avvicinerà infatti al mercato e metterà in vendita il surplus di produzione per favorire, ancora di più, la diffusione di queste specie nelle nostre case e nelle nostre città.

LE SPECIE TARGET

1. Astragalus verrucosus - 2. Bassia saxicola - 3. Campanula sabatia - 4. Cytisus aeolicus - 5. Galium litorale - 6. Limonium strictissimum - 7. Linum muelleri - 8. Ribes sardoum - 9. Silene hicesiae - 10. Adenophora liliifolia - 11. Botrychium simplex - 12. Centranthus amazonum - 13. Crepis pusilla - 14.  Dracocephalum austriacum - 15. Elatine gussonei - 16. Eleocharis carniolica - 17. Eryngium alpinum - 18. Gentiana ligustica - 19. Gladiolus palustris - 20. Himantoglossum adriaticum - 21. Kosteletzkya pentacarpos - 22. Leucojum nicaeense - 23. Linaria flava - 24. Linaria pseudolaxiflora - 25. Liparis loeselii - 26. Marsilea quadrifolia - 27. Primula palinuri- 28. Saxifraga tombeanensis - 29. Woodwardia radicans  

Il sito ufficiale EU sulla direttiva: ec.europa.eu/   

sabato 20 novembre 2021

Eventi vitivinicoltura, al via il 10° Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti

10° Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti da sabato 27 a lunedì 29 novembre 2021, a Piacenza Expo, mostra-mercato di vini in Italia con espositori aderenti a FIVI provenienti da ogni regione italiana. 






Di Francesco Cerini

Più di 680 vignaioli da tutta Italia, tre giorni di incontri, assaggi, degustazioni e dibattiti, per la 10ª edizione del più grande mercato di vini artigianali italiani. Il centrale di questo mercato è la FESTA. Una festa dove incontrare i Vignaioli Indipendenti, custodi di territori e tema paesaggi, testimoni del vino come espressione diretta della terra e della sua cultura. Un’occasione unica per assaggiare e acquistare bottiglie, ma anche di farsi raccontare la vigna da chi la vive ogni giorno. Oltre ai vini sarà presente, come di consueto, un’area dedicata agli Artigiani del cibo con specialità gastronomiche.
 
La FIVI, Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti nasce il 17 luglio 2008 dall’iniziativa di alcuni Vignaioli italiani sostenuti e incoraggiati dai colleghi francesi, i Vignerons Indèpendants, con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e l'autenticità dei vini italiani ribadendone con forza la caratteristica di prodotto  agricolo, legato al territorio d’origine.

Attualmente conta più di 1300   produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 13.000 ettari di vigneto, con quasi 95 milioni di bottiglie commercializzate. 
I 13.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49% secondo i principi della lotta integrata.

La FIVI  ha ricevuto il riconoscimento di Personalità Giuridica ed è ufficialmente iscritta (dal
19/11/2012) al numero 106 del registro persone giuridiche di rilevanza nazionale.
Ha ottenuto l’accreditamento presso il Ministero delle politiche Agricole in qualità di interlocutore presso tutti i tavoli di concertazione relativi alla filiera vino.

Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto, vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta, rinuncia all’acquisto dell’uva o del vino a fini commerciali, rispetta le norme enologiche della professione, limitando l’uso di additivi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane comprando uva soltanto per estreme esigenze di vinificazione, in conformità con le leggi in vigore.
Il vignaiolo FIVI rispetta le norme enologiche della professione, limitando l’uso di additivi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane.

Vignaioli al Mercato - Piacenza Expo - via Tirotti, 11 - Loc. Le Mose

Da quest’anno il catalogo del Mercato dei Vini non verrà stampato, ma potrete consultarlo sull’App ufficiale della FIVI. Troverete l’elenco degli espositori con le relative schede aziendali, e la mappa del Mercato. Scarica l’App per iPhone: http://bit.ly/appFIVI; Scarica l’App per Android: http://bit.ly/andFIVI

Abruzzo

CATALDI MADONNA, AQ
CASTELSIMONI PARCO NAZ. GRAN SASSO E MONTI DELLA
, LAGA, AQ
BUZZARONE, CH
CANTINA RAPINO, CH
CANTINE MALIGNI, CH
LA VINARTE CH
AUSONIA, TE
DIUBALDO, TE
Alto Adige

GLASSIER, BZ
WEINGUT OBERSTEIN, BZ
ZÖHLHOF, BZ
MARINUSHOF, BZ
CASTEL JUVAL UNTERORTL, BZ
MANINCOR, BZ
MASO THALER, BZ
THOMAS NIEDERMAYR, BZ
BEFEHLHOF, BZ
LIESELEHOF, BZ
DORNACH, PATRICK UCCELLI, BZ
BERGMANNHOF, BZ
MESSNERHOF, BZ
THURNHOF, BZ
GARLIDER – CHRISTIAN KERSCHBAUMER, BZ
KOBLER WEINHOF, BZ
TENUTA UNTERHOFER, BZ

Basilicata

ELENA FUCCI, PZ
VIGNE MASTRODOMENICO, PZ
GRIFALCO, PZ
MUSTO CARMELITANO, PZ

Calabria
CANTINE ELISIUM, CS
CERVINAGO – AZIENDA BIOLOGICA , CS
ROCCA BRETTIA, CS
TENUTE PACELLI, CS
TERRE DI BALBIA – VITICOLTORI IN ALTOMONTE, CS
LE MOIRE, CZ
DELL’AERA VIGNETI E CANTINA, CZ
BRIGANTE VIGNETI & CANTINA, KR
TENUTA SANTORO, KR
SERGIO ARCURI, KR
CANTINA DELL’AQUILA, KR
SCALA CANTINA E VIGNETI, KR
CATALDO CALABRETTA VITICOLTORE, KR
FEZZIGNA VIGNAIOLI DAL 1957, KR
COTE DI FRANZE, KR
ROCCO PIRITO VINI CIRO’, KR
TENUTA DEL CONTE, KR
CANTINE LUCÀ, RC
ALTOMONTE, RC
CASA COMERCI, VV
CANTINA MASICEI , VV

Campania

PIERLUIGI ZAMPAGLIONE, AV
CANTINA BAMBINUTO, AV
ANTICO CASTELLO, AV
BOCCELLA ROSA, AV
CAUTIERO, BN
TORRE DEL PAGUS, BN
MUSTILLI, BN
VINI ORSINI, BN
TERRE CAUDIUM, BN
ANTICA MASSERIA VENDITTI, BN
CANTINA FOSSO DEGLI ANGELI, BN
CASA SETARO, NA
LE CANTINE DELL’AVERNO, NA
CANTINA DEL VESUVIO WINERY, NA
CANTINE DEL MARE, NA
CANTINA FUOCOMUORTO, NA
LA SIBILLA, NA
CASBIANCHE, SA
MILA VUOLO, SA
LUIGI MAFFINI, SA
IL COLLE DEL CORSICANO, SA
MONTEVETRANO, SA

Emilia Romagna

TENUTA FRANZONA, BO
MANARESI, BO
PALAZZONA DI MAGGIO, BO
GIOVANNINI, BO
TERRE DI MACERATO, BO
TRE MONTI, BO
PICCOLO BRUNELLI, FC
MARTA VALPIANI, FC
DREI DONÀ, FC
AMARACMAND, FC
GIOVANNA MADONIA, FC
TENUTA LA VIOLA, FC
CAVALIERA, MO
PALTRINIERI, MO
SAN PAOLO, MO
TERRAQUILIA IL METODO ANCESTRALE DA VIGNE IN ALTA QUOTA, MO
CANTINA DEL FRIGNANO, MO
FATTORIA MORETTO, MO
PODERE IL SALICETO, MO
AZ. AGRICOLA IL GHIZZO, PC
TENUTA COLOMBAROLA, PC
CORDANI MARCO, PC
BARATTIERI, PC
GAIASCHI TERENZIO, PC
SCARABELLI, PC
TORRE FORNELLO, PC
ILLICA VINI, PC
CASTELLO DI AGAZZANO , PC
TENUTA BORRI, PC
SACCOMANI VINI, PC
LUSENTI , PC
CASCINOTTA DI RIZZOLO, PC
BARACCONE, PC
CASA BENNA, PC
LOSCHI ENRICO, PC
CORTE GUARINONA, PC
LA TOSA, PC
TENUTA RITA SOLARI, PC
MARINFERNO, PC
LA TORRETTA, PC
UCCELLAIA, PC
MARENGONI, PC
TERZONI CLAUDIO ” LA CONCHIGLIA”, PC
VITIVINICOLA VALLA, PC
LA TOLLARA , PC
FERRAIA – ROB. MANARA, PC
LA BUCA, PC
CAMORALI PIERLUIGI, PC
CANTINA SAN BIAGIO VECCHIO, RA
ANCARANI, RA
BARBATERRE, RE
LUSVARDI, RE
PODERE GIARDINO, RE
ALJANO, RE
REGGIANA, RE
FERRETTI VINI, RE
TENUTA SANT’ AQUILINA, RN

