" you wine magazine: novembre 2016

mercoledì 30 novembre 2016

Soave e AIS: un master per Sommelier lungo un anno

Col 2017 partiranno le giornate di formazione per preparare i Sommelier del Veneto alla prova dei grandi concorsi nazionali ed internazionali 
Tra i tanti appuntamenti in calendario anche un seminario comparativo tra l'impostazione italiana e quella americana, condotto da Evan Goldstein, autorevole master sommelier americano e wine educator.

Cresce e si rafforza il sodalizio tra AIS, associazione italiana sommelier, sezione Veneto, e il Consorzio del Soave. Dopo due anni di intense collaborazioni, sfociate nell'ideazione del "Trofeo Nazionale Miglior Sommelier del Soave" che si tiene a settembre nel corso di Soave Versus, col 2017 si consolida l'iniziativa "Master Sommelier del Soave", vale a dire delle giornate di formazione e approfondimento sul Soave per i Sommelier del Veneto.

L'idea nasce da un duplice presupposto: il primo è che si percepisce la necessità di arricchire il programma della Scuola concorsi AIS in Veneto, così che i sommelier possano fare crescere ulteriormente e confrontarsi dal momento che questa professione richiede pratica costante ed esercizio; il secondo è dettato dai fatti: per due anni consecutivi i vincitori del "Trofeo Miglior Sommelier del Soave - Andrea Galanti nel 2015 e Maurizio Dante Filippi nel 2016 - si sono entrambi aggiudicati il titolo di Miglior Sommelier d'Italia, a riprova della bontà degli insegnamenti nelle tre giornate del Master Sommelier al "Versus" di settembre.

Quella del Master Sommelier del Soave è un'idea che si propone di rispondere alla crescete richiesta di professionalità da parte del mercato, delle aziende e degli stessi consumatori che da un figura autorevole come il Sommelier si aspettano risposte precise, dettagliate ed immediate. Una specializzazione della professione dunque che nelle intenzioni degli ideatori prevederà al suo interno focus di approfondimenti, lezioni, seminari per preparare tutti i sommelier del Veneto alla grande prova dei concorsi nazionali.

Saranno inserite nel programma tematiche nuove accanto a quelle più tradizionali quali l'affinamento delle competenze, la formazione, la didattica, la comunicazione; si parlerà naturalmente del Soave, della sua origine, dello stile e dei valori che contraddistinguono la doc; verrà dato spazio alla degustazione vera e propria e agli abbinamenti. Saranno poi inseriti nel programma appuntamenti anche "fuori vinitaly" ma la vera novità sarà il confronto tra la scuola dei sommelier di impostazione italiana e quella di impostazione americana.

A maggio 2017 infatti, in occasione di Soave Preview, si terrà un seminario esclusivamente dedicato ai sommelier e condotto da Evan Goldstein, autorevole master sommelier americano e wine educator.

Un'occasione per vivere un confronto sul campo e capire in che modo un sommelier italiano possa rispondere alle esigenze di un consumatore americano ed intuirne le curiosità. Un confronto sul campo che mira ad arricchire il bagaglio formativo dei sommelier del Veneto in vista dei grandi concorsi nazionali ed internazionali e che punta a formare in maniera concreta e precisa il moderno sommelier.

Il Testo Unico del vino è legge

Approvato definitivamente il 28 novembre 2016 dalla Camera dei Deputati il Testo unico del vino (Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino).


Con l'approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Testo unico del vino è legge. Più semplificazione, più certezza del diritto, meno contenziosi e un sistema di controlli migliore.

Un'unica legge di riferimento per il settore con un impianto chiaro che favorisce i produttori e gli operatori del settore e che porta a uno snellimento burocratico molto importante.

La legge semplifica il sistema di produzione, commercializzazione, denominazione di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio.

Spazio anche all'innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie.

"Il Testo unico del vino - ha affermato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina - è legge. Un risultato al quale abbiamo lavorato molto in questi mesi insieme al Parlamento e che oggi è realtà. Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento con 90 articoli che riassume tutta la normativa precedente. Un'operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi".

Sul sito del Mipaaf una scheda informativa sulla legge.

Vino&App. Wine-Searcher il vino ora è senza frontiere

Il comparatore di prezzi per esperti di vino parla altre lingue. Disponibile adesso in francese, italiano, spagnolo e tedesco.

Wine-Searcher è il motore di ricerca preferito dagli esperti di vino. Grazie a tecnologie avanzate, la app porta i vini di tutto il mondo in un unico, semplice e veloce strumento di ricerca. Trova esattamente quello che stai cercando ai migliori prezzi.

Dall’inizio dell’anno su Wine-Searcher sono state registrate 3 milioni di ricerche provenienti da utenti italiani. Ad oggi 1.000 attività italiane, tra negozi e produttori di vino, sono presenti con 360 mila offerte sul sito.

Wine-Searcher sa che la passione per il vino non ha frontiere. Per questo la app ha reso la ricerca del vino più piacevole per tutti gli appassionati che utilizzano i loro smartphone in italiano, francese, spagnolo e tedesco.

Sarà poi più semplice utillizzare il menù dell'app per accedere ai punteggi e alle recensioni dei critici internazionali di Wine-Searcher fra i quali anche Luca Gardini, il primo italiano inserito nel gruppo insieme a Robert Parker, Tim Atkin, Jancis Robinson e James Suckling solo per citarne alcuni.

Wine-Searcher è un motore di ricerca per vini che nel corso degli anni si è affermato anche come servizio enciclopedico gratuito su tutto ciò che concerne il mondo del vino.

www.wine-searcher.com/

NON SOLO VINO, MTV ORA GUARDA ALL'OLIO

IL MOVIMENTO TURISMO VINO LANCIA IL MOVIMENTO TURISMO DELL’OLIO 
Il prossimo 11 dicembre la presentazione ufficiale del progetto in Puglia. 


Con l’esperienza maturata nel vino e nei suoi territori, ora il Movimento Turismo del Vino pensa all’olio. L’associazione che ha segnato la svolta introducendo il valore di enoturismo culminato con lo straordinario successo di Cantine Aperte.

Prenderà vita proprio in Puglia, una delle nostre regioni più vocate all'olivicoltura, il Movimento Turismo dell’Olio. Sarà ufficialmente lanciato in occasione dell’iniziativa “ABC OLIO – Impariamo a conoscere gli extravergine di Puglia”, presso la Masseria Torre Coccaro (BR), il prossimo 11 dicembre.

“Quelli della vite e dell’olivo sono i colori del nostro territorio – spiega la vicepresidente di MTV Italia, Serenella Moroder, che presenterà il progetto nel corso dell’evento – ed è innegabile il valore ambientale, di tutela del paesaggio e di risorsa turistica che rappresentano soprattutto in territori straordinari. Come Movimento, il nostro sguardo all’olio è un passo inevitabile nel progetto di sviluppo legato sia alla qualità delle produzioni che al concetto fondamentale di cultura dell’accoglienza. Partiamo dalla Puglia, basta osservare questa regione per capire il perché”.

Per info: www.movimentoturismovino.it 

Non solo spezie. Commercio e alimentazione tra Venezia e Inghilterra nei secoli XIV-XVIII

Vini, pesce salato e una particolare passione degli Inglesi per l’uva passa. Al via a Venezia la mostra, con una selezione di documenti, sugli scambi commerciali di generi alimentari tra la Serenissima e la Gran Bretagna.


La Delegazione di Venezia dell’Accademia Italiana della Cucina, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana e con l'Archivio di Stato di Venezia, propone nelle Sale Monumentali della Biblioteca (ingresso dal Museo Correr, Ala Napoleonica di Piazza San Marco, Venezia) dal 3 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 una mostra intitolata "Non solo spezie. Commercio e alimentazione tra Venezia e Inghilterra nei secoli XIV-XVIII". 

L'intento è quello di illustrare, attraverso una selezione di documenti, i  rapporti intercorsi tra questi due Stati per quanto riguarda soprattutto gli scambi commerciali di generi alimentari. La mostra, a cura di Michela dal Borgo, con Anna Alberati, Paola Benussi e Mirella Canzian, è divisa in 6 sezioni che riguardano gli aspetti diplomatici e commerciali, i ricevimenti ufficiali di ambasciatori e principi inglesi a Venezia, i  mercanti e viaggiatori tra Venezia e Inghilterra, la muda di Fiandra, i mercati tra '400 e '700 e nell' ultima sezione saranno esposti libri di ricette contenenti in particolare quelle “all'inglese”.

Tra i documenti esposti più importanti ricordiamo un lasciapassare di re Enrico VIII, una lettera della  regina Elisabetta I relativa al dazio veneziano, molte relazioni di ambasciatori, di viaggiatori e mercanti veneziani che raccontano la vita, gli usi e costumi dei regnanti, uomini e donne di corte, e anche testimonianze provenienti da altre classi sociali.

Tra i generi alimentari oggetto di commercio, oltre alle spezie, ai vini, al pesce salato, spicca la particolare passione degli Inglesi per l’uva passa che, come riportato da molti viaggiatori, veniva utilizzata in ogni pietanza. Nel percorso espositivo si potranno ammirare incisioni di Franco Giacomo, tra gli altri, raffiguranti feste, balli, regate date in onore di principi e ospiti illustri giunti a Venezia.

Il percorso espositivo propone inoltre una scelta di carte geografiche dell’epoca relative ai luoghi interessati, tra le quali la bella veduta di Venezia del 1486, incisa da Erhard Reuwich e contenuta nell’opera del Breydenbach, Peregrinatio in terram sanctam, come anche la pianta di Londra contenuta nel famoso Civitates orbis terrarum di Georg Braun e Franz Hogenberg, edizione 1612.

Il Comitato Scientifico è composto da: Rosa Maria Rossomando Lo Torto, Maurizio Messina, Raffaele Santoro, lady Francis Clarke, Michela Dal Borgo e Francesca Barozzi Vidal.

