martedì 31 luglio 2018

Vino&Ricerca, a Bordeaux lo stato dell'arte su genetica e selezione della vite

Patrocinata dall'OIV, si è svolta a Bordeaux (Francia) dal 15 al 20 luglio 2018 la 12ª conferenza Grapevine Breeding and Genetics 2018. Nel 2014 l'11ª edizione si svolse a Yanqing (Cina). 




La conferenza è stata un'eccellente occasione per avere una visione d'insieme dei progressi realizzati nelle strategie di riproduzione e in tutti gli ambiti scientifici legati direttamente o indirettamente alla selezione della vite.

Con oltre 70 relatori, 330 partecipanti e 26 paesi in rappresentanza dei 5 continenti, la GBG2018, patrocinata dall'OIV, ha consentito di affrontare un'ampia varietà di tematiche, tra cui la conservazione e l'ampliamento delle risorse genetiche, la caratterizzazione genetica, fenotipica e fisiologica delle popolazioni di vite e la caratterizzazione funzionale dei geni coinvolti nel controllo dello sviluppo, della maturazione e della composizione degli acini e nell'adattamento allo stress biotico e abiotico.

L'OIV è stata rappresentata dal capo dell'unità Viticoltura, Alejandro Fuentes Espinoza, che ha potuto incontrare diversi esperti del settore e presentare il ruolo dell'OIV e i lavori in corso nel Gruppo di esperti "Risorse genetiche e selezione della vite" (GENET) dell'Organizzazione.

L'OIV, organizzazione di carattere scientifico e tecnico, lavora da diversi anni sulla caratterizzazione e la valutazione dei principi e dei metodi di produzione e di selezione sostenibile delle risorse genetiche della vite. Si tratta infatti di un asse strategico importante al fine di produrre adeguate risposte al settore vitivinicolo.

Tutte le tematiche affrontate durante la conferenza hanno dato vita a significativi scambi di dati e informazioni che sono al centro delle sfide della viticoltura di domani per quanto concerne la sostenibilità.

Vino&Clima. Vendemmia anticipata in Germania causa ondata di caldo. Temperature mai registrate prima nella storia tedesca

L'Istituto tedesco del vino ha annunciato l'anticipo della vendemmia 2018 causa ondata di caldo anomalo che quest'anno ha colpito la Germania come mai avvenuto prima d'ora con la raccolta delle uve ai primi di agosto. Questo potrebbe essere solo l'inizio, i ricercatori prevedono ondate di calore più estreme in futuro. Intanto il governo valuta misure straordinarie di aiuto per siccità.




L'ondata di caldo anomalo che ha colpito la Germania causerà l'anticipo della vendemmia 2018, con la con la raccolta delle uve a partire già dalla prossima settimana. Si inizierà il 6 agosto con i vigneti del comune di Lörzweiler della Renania-Palatinato, appartenente al circondario di Magonza-Bingen.

In questa regione della Germania l'ondata di caldo ha superato il record stabilito nel 2014, a conferma che gli effetti del cambiamento climatico in Europa sono sempre più visibili L'Istituto tedesco del vino ha annunciato lunedì scorso che mai in passato una vendemmia era cominciata così presto. L'anno scorso era iniziata il 16 agosto e negli anni di caldo record, 2007, 2011 e 2014, la vendemmia era iniziata l'8 agosto.

In alcune regioni della Germania si è registrato un caldo mai registrato prima nella storia tedesca e la ministra dell'agricoltura cristiano-democratica, Julia Kloeckner, sta valutando misure straordinarie di aiuto all'agricoltura per la siccità. Le associazioni agricole tedesche hanno chiesto un'aiuto per 1 miliardo di euro.

Buescher ha osservato che l'attuale fase di sviluppo delle viti era di circa 3 settimane in anticipo rispetto alla media dei 30 anni. Le misurazioni a lungo termine nella regione viticola della Rheingau in Germania mostrano una tendenza accelerata e ininterrotta verso temperature medie più calde dal 1988.