Friuli – Venezia Giulia

RACCARO, GO
PIÈ DI MONT, GO
ORZAN IVALDO, GO
SAN LURINS, GO
MURVA, GO
BOLZICCO FAUSTA, GO
VOSCA, GO
IL CARPINO, GO
FERLAT SILVANO, GO
KORSIC WINES, GO
BORGO DELLE OCHE, PN
RIVECOLDEFER – VIGNAIOLI IN ALTO LIVENZA, PN
LE FAVOLE, PN
GABI WINES, TS
LUPINC, TS
RADO KOCJANCIC, TS
IRENE CENCIG, UD
CADIBON, UD
FEUDO DEI GELSI, UD
ANTICOBROILO, UD
MARCO CECCHINI, UD
TARLAO VIGNIS IN AQUILEIA, UD
DONDA GIOVANNI, UD
SARA&SARA, UD
PAOLO TUZZI-TUZZI WINES, UD
FALCON , UD
LIS FADIS, UD
RONC DAI LUCHIS, UD
FLAIBANI, UD
ANNA BERRA, UD
CASTELLO SANTANNA, UD
STROPPOLATINI, UD
AQUILA DEL TORRE, UD

Lazio

ALBERTO GIACOBBE, FR
PALAZZO TRONCONI, FR
COLACICCHI, FR
GIANGIROLAMI DONATO, LT
CASALE CERTOSA, RM
CANTINA MORICHELLI, RM
RISERVA DELLA CASCINA BIO, RO
ANTONELLA PACCHIAROTTI, VT
CIUCCI, VT
TREBOTTI BIOSOSTENIBILE, VT
Liguria
LA RICOLLA, GE
MACCARIO DRINGENBERG , IM
BRUNA, IM
MAMMOLITI, IM
VISAMORIS, IM
LA CARRECCIA, SP
LA PIETRA DEL FOCOLARE , SP
BERRY AND BERRY, SV
DURIN, SV

Lombardia

TOSCA, BG
NOVE LUNE, BG
ANGELO PECIS, BG
PERLA DEL GARDA, BS
ZATTI, BS
CANTRINA, BS
CAVALLERI, BS
PODERE DEI FOLLI, BS
RODELLA, BS
CASTELVEDER, BS
NOVENTA , BS
ANTICA CORTE AI RONCHI, BS
CANTINA PIETTA, BS
TENUTA LA VIGNA, BS
LE CHIUSURE, BS
CANTINA CARONA, BS
MOSNEL, BS
BOSIO, BS
ENRICO GATTI, BS
I NADRE, BS
CORTE FUSIA, BS
RIZZINI, BS
PASINI SAN GIOVANNI, BS
CANTINA CONCARENA, BS
SAN CRISTOFORO FRANCIACORTA, BS
AGRICOLA VALLECAMONICA, BS
LAZZARI, BS
CANTINA CALEFFI, CR
LA COSTA, LC
BANINO , MI
BUGNO MARTINO, MN
TORRAZZETTA, PV
PEREGO & PEREGO, PV
GIORGI FRANCO DI GIORGI PIERLUIGI, PV
TOSI, PV
TENUTA BELVEDERE, PV
PICCHIONI ANDREA, PV
GRAZIOLI, PV
CASTELLO DI STEFANAGO, PV
MARTILDE, PV
MARCO VERCESI WINES, PV
ALESSIO BRANDOLINI, PV
PIETRO TORTI, PV
LA ROCCHETTA DI MONDONDONE, PV
BRICCO DEI RONCOTTI, PV
CALATRONI, PV
MARCHESI DI MONTALTO, PV
DEZZA 1890, PV
BUSCAGLIA ANDREA, PV
IL MOLINO DI ROVESCALA, PV
PERCIVALLE, PV
TORTI WINES “L’ELEGANZA DEL VINO”, PV
TORRE DEGLI ALBERI, PV
LA PIOTTA, PV
COLLE DEL BRICCO, PV
VNA WINE, PV
FRECCIAROSSA, PV
BRANDOLINI PIETRO, PV
PICCOLO BACCO DEI QUARONI, PV
GIANATTI GIORGIO, SO
LA PERLA DI MARCO TRIACCA, SO
LE STRIE, SO
ARPEPE, SO
SANDRO FAY, SO
PIZZO COCA, SO
DIRUPI, SO

Marche

VARA’, AN
BUCCI, AN
LA MARCA DI SAN MICHELE, AN
SOCCI, AN
MEZZANOTTE, AN
TENUTA SAN MARCELLO, AN
MAROTTI CAMPI, AN
MORODER, AN
MAZZOLA, AN
VIGNA DEGLI ESTENSI, AN
CASALETA, AN
MALACARI, AN
LA CALCINARA , AN
TOMMASETTI, AN
ANGELI DI VARANO, AN
CANTINA CASTELLANI, AN
MONTECAPPONE, AN
VENTURI ROBERTO, AN
COL DI CORTE, AN
BROCCANERA, AN
IRENE CAMELI, AP
LA VALLE DEL SOLE , AP
EMANUELE DIANETTI, AP
VIGNETI BONAVENTURA, AP
TERRA ARGILLOSA, AP
FIORANO, AP
PANTALEONE, AP
FONTORFIO, AP
VIGNETI VALLORANI, AP
CASALE VITALI, FM
FATTORIA NANNÌ, MC
LA QUERCIA SCARLATTA, MC
PODERE SUL LAGO, MC
TIBERI DAVID, MC
CANTINA COLLEMARA SANTORI, MC
CANTINA FIORINI, PU
CANTINA TERRACRUDA, PU
TENUTA CA’ SCIAMPAGNE , PU
CONVENTINO MONTECICCARDO, PU