Informazioni Evento
Data Inizio: 03 dicembre 2016
Data Fine: 08 gennaio 2017
Costo del biglietto:
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Venezia, Sale monumentali della Biblioteca nazionale Marciana
Orario: 10-17
Telefono: 0412407211
Fax: 0415238803
E-mail: biblioteca@marciana.venezia.sbn.it
Sito web

GIORNATA MONDIALE DELL'OLIO DI OLIVA: VERONA FIERE PRESENTA GLI EVOO DAYS

NASCONO GLI EVOO DAYS VERONAFIERE LANCIA LA NUOVA INIZIATIVA DI FORMAZIONE E NETWORKING PER LA FILIERA DELL’OLIO EXTRAVERGINE DI QUALITÀ
In occasione della celebrazione in Italia della Giornata Mondiale dell’Olio di Oliva.

L’olio extravergine di oliva italiano è il più apprezzato al mondo. Per capire come produrne di più migliorando ulteriormente la qualità e per comunicarlo e venderlo bene, Veronafiere presenta gli EVOO Days, il nuovo progetto per la filiera oleicola nazionale.

Ideati da Veronafiere nascono gli EVOO Days, forum per la formazione e il networking della filiera dell’olio extravergine di oliva di qualità. La prima edizione è in programma il 20 e 21 febbraio 2017 a Verona durante Sol d’Oro Emisfero Nord (www.solagrifood.com), il più autorevole concorso oleario internazionale.

«È il nostro contributo alla celebrazione in Italia della Giornata Mondiale dell’Olio di Oliva promossa dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, ed è un’iniziativa che completa il progetto perseguito con Sol d’Oro, che è quello di premiare le migliori produzioni oleicole internazionali offrendo nel contempo ai produttori di tutto il mondo un momento di confronto per progredire nella qualità».

Tre i focus degli EVOO Days, che vedranno la partecipazione anche di relatori esteri: il miglioramento dell’oliveto e della qualità dell’olio nazionale, con seminari per approfondire le tecniche che permettono di passare da un’olivicoltura tradizionale a una intensiva utilizzando gli impianti già esistenti; l’export, con workshop su Usa, Giappone e Taiwan; il marketing, per vendere e comunicare meglio il prodotto, partendo  dall’ideazione del packaging fino all’utilizzo dei social, passando per una efficace partecipazione alle fiere.

”IL TRENTINO OLEARIO”, RIVIVE IL MANOSCRITTO DEL PROF. HUGUES

Elaiografia, storia e letteratura, suolo e clima, varietà, tecniche di coltivazione ed estrazione dell’olio: uno studio multidisciplinare primo esempio di “zonazione olearia’’
Domani 1° dicembre al Casinò di Arco presentazione della pubblicazione edita da FEM.

Fresca di stampa una nuova pubblicazione edita dalla Fondazione Edmund Mach e curata dal tecnico Franco Michelotti. Si tratta del manuale “Il Trentino oleario”, trascrizione dell’opera inedita “Trentino oleario: Principi generali di Elaiografia e Monografia dell’olivo e dell’olio nel Trentino” scritta da Carlo Hugues, professore di origine piemontese che ha lavorato in Trentino dal 1874 al 1882, in qualità di direttore della Società agraria roveretana e dell'annessa scuola agraria.

Giovedì 1° dicembre, alle ore 17, al Casinò di Arco il volume sarà presentato agli olivicoltori trentini e agli esperti del settore. Interverranno, accanto al curatore Franco Michelotti, il direttore generale Sergio Menapace, il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico Michele Pontalti, il direttore della Biblioteca statale isontina di Gorizia Marco Menato.

Il manoscritto originale, conservato presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, è il frutto di un lavoro di scrittura, aggiornamento ed ampliamento del testo iniziato nel 1881, quando il professore era ormai alla fine della sua permanenza in Trentino.

“La trascrizione -spiega Franco Michelotti- ha inteso riportare le esatte parole di Hugues, che rappresentano una notevole fonte di informazioni ed una testimonianza delle conoscenze di quel periodo su elaiografia, storia e letteratura, suolo e clima, varietà, tecniche di coltivazione ed estrazione dell’olio. Può essere considerato altresì come una “zonazione olearia’’ che evidenzia un approccio multidisciplinare di concezione molto attuale ed un significativo documento storico, in quanto le vicissitudini favorevoli ed avverse all’olivo incorse nei secoli sono analizzate e descritte in maniera approfondita e molto avvincente”.

L'opera trova origine dal concorso oleario del 1881 a Rovereto, grazie al quale l'autore ha modo di constatare l'effettiva consistenza qualitativa dell'olio trentino e quindi decide di descriverne la zona di produzione riportata nella seconda parte dell'opera: Monografia dell'olivo e dell'olio nel Trentino.

Quarant'anni più tardi, al termine della Grande guerra, l'autore implementa quanto già scritto riguardo al Trentino oleario con un capitolo di carattere storico letterario, ed una corposa prima parte di carattere generale. In essa l'autore pone le basi per il ripristino dell'olivicoltura e dell'industria olearia del Trentino e dell'intero arco prealpino, che, alla luce della disastrosa situazione del dopoguerra e dei benefici avuti dalle popolazioni mediterranee nel periodo bellico dal consumo dei prodotti dell'olivo (olio, ma anche olive), ritiene di notevole importanza strategica per la giovane nazione italiana.

La pubblicazione riporta le illustrazioni, le tavole con i disegni fatti a mano dall’autore e la mappa della “Regione olearia della Valle del Sarca”, integrate con immagini di attualità.

martedì 29 novembre 2016

WINE2WINE: COME SEDURRE LE CONSUMATRICI ONLINE

L'importanza di comunicare il vino alle donne
Più della metà dei wine blogger USA sono donne, il 47% di chi compra il vino online è donna (la percentuale scende al 39% in Italia). Nel nostro Paese i consumatori abituali donne sono la metà degli uomini (11%) ma fra quelli sporadici eguagliano le percentuali maschili (24%).  


Le donne sono sempre più protagoniste delle shopping di vino in USA, Giappone, India, Svezia. E ancora, secondo l’ultimo rapporto del Censis-Ucsi, per la prima volta in Italia nel 2016 le donne superano gli uomini nell’utilizzo di internet con un 74,1% di utenza (nel 2011 erano il 43,2%) rispetto al 73,2% degli uomini.

Ecco perché parlare di vino alle donne online è sempre più importante ed ecco perché il principale forum italiano sul business del vino wine2wine che va in scena il 6 e 7 dicembre a Verona, ha accettato la proposta di Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del vino, di dedicare un focus proprio su questo argomento.

Imparare il marketing del vino di lusso da Giovanni Geddes da Filicaja, mago del Masseto e di Ornellaia, capire come trasferire nel vino il successo della moda italiana in Cina ascoltando Salvatore Ferragamo Jr sono arricchimenti professionali che non capitano tutti i giorni.

Questo il livello di wine2wine che propone 33 convegni in due giorni con un ritmo serratissimo e interventi telegrafici. È proprio la velocità il tratto distintivo del forum creato all’interno di Veronafiere per spostare la convegnistica fuori da Vinitaly puntando sulla comunicazione e sul marketing invece che sugli aspetti produttivi. Una rivoluzione nel mondo lento e ormai polveroso della convegnistica italiana dedicata al vino. Invece a wine2wine è tutto smart anche la macedonia di inglese e italiano e l’abbigliamento cool di molti partecipanti che fanno sentire vecchio chi non è multietnico e nativo digitale.

Le Donne del Vino sono presenti in forza e hanno indetto anche un consiglio di amministrazione aperto alle socie per accrescere attenzione e presenze. Il convegno in programma mercoledì 7 dicembre ore 14,30, moderato dalla Presidente DDV Donatella Cinelli Colombini, si intitola “Come parlare di vino alle donne online” e ha un parterre di relatori top:

  • Felicity Carter (Wine Business International): Donne e storytelling online
  • Gabriele Micozzi (Università Luiss): Vino donne e seduzione
  • Alessandro Olivieri (Vinitaly Wine Club): E-commerce di vino al femminile
  • Cecilia Robustelli (Università Modena e Reggio Emilia, consulente Presidente della Camera): Il genere di-vino femminile
  • Paola Pizza (Psicologa, consulente aziendale, curatrice del blog psicologiadellamoda.com: Tacchi e vino: dinamiche psicologiche del consumo di moda

Food and Wine in Progress 2016. Ristorazione italiana in crescita, sale l’occupazione. Servono sempre più cuochi

Chiude il Food and Wine in Progress, il grande evento delle eccellenze d’Italia e di Toscana che si è svolto alla Stazione Leopolda di Firenze. Con la ricerca di Fipe-Confcommercio, il punto sul settore.

Food and Wine in Progress 2016 ha avuto un’affluenza senza precedenti, ben 6000 i bicchieri consegnati da AIS ai visitatori che sono affluiti alla Stazione Leopolda e 6000 anche i drinks serviti da Mixology. Un successo raggiunto grazie alla sinergia creata tra AIS Toscana ed Unione Regionale Cuochi Toscani, in collaborazione con Confcommercio Toscana e Coldiretti Toscana.


La ristorazione in Italia riparte e fa largo ai giovani. Mentre i consumi alimentari delle famiglie italiane per i pasti in casa continuano a scendere (hanno perso oltre 12 punti percentuali dal 2007 al 2015), dal 2013 la spesa per il “fuori casa” ha ripreso a salire in maniera via via più marcata. E con essa è cresciuta anche l’occupazione nel settore: +1,5% dal 2008 al 2015, con una variazione positiva di 96mila nuovi addetti che non ha riscontri in nessun altro comparto economico, fatto salvo quello dei servizi. Bar e ristoranti hanno ripreso ad assumere: +96mila addetti dal 2008 al 2015. Il 72% dei dipendenti è under 40. Uno su quattro è straniero e oltre il 50% è donna. Più di otto su dieci hanno un contratto a tempo indeterminato.

Le prospettive di crescita: le imprese fanno ancora fatica a trovare persone preparate per alcune mansioni, c’è quindi spazio per i giovani, a patto che seguano una formazione adeguata.

Non solo: con il 72% di dipendenti “under 40”, la ristorazione si dimostra un settore ideale per i giovani. E lo potrebbe essere ancora di più, visto che ora le imprese fanno fatica a trovare personale qualificato per alcuni profili professionali necessari invece alla loro attività.

Sono queste le buone notizie per la ristorazione che emergono dall’indagine di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)-Confcommercio presentata domenica 27 novembre, a Firenze nel talk show d’apertura di “Food and Wine in Progress”, seconda edizione dell’evento dedicato alle eccellenze della produzione agroalimentare e della ristorazione, in corso fino a lunedì 28 novembre nella Stazione Leopolda.