Certo è che per alcuni viticoltori, l'estate calda e lunga di quest'anno conferisce loro un vantaggio competitivo rispetto ai produttori di paesi come l'Italia, dove i raccolti di solito iniziano prima rispetto alla Germania. Tuttavia, la scarsità di precipitazioni verificatasi negli ultimi mesi è estremamente problematica per il settore agricolo tedesco nel suo insieme. I coltivatori di cereali hanno pubblicamente messo in guardia sul fatto che molti di loro devono affrontare la prospettiva del fallimento a causa di un previsto calo dei raccolti.

Commentando l'ondata di caldo in corso che ha colpito Germania e gran parte dell'Europa, l'Istituto di Potsdam per la ricerca sull'impatto climatico (PIK) ha evidenziato che le temperature considerate ancora insolite per luglio potrebbero diventare normalità in Europa nei prossimi decenni.

"In Germania, le temperature medie sono già aumentate di 1,4 gradi dalla rivoluzione industriale", ha dichiarato agli organi di stampa il ricercatore del PIK Fred Hattermann. Le temperature medie più elevate causate dalle emissioni di gas a effetto serra potrebbero portare a ondate di calore più estreme in futuro.

lunedì 30 luglio 2018

Champagne, vendemmia 2018: una campagna vinicola fuori dagli schemi ma in linea con le prospettive commerciali

Champagne, previsioni per la vendemmia 2018: fioritura precoce e bel tempo a luglio portano a una raccolta anticipata in agosto. Resa commerciabile pari a quella del 2017 ed in linea con le prospettive per l'export. Riserva interprofessionale garantita.




Nel contesto di un mercato dello Champagne che si attende stabile nel 2018 e in leggera crescita nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda l’export che rappresenta ormai più del 50% dei volumi spediti, nella riunione del 24 luglio a Epernay vigneron e maison della Champagne hanno determinato una resa commerciabile per la vendemmia 2018 a 10.800 kg/ha, pari a quella del 2017. Questo volume garantisce un approvvigionamento conforme alle esigenze degli operatori e mantiene un livello di stock globale equilibrato per la filiera.

La vendemmia 2018 si annuncia generosa in termini di volumi e, ad oggi, promette di garantire un buon livello qualitativo. Dovrebbe inoltre consentire la ricostituzione della riserva interprofessionale, ampiamente utilizzata durante le ultime due campagne. La riserva è curata dal CIVC, ovvero il Comité interprofessionnel du vin de Champagne, uno degli organismi più importanti e rappresentativi della Champagne che appunto annovera tra i propri ruoli quello di gestire l’offerta e la domanda in modo che non ci sia mai un eccesso o una carenza di vino sul mercato mondiale. In sostanza, i vigneron, oltre a quello che possono raccogliere, sono autorizzati a mantenere quella che viene chiamata una riserva per stock, cioè di vino base non ancora spumantizzato, e che sono autorizzati, nei limiti stabiliti, a conservare per l’utilizzo delle produzioni future. Questa riserva di magazzino è vitale poiché nei casi di eccessi di raccolto, questi vanno a compensare le carenze di quelli rovinati da agenti atmosferici avversi come ad esempio la grandine.

Una campagna vinicola fuori dagli schemi. In Champagne l’inverno è stato eccezionalmente piovoso, con precipitazioni totali nel periodo novembre 2017 - gennaio 2018 di 345 mm. Un nuovo record che supera i 338 mm del 1965. Da aprile a giugno, il soleggiamento totale di 750 ore (contro una media di 630 ore) e le temperature al di sopra della media decennale hanno portato a uno sviluppo della vegetazione molto rapida.