Molise

CLAUDIO CIPRESSI – VIGNAIOLO, CB

Piemonte

ROCCA RONDINARIA, AL
VIGNETI BOVERI GIACOMO, AL
GHIO ROBERTO – VIGNETI PIEMONTEMARE, AL
LA ZERBA, AL
CASCINA FALETTA, AL
CANATO MARCO, AL
DAGLIO GIOVANNI, AL
OLTRETORRENTE, AL
MOLINETTO, AL
IL POGGIO DI GAVI, AL
LE MARNE, AL
MONTARIOLO, AL
FIORDALISO, AL
CASCINA BOCCACCIO, AL
ANGELINI PAOLO, AL
ALVIO PESTARINO, AL
VIGNETI REPETTO, AL
BES BERE E SOGNARE, AL
LA COLOMBERA, AL
ALEMAT, AL
CASCINA GENTILE, AL
UVAMATRIS, AL
CASTELLO DI GRILLANO, AL
LA VECCHIA POSTA, AL
CANTINA OLIVERO, AL
TERRE DI SARIZZOLA, AL
I CARPINI – VINI D’ARTE, AL
LUCA CANEVARO, AL
ROCCO DI CARPENETO, AL
POMODOLCE, AL
CASCINA GARITINA, AT
TENUTA SANTA CATERINA, AT
BEL SIT, AT
RAPPELLINO, AT
SCAGLIOLA GIACOMO, AT
BEPPE BOCCHINO, AT
CASCINA GILLI, AT
CASCINA CERUTTI , AT
SCARZELLA, AT
BORGO MONCALVO, AT
SILVIA CASTAGNERO, AT
BIANCO ANGELO, AT
CLAUDIA CORDARA, AT
TENUTA TAMBURNIN, AT
SANT’ANNA DEI BRICCHETTI, AT
FEA, AT
CASCINA GALARIN , AT
UGO BALOCCO, AT
L’ANNUNZIATA, AT
CARUSSIN, AT
CERRUTI DELLA BOSSOLA, AT
CASCINA REY, AT
CASA BUFFETTO, AT
GALLO – MONTABONE, AT
RIDAROCA, AT
CA’ ED CERUTTI, AT
EMILIO VADA, AT
L’ARMANGIA, AT
EREDE DI CHIAPPONE ARMANDO, AT
CASCINA BARISEL, AT
BUSSI PIERO, AT
PIETRO CASSINA, BI
ADA NADA, CN
ELLENA GIUSEPPE, CN
CRISSANTE ALESSANDRIA, CN
GIACHINO CLAUDIO, CN
MARIO RIVETTI CASCINA SERRE, CN
MASSIMO RIVETTI FAMILY FARM, CN
FABRIZIO BATTAGLINO, CN
ROSSO FRANCESCO, CN
ANNA MARIA MARIA ABBONA, CN
MONCHIERO F.LLI, CN
BONGIOANNI WINE, CN
E. MOLINO – LA MORRA, CN
ROCCASANTA, CN
CASCINA ALBANO, CN
TIBALDI, CN
BELTRAMO, CN
LA CONTRADA DI SORANO , CN
CIABOT BERTON, CN
DELTETTO 1953, CN
CHIESA, CN
MARIO COSTA, CN
CASCINA RABAGLIO, CN
ABRIGO GIOVANNI, CN
ANTICA CASCINA DEI CONTI DI ROERO, CN
LA TRIBULEIRA, CN
CÀ DI CAIRÈ, CN
CASCINA MELOGNIS, CN
LA FUSINA, CN
OLIVERO MARIO, CN
ENRICO ORLANDO – CÀ RICHETA, CN
SOBRERO FRANCESCO, CN
PODERI CELLARIO, CN
MAURO SEBASTE, CN
ERALDO REVELLI , CN
CA ED CUREN, CN
BAJAJ, CN
TENUTA IL FALCHETTO, CN
FILIPPA, CN
BALDISSERO, CN
VIBERTI ERALDO, CN
VALFACCENDA, CN
FRATELLI AIMASSO, CN
GILBERTO BONIPERTI, NO
SILVIA BARBAGLIA, NO
BRIGATTI FRANCESCO, NO
TIZIANO MAZZONI, NO
FRANCESCA CASTALDI, NO
CIECK, TO
VIGNAIOLE PREVER, TO
ANTONELLA PIATTI, TO
LA CHIMERA VITICOLTURA EROICA, TO
CAMILLO FAVARO, TO
ILARIA SALVETTI, TO
LA PALAZZINA, VC

Puglia

CANTINE CARPENTIERE, BA
TENUTA PATRUNO PERNIOLA, BA
PIETRAVENTOSA, BA
MAZZONE – BOUTIQUE WINERY, BA
MASCIULLO, BR
ESTASI VINI, BT
SAN RUGGIERO, BT
VILLA SCHINOSA, BT
ARIANO TERRA & FAMIGLIA , FG
ANTICA ENOTRIA, FG
CANTINA SUPERSANUM , LE
L’ASTORE MASSERIA, LE
GIANFRANCO FINO VITICOLTORE, TA
VIGNE MONACHE, TA
MORELLA, TA
LAMA DI ROSE, TA
CANTINA NISTRI, TA
MARCO LUDOVICO, TA
ATTANASIO LUCA, TA

Sardegna

ANTONELLA CORDA, CA
CANTINA MARCO CANNEDDU, NU
BERRITTA, NU
CANTINA VIKEVIKE, NU
FRANCESCO CADINU, NU
CANTINA ANTONIO MELE, NU

Sicilia
DI PRIMA, AG
BARONIA DELLA PIETRA, AG
FIORE, CL
TERRA COSTANTINO, CT
GIOVANNI SALLEMI, CT
PALMENTO COSTANZO, CT
TENUTA VALLE DELLE FERLE, CT
TENUTA ENZA LA FAUCI, ME
FENECH, ME
TENUTA GATTO, ME
PUNTA ARIA, ME
ARMOSA, RG
GURRIERI – VIGNETI & CANTINA, RG
RAMADDINI – VIGNAIOLI A MARZAMEMI, SR
TENUTA LA FAVOLA, SR
PUPILLO, SR
GABRIELE ANTONIO, TP

Toscana
FABRIZIO DIONISIO, AR
LA SALCETA, AR
FATT.A MAJNONI GUICCIARDINI, FI
IL PERACCIO, FI
BORGO MACERETO, FI
FELCIANO, FI
I FABBRI, FI
LE CINCIOLE, FI
FATTORIA CORZANO E PATERNO, FI
CASALE GIGLIOLI, FI
TENUTA L’APPARITA, FI
FATTORIA DI POGGIOPIANO DI MAURO GALARDI, FI
IL RIO, FI
SOLATIONE, FI
CASANUOVA -THILO BESANÇON, FI
TENUTA SAN VITO, FI
LA QUERCE, FI
CARUS VINI, FI
LA DOCCIA DI VINCI, FI
PODERE DELL’ ANSELMO DI FORCONI FABRIZIO, FI
IL CERCHIO, GR
DE VINOSALVO VIGNAIOLI, GR
PODERE RIPARBELLA, GR
POGGIO AL GELLO , GR
PIERINI&BRUGI, GR
MARCO BENVENUTI, GR
FABIANI, GR
POGGIO LA LUNA, GR
POGGIO L’APPARITA, GR
MONTENERO, GR
PODERE RANIERI, GR
CUPIROSSO, GR
PODERE GUSTO, GR
FORTULLA, LI
TENUTA POGGIO ROSSO, LI
LE GRASCETE, LI
MULINI DI SEGALARI , LI
POGGIO AL GRILLO, LI
PETRICCI E DEL PIANTA, LI
PODERE NANNINI, LI
ARRIGHI – ISOLA D’ ELBA, LI
AGRICOLA CARLINI, LI
RIGOLI, LI
TENUTA DI VALGIANO, LU
TENUTA MARIANI, LU
TENUTA DELLO SCOMPIGLIO, LU
TENUTA MARELI, LU
TENUTA LENZINI, LU
TENUTE DI BADIA, LU
VALLE DEL SOLE, LU
CASTELDELPIANO, MS
TERENZUOLA, MS
I PILASTRI, MS
PODERE LA MERCARECCIA, PI
TOSCANI, PI
TENUTA DI GHIZZANO, PI
TERRE A MANO, PO
QUERCE BETTINA, SI
IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA, SI
ISTINE, SI
SCHEGGIOLLA, SI
CASINA DI CORNIA, SI
MONTENIDOLI, SI
ATRIVM, SI
POMONA, SI
TORNESI, SI
VINI NATURALI DI TOSCANA, SI
LE VERZURE, SI
POGGIO GRANDE , SI
TERRA QUERCUS, SI
MONTE ISI, SI
PODERE ALBERESE, SI
CASTELLO POGGIARELLO, SI
SANLORENZO, SI

Trentino

PRAVIS, TN
ROSI EUGENIO VITICOLTORE ARTIGIANO, TN
MATTIA FILIPPI, TN
MAXENTIA, TN
CAVIC, TN
CANTINA FURLETTI GABRIELE, TN
MOS, TN
GIOVANNI POLI, TN
DE TARCZAL, TN
BONGIOVANNI LORENZO, TN
MOSER, TN
FRANCESCO POLI VIGNAIOLI A S.MASSENZA, TN
CESCONI, TN
GRIGOLLI BRUNO, TN
MASO CANTANGHEL, TN
POJER E SANDRI, TN
CANTINA ANDREA MARTINELLI, TN
COMAI, TN
DE VIGILI, TN
DE VESCOVI ULZBACH, TN
CANTINA RESOM, TN
MASO BERGAMINI, TN
KLINGER, TN
EREDI DI COBELLI ALDO, TN
TENUTA MASO CORNO, TN
PISONI, TN
FEDRIZZI CIPRIANO, TN
ZANOTELLI, TN
FONTANA GRAZIANO , TN
VILLA PERSANI, TN
BELLAVEDER, TN
BALTER, TN