Il talk show, dal titolo “Occupazione nella ristorazione. Quali competenze, quali prospettive”, è stato moderato dal direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini e ha visto sul palco il presidente della Federazione italiana cuochi Rocco Pozzulo, il presidente dell’Associazione italiana sommelier Antonello Maietta e il vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio Aldo Cursano. L'obiettivo del dibattito è fare il punto sul mondo della ristorazione italiana alla luce del numero dei suoi occupati e della ricchezza prodotta, analizzando anche le criticità legate alla formazione degli addetti, non sempre adeguate al grado di professionalità necessario invece alle aziende. Sempre dall'indagine Fipe-Confcommercio emerge che i lavoratori dipendenti dei pubblici esercizi, ai quali si applica il contratto collettivo nazionale del turismo, sono oggi in Italia quasi 700mila, con picchi occupazionali più alti legati alla stagionalità (da metà giugno a metà settembre si arriva quasi ai 750mila). Più della metà sono donne (54%); uno su quattro è straniero. In quanto all’età, il 17% degli occupati ha meno di venti anni, il 31% ha tra i venti e i trenta anni, il 24% fra i 30 e i 40, il resto è over 50.
L’occupazione è attualmente in crescita  soprattutto nei ristoranti (+2,2% nel confronto tra 2008 e 2015) e nella fornitura di pasti preparati (+4,9%), mentre scende nelle mense (-1,3%) e nelle discoteche (-11,4%).

In generale, la ristorazione garantisce oggi un lavoro “sicuro”: quasi otto lavoratori su dieci (76%) hanno un contratto a tempo indeterminato, il 18% a tempo determinato e il resto è stagionale. Quasi 63mila le aziende italiane che nel corso del 2015 hanno utilizzato lo strumento dei voucher per ampliare l’organico in maniera temporanea: in Toscana sono state 5.586, per una media di 244 voucher all’anno ciascuna ed un totale di oltre 1 milione e 360mila voucher (1.362.276) utilizzati.

Tra le figure professionali più richieste dalle aziende ci sono cuochi, aiuti cuochi, camerieri, baristi, pasticcerie e gelatai artigianali. In alcuni casi si tratta di personale di difficile reperimento, segno forse che le scuole dovrebbero dialogare di più con le imprese per predisporre percorsi formativi adeguati alle esigenze effettive del mercato.

«Per i giovani sarebbe garanzia di una lavoro certo e per le nostre aziende uno strumento in più per crescere, perché non si raggiunge l’eccellenza con personale poco preparato», sottolinea Aldo Cursano, che aggiunge, “la ristorazione ha bisogno dei giovani e non solo negli ambiti classici della cucina e dalla sala. C’è per esempio da fare un passo avanti nella digitalizzazione delle imprese e nello story telling. I giovani sanno dialogare con il web, con il mondo delle recensioni, sono in grado di far passare all’esterno quei valori e quella qualità che le nostre aziende coltivano al loro interno. È con il linguaggio della contemporaneità che si comunicano i valori della tradizione».
La ricerca di Fipe-Confcommercio descrive luci ed ombre della ristorazione. Tra le ombre, le tante, troppe chiusure che hanno interessato il settore negli anni della crisi: in cinque anni, dal 2015 al 2015, l’Italia ha perso 13.656 ristoranti e 13.121 bar. C’è poi un problema legato alla concorrenza: in Italia esistono ben 440 imprese della ristorazione ogni centomila residenti. Più di noi ne hanno solo Portogallo (749 per centomila abitanti), Grecia (649), Cipro (546), Spagna (541), Repubblica Ceca (478), Lussemburgo (470) e Malta (463). Tutti gli altri paesi europei, a cominciare da Germania (198) e Francia (329) hanno una minore densità di locali. “Ma chi punta sulla qualità non teme concorrenza”, parola del presidente della Federazione italiana cuochi Rocco Pozzulo, del presidente dell’Associazione italiana sommelier Antonello Maietta e del vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio Aldo Cursano.

Lunedì è stata poi la volta del Food and Wine in Progress, l’evento promosso da AIS Toscana ed Unione Regionale Cuochi Toscani, in collaborazione con Confcommercio Toscana e Coldiretti Toscana. Nell’area Eccellenza di Toscana sono proseguite le degustazioni delle oltre mille etichette rappresentate dalle 141 aziende toscane presenti nella Guida Vitae edita dall’Associazione Italiana Sommelier il tutto abbinato a ben 5 quintali di schiacciata e pane serviti dai panificatori.

La Federcani toscana tutta unita ha messo in scena 100 presentazioni di pronti a cuocere, con tutti i tipi di carne bovina, suina, pollame e conigli, della Fiorentina Chianina e non in tutte le sue evoluzioni, inoltre presentazione di ricette elaborate con cacciagione cinghiale e capriolo. E nella Sala Convegni si è svolto un convegno su “Selvaggina: carne buona e sana da onorare con rispetto”.

Sono seguite infine le attività di formazione dell’Ais Wine School e nell’area VIP Lounge la conferenza di presentazione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi a cura del Comune di Asciano. 

OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA. VOLA LA DOMANDA MONDIALE +73% IN 25 ANNI

LO STUDIO PRESENTATO DA COLDIRETTI ALLA CELEBRAZIONE GIORNATA MONDIALE DELL'OLIO DI OLIVA
Boom consumi dal +250% Usa al +763% in Gran Bretagna fino al +1400% in Giappone. A sostenere la domanda mondiale gli effetti positivi sulla salute.


 In una sola generazione sono praticamente raddoppiati i consumi mondiali di olio di oliva con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni che ha cambiato la dieta dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Germania.


È quanto emerge dallo studio Coldiretti presentato alla Celebrazione giornata mondiale dell’olio di oliva indetta dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI). Si tratta di una tendenza positiva che ha avvantaggiato anche l’Italia con un aumento record delle esportazioni di olio di oliva dell’8’% nei primi otto mesi del 2016, e valori che vanno per il Made in Italy dall’aumento del 18% in Cina, dove però le quantità sono ancora ridotte, al +7% del Giappone fino al +11% negli Usa, dove è diretto quasi 1/3 dell’olio di oliva che varca le frontiere nazionali.

Nel mondo sono stati consumati complessivamente 2,99 miliardi di chili di olio di oliva nel corso dell’anno con la vetta della classifica conquistata dall’Italia con 581 milioni di chili, seguita dalla Spagna con 490 milioni di chili, ma sul podio salgono a sorpresa anche gli Stati Uniti con un consumo di ben 308 milioni di chili e un aumento record del 250% nell’arco di 25 anni.

Ma la crescita dei consumi è avvenuta in modo vorticoso nell’ambito di una generazione anche in altri importanti Paesi a partire dal Giappone dove l’incremento è stato addirittura del 1400% per un consumo di 60 milioni di chili nel 2015, in Gran Bretagna con una crescita del 763% a 59 milioni di chili e in Germania che, con un incremento del 465%, raggiunge i 58 milioni di chili.

Una rivoluzione nella dieta si è verificata anche in Paesi come il Brasile in cui l’aumento è stato del 393% per un totale di 66,5 milioni di chili, la Russia in cui l’aumento è stato del 320% anche se le quantità restano limitate a 21 milioni di chili e la Francia che con un incremento del 268% ha superato i 103 milioni di chili.

La situazione è invece profondamente diversa nei Paesi tradizionalmente produttori come l’Italia dove nel corso dei 25 anni i consumi sono rimasti pressoché stabili (+8%), la Spagna dove c’è stato un debole aumento del 24% mentre in Grecia si è verificato addirittura un calo del 27%.

A sostenere la domanda mondiale sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel crescente segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.

Una consapevolezza spinta dai riconoscimenti acquisiti dalla dieta mediterranea il cui ruolo importante per la salute è stato certificato anche con l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 17 novembre 2010.

Un’attenzione che in realtà si deve proprio ad un americano: lo scienziato del Minnesota (U.S.A.) Ancel Keys, che da Acciaroli nel Cilento, dove visse per 40 anni, studiò per primo gli effetti benefici di questo stile alimentare.

A pesare quest’anno sul mercato mondiale è anche il crollo della produzione Made in Italy che si è praticamente dimezzata (-49%) a 243mila tonnellate, con un deciso effetto sull’andamento delle quotazioni che rispetto all’inizio della anno solo schizzate del 54% alla borse merci di Bari dove hanno raggiunto i 5,90 euro al chilo.

GUIDE. OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA. FLOS OLEI IN TOUR ROMA

LA PRESENTAZIONE A ROMA, PRESSO THE WESTIN EXCELSIOR DI VIA VENETO SABATO 10 DICEMBRE 2016. SONO 50 I PAESI RACCONTATI DA FLOS OLEI 2017. L’ITALIA TORNA PROTAGONISTA ASSOLUTA NELLA “THE BEST”

Flos Olei arriva all’ottava edizione e tocca quota 50, come il numero dei Paesi presenti in Guida. È la volta dell’Iraq, infatti, ad aggiungersi alla rosa delle nazioni pubblicate, per un totale di 500 aziende e 751 oli recensiti, provenienti da tutti i continenti.

Sono numeri che confermano ancora una volta l’importanza di Flos Olei 2017, riconosciuta come la più importante pubblicazione di settore - in doppia lingua, italiano-inglese - una sorta di “Atlante Olivicolo” destinato non solo agli addetti ai lavori ma anche agli appassionati, ai neofiti e a chiunque abbia voglia di approfondire un mondo, quello dell’extravergine, purtroppo spesso ancora non abbastanza conosciuto.

Da questa nuova edizione, poi, la Guida, già disponibile su Apple Store attraverso varie App (World, Europe, Italy, Spain), lo sarà anche nella versione Android sul Play Store, a completamento della massima fruibilità a livello internazionale.

Coadiuvati da un team di esperti, i due curatori, Marco Oreggia e Laura Marinelli, propongono un testo unico e completo, un viaggio tra le terre dell’olio, le aziende più rappresentative, in un percorso attraverso i 5 continenti. In ogni scheda le grandi protagoniste sono le diverse cultivar e le loro peculiarità, ma trovano spazio anche approfondimenti sui metodi di produzione, sui migliori abbinamenti gastronomici, sul valore economico del comparto. Arricchiscono il volume una sezione dedicata alle tecniche di degustazione, un approfondimento sui prezzi dell’extravergine, oltre a consigli sulla sua corretta conservazione.