La fioritura si è sviluppata precocemente all’inizio di giugno e il bel tempo che persiste da luglio porteranno a una raccolta anticipata, che dovrebbe iniziare nell'ultima decade di agosto. Negli ultimi 15 anni, la vendemmia 2018 sarà la quinta a svolgersi in agosto. Il riscaldamento globale è una realtà anche per gli Champenois che hanno modificato le loro pratiche viticole per adattarsi a questa situazione e per ridurre la loro impronta carbonica.

Francia, verso una definizione legale di "vino naturale"

Presentata questo mese una mozione da parte della Ligue du Sud, per lanciare un comitato investigativo che cercherà di definire legalmente il termine "vino naturale" in Francia. La proposta è stata deferita alla Commissione per gli affari economici in attesa di una sua adozione.




Marie-France Lorho, del partito della Ligue du Sud, ha presentato la proposta il 16 luglio scorso all'Assemblea nazionale per definire e legalizzare un protocollo nella produzione del c.d. vino naturale, includendo l'uso dei solfiti nella vinificazione e proteggerne il suo status all'interno del paese.

"È con la volontà di proteggere e incoraggiare coloro che lavorano nel rispetto dell'ambiente e lavorano per la ricchezza della nostra terra, che proponiamo la creazione di una commissione di inchiesta per la definizione precisa di cosa sia un vino naturale," dichiara Lohro nella mozione.

"Definire il vino naturale significa riconoscerne l'individualità", prosegue la mozione, "... è lasciarsi sorprendere dai sapori atipici e dal saper fare dei nostri vignaioli. Infine definire il vino naturale permetterà di tutelare il consumatore prima che la produzione su vasta scala entri in possesso delle sue convenzioni per scopi commerciali".

E' noto anche che il governo francese preme perché venga stilato ufficialmente un regolamento, anche in tutela del consumatore. Come ebbe a dire Eric Rosaz, manager della sezione enologica dell’INAO, l’autorità francese che controlla oltre 350 denominazioni di vino in Francia: “Che cosa percepisce il consumatore con questo termine?” 

La mozione di Lohro, se accettata, vedrà una commissione di inchiesta di 30 persone per tentare di definire legalmente cosa sia il vino naturale. Gran parte del documento utilizza parametri già stabiliti dalla Natural Wines Association (AVN). Questo infatti, non è il primo tentativo rivolto a dare un volto comune al vino naturale. L'INAO nel 2016 avanzò una mozione a seguito di un’istanza partita dai produttori biologici ma il tentativo non ebbe alcun seguito dopo il fallimento di un accordo con la rappresentanza dei produttori di vino della Confederazione Nazionale dei Produttori di Vino e Distillati di Vino DOC (CNAOC). Il direttore della confederazione, Eric Tesson, dichiarò, a La Revue de Vin France, che se potessimo trovare un termine meno polarizzante ('naturale') potremmo essere in grado di trovare un accordo comune. Ma in sostanza, come ebbe a dichiarare il capo del progetto Emmanuel Cazes - enologo di Rivesaltes - la CNAOC non è pronta a consentire l'entrata di una nuova classificazione all'interno del sistema delle denominazioni. Per loro, i prodotti organici sono  qualcosa di trasgressivo perché crea una denominazione a due livelli e riconoscere le pratiche del vino naturale mette in discussione molte cose.

Tesson ha affermato che ci sono solo 20 persone in Francia che vogliono davvero il controllo della produzione di vino naturale. Questo termine non viene usato dai produttori, e che la dicitura in etichetta "vino prodotto senza additivi" risulta abbastanza chiara e quindi qualsiasi regolamentazione o regolamento non ha alcuno scopo. Tesson ha inoltre sottolineato che, per quelli del movimento organico, il termine "naturale" è considerato "concorrenza sleale".

Enoturismo. Con le feste del vino alla scoperta dei borghi della Tuscia

Oltre 150 appuntamenti nei Comuni di Lubriano, Civitella d’Agliano, Tarquinia, Gradoli, Montefiascone, Castiglione in Teverina, Vignanello e Acquapendente. Fino al 31 agosto.