Umbria

BETTALUNGA, PG
MADREVITE, PG
BARTOLONI MARIA ROSA CANTINA, PG
ANTONELLI, PG
CANTINA ROCCAFIORE, PG
CASALI DEL TOPPELLO, PG
CASTELLO DI MONTEGIOVE, TR
FATTORIA DI MONTICELLO, TR
LEONARDO BUSSOLETTI, TR
PALAZZONE, TR
CANTINE NERI, TR

Valle d’Aosta

BRUNET PIERO, AO
PAVESE ERMES, AO
GROSJEAN VINS, AO

Veneto

MONTEVERSA, PD
IL MOTTOLO, PD
AL CONTADIN, PD
VIGNE AL COLLE, PD
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Francia

DOMAINE TENON,
EMMANUEL SIMONNOT,

Partecipano inoltre come graditissimi ospiti del Mercato:

BULGARIAN ASSOCIATION OF INDIPENDENT WINEGROWERS
FEDERAZIONE ITALIANA OLIVICOLTORI INDIPENDENTI

Vino e sostenibilità, nasce il primo vigneto probiotico

Nasce in Franconia il primo vigneto al 100% probiotico allo scopo di eliminare pesticidi e proteggere l'ambiente.




Un viticoltore ha dato vita al primo vigneto Piwi probiotico in Franconia. La varietà coltivata è il Cabernet Cortis, uno dei nuovi vitigni resistenti che si caratterizza nel produrre vini estremamente piacevoli, robusti e morbidi. Il colore intenso, l'erbaceo e la ricchezza di fenoli, ricorda molto il Cabernet Sauvignon. E' impiegato con successo nella produzione di ottimi bordolesi. Appena vendemmiate le uve sono risultate sane al 95% con un aroma molto maturo e fruttato e con un contenuto zuccherino di 85°Oe. Anche l'acidità è molto equilibrata.

Ricordo che Piwi è l'abbreviazione di pilzwiderstandfähige, che tradotto dal tedesco significa resistente ai funghi e indica i vitigni ibridi capaci di opporsi in maniera spontanea a oidio e peronospora, senza quasi necessitare di trattamenti. 

Proprio nell'anno della peronospora, quello del 2021, Jürgen Amthor viticoltore associato Piwi ha ottenuto una vendemmia molto buona, senza alcun uso di pesticidi chimici. Le viti e il terreno sono stati trattati solo con compost tea, un preparato liquido organico allo scopo di migliorare la resa e la qualità dell'uva e microrganismi efficaci (EM), una miscela di diversi ceppi batterici selezionati.

L'uso di questi probiotici serve in maniera efficacie a rivitalizzare il suolo ed agire in sinergia con le piante. Grazie alla loro azione di stimolazione della naturale flora batterica e fungina nel suolo, il regolare uso degli EM assicura così il successo economico ed ecologico in agricoltura, perché rende indipendenti da "coincidenze" microbiologiche.

Il vigneto è stato piantato nel 2017 ed è stato naturalmente inverdito. L'inverdimento è stato falciato due volte in estate. Le talee sono state trattate con EM per favorire la vita del terreno. Durante una diagnosi di vanga infatti,  il tecnico viticolo Josef Engelhart, che ha curato questo vigneto fin dall'inizio, ha riscontrato che il terreno è molto sciolto e profondamente radicato fino a una profondità di 30 cm. Ci sono molti lombrichi presenti. Il terreno odora di erbe fresche e di terreno forestale.

Nei primi anni, Jürgen Amthor ha usato occasionalmente zolfo naturale come agente ecologico per la protezione delle colture in estate. Dal 2020, tuttavia, sulle viti e sul terreno sono stati messi solo il compost tea e EM. Il vigneto è quindi probiotico 100%. I microrganismi del compost tea (circa 500 prodotti organici diversi) e gli EM (circa 80 ceppi diversi) hanno aiutato piante e  terreno efficacemente creando un ottimo ambiente nel vigneto. Di conseguenza, i funghi dell'oidio non si sono potuti diffondere alle foglie di vite e all'uva in modo altamente dannoso. La naturale resistenza ai funghi del vitigno PIWI Cabernet Cortis è stata così supportata dalla promozione del sistema "terreno vivo/pianta". 

Sempre più produttori di vino stanno lavorando con i vitigni PIWI e gli agenti probiotici naturali per eliminare definitivamente l'utilizzo dei pesticidi e proteggere l'ambiente.

martedì 16 novembre 2021

Impatto dei sistemi di coltivazione sulla qualità ecologica del suolo, biodinamica: la ricerca conferma efficacia e scientificità

Secondo una meta-analisi di due enti di ricerca francesi il metodo biodinamico garantisce una qualità organica del suolo migliore del 70% rispetto all'agricoltura convenzionale. Triarico (Apab): “Gli obiettivi europei per la biodiversità coerenti con gli standard biodinamici”.




La ricerca scientifica conferma l'efficacia della biodinamica e smentisce gli attacchi infondati contro la sua equiparazione all'agricoltura biologica. Entrambe sono una priorità per l’Italia: si approvi al più presto il disegno di legge 998, già votato dal Senato a maggio e purtroppo bloccato alla Camera ormai da sei mesi. È l'appello di Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica (Apab), nel diffondere i risultati di una ricerca scientifica su “L'impatto dei sistemi di coltivazione sulla qualità ecologica del suolo: una meta analisi”, vasta review della letteratura scientifica dedicata alla comparazione tra agricoltura convenzionale, biologica e biodinamica, condotta in Francia da AgroParisTech e dall'Istituto nazionale di ricerca per l'agricoltura, il cibo e l'ambiente (Inrae) di Digione. Entrambi gli enti fanno capo al ministero francese dell'Agricoltura e politiche alimentari e, nel secondo caso, anche al dicastero dell'Educazione superiore, ricerca e innovazione.

La ricerca constata che il modello produttivista “ha avuto successo nell'aumentare la produzione per una domanda alimentare in crescita, ma ha anche danneggiato profondamente le proprietà fisico-chimiche del suolo, insieme alla biodiversità sopra e sotto terra”. Prendendo in esame le evidenze riportate in un centinaio di pubblicazioni scientifiche sui legami tra i sistemi di coltura e le proprietà ecologiche del terreno, gli autori hanno effettuato una sintesi da cui si evince la superiorità del metodo biodinamico nella salvaguardia dei suoli e della biodiversità.

In particolare, osservano che gli indicatori organici del suolo migliorano di circa il 70% nell'agricoltura biodinamica e biologica, rispetto a quella convenzionale e che complessivamente il 43% dei bioindicatori migliorano nell'agricoltura biodinamica, rispetto all'agricoltura biologica.

“Il metodo biodinamico viene accusato di essere antiscientifico? Ebbene – osserva Triarico -, con questa meta-analisi la maggiore accademia di agricoltura nazionale francese dimostra proprio il contrario con tre fatti incontrovertibili: primo, conferma che la ricerca si occupa di biodinamica e che lo fa in modo scientifico; secondo, ritiene che i parametri usati per valutare il metodo biodinamico siano empiricamente misurabili; terzo, che questo modello di agricoltura funziona meglio di quello convenzionale nel preservare la sostenibilità delle risorse naturali”.