Non manca, infine, l’attribuzione di un punteggio aziendale che in questo caso non sarà una valutazione del singolo olio ma terrà conto dell’intera realtà produttiva. Infatti è inutile negare che, come ogni guida che si rispetti, anche Flos Olei genera una grande attesa per la classifica “The Best”, una sorta di Oscar dell’olio extravergine. E se la passata edizione aveva visto primeggiare la Spagna, in quella 2017 l’Italia torna prepotentemente alla ribalta. Al nostro Paese vanno infatti tutti e 4 i riconoscimenti principali assegnati alle aziende: l’Azienda dell’Anno è la toscana Oliveto Fonte di Foiano; il premio per l’Azienda Emergente va all’abruzzese Tenuta Zuppini; l’Azienda di Frontiera riconosce i meriti della cilentana Nicolangelo Marsicani e infine l’Azienda del Cuore (che si distingue per la passione e la cura delle persone che fanno parte della struttura) è l’Agricola Massimo Mosconi & Co. nelle Marche. Nei premi di categoria l’Italia domina con ben 10 premi,seguita nella classifica da Spagna con 3, Croazia con 2 e infine Francia e Cile con un riconoscimento a testa.

Infine il Premio Speciale Cristina Tiliacos va al prof. Riccardo Gucci, presidente dell'Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio, come personalità che più si è distinta nell’impegno e nello studio della materia. Il Premio Ristorante dell’Anno quest’anno è conferito al greco Kapsaliana Village Hotel, mentrealla svizzera Evoo ag va quello come Importatore dell’Anno.

«La “The Best” del 2017 - commenta Oreggia, autorità del settore riconosciuta a livello mondiale - dimostra che la qualità del made in Italy si conferma ai massimi livelli nella produzione di extravergine, grazie all’impegno e alla professionalità delle aziende. Una crescita costante, frutto non solo di un ampio bagaglio varietale ma anche di continua ricerca e di ottimizzazione nella filiera produttiva».

Ci sono novità anche per l’evento di presentazione di sabato 10 dicembre 2016 presso le eleganti sale dell’HotelThe Westin Excelsior di Via Veneto 125, aRoma. Quest’anno è possibile registrarsi sul sito di Flos Olei e acquistare online il biglietto d’ingresso, ricevendo un query code: un modo per rendere più fluido il sistema di entrata.

La giornata avrà inizio alle ore 11.00 con la cerimonia di premiazione che durerà fino alle 12.30. La degustazione libera nei banchi d’assaggio partirà poi per il grande pubblico alle ore 15.00 e si protrarrà fino alle ore 22.00.

Sempre online occorrerà prenotarsi alle cinque Master Class di cucina durante le quali si svolgeranno presentazioni di prodotti in abbinamento ai differenti oli extravergine e si assaggeranno ricette di chef di fama internazionale. La prenotazione è necessaria anche per le due degustazioni condotte dai curatori sulle tecniche di assaggio, con protagonisti gli oli inseriti nella “The Best”, come pure per i workshop di approfondimento.

«Successivamente a questo appuntamento romano - conclude Laura Marinelli - contiamo di replicare anche quest’annoi Flos Olei Tour, ovvero gli eventi all’estero durante i quali saranno presentate le aziende e le etichette descritte in Guida. Monaco, Berlino, Londra, Varsavia, New York ed Helsinki sono state le tappe di un percorso internazionale che ha senza dubbio costituito una preziosa occasione di esperienza e di mercato per le aziende».

Le 864 pagine di Flos Olei sono stampate su carta FSC, una certificazione internazionale che attesta l’utilizzo di carta proveniente da foreste impiantate esclusivamente per uso editoriale e che testimonia l’attenzione degli autori per l’ambiente.

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Per l’ingresso alla manifestazione, prenotare una Master Class di cucina, una Degustazione o acquistare la Guida Flos Olei 2017 vai su www.flosolei.com.

MERCATO DEI VINI FIVI: TUTTI SOPRA LA STESSA ZOLLA

Chiusa la sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Nel segno del rispetto della terra.


“Sopra la stessa zolla. Sotto la stessa goccia. Nello stesso letame”: è questo il messaggio lanciato dalla FIVI nel corso della sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che ha chiuso con più di 9.000 ingressi la due giorni di Piacenza.


Una frase che si trovava stampata sulla retroetichetta delle bottiglie di Prosecco di Luigi Gregoletto presenti sul tavolo di ogni regione tra gli stand di Piacenza Expo. Un segnale forte in un periodo in cui il vino e i vignaioli sono sotto accusa, in particolare nella zona di Conegliano-Valdobbiadene. In un'arena piena di colleghi il vignaiolo di Miane, premiato come Vignaiolo dell'anno, ha commosso i presenti con il suo discorso. Un inno alla terra e al suo rispetto.

“Dalla mia vita e dalle mie esperienze – ha raccontato Gregoletto - posso dire che la terra va rispettata, va amata, perché la terra è madre e sa ricompensare. Anche oggi che produrre molto è facile e produrre poco è altrettanto facile. Produrre equilibrato nel rispetto della terra, della sua conservazione e della qualità del prodotto, è molto più difficile. Ma sono convinto che questa sia la via da affrontare e sono altrettanto convinto che la terra non delude. La terra ti può fare meno ricco, ma sicuramente più signore”.

Questa sesta edizione chiude i battenti con un afflusso di pubblico superiore del 50% rispetto alla precedente. Il successo della manifestazione è stato tale che alcuni vignaioli si son trovati già sabato sera ad aver esaurito le bottiglie. Significativa anche la presenza di stranieri: da tutta Europa (Francia, Portogallo, Norvegia; Svizzera, Austria, Slovenia, Svizzera e Germania) ma anche dall'Australia e dal Giappone. Segno che l'amore per i Vignaioli non ha confini.

lunedì 28 novembre 2016

Viticoltura&Cambiamenti Climatici. Un nuovo vitigno per il Franciacorta, così il Consorzio guarda al futuro

Si tratta dell’Erbamat. In futuro potrebbe sostituire lo Chardonnay
Si profila una sesta modifica al disciplinare di produzione per il Consorzio del Franciacorta. Il nuovo vitigno è stato inserito nel​la proposta di modifica, tuttora in divenire, in misura inferiore al 10% per poterlo verificare su scala più ampia.


Negli ultimi decenni, in gran parte delle zone viticole mondiali, l’uva da vino ha accelerato il suo avanzamento delle fasi fenologiche a causa dell'innalzamento delle temperature. In Italia gli effetti del cambiamento climatico, già databili al 1998, hanno fondamentalmente alterato il processo di maturazione delle uve, questo comporta vendemmie anticipate con importanti implicazioni nella gestione della viticoltura e qualità del vino.

Il cambiamento climatico non risparmia le colline della Franciacorta; con le temperature sempre più alte, i produttori si vedono costretti ad anticipare la vendemmia, soprattutto quella dello chardonnay: il vitigno prevalentemente utilizzato nella produzione delle famose bollicine conosciute ed apprezzate in tutto il mondo.

Le difficoltà che i produttori incontrano ora sono infatti proprio quelle relative alla gestione della maturazione delle uve che, specialmente per lo chardonnay, sono caratterizzate per una grande precocità, che si colloca di fatto nel periodo estivo più caldo. Ciò che ne consegue sono le importanti problematiche nei confronti delle strategie da adottare per la salvaguardia delle componenti acide, acido malico e acido tartarico delle uve, che fa diventare indispensabile uno spostamento del periodo di maturazione e relativa vendemmia nei mesi più freschi. L'Erbamat, in tal senso, se darà risultati soddisfacenti, potrebbe in futuro addirittura sostituire del tutto lo chardonnay.

L'Erbamat, anche detto Albamatto o Erbamatto, è un antico vitigno a bacca bianca autoctono del bresciano. Citato fin dal ‘500, le sue uve sono sempre state considerate fra le migliori varietà del Garda. Poco conosciuto, è diventato oggetto di ricerche dalla metà degli anni 90 (la pubblicazione del libro “Vecchi vitigni bresciani”, che lo include, è del 1997). Da alcuni anni il Consorzio ne sta approfondendo le conoscenze, in termini di caratteristiche ed esigenze agronomiche.

Le sue caratteristiche più evidenti sono quelle di essere un vitigno neutro, di avere una maturazione tardiva ed una spiccata acidità. Ed è proprio questa sua particolare ricchezza in componenti acide a renderlo idoneo ai fini della produzione di una base spumante.

Per ora quindi l'Erbamat, che già si evidenzia per le sue uniche caratteristiche enologiche, sarà sottoposto a verifiche su scala più ampia, che naturalmente necessitano tempistiche lunghe, con l'obiettivo di farlo poi definitivamente entrare in futuro nel disciplinare di produzione del Franciacorta.

Decisamente un passo importante nella storia del Franciacorta, un territorio vitivinicolo questo che fortunatamente vede al suo fianco un Consorzio dinamico e con lo sguardo rivolto con fiducia al futuro, anche e sopratutto attraverso l'aiuto della ricerca, senza mai perdere la specifica identità che questo magnifico territorio rappresenta.

Volevo cogliere l'occasione per segnalarvi un importante iniziativa del Consorzio. E' la nuova tappa del Festival Franciacorta, un evento che si terrà oggi  a Roma presso l'Hotel Rome Cavalieri di via Cadlolo 101, sede della Fondazione Italiana Sommelier.

Dalle ore 16.00 alle ore 21.30 saranno aperti i banchi di d'assaggio con oltre 30 cantine presenti con i propri Franciacorta in degustazione.

Interessante il seminario alle 16.30 su "La purezza dei diversi terroir a confronto". Condotto dalla Docente della Fondazione Italiana Sommelier Daniela Scrobegna e dal Vicepresidente del Consorzio Franciacorta Silvano Brescianini.

Il programma:

- Ore 16.00 - 18.00: Ingresso riservato a Stampa e operatori
- Ore 18.00 - 21.30: Ingresso aperto a Pubblico, Stampa e operatori

- Biglietto d'ingresso: € 20,00
- Biglietto d'ingresso al seminario: € 15,00 (da aggiungere al biglietto d'ingresso).

sabato 26 novembre 2016

Alla scoperta delle Ambrusche della Terra dei Forti: Enantio, Casetta e lo scomparso Ambruscone. Ad Avio si è chiusa la giornata dedicata ai vitigni storici

Un incontro scientifico di grande valore quello che oggi si è svolto ad Avio di Trento, in cui come avevamo già annunciato, per la prima volta, sono state messe in giusto rilievo ed in maniera sistemica le origini di antichi vitigni in via di estinzione. 

Solo pochi specialisti della zona della Bassa Vallagarina conoscono le Ambrusche della Terra dei Forti. Le uve di questo territorio vengono trasformate in vini Enanzio e Casetta e un tempo nell'ormai scomparso Ambruscone. A questi vitigni storici è stata dedicata la giornata odierna ospitata a Palazzo Venturi di Avio. 

A fare gli onori di casa il sindaco del comune lagarino. In apertura dei lavori è intervenuto anche l'assessore all'agricoltura della Provincia Autonoma di Trento, esprimendo agli organizzatori l'apprezzamento per il lavoro portato avanti in questi per il recupero di queste eccellenze del territorio che sono in serio pericolo di sopravvivenza.

L'assessore ha colto l'occasione per ricordare il lavoro fin qui svolto durante il suo mandato a favore della valorizzazione e commercializzazione del mercato vitivinicolo provinciale. “Un lavoro non semplice - ha affermato - in un settore che si presenta spesso in maniera frammentata e divisa. Aggettivi che comunque nel contesto trentino possono assumere un valore perché ciascuno dei player di questa partita ha in realtà potuto esprimersi nella sua personalità”.

Massiccia la presenza di ricercatori e tecnici della Fondazione Edmund Mach di San Michele che hanno relazionato sul ruolo della ricerca e del trasferimento tecnologico per la valorizzazione dei questi vecchi vitigni. Un appuntamento scientifico di grande valore, perché per la prima volta si è dato conto in maniera sistemica delle origini di questi vitigni in via di estinzione (la produzione annua sfiora le 50 mila bottiglie certificate doc), oggi vinificati solo da una decina di produttori fra Trentino e Veneto; sebbene i vini che ne derivano siano di qualità eccellente, ormai riconosciuta anche dalle più importanti guide di settore.

Gli esperti della Fondazione Edmund Mach hanno presentato in anteprima i risultati dei loro studi sulla genetica di questi vitigni. Stella Grando - responsabile del progetto di Genetica e miglioramento genetico della vite - ha rivelato che tra Lambrusco a foglia frastagliata e la Negrara trentina esiste una parentela di tipo genitore-figlio provata dalle analisi del DNA. Sia Lambrusco a foglia frastagliata che Casetta mostrano inoltre una forte similarità genetica con alcune Vitis sylvestris.

Le analisi escludono invece che l'Ambruscone ritrovato in provincia e riportato a suo tempo da Rebo Rigotti nella Carta viticola del Trentino, corrisponda al vitigno minore del modenese che ha lo stesso nome. Questi vitigni costituiscono l’elemento identitario più marcato della Val d’Adige trentina e veronese. Un patrimonio di biodiversità colturale e culturale che vale la pena preservare dalla scomparsa. Interessanti le presentazioni di Francesco Penner, Giorgio Nicolini e Luciano Groff che hanno mostrato l’evoluzione della coltivazione delle Ambrusche nel tempo in Trentino e suggerito alcuni accorgimenti per la moderna vinificazione delle uve di Lambrusco a foglia frastagliata. Tiziano Tomasi e Marco Stefanini infine hanno presentato il lavoro di recupero di vecchi ceppi del vitigno Casetta che ha portato alla selezione di 14 promettenti biotipi.

Nel corso della giornata è stato anche possibile partecipare ad un assaggio assistito di 15 campioni da uve Casetta vinificati in via sperimentale dalla Cantina di Microvinificazione della Fondazione Mach, che ha lavorato su altrettanti cloni.

In degustazione anche 11 referenze di vini Enantio e Casetta i altrettanti produttori: Albino Armani 1607, Antico Fenilon, Lorenzo Bongiovanni Viticoltore, Cantina Valdadige, Cantina Viticoltori in Avio, Giuseppe Cristini Viticoltore, I Dolomitici, La Cadalora, La Prebenda, Roeno e Tenuta La Casetta.

Sempre durante la giornata è anche stata ricordata la figura di Nereo Cavazzani, originario di Avio, scomparso pochi anni fa, uno dei maestri dell’enologia nazionale e indimenticato direttore tecnico di Cavit negli anni pionieristici. Cavazzani è stato anche inventore di un metodo di spumantizzazione in autoclave che porta il suo nome (Metodo Cavazzani).

LE GUIDE AI VINI 2017 PREMIANO ALOIS LAGEDER

IL 2013 LÖWENGANG CHARDONNAY FA INCETTA DI RICONOSCIMENTI 
Le più autorevoli Guide ai vini 2017 premiano nuovamente - e alla vigilia del suo trentesimo anniversario - l’etichetta simbolo della Tenuta Alois Lageder.


Bilancio molto positivo per l’azienda vinicola Alois Lageder, Magrè sulla Strada del Vino (BZ), che fa il pieno di riconoscimenti nelle principali Guide ai vini del 2017. È in particolare il 2013 LÖWENGANG Chardonnay - di cui già parlammo, evidenziandone l'indiscussa qualità - a farla da padrone, dagli anni Ottanta ormai etichetta simbolo della tenuta altoatesina a livello internazionale.

La rassegna si apre con ottime valutazioni iniziando da Robert Parker’s Wine Advocate, che ha conferito punteggi alti a tre vini di punta della Tenuta: 93 punti al 2013 LÖWENGANG Chardonnay e 91 punti al 2012 LÖWENGANG Cabernet. Non solo, la rivista statunitense assegna 92+ punti anche al 2012 KRAFUSS Pinot Noir, le cui uve provengono dalla storica Tenuta Krafuss nella zona di S. Michele/Appiano. Il nobile Pinot Nero convince anche James Suckling nel suo Tasting Report “Mountain High Pinots from Italy”, che gli assegna 93 punti.

Falstaff Weinguide Österreich Südtirol 2016/17, oltre a conferire alla cantina il suo massimo riconoscimento (le 5 Stelle) nel panorama dei migliori produttori del Sud Tirolo, premia il 2013 LÖWENGANG Chardonnay (93P) tra i migliori bianchi e il 2013 CASÒN Merlot-Cabernet-Lagrein (92P) tra i miglior rossi altoatesini.

È sempre il pregiato Chardonnay ad aggiudicarsi il titolo di Vino Slow della Guida Slow Wine 2017, per il carattere di territorialità, storia e ambiente riconosciuti nella bottiglia valutata. Per la tenuta torna anche quest’anno la Chiocciola, simbolo che nel 2017 premia 193 aziende che interpretano valori organolettici, territoriali ed ambientali in sintonia con Slow Food.

Ultimi, ma decisamente non meno importanti, tornano a premiare i vini di Alois Lageder la guida Vini d’Italia 2017 del Gambero Rosso e la Guida Oro I Vini di Veronelli 2017, che assegnano al 2013 LÖWENGANG Chardonnay rispettivamente i Tre Bicchieri e le Super Tre Stelle. Quest’ultimo riconoscimento, conferito a un vino già ai vertici nelle precedenti edizioni e con una valutazione pari o superiore a 94/100, viene assegnato anche al 2012 LÖWENGANG Cabernet.

“Löwengang”, ricordo, è il nome della storica tenuta di famiglia, da cui derivano questi pregiati vini, base del successo che il marchio Alois Lageder - che vanta una tradizione di quasi due secoli - ha ottenuto a livello internazionale negli ultimi trent’anni.  Con la vendemmia 1984 fu intrapreso un cammino glorioso, che proprio l’anno prossimo culminerà in un importante anniversario per l’azienda. Nel 2017, infatti - anno in cui saranno presentate sul mercato le annate 2014 LÖWENGANG Chardonnay e 2014 LÖWENGANG Cabernet - si festeggeranno i 30 anni di storia legati a due dei vini più pregiati della Tenuta.

GIORNATE DEL RIESLING DI NATURNO. PREMIATI I MIGLIORI RIESLING ITALIANI

PACHERHOF PORTA LA VALLE ISARCO AL PRIMO POSTO
Si è svolto a Naturno l’XI Concorso Nazionale che ha visto in competizione 53 tra le migliori annate del 2015 prodotte in Alto Adige e nelle altre regioni italiane.



È l’Alto Adige Valle Isarco DOC della tenuta Pacherhof di Andreas Huber il miglior Riesling italiano dell’annata 2015: lo ha decretato l’XI Concorso Nazionale del Riesling, che si è tenuto nei giorni scorsi nel corso delle Giornate del Riesling di Naturno.


Quasi la metà dei 53 Riesling in concorso provenivano dall’Alto Adige, principale territorio di produzione di questo vitigno in Italia: nelle prime 10 posizioni sono entrati anche l’azienda Utnerotl di Naturno (3° posto); la Cantina Valle Isarco di Chiusa (6° posto); la Cantina Produttori San Paolo (7° posto); Erste+Neue di Caldaro (9° posto) e la Cantina Merano Burggräfler di Marlengo (10° posto). L’iniziativa ha valorizzato anche la produzione nel resto d’Italia (28 quelli in concorso), tra cui si è distinto il piemontese Ettore Germano di Serralunga d’Alba (CN).

Le proposte in concorso sono state degustate alla cieca da una giuria internazionale, composta da 22 assaggiatori tra enologi, sommelier ed enotecnici e coordinata dal sommelier Norbert Dibiasi. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di incentivare la conoscenza e valorizzare le specifiche declinazioni territoriali di un vitigno di nicchia come il Riesling, prodotto in Alto Adige e nelle altre regioni italiane.

“Si sono confermati ancora una volta i pregiati terroir della Val Venosta e della Val D’Isarco, come pure l’eccellenza dei loro produttori – ha commentato Peter Dipoli, cofondatore della manifestazione e vicepresidente del comitato organizzatore – Martin Aurich dell’azienda Juval/Unterortl è sicuramente il pioniere del Riesling d’eccellenza in Val Venosta, e l’esito di questo concorso è lì a ricordarcelo. Quanto alla tenuta Pacherhof, i suoi piazzamenti alle scorse edizioni e il primo posto di quest’anno la pongono indiscutibilmente nell’olimpo dei produttori di Riesling della Val d’Isarco”.