La fertilizzazione organica, la lavorazione semplificata del suolo e le rotazioni culturali più lunghe vengono citati come fattori decisivi, laddove i pesticidi e la maggiore lavorazione del suolo sono più dannosi. “L'Unione europea ha posto quali propri obiettivi per l’agricoltura del Green Deal gli stessi presenti negli standard dell’agricoltura biodinamica, come la riduzione e poi l'eliminazione dei pesticidi di sintesi, un'alta percentuale di biodiversità, economia circolare, concimazioni dal sano equilibrio tra terra e animali allevati – ricorda Triarico -. Le tecniche biodinamiche sono tutte previste in agricoltura biologica e ne rappresentano l'applicazione più restrittiva. In Italia, paese leader della bioagricoltura UE, sono già adottate da circa 4.500 aziende agricole, ma possono essere facilmente estensibili e sono esempio di un biologico italiano che mira a qualificare ulteriormente la nostra agricoltura con norme più restrittive di quelle UE e prodotti di alta qualità”.

In merito ai preparati solitamente usati per favorire la fertilità delle colture e proteggere i terreni, un altro studio sul metodo biodinamico conclude: “I risultati confermano le ricerche precedenti condotte già da altri, che hanno trovato che i preparati possono aumentare il carbonio del suolo, la crescita delle radici e la stabilità della resa e che le applicazioni multiple dei preparati hanno maggiori probabilità di indurre aumenti di resa statisticamente significativi” (W. A. Goldstein, et al. Biodynamic preparations, greater root growth and health, stress resistance, and soil organic matter increases are linked, “Open Agriculture”, 2019; 4: 187–202).

“La biodinamica ha ormai una letteratura scientifica referata costituita da decine di pubblicazioni e queste ultime fanno cadere anche le residue resistenze contro la legge, esercitate persino con campagne diffamatorie e attacchi contro lo stesso Parlamento – conclude Triarico -. Ora, è tempo che la legge sia messa in votazione alla Camera fin dai prossimi giorni, per il bene del Paese, il sostegno alle decine di migliaia di operatori dell’agroalimentare e in considerazione dell’onore stesso delle istituzioni”.

Formazione, al via il corso di studio post laurea per futuri funzionari e direttori di Consorzio di tutela dei vini a DO italiani

Federdoc ha lanciato il nuovo corso di studio post laurea di tre mesi per futuri funzionari e direttori di Consorzio di tutela dei vini a DO italiani. 10 borse di studio ad altrettanti giovani selezionati, che potranno usufruire di una formazione mirata e specifica.




Nuovi funzionari e direttori di Consorzio crescono grazie a Federdoc, la Confederazione Nazionale Consorzi Volontari Tutela Denominazioni Vini Italiani. Ha preso il via un nuovo corso di studio post laurea per futuri funzionari e direttori di Consorzio di tutela dei vini a DO italiani. Si tratta di profili altamente qualificati e specializzati che, oltre alle competenze tecniche, richiedono una profonda conoscenza della denominazione e delle specificità delle aziende che la compongono. Un valore aggiunto e indispensabile per perseguire gli obiettivi dei Consorzi che devono essere sempre più orientati alla qualità e alla sostenibilità, anche economica, dei rispettivi territori.

Di fatto i Consorzi annoverano importanti ruoli istituzionali: si occupano della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. “Alla consapevolezza dei propri desideri e obiettivi di realizzazione professionale – dichiara Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc - deve sempre corrispondere preparazione e studio. Per operare nella gestione sempre più complessa dei Consorzi di tutela di vini a DO, occorre una approfondita conoscenza della realtà vitivinicola italiana, della normativa e degli ambiti operativi in cui gli stessi si muovono”.

Queste le motivazioni principali che hanno visto l’inizio del corso, rivolto a 10 borsisti selezionati da Federdoc. 3 mesi, tra teoria e pratica, che vedranno poi i partecipanti svolgere uno stage presso alcuni consorzi associati.

“Ci siamo rivolti ai giovani con l’obiettivo di incentivare un ricambio generazionale - prosegue Riccardo Ricci Curbastro – ci auguriamo che da questi corsi escano nuove figure professionali esperte, che possano agire con questa consapevolezza e fornire un contributo di idee nuove, entusiasmo e metodiche innovative, con competenza e responsabilità, in particolare sulle sfide del futuro legate ai grandi temi dell’ambiente e della sostenibilità.”.

lunedì 15 novembre 2021

La viticoltura e le sfide della nuova Pac, tra sostenibilità e mercato

L’appuntamento con la nuova Pac offre diverse opportunità alla viticoltura italiana per accrescere la sostenibilità di tutta la filiera, dalla vigna al calice, senza rinunciare alla qualità ed alla tipicità che hanno premiato il nostro vino nel mercato globale. La ricerca del CREA si confronta sulle prospettive che si aprono per il settore, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio.



La ricerca del CREA si confronta sulle prospettive che si aprono per il settore vitivinicolo, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio. I numeri parlano chiaro: oltre 652 mila ettari di superficie per vite da vino in produzione, un peso complessivo di circa il 5% della superficie agricola nazionale, un peso di oltre il 10% sul valore della produzione agricola (vino prodotto dalle aziende agricole e uve vendute ai trasformatori) e il 14% del totale delle esportazioni agroalimentari italiane, rendono il vino uno dei prodotti più importanti del sistema agroalimentare italiano e simbolo del Made in Italy nel mondo.

L’appuntamento con la nuova Pac offre diverse opportunità alla viticoltura italiana per accrescere la sostenibilità di tutta la filiera, dalla vigna al calice, senza rinunciare alla qualità ed alla tipicità che hanno premiato il nostro vino nel mercato globale.  Di questo si è discusso oggi, 15 novembre, a Montù Beccaria (Pavia), in occasione del convegno La viticoltura e le sfide della nuova PAC tra sostenibilità e mercato, un momento di confronto, promosso dal CREA, con i suoi Centri di Viticoltura ed Enologia e Politiche e Bioeconomia, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio, con la partecipazione di esperti e studiosi del settore.

Il contesto europeo e nazionale. Nei prossimi mesi, l’Europa metterà a disposizione un ampio pacchetto di interventi per lo sviluppo di un'economia sempre più verde, attenta alla biodiversità e alla riduzione dell'inquinamento ambientale, nella direzione di una transizione equa e inclusiva, in grado di trasformare le sfide ambientali in opportunità di crescita e sviluppo. La sostenibilità, di fatto, diventa parte integrante anche delle politiche europee riguardanti il cibo, di cui la strategia Farm to Fork, è un esempio per rafforzare la sostenibilità dei sistemi alimentari, sia riducendo la loro impronta ambientale e migliorando l'efficienza energetica, sia aumentando la disponibilità e l'accessibilità economica di opzioni alimentari sane e sostenibili. La filiera vitivinicola si inserisce in questo quadro, sia grazie ai sistemi di certificazione tradizionali (DOP/IGP, Biologico), sia alle recenti certificazioni di sostenibilità pubbliche e private già operanti (V.I.V.A. ed Equalitas), che escono rafforzate dalla recente introduzione di uno standard unico di sostenibilità nazionale, voluto dal MiPAAF.

La ricerca del CREA è orientata da un lato verso la caratterizzazione delle nostre uve e dei nostri vini in termini di qualità e tipicità, dall’altro, invece, verso la sostenibilità e la digitalizzazione della filiera e della produzione. In tal senso, la tecnologia svolge un ruolo significativo nel favorire l’adattamento della vite agli effetti dei cambiamenti climatici, grazie alle innovazioni sempre più avanzate, messe a disposizione dall’agricoltura digitale, dalla sensoristica, dai sistemi di supporto decisionale e dalla robotica. E il CREA è molto attivo in questi ambiti, grazie al progetto AGRIDIGIT, finanziato dal MiPAAF e ad altri progetti europei e PSR regionali. Inoltre, con il progetto BIOTECH (anch’esso finanziato dal MiPAAF), è impegnato, nella realizzazione di prodotti biotech-green e nella caratterizzazione delle viti relativamente alla resistenza ai maggiori patogeni (peronospora ed oidio), allo stress idrico nei portainnesti e agli aspetti qualitativi (aroma moscato, assenza di semi in uva da tavola, maturazione anticipata o posticipata per affrontare i cambiamenti climatici). Per quanto riguarda, inoltre, il miglioramento genetico classico, l’ente sta implementando il miglioramento genetico con l'ottenimento di piante multiresistenti di decine di migliaia di piante figlie di varietà italiane (Glera, Sangiovese, Primitivo, Malvasie), la caratterizzazione dei vitigni tipici ed il recupero dell'intera biodiversità mediterranea. Infine, in un’ottica di economia circolare, si sta lavorando sul recupero e la valorizzazione degli scarti di vigneto e cantina per la produzione di prodotti alternativi (cosmesi, farmaceutica, nutraceutica, medicina). 

Il punto di vista delle Istituzioni "Nel corso dell'appuntamento di oggi sono stati affrontati argomenti di notevole interesse per la nostra viticoltura, spunti di riflessione tanto più importanti per una realtà complessa come l'Oltrepò pavese - ha sottolineato il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio -. L'obiettivo è produrre vino di qualità sempre più alta e dare così risposte adeguate al mercato. Grazie al CREA e alla ricerca la nostra viticoltura, e in particolare questo territorio, possono produrre oltre alla quantità una sempre maggiore qualità ed essere così una opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani".

mercoledì 10 novembre 2021

L’architettura del turismo sostenibile, al via il convegno che affronta i legami tra agricoltura, paesaggio, sostenibilità, ospitalità e turismo

L’architettura del turismo sostenibile: a Firenze, il 23 novembre, un convegno affronta i legami tra agricoltura, paesaggio, sostenibilità, ospitalità e turismo. L’architetto Hani Rashid, lo storico Stefano Maggi, il vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo Silvio Barbero, l’accademico Zeffiro Ciuffoletti e altri studiosi discutono di progettazione del territorio e accoglienza in un’ottica di sostenibilità, economica e ambientale.




Studiosi, storici, un architetto di fama internazionale e rappresentanti delle istituzioni, riuniti per riflettere sul tema della sostenibilità e sulle nuove possibili strade per la sua concreta realizzazione: sono questi gli ingredienti principali del convegno “L’architettura del turismo sostenibile”, in programma a Firenze, negli spazi della Fondazione Franco Zeffirelli, il prossimo 23 novembre.

L’incontro analizzerà il ruolo e le potenzialità dell’architettura nella progettazione di un territorio capace di integrare, in maniera virtuosa e sinergica, turismo, ospitalità, filiera agro-alimentare, ristorazione, risorse naturali e produzione di energia, nel rispetto dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni dei luoghi.

I RELATORI E GLI OSPITI

Per affrontare una tematica così eterogenea, saranno presenti studiosi ed esperti di diversa estrazione, capaci di dare, ognuno dal proprio punto di vista, una visione delle possibili soluzioni e delle strade percorribili. Interverranno al tavolo:

l’architetto Hani Rashid, fondatore, insieme con la moglie Lise Anne Couture, di Asymptote Architecture, studio di architettura e design di New York, nonché professore della University of Applied Arts di Vienna

il professor Stefano Maggi, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Siena

il professor Francesco Causone del Dipartimento Energia del Politecnico di Milano, esperto ambientale e curatore di diversi progetti carbon-neutral

il professor Zeffiro Ciuffoletti, Accademico emerito dei Georgofili

Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Ad arricchire ulteriormente il dialogo, gli interventi di:

Dario Nardella, Sindaco di Firenze

Leonardo Marras, Assessore all’Economia, alle Attività Produttive, alle Politiche del Credito e al Turismo della Regione Toscana

Ermete Realacci, Presidente di Symbola–Fondazione per le qualità italiane

Organizzatore dell’incontro, in collaborazione con Giunti Editore, è Hospitaliter - Ospitalità, Territorio, Rete Agricola, ente no profit che punta a sviluppare progetti di sostenibilità concreta e duratura, perchè performante dal punto di vista economico.

LA VISIONE DI HOSPITALITER

La WTO (l’Organizzazione Mondiale del Turismo) definisce il turismo sostenibile come quella forma di turismo che “soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”, e l’ecoturismo come “un turismo in aree naturali che deve contribuire alla protezione della natura e al benessere delle popolazioni locali”.

La definizione comporta un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle economie delle popolazioni locali: non basta progettare architetture rispettose della natura, con fabbricati costruiti con criteri moderni ecocompatibili e con riuso di materiali di costruzione, isolamento termico, ventilazione naturale, riduzione di uso e riciclaggio di acqua, produzione di energia rinnovabile e utilizzo di energia geotermica (tra le tante cose), ma è necessario anche rispettare la cultura e l’economia del luogo, rendendo così possibile la sostenibilità a lungo termine del progetto da parte delle popolazioni locali.

I progetti devono essere etici e virtuosi: non sfruttare un territorio, una cultura o una popolazione, ma al contrario generare ricchezza rispettandone le caratteristiche.

Il paradigma che Hospitaliter si propone è quello di realizzare una stretta integrazione tra l’ospitalità nell’ambiente naturale e le filiere produttive locali, in particolare con la straordinaria filiera enogastronomica tipica della Toscana e permeata di storia e cultura locale.

Nella visione di Hospitaliter, niente più della produzione agricola non intensiva è rispettosa al contempo dell’ambiente e dell’economia dei luoghi. Il contadino è il vero custode del territorio. E proprio dalla simbiosi tra turismo e filiera agricola può nascere una sostenibilità ambientale ed economica. A questo si aggiunge la produzione di energia dal sole, dalla geotermia, ma anche dalle biomasse: una scelta funzionale tanto all’agricoltura come al turismo, nonché capace di moltiplicarne il potenziale di sostenibilità ambientale ed economica.

Un approccio progettuale che integri nel turismo un’architettura sostenibile, la filiera alimentare enogastronomica e l’energia, con i suoi corollari di riduzione e produzione/rinnovo delle risorse naturali, può rappresentare un vero driver di crescita economica e di futuro sostenibile. 

Questo paradigma è particolarmente efficace in Toscana, dove la forza dell’attrattiva turistica sta nelle bellezze naturali, nella storia e nella cultura dei luoghi, e nelle eccellenze agroalimentari come in pochi altri posti al mondo. L’integrazione di economia e cultura è sempre stata parte del DNA della regione: si tratta solo di riscoprirla e aggiornarla.

Da questo sistema, che integra il rispetto della natura con l’economia e la cultura dei luoghi può scaturire una sostenibilità forte e duratura nel tempo, la sostenibilità “concreta”, coerente gli obiettivi di sostenibilità (OSS) posti dalle Nazioni Unite (Agenda 2030) e dalla Next Generation UE nei tre pilastri, ambientale sociale ed economico.

Eventi vitinicoltura, Vignaioli Artigiani Naturali. Torna la fiera del vino naturale dell'associazione VAN

Saranno tre giornate di umana convivialità in compagnia dei vignaioli naturali. Torna a Roma l'attesa Fiera dei Vignaioli Artigiani Naturali. Sabato 13, Domenica 14 e Lunedì 15 Novembre 2021 presso la Città dell’Altra Economia.


A cura di Francesco Cerini

I Viticoltori Artigiani Naturali tornano a Roma per la 12ma edizione. Un appuntamento a lungo atteso per questa fiera che ha l'obbiettivo di presentare e far conoscere più di 200 vini con la possibilità di essere acquistati dalle loro stesse mani. Più di 40 produttori, tra soci Van e Ospiti, sono pronti a raccontare i loro vini e le loro esperienze, felici di rispondere a qualsiasi domanda posta dai degustatori. 

Dopo oltre un anno, difficile per tutti, quando tutto sembrava fermo, la vite ha comunque continuato il suo ciclo di vita e ha portato ovviamente nuova uva e nuovo vino. Alla Città dell'Altra Economia - CAE i vignaioli porteranno insieme ai loro vini, tutto il loro bagaglio di esperienza, storia e lavoro. Non berrete e degusterete solo vino, ma ne berrete la storia ed i perché, potrete conoscere davvero chi il vino lo fa, sarà un piccolo viaggio tra gli areali vinicoli italiani più e meno conosciuti, dove la “guida” sarà la sostenibilità.