“In generale i Riesling 2015 hanno ottenuto ottime valutazioni – è il bilancio di Monika Unterthurner, presidente del Comitato organizzatore – Riguardo all’Alto Adige possiamo dire che Val Venosta e Val d’Isarco rappresentano ormai due zone classiche del Riesling, ma vi sono altri cru locali che hanno saputo distinguersi”.

Il concorso si è svolto nell’ambito della XII edizione delle Giornate del Riesling di Naturno, organizzate tra ottobre e novembre dall’Associazione Turistica di Naturno in collaborazione con il Comune di Naturno, il Gruppo di lavoro Naturns Aktiv e l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV).

Food and Wine in Progress: al via domenica con centinaia di sommelier e chef

Comunicare con il grande pubblico e non solo con gli addetti ai lavori, tecniche, cultura e processi creativi che si celano dietro alla trasformazione degli alimenti. Al via alla Leopolda il grande evento delle eccellenze d’Italia e di Toscana 



Dal 27 al 28 novembre, Food&Wine in Progress, approda alla Stazione Leopolda a Firenze. La manifestazione, dedicata alle eccellenze della filiera enologica, ristorativa ed agroalimentare italiana e toscana, è promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier Toscana (AIS), dall’Unione Regionale Cuochi Toscani (URCT) in collaborazione con Confcommercio Toscana e Coldiretti Toscana.


Si parte domenica con le oltre 140 aziende vitivinicole toscane di Eccellenza di Toscana e gli chef da tutta Italia. Un talk show iniziale che metterà a confronto i presidenti di cuochi e dei sommelier Ais. Poi ancora decine di cooking show e esibizione dei bar tender di Mixology.

Saranno il presidente della Federazione italiana cuochi, Rocco Pozzulo, il presidente dell’Associazione italiana sommelier, Antonello Maietta e il vicepresidente nazionale vicario di Fipe, Aldo Cursano, ad aprire con un botta e risposta sul futuro delle due professioni la seconda edizione di Food and Wine in Progress, l’evento promosso da AIS Toscana ed Unione Regionale Cuochi Toscani, in collaborazione con Confcommercio Toscana e Coldiretti Toscana, che dal 27 al 28 novembre animerà gli spazi della Stazione Leopolda di Firenze.

Due giorni in cui il settore dell’agroalimentare italiano e toscano sarà protagonista e rappresentato da una squadra di centinaia di cuochi, dei quali moltissimi stellati, e dalle 140 aziende vitivinicole toscane. Il programma ufficiale prenderà il via con il taglio del nastro, al quale parteciperanno le istituzioni, previsto per le 10.

Eccellenza di Toscana.

E’ l’evento nell’evento promosso da Ais Toscana con oltre 140 Aziende Vinicole Toscane facenti parte della Guida 2017 di AIS Toscana, a cui si aggiunge un ricco programma di incontri, come l’Ais Wine School per avvicinarsi al mondo dei sommelier, o i tanti WINE TOUR  promossi durante la due giorni e tanti momenti di approfondimento e di degustazione sul futuro del vino toscano.

Il programma di domenica.

Nel palco centrale, dopo i saluti e il talk show sul tema “Occupazione nella ristorazione”, seguiranno oltre dieci cooking show da vari territori della Toscana e non solo con ricette abbinate ai vini selezionati da Ais, alcune dimostrazioni dei barman di Mixology capitanati da Danny Del Monaco, dei panificatori di Assipan e dei macellai di Federcarni.

Alle 12.50 saranno conferiti i premi di Ambasciatori del Food and Wine a Andrea Rinaldi, Franco Malenotti e Marco De Luca. La sala convegni si aprirà domenica alle 12 con il primo evento di Ais Wine School  “Imparare a degustare il vino” (i minicorsi di 30 minuti per dare le regole fondamentali per degustare il vino).

Alle 15 una degustazione dei vini affinati in anfora.

Alle 17.30 il Movimento Turismo del Vino Toscana promuove il dibattito “Incomunicazione del vino: la capacità di comunicare il vino a modo nostro” al quale parteciperà anche il presidente nazionale di Ais Antonello Maietta.

Nell’area Toscana d’Autunno dalle 16 alle 19 alcuni tra i più quotati chef della Toscana si alterneranno in cucina interpretando la cucina toscana di stagione in chiave contemporanea. L’evento, condotto dalla giornalista Anna Maria Tossani, è coordinato dallo chef Fabio Bianconi, capitano dell’Equipe di Alta cucina della Toscana. Parteciperanno gli chef Silvia Baracchi, Matia Barciulli, Lorenzo Barsotti, Peter Brunel, Sara Conforti, Deborah Corsi, Entiana Osmenzeza, Maria Probst, Beatrice Segoni, Marco Stabile, Cristiano Tomei, Edoardo Tilli e Luciano Zazzeri.

Nell’area Cocktail in the World Mixology alle 10.30 l’Alberghiero Mixology Contest con i migliori studenti degli istituti alberghieri che si affronteranno per raggiungere il traguardo di miglior studente barman dell’anno.

Alle 14 una Master Class sul tema di Bitter e Amari mentre alle 15.30 l’esibizione della star russa Nikita Khlo Pilanov dello Space Bar di Mosca.

Alle 16.30 i cocktail saranno abbinati ai finger food dei cuochi toscani.

Nell’area Confcommercio alle 10 il convegno “L’evoluzione della macelleria negli ultimi trent’anni e dalle 14 alle 19 diversi cooking show e approfondimenti sui temi dei tagli della carne e della panificazione con la collaborazione di Federcarni e Assipan.

Food and Wine in Progress, dal 27 al 28 novembre, dalle 10 alle 19, presso la Stazione Leopolda di Firenze, è un evento promosso da AIS Toscana ed Unione Regionale Cuochi Toscani, in collaborazione con Confcommercio Toscana e Coldiretti Toscana.

Il costo giornaliero di ingresso è di 20 euro, ridotto 10 euro per soci Ais, 5 euro per gli studenti e gratis per i bambini sotto ai 12 anni.

Il programma dettagliato su www.foodandwineinprogress.it

venerdì 25 novembre 2016

Giornata delle Ambrusche. Focus sui vitigni storici della Vallagarina

Al via domani l'importante iniziativa dedicata al mondo delle Ambrusche della Terradeiforti
Presenti anche i ricercatori e tecnici della Fondazione Edmund Mach di San Michele che parleranno del ruolo della ricerca e del trasferimento tecnologico per la valorizzazione dei vecchi vitigni coltivati in Bassa Vallagarina, in particolare di Enantio, Casetta e Lambruscone. Il 26 novembre 2016 ad Avio di Trento - Palazzo Venturi. 


Un appuntamento scientifico di grande valore, quello ad Avio di Trento, per la prima volta infatti si darà conto in maniera sistemica delle origini di vitigni in via di estinzione, le cui uve, oggi, sono vinificate solo da una decina di produttori fra Trentino e Veneto con una produzione annua che sfiora le 50 mila bottiglie certificate Doc. I vini che ne derivano risultano essere di qualità eccellente, e presenti anche nelle più importanti guide di settore.


Un programma ricco di contenuti che vedrà la presenza anche di altri relatori che faranno il punto sullo stato dell'arte della viticoltura legata a queste varietà tradizionali. Vitigni che costituiscono l'elemento identitario più marcato della Val d'Adige trentina e veronese. Un patrimonio di biodiversità colturale e culturale che vale la pena preservare dalla scomparsa.

All'evento parteciperà anche l'assessore provinciale all'agricoltura. Interverranno Stella Grando sulle origini genetiche dei vitigni Lambrusco a Foglia Frastagliata (Enantio), Casetta e Lambruscone, Francesco Penner sulla storia della coltivazione delle Ambrusche in Trentino. Della caratterizzazione enologica e della possibile valorizzazione del Lambrusco a Foglia Frastagliata parleranno Luciano Groff e Giorgio Nicolini; Marco Stefanini e Tiziano Tomasi presenteranno invece i risultati del lavoro di recupero e valutazione di biotipi del vecchio vitigno Casetta.

Nel corso della giornata sarà anche possibile partecipare ad un assaggio assistito di 15 campioni di vini ottenuti da uve di vitigno Casetta vinificate in via sperimentale dalla Cantina di Microvinificazione della Fondazione Mach, che ha lavorato su altrettanti cloni.

Saranno poi ricordate la figura e le opere di Nereo Cavazzani, uno dei maestri dell'enologia nazionale e indimenticato direttore tecnico di Cavit negli anni pionieristici. Ma soprattutto inventore di un metodo di spumantizzazione in autoclave che porta il suo nome (Metodo Cavazzani).

Programma

Ore 9

Indirizzi di saluto

Sandro Borghetti -  Presidente Consorzio TerradeiForti

Christian  Perenzoni - Presidente Parco Naturale del Baldo

Franco Nicolodi - Coordinatore Citttà del Vino Trentiino Alto Adige

Federico  Secchi - Sindaco di Avio

Michele Dallapiccola - Assessore all'Agricoltura Provincia Autonoma di Trento

Ore 9,30

Stella Grando, FEM – Origini genetiche dei vitigni Lambrusco a Foglia Frastagliata, Casetta e Lambruscone

Francesco Penner, FEM – Per una storia delle Ambrusche: immagini del passato

Luciano Groff, FEM – Caratterizzazione enologica e possibile valorizzazione del Lambrusco a Foglia Frastagliata, varietà iconica della Bassa Vallagarina [1]

Giorgio Nicolini, FEM – Caratterizzazione enologica e possibile valorizzazione del Lambrusco a Foglia Frastagliata, varietà iconica della Bassa Vallagarina [2]

Marco Stefanini, FEM – Casetta (Foja Tonda): recupero e valorizzazione della biodiversità di un vecchio vitigno [1]

Tiziano Tomasi, FEM – Casetta (Foja Tonda): recupero e valorizzazione della biodiversità di un vecchio vitigno [2]

Paolo Grigolli, enologo – Quarant'anni di vendemmia

I Dolomitici – Recupero del vigneto secolare Piede Franco di Mama d'Avio

Albino Armani, Vice presidente Consorzio di Tutela Terradeiforti – Ambrusche fra oblio e futuro

Ore 11, 45

Assaggio guidato dei vini sperimentali FEM da uve Casetta

Ore 12,30

Angelo  Rossi - Nereo Cavazzani: il grande innovatore

Anselmo Martini,  Cavit  - In ricordo di un maestro

Consegna di una targa commemorativa alla famiglia a cura del Comune di Avio

Apertura di alcune bottiglie storiche - riserva Cavit - firmate da Nereo Cavazzani

Ore 13,30 – 16

Pranzo presso Cantina La Cadalora  (S. Margherita di Ala)   – a cura di Locanda San Felice

EURO 35   (posti limitati - si richiede prenotazione)

Ore 16 – 21

I produttori – Le Ambrusche in Campo

Workshop con i produttori

Degustazione aperta al pubblico dei Vini Sperimentali FEM da uve Casetta e delle Ambrusche in produzione.