L'Associazione VAN è l'unica associazione nel suo genere in grado di garantire un controllo interno tra i suoi membri che si sviluppa in più fasi: autocertificazione - analisi del vino - visita alla tenuta - degustazione - discussione dei risultati. Tutti i soci vignaioli utilizzano tecniche artigianali e seguono tutte le fasi produttive, dall’allevamento della vite all’imbottigliamento al confezionamento, fino ad arrivare al consumatore finale. Il vino è ottenuto solo da uve biologiche o biodinamiche, coltivate direttamente, oppure, se acquistate, da vigneti di produttori biologici o biodinamici della stessa zona (non più del 30% del totale). Le fermentazioni sono spontanee, senza utilizzo di lieviti selezionati o batteri prodotti in laboratorio e senza l'aggiunta di alcun additivo o coadiuvante enologico, se non da un piccolo contenuto di anidride solforosa, per un massimo 40mg/l al momento dell'imbottigliamento.

Un viaggio iniziato 15 anni fa, quello dei Vignaioli Artigiani Naturali, quando Luigi Veronelli li chiamava poeti della terra e ci invitava a brindare alla vita, alla gioia, con il vino: sangue della terra. All'inizio erano pochi i sostenitori di questo movimento rivoluzionario, ma il tempo gli ha dato ragione e l'apprezzamento per il vino naturale è ormai un dato di fatto nel contesto italiano e internazionale. 

La fiera ha la missione di diffondere la conoscenza dei vini naturali e di illustrare la diversità e la personalità dei vini prodotti naturalmente. E’ un’occasione da non perdere per incontrare i viticoltori, degustare, acquistare i loro vini e ascoltare le loro storie!

I vignaioli presenti al VAN 2021

Abruzzo

Azienda Agricola Ludovico - Vittorito (Aq)  * Socio VAN

Azienda Agricola Tocco d'Italy- Mormaj - Tocco da Casauria (Pe) * Vignaiolo Ospite

Azienda Agricola Mc Callin di Federico Nardi - Martinsicuro (Te) * Vignaiolo Ospite​

Calabria

Tenuta del Conte - Cirò Marina (Kr) * Socio VAN 

Campania

Azienda Agricola Salvatore Magnoni - Rutino (Sa) * Socio VAN 

Azienda Agricola Terra di Briganti - Casalduni (Bn) * Socio VAN 

Emilia Romagna

Azienda Agricola Maria Bortolotti - Zola Predosa (Bo) * Socio VAN 

Ferretti Vini - Campegine (Re) * Socio VAN

Podere Beghetto - Gargallo di Carpi (Mo) * Vignaiolo Ospite  

Distina - Bacedasco Alto - Castell’Arquato (Pc) * Vignaiolo Ospite 

Lazio

Azienda Agricola Palazzo Tronconi - Arce (Fr) * Socio VAN

Azienda Agricola DS Bio - Pescosolido (Fr) * Socio VAN

Azienda Agricola I Chicchi - Ardea (Rm) * Socio VAN

Azienda Agricola Marco Falcone - Piglio (Fr) * Socio VAN  

Fra i Monti Azienda Agricola - Terelle (Fr) * Vignaiolo Ospite 

Poggio Bbaranèllo - Vignaioli Controvento - Montefiascone (Vt) * Vignaiolo Ospite

Azienda Agricola Il Vecchio Poggio - Isola del Liri (Fr) * Vignaiolo Ospite

Azienda Agricola Maria Ernesta Berucci - Piglio (Fr) * Vignaiolo Ospite 

Lombardia

Tenuta Belvedere - Montecalvo Versiggia (Pv) * Socio VAN 

Marche

Tenuta S. Marcello - San Marcello (An) * Socio VAN 

Molise

Agricola Vi.ni.ca. - Ripamolisani (Cb) * Socio VAN​

Piemonte

Azienda Agricola Saccoletto - San Giorgio Monferrato (Al) * Socio VAN

Azienda Agricola La Cascinetta - Viarigi (At) * Socio VAN 

Puglia

Francesco Marra - Ugento (Le) * Vignaiolo ospite 

Sardegna

Azienda agricola Gian Luigi Montisci - Momoiada (Nu) * Vignaiolo ospite 

Sicilia

Etnella - Passopisciaro (Ct)* Vignaiolo ospite 

Cantina Il Malandrino - Mascali (Ct) * Socio VAN 

Emilio Sciacca Etna Wine - Linguaglossa (Ct) * Vignaiolo ospite 

Toscana

Cooperativa Agricola La Ginestra - San Casciano in val di Pesa (Fi) * Socio VAN 

Il Casale di Giglioli e Rinaldi - Certaldo (Fi)* Vignaiolo ospite 

Azienda Agricola La Busattina - San Martino sul Fiora (Gr) *Socio VAN

Azienda Agricola Casteldelpiano - Licciana Nardi (Ms)* Socio VAN  

Podere Fornace Prima - Cerreto Guidi (Fi) *Socio VAN

Azienda Agricola La Pievuccia - Castiglion Fiorentino (Ar) *Socio VAN 

Azienda Agricola Casa Raia - Montalcino (Si) *Vignaiolo ospite

Matrignano Società Agricola - Matrignano (Ar) *Vignaiolo ospite 

Umbria

La Casa dei Cini - Piegaro (Pg) *Socio VAN

Fattoria Mani di Luna - Torgiano (Pg) *Socio VAN

Cantina Antonioli - Gubbio (Pg) *Vignaiolo ospite​

Veneto

Impronta Agricola - Belfiore (Vr) *Vignaiolo ospite

Nel corso della manifestazione si potranno degustare e acquistare:

    • i formaggi di Gregorio Rotolo Bio Agriturismo Valle Scannese - Scanno (Aq), 

    • la gastronomia dell’azienda Agates Catering - Bracciano (Rm)  

    • i prodotti dolci e salati cotti nel forno a legna dell’ Azienda Agricola Le Faeta, produzione di grani antichi Senatore Cappelli e Abbondanza - Arpino (Fr)


WOW Wild Outsider Wine | Giornate di umana convivialità - Fiera dei Vignaioli Artigiani Naturali a Roma

Città dell’Altra Economia, Largo Dino Frisullo, Roma

Sito internet | www.vignaioliartigianinaturali.it

Acquisto biglietti | eCommerce VAN

Facebook | Vignaioli Artigiani Naturali

Instagram | @vignaioliartgianinaturali

lunedì 8 novembre 2021

Ricerca, agricoltura, ecologia, ambiente ed alimenti: i ricercatori della FEM tra i migliori scienziati al mondo

Pubblicata la classifica della Stanford University che identifica i 100 mila "scienziati top". I ricercatori della FEM tra i migliori scienziati al mondo




Un importante riconoscimento internazionale arriva per la Fondazione Edmund Mach a conferma dell'alta qualità della ricerca scientifica svolta nel campus di San Michele all'Adige. Nella classifica Top Scientists, appena pubblicata dalla Stanford University, figurano otto ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione FEM che si sono distinti a livello mondiale per autorevolezza scientifica sulla base del numero di pubblicazioni e di citazioni nelle relative aree disciplinari.

I ricercatori FEM che fanno parte di questa preziosa lista, composta da circa 100mila ricercatori classificati in 22 campi scientifici e 176 sottocampi, sono: Panagiotis Arapitsas, Franco Biasioli, Damiano Gianelle, Stefan Martens, Annapaola Rizzoli, Nico Salmaso, Kieran Tuohy, Urska Vrhosek.

Un traguardo importante come sottolinea il prof. Mario Pezzotti dirigente del Centro Ricerca e Innovazione: “Questo risultato evidenzia l'eccellenza e la rilevanza internazionale dei ricercatori di FEM in specifiche tematiche strategiche e peculiari della Fondazione, cioè agricoltura, ecologia, ambiente ed alimenti".

Il ranking dei migliori scienziati al mondo, realizzato dalla Stanford University in collaborazione con la Elsevier ed il database per la ricerca scientifica mondiale “Scopus”, è stato ottenuto analizzando gli impatti della loro ricerca attraverso i principali parametri bibliometrici degli articoli scientifici pubblicati.

Si tratta di un aggiornamento di uno studio di bibliometria, la scienza che utilizza tecniche matematiche e statistiche per analizzare la quantità, la qualità e la diffusione delle pubblicazioni scientifiche all’interno delle comunità scientifiche. Il nuovo rapporto è stato firmato dal prof. John Ioannidis della Stanford University, aggiornato con gli indicatori di citazioni standardizzate, relativi a ben 8,6 milioni di ricercatori di Università e Centri di ricerca di tutto il mondo.