Info e prenotazioni: info@skywine.it - www.skywine.it   - 3391650912

giovedì 24 novembre 2016

Birra Artigianale. Con Ais Sardegna la migliore produzione brassicola dell'Isola

A Sassari presentazione della “Guida alle Birre Artigianali della Sardegna”

Un ruolo da protagonista nel mondo delle birre artigianali lo gioca senza dubbio la Sardegna; già da tempo ne seguivo la costante crescita in termini di qualità offerta, frutto anche di una ricca cultura agroalimentare in cui la regione si viene ad identificare. Un lavoro quindi dovuto, quello di Ais Sardegna, che vuole omaggiare le produzioni locali all'interno di un settore in continua espansione ed ormai a pieno titolo simbolo d'eccellenza del nostro made in Italy.

Grazie all’ammirevole impegno di una squadra di qualificati assaggiatori coordinati da Antonio Furesi, la Sezione Territoriale ha portato a termine la realizzazione del primo prodotto editoriale targato interamente AIS Sardegna.

La pubblicazione si propone di offrire così un panorama esaustivo della produzione di birra artigianale della Sardegna recensendo la quasi totalità delle aziende e fornendo una scheda tecnica e descrittiva delle principali birre prodotte.

Questa prima esperienza editoriale sarà presentata a Sassari, sabato 26 novembre 2016 alle ore 10,30 presso la sala conferenze della Camera di Commercio in Via Roma in cui saranno presenti i produttori recensiti in Guida, giornalisti, operatori del settore e semplici appassionati.

Sarà anche l'occasione per fare un po' il punto della situazione su un prodotto sempre più apprezzato da pubblico e critica come la birra artigianale e sulle varie le dinamiche che riguardano il mondo brassicolo isolano.

Il volume di oltre 140 pagine, graficamente curato dalla Società di comunicazione e marketing Isola Mediterranea, è stato appena stampato e verrà spedito gratuitamente a tutti i soci in regola con la quota sociale per l’anno in corso.

Info: www.ais-sardegna.it

Export. A wine2wine focus sulle dinamiche di mercato e della percezione dell’immagine del vino made in Italy

In Cina a settembre sono state già eguagliate le vendite di vino di tutto il 2015. Un dato confortante che induce ora a comprendere con più attenzione gli sviluppi futuri di un vasto mercato come quello cinese. 


Negli ultimi 9 mesi in Cina abbiamo venduto tanto vino quanto in tutto lo scorso anno. A settembre infatti il valore delle vendite di vino italiano ha superato quota 90mln di euro. Ma la crescita sovraperfomante del nostro prodotto (+28,1%) non basta: la Cina, quarto buyer globale di vino, è per l’Italia solo il decimo cliente con una quota di mercato che rimane ancorata al 5%.


Di questo si parlerà al convegno Business Strategies “Il mercato del vino in Cina: quali sviluppi?”, in programma il 6 dicembre (ore 11.30) al wine2wine di Veronafiere. All’appuntamento, oltre alla ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta, due personalità chiave del mondo enologico cinese: Zuming Wang, vicesegretario generale del dipartimento governativo per la legislazione sugli alcolici in Cina, il Chinese Alcohol Bureau, e Tao Weng, divulgatore della cultura cinese del vino in tutto il mondo, capo della Shanghai Dawen Information Development Ltd. e vice general manager dello Shanghai Morning Post (Shanghai United Media).

“In Italia non abbiamo ancora compreso il fenomeno vino in un Paese che in 10 anni ha visto crescere le proprie importazioni da 75mln a oltre 2mld di dollari - ha detto la ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta –. Lo vogliamo fare a wine2wine attraverso due player cinesi importanti sul fronte delle dinamiche di mercato e della percezione dell’immagine di un prodotto del made in Italy considerato ancora marginalmente rispetto ad altri”.

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies e Nomisma Wine Monitor, è di 90,2mln di euro il valore delle importazioni di vino italiano registrato da gennaio a settembre di quest’anno (90,6mln nell’intero 2015). In forte recupero il comparto dei fermi imbottigliati (93% del mercato) italiani, che fanno segnare in valore una crescita del 35% sul pari periodo 2015, contro un incremento medio del 21%.

Città del Vino ad Amatrice per la consegna dei fondi

Il presidente Floriano Zambon incontra il sindaco Pirozzi per la consegna dei fondi finora raccolti con la campagna Un’Amatriciana per Amatrice, promossa insieme a Confesercenti.

“E’ stata un’esperienza importante ed emozionante andare ad Amatrice per consegnare i fondi che abbiamo finora raccolto a sostegno della cittadina colpita dal terremoto dello scorso agosto”. A parlare è Floriano Zambon, il presidente di Città del Vino. Subito dopo il disastroso evento di agosto che ha colpito Amatrice, Accumoli e altri paesi dell’Italia centrale l’Associazione Nazionale Città del Vino, rete di 450 Comuni a vocazione vitivinicola, aveva lanciato insieme a Confesercenti la campagna di solidarietà Un’Amatriciana per Amatrice."

“Per ora abbiamo raccolto e consegnato al sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, un assegno di 50mila euro, ma l’iniziativa non finisce certo qui – assicura Zambon -. Ho trovato persone di grandissima dignità, con una gran voglia di reagire, alle quali da parte nostra abbiamo voluto consegnare un piccolo aiuto concreto che dimostra il gran cuore degli italiani”.

All’incontro di Amatrice era presente insieme a Zambon il presidente di Confesercenti Massimo Vivoli. “Le nostre imprese della ristorazione – ha dichiarato Vivoli – si sono attivate subito per cercare di raccogliere più fondi possibile da inviarvi, in modo da contribuire alla riapertura degli esercizi commerciali distrutti dal sisma. Abbiamo sempre sostenuto che le imprese commerciali e turistiche illuminano i centri urbani, ma nel vostro caso la loro riapertura, oltre a creare importanti momenti di aggregazione, sarebbe il segnale che la vita riprende”.

Prima di lasciare Amatrice la delegazione composta anche dalla presidente di Fiepet, Esmeralda Giampaoli e dal direttore di Assoturismo, Tullio Galli ha assicurato che, dopo Un’amatriciana per Amatrice saranno attivate altre iniziative di solidarietà per raccogliere nuovi contributi da destinare alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

mercoledì 23 novembre 2016

Sempre più Soave in Giappone con "Soave by the Glass"

Aumentano le importazioni di vino nel Sol Levante
Consorzio di Tutela del Soave. Quando una mirata strategia promozionale fa aumentare l'interesse per il vino italiano. 

Con "Soave by the glass" crescono del 63% rispetto al 2015 le bottiglie vendute nel corso della campagna promozionale, coordinata per il quarto anno consecutivo dal Consorzio di Tutela in collaborazione con l'agenzia WellCome e l'ufficio Ice di Tokyo. "Trattoria Ciao" di Tokyo e "Kasa" Fukuoka vincono il contest dedicato ai locali che hanno stappato più bottiglie di Soave.

Sono stati 273 i locali che hanno chiesto di aderire alla campagna con quasi 10.000 bottiglie vendute nei due mesi di attività. Tra questi "Trattoria Ciao" di Tokyo e "Kasa" di Fukuoka vincolo il contest dedicato ai locali che hanno proposto il Soave in maniera più originale e stappato più bottiglie.

Numeri significativi, frutto di una strategia a duplice binario: da un lato azioni mirate per importatori, operatori di settore e stampa specializzata; dall'altro iniziative rivolte al consumatorie finale. Le città di riferimento sono state la capitale Tokyo, Fukuoka, la città più popolosa dell'isola di Kyushu, ed Osaka, nella regione del Kansai, seconda città giapponese per numero di abitanti e metropoli commerciale molto dinamica.

Le tre città hanno ospitato seminari e degustazioni guidate per gli operatori a giugno, mentre la campagna dedicata ai consumatori è entrata nel vivo da luglio e per tutta l'estate. Si tratta di un risultato molto positivo, che a quattro anni dall'inizio dell'azione promozionale nel mercato nipponico, evidenzia un crescente interesse per il Soave sia da parte dei consumatori sia da parte degli operatori di settore che scelgono di inserirlo sempre più frequentemente in carta vini.

La campagna rientra nell’ambito di una mirata strategia promozionale che comprende appuntamenti sia in Italia che all’estero: in tal direzione il Consorzio ha fatto della pianificazione e della calendarizzazione di eventi e di iniziative il suo punto di forza a tutto vantaggio delle aziende socie.

Ecco le aziende che hanno preso parte alla missione:

  • Bertani
  • Cantina del Castello
  • Cantina di Monteforte
  • Cantina di Soave
  • Cantine Vitevis
  • Corte Adami
  • Corte Mainente
  • Gianni Tessari
  • Franchetto
  • La Cappuccina
  • Le Battistelle
  • Montetondo
  • Pagani
  • Tenuta Sant Antonio
  • Vicentini
  • Villa Erbice

Per le aziende già attive sulla piazza nipponica è stata prevista una masterclass dedicata in particolare ai sommelier ed ai proprietari dei locali che hanno aderito alla campagna Soave by the Glass, a cui è seguito un “walk around tasting” dove ogni singolo produttore ha potuto proporre in degustazione l’intera gamma dei propri vini.

"Soave by the Glass" si è rivelata poi un'opportunità importante anche per le aziende non ancora presenti sul mercato che hanno avuto la possibilità di incontrare buyer selezionati durante una serie di incontri a Tokyo, Fukuoka ed Osaka.

«Dati alla mano, con questa campagna – spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – intendiamo portare avanti quanto fino ad ora costruito nel mercato giapponese, piazza sempre più ricettiva e attenta nei confronti del Soave. Sono operazioni i cui risultati richiedono tempo per sedimentarsi. Oggi possiamo dire con soddisfazione che i dati economici vanno a confermare la bontà delle iniziative fino ad oggi realizzate».

Secondo una recente indagine di Wine Intelligence in Giappone cresce l'interesse nei confronti del vino: sono infatti 36,1 milioni i giapponesi che si definiscono wine lovers, con un consumo procapite annuo di 8,7 litri.

Il Sol Levante si conferma grande importatore con 186.383 ettolitri, per un giro d’affari di 950 milioni di dollari. L'Italia lo scorso anno ha spedito in Giappone 34.706 ettolitri di vino.

Il Cibo dell’Accoglienza alle Sinestesie del Gusto presso i Musei Capitolini

“Il sabato sera lo dedichiamo a voi”. Ai Musei Capitolini in collaborazione con il Teatro dell’Opera e le Sinestesie del gusto in collaborazione con Agro Camera. 
Sabato 26 novembre dalle 20 alle 24 nuova apertura straordinaria dei Musei Capitolini. Ingresso di 1 euro.

Proseguono con un grandissimo apprezzamento da parte del pubblico le aperture serali straordinarie dei Musei Capitolini dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23) con il biglietto simbolico di 1 euro. Sabato 26 novembre in programma  MUSEO CANTATO E LE SINESTESIE DEL GUSTO, un appuntamento di grande suggestione in cui l’arte incontra la musica lirica grazie alla collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.

L’appuntamento è il settimo di una serie di eventi realizzati in alcune strutture museali, nell’ambito dell’iniziativa “Cibo dell’Accoglienza - Bisaccia del Pellegrino”, pensata in occasione del Giubileo della Misericordia. Turisti e pellegrini possono trovare, presso alcuni dei principali Musei della città, oltre alle opere d’arte, anche molti prodotti che rappresentano una sintesi dell’offerta enogastronomica di Roma.

Al termine di ciascun appuntamento i partecipanti riceveranno in omaggio uno dei prodotti del Catalogo “Cibo dell’Accoglienza”.

Sulla Terrazza Caffarelli alle ore 21 e alle ore 22.30, il pubblico potrà partecipare a due incontri dal titolo “Le Sinestesie del Gusto”: un percorso di degustazione e abbinamenti tra vino, opere d’arte e musica guidato da Antonio Paolini (su prenotazione obbligatoria allo 060608 con quota di partecipazione di 10 euro). Per ulteriori informazioni visitare il sito www.romaculturadelgusto.com.

Nel corso della serata si esibiranno gli artisti di "Fabbrica" Young Artist Program, progetto di avviamento professionale del Teatro dell'Opera di Roma che forma giovani talenti attraverso audizioni, incontri, prove e grazie al lavoro pratico e creativo svolto ogni giorno accanto ai protagonisti della scena contemporanea.

I cantanti Valentina Varriale (soprano), Erika Beretti (soprano), Roberta Mantegna (soprano), Reut Ventorero (mezzosoprano), Sara Rocchi (mezzosoprano), Aleandro Mariani (tenore) e Timofei Baranov (baritono) accompagnati al pianoforte da Edina Bak, presenteranno in maniera scherzosa e poco convenzionale alcuni classici della letteratura operistica italiana, avvalendosi dei movimenti scenici curati da Luca Bargagna e Arianna Salzano.

Programma

Esedra di Marco Aurelio
ore 20,15 e ore 21,45
da “Lakmé” di L. Delibes, duetto “Dôme épais le jasmin”;
da “Don Giovanni” di W.A. Mozart, duetto “Là ci darem la mano”;
da “Norma” di V. Bellini, aria “Casta diva”;
ore 23,15
da "Così fan tutte" di W.A. Mozart, terzetto "Soave sia il vento";
da “La traviata” di G. Verdi, “Brindisi”.

Sala Pietro da Cortona
ore 20,45 e ore 22,15
da "Le nozze di Figaro" di W.A. Mozart, aria "Dove sono i bei momenti";
da “Don Giovanni” di W.A. Mozart, canzonetta “Deh, vieni alla finestra”;
da "Il barbiere di Siviglia" di G. Rossini, cavatina "Una voce poco fa".

Salone di Palazzo Nuovo
ore 21,15 e ore 22,45
da “Lucia di Lammermoor” di G. Donizetti, aria “Tombe degli avi miei”;
da “Les contes d’Hoffmann” di J.Offenbach, barcarola “Belle nuit, ô nuit d’amour”.

Il pubblico potrà passeggiare nelle splendide sale del museo anche per visitare le mostre in corso: “La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione” e “La Misericordia nell’Arte”.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

IL CONTEST

Il pubblico può pensare ad una dedica speciale partecipando a due contest online utilizzando l’hashtag  #dedicalarte sui canali social dei Musei Capitolini.
Per partecipare al primo contest i visitatori possono condividere un selfie o una foto con la loro opera preferita del museo. Gli autori delle 3 foto che riceveranno più like vinceranno un ritratto dal vero con la propria opera del cuore che sarà realizzato da un allievo dell’Accademia di Belle Arti nel corso della serata conclusiva. Per partecipare al secondo, gli utenti possono inviare ogni settimana una dedica ispirata al tema della serata (dedica “in jazz”, “teatrale”, “classica”, “lirica” e “con arte”). Quelle che riscuotono più successo vengono menzionate nel corso delle serate corrispondenti.

Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio, Roma
aperti dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
Ingresso 1 euro
Info
060608 www.museicapitolini.org
Facebook @MuseiCapitolini - Twitter @museiincomune - Instagram @Museiincomuneroma
#dedicalarte
La  Caffetteria Capitolina resterà aperta e a disposizione del pubblico fino alle ore 24.

Collio Day: al via il Grand Tour del vino friulano e lo stivale si tinge di giallo

Un giorno per bere Collio e conoscere, dal nord al sud d’Italia, una denominazione rinomata in tutto il mondo. A Roma l'evento si svolgerà a cura della delegazione Ais Lazio presso l'A.Roma Lifestyle Hotel.



Si terrà domani 24 novembre la quarta edizione del COLLIO DAY, grazie alla preziosa collaborazione con l’AIS che ospiterà in 15 sedi sparse in tutta Italia le aziende del Collio. L'evento, ricordo, nasce per promuovere un territorio dalla lunga storia vitivinicola, conosciuto in tutto il mondo per i suoi grandi vini bianchi, che ha saputo fare della tradizione e dell’innovazione i suoi punti di forza.

Oltre 50 saranno le aziende partecipanti, divise tra 15 città italiane, che offriranno una panoramica delle migliori produzioni del Collio tra vini autoctoni, internazionali e Collio Bianco di diverse annate, accompagnati dai prodotti del Consorzio Montasio e del Prosciutto Crudo.

Come di consueto quello di Collio Day sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’enologia e della cucina di un angolo del Friuli Venezia Giulia che coinvolgerà le città di Roma, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Napoli, Bari, Venezia, Padova, Ancona, Perugia, Torino, Treviso, Piacenza e Catania. Il giallo, colore distintivo dei vini e dell’immagine di questo territorio, invaderà nello stesso giorno parecchie enoteche di questi capoluoghi italiani, dove i produttori del Collio proporranno in degustazione le loro etichette: dagli autoctoni Friulano e Ribolla Gialla, al Collio Bianco, uvaggio simbolo del territorio, fino al Pinot Grigio coltivato nel Collio da più di 150 anni.

Segui l'evento su www.facebook.com/events/224176781337304/

COLLIO DAY
Delegazione: Roma
24 Novembre 2016 dalle ore 18.30 - A. Roma Lifestyle Hotel Via Giorgio Zoega 59, Roma

“Cantine Aperte a Natale”: in Toscana per regalare un’esperienza unica

Torna domenica 11 dicembre l’evento natalizio promosso dal Movimento Turismo Vino Toscana

Caccia al voucher regalo per visitare le cantine: la nuova idea lanciata da MTV Toscana per questa edizione. Decine di cantine apriranno le porte ai visitatori e con 50 euro di spesa in vino, i wine lovers riceveranno un voucher per una visita in cantina valida per due persone. 

Torna in tutta la Toscana domenica 11 dicembre (e in alcuni casi già a partire dal giorno precedente) il grande appuntamento con “Cantine Aperte a Natale”, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana. E quest’anno è caccia alla bottiglia nelle tante cantine che hanno deciso di sposare l’iniziativa “A Natale regala una cantina”, un modo nuovo per vivere questa giornata di festa da passare per cantine. «Invitiamo tutti a venire nelle nostre cantine per conoscere la passione e le emozioni che danno vita ai vini delle nostre aziende – spiega il Presidente del Movimento Turismo Vino Toscana, Violante Gardini – per questo nell’occasione di Cantine Aperte a Natale abbiamo voluto creare per i nostri ospiti la possibilità di “conquistare” un voucher-regalo che darà la possibilità anche ad altre persone di venirci a trovare».

 “A Natale regala una cantina”. Nelle decine di cantine toscane aderenti all’iniziativa, a fronte di una spesa di 50 euro per l’acquisto di vino durante la giornata di Cantine Aperte a Natale, regaleranno un voucher valido per una visita per due persone nella stessa cantina dove è stato effettuato l’acquisto. Il voucher potrà essere utilizzato dal 10 gennaio al 31 marzo 2017. Molte saranno anche le attività create ad hoc dalle cantine per accogliere i visitatori creando un’atmosfera diversa: non solo la classica visita con degustazione ma anche spettacoli, musica, apertura di bottiglie di vecchie annate  e tanto altro in un’esperienza natalizia tra le botti.

Cantine Aperte. E’ l’evento enoturistico più importante in Italia nel suo genere. Dal 1993, varie occasioni durante l’anno, a partire da maggio e fino a Natale appunto, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino che garantisce ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

Il programma delle singole aziende e tutte le informazioni su Cantine Aperte a Natale in Toscana è disponibile sul sito www.mtvtoscana.com