L’analisi dei dati bibliometrici ha consentito di stilare la classifica dei 100.000 scienziati top, ovvero il 2% di quelli valutati. Vi sono, in tutto, due classificazioni: la prima basata sull'intera carriera dei ricercatori e la seconda che invece si riferisce al solo anno 2020. Per ogni ricercatore viene indicato il settore in cui è attivo e il ranking corrispondente, differenziato tra ranking che includono i riferimenti di auto-citazioni e quelli che non li includono.

Le tabelle che riassumono le valutazioni sono disponibili al seguente link: elsevier.digitalcommonsdata.com/

Ricordo che la Fondazione Edmund Mach svolge attività di ricerca scientifica, istruzione e formazione, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese, nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale. La sua gestione è ispirata a criteri di efficienza, economicità e trasparenza e non ha finalità di lucro. La Fondazione continua gli scopi e l’attività dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, fondato dalla dieta di Innsbruck il 12 gennaio 1874, e del Centro di ecologia alpina costituito con legge provinciale 31 agosto 1992, n. 17.

venerdì 5 novembre 2021

Formazione, al via il corso sul vino cooperativo

“4 passi nel vino cooperativo”. Al via il corso di formazione promosso e organizzato da Fedagripesca-Confcooperative in collaborazione con ONAV.




Prenderà il via il prossimo 16 novembre il Corso di formazione “4 passi nel vino cooperativo”, promosso e organizzato da Fedagripesca-Confcooperative in collaborazione con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino (ONAV). Si tratta del primo percorso formativo che mette al centro i vini prodotti dalle realtà cooperative, finalizzato alla conoscenza della loro qualità così come dei territori vitivinicoli della cooperazione italiana. 

Il Corso si svolgerà a Roma presso la sede della Federazione, nel Palazzo della Cooperazione, ed è articolato in 4 moduli formativi costituiti da una parte teorica ed una prova pratica di assaggio e di sensibilità olfattiva e gustativa su 20 vini cooperativi. Le date previste per i quattro appuntamenti sono: 16, 23, 30 novembre e 6 dicembre 2021, dalle ore 18.00 alle ore 20.00. I partecipanti al Corso riceveranno una valigetta con 6 calici da degustazione e aderiranno all’ONAV, in qualità di soci, per gli anni 2021 e 2022.

“Con questo Corso – spiega Vito Domenico Sciancalepore , Direttore di Confcooperative Fedagripesca – vogliamo promuovere tra  i funzionari, i dirigenti della nostra organizzazione e i consumatori, la conoscenza della viticoltura, dei processi di produzione e delle caratteristiche organolettiche dei vini prodotti dalle cooperative, che rappresentano circa il 60% del vino italiano. Un percorso tra i vigneti da Nord a Sud Italia attraverso il quale sarà possibile conoscere, grazie al prezioso contributo e alle professionalità dell’ONAV, la qualità intrinseca dei vini ma anche i requisiti intangibili ed i valori intrinseci che caratterizzano il modello cooperativo in termini di presidio del territorio e di valorizzazione dei soci e delle più piccole realtà produttive”.

“Collaborazioni, sinergie, condivisione – dice Vito Intini, Presidente ONAV – sono da sempre nell’anima costituente della nostra Associazione che si concretizzano nel progetto con Confcooperative. Con questo corso introduttivo, preludio di un percorso formativo che proseguirà e si approfondirà nell’immediato futuro, ci avvicineremo all’immenso tesoro della produzione cooperativa enologica italiana, peculiarità della nostra penisola. L’approccio tecnico all’analisi delle proprietà organolettiche dei vini non può prescindere dalla conoscenza delle filiere di produzione e delle radici profonde che questo prodotto ha con il suo territorio”.

Alimentazione e ricerca, cereali: quali varietà coltiveremo domani?

Cereali: quali varietà coltiveremo domani?La ricerca genomica del CREA incontra gli stakeholder alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio.



Sostenibilità, resilienza ai cambiamenti climatici e sicurezza alimentare da un lato, competitività, produttività e redditività dall’altro, da applicare ai cereali, coltura alla base della nostra alimentazione. Di questo si è discusso oggi, 5 novembre, in occasione del convegno Quali varietà coltiveremo domani? Cereali: la ricerca genomica del CREA incontra gli stakeholder, un momento di confronto tra il mondo della ricerca e quello produttivo, promosso dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio.

Il contesto.
Per mantenere la produttività e la qualità dei prodotti italiani, la cerealicoltura deve rimanere al passo con il riscaldamento del clima, percepibile già oggi: temperature più elevate, infatti, anticipano il ciclo vegetativo, comportano un maggior utilizzo di acqua e favoriscono il manifestarsi di nuovi patogeni, che potranno sempre meno essere controllati con input chimici, viste le disposizioni del New Green Deal (-20% dell’utilizzo dei fertilizzanti e -50% di quello dei fitofarmaci entro il 2030). Pertanto, le varietà attuali, o quelle del passato, non rappresentano certamente le opzioni migliori per il futuro.  Dovranno invece essere selezionate nuove varietà  in grado di resistere alle malattie e che comportino minori input chimici e maggiore efficienza nell’uso dell’acqua e del suolo. 

La genomica è l’insieme delle conoscenze che stanno alla base del lavoro di miglioramento genetico e selezione varietale. Le conoscenze derivanti dal sequenziamento dei genomi, infatti, consentono di capire quali geni sono utili al miglioramento e come i geni esprimono i caratteri nei diversi contesti ambientali; le nuove biotecnologie sostenibili, inoltre, permettono di modificare e di ampliare la biodiversità, facendo evolvere cioè nuovi caratteri che non si ritrovano nella biodiversità esistente oppure trovando le migliori combinazioni di geni per permettere alle piante di adattarsi alle condizioni climatiche future e di essere coltivate con il minor impatto ambientale possibile. Tutto ciò si traduce, infine, grazie alla collaborazione con le industrie, nella realizzazione di nuove varietà.

Il contributo del CREA. L’Italia è riuscita a ricavarsi un importante ruolo nella ricerca genomica di frumento duro e tenero, orzo e riso. Il CREA, in particolare, ha coordinato l’iniziativa internazionale per il sequenziamento del genoma del frumento duro, partecipa a diversi progetti internazionali per la caratterizzazione della biodiversità dei cereali, coordina BIOTECH, il progetto nazionale sulle biotecnologie sostenibili (genome editing e cisgenesi) conserva un vasto patrimonio di biodiversità agraria e collabora con le industrie private nella selezione genetica.

Nel passato l’Italia è stata all’avanguardia nel miglioramento genetico dei cereali, e oggi è fondamentale rilanciare la ricerca nel settore perché la sfida che abbiamo davanti ha una dimensione strategica non essere protagonisti della selezione varietale oggi significa lasciare ad altri i “semi” che sono alla base della nostra agricoltura.

Il punto di vista delle Istituzioni. “In questo momento c'è una grande attenzione sui cereali e in particolare sul grano – ha evidenziato il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio –. Per andare incontro alle esigenze del settore occorre trovare una via italiana, e il Crea può giocare un ruolo da protagonista. Chi fa politica e amministra la cosa pubblica non dovrebbe aver paura della scienza per non ripetere sbagli commessi in passato, come nel caso degli Ogm. Dal legislatore ci si aspettano risposte, soprattutto ora. Davanti alle sfide che pone il cambiamento climatico non possiamo permetterci tempi troppo lunghi. Credo che l'obiettivo debba essere quello di mettere i nostri ricercatori nella condizione di vedere concretizzati in campo i risultati del lavoro fatto in laboratorio. Non vorrei che in futuro fossimo costretti a importare dall'estero, senza aver permesso loro di poter applicare le loro ricerche, così da tutelare anche il mondo agricolo e la nostra biodiversità. Dal PNRR arriveranno importanti opportunità che dobbiamo saper cogliere”, ha concluso Centinaio.