Le Feste del Vino della Tuscia tornano a essere protagoniste nei borghi di Acquapendente, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Gradoli, Lubriano, Montefiascone, Tarquinia e Vignanello. Oltre 150 appuntamenti previsti tra degustazioni guidate dei vini del territorio, assaggi di prodotti tipici locali negli stand enogastronomici, visite guidate a cantine e vigneti, esibizioni folcloristiche, cene in piazza e nelle taverne, spettacoli musicali, eventi culturali e attività per bambini.

Un ricco programma iniziato a metà luglio e che proseguirà fino al 31 agosto. In scaletta la 35a “Festa del Vino Colli del Tevere” a Castiglione in Teverina (1-5 agosto); la 60a “Fiera del Vino” di Montefiascone (2-15 agosto); la 49a “Festa del Vino” di Vignanello (10-15 agosto); i “Vini del Barbarossa” ad Acquapendente il 10 e il 31 agosto; la 30a edizione di “Aleatico in festa” a Gradoli (3-5 agosto e 10 agosto);  la 49a “Festa del Vino” di Vignanello (10-15 agosto) e per finire la 12a edizione di “DiVino Etrusco” a Tarquinia (23-26 agosto).

“Le Feste del Vino – ha dichiarato Luigia Melaragni, vicepresidente della Camera di Commercio Viterbo – contribuiscono alla crescita del turismo enogastronomico nella Tuscia, l’unico negli ultimi anni ad aver segnato in Italia una crescita costante e che consente ai turisti e visitatori di scoprire  attraverso i prodotti tipici, l’identità, le tradizioni, l’artigianato, i paesaggi, la storia e la cultura di un territorio”.

Per informazioni su eventi, itinerari enogastronomici e offerte ricettive: www.tusciawelcome.it

venerdì 27 luglio 2018

Enoturismo. Sky Wine fa tappa a Maenza, tra arte, storia e cultura un itinerario ad hoc con protagonisti vini bianchi e bollicine

Sky Wine sbarca a Maenza, borgo medioevale nell'Agro Pontino, per un week end all'insegna della cultura e dell'arte unite alle eccellenze enogastronomiche di questo territorio.  Protagonisti assoluti i vini bianchi e i spumanti con percorsi di degustazione guidati e convegni dedicati alle tecniche di spumantizzazione.




La rassegna enologica Sky Wine celebra la bellezza del Borgo Medioevale di Maenza e torna in scena con una degustazione d'eccellenza di vini bianchi e vini spumanti delle migliori aziende territoriali e nazionali. Tante le etichette presenti declinate e differenziate per tecnica di produzione: metodo Champenoise, meglio conosciuto come Classico o Tradizionale e il metodo Martinotti o Charmat; tutte produzioni di territori emergenti con accostamenti gastronomici ai prodotti del territorio, per valorizzare contestualmente la secolare arte vinaria e la tipicità locale. 

A fare da cornice all'evento, tra storia, arte e cultura, il Borgo Medioevale di Maenza, ad iniziare dalle famose casate che ebbero come feudo il paese. La solennità del Castello Baronale e la bellezza degli altri edifici storici come la Loggia dei Mercanti – Chiesa di San Giacomo, completeranno il percorso che avvolgerà i visitatori in un'atmosfera senza tempo.

L’apertura al pubblico dell’evento è in programma nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 luglio (dalle 17.00 alle 23.00).

Sky Wine con questa nuova tappa si conferma come format unico nel suo genere e che si evidenzia proprio nella creazione di percorsi ad hoc rivolti alla scoperta delle più prestigiose produzioni enologiche ed agroalimentari in contesti storici d’eccezione. La proposta eno-turistica della manifestazione ha infatti come obiettivo anche la contestuale valorizzazione dei luoghi storico-artistici della Provincia di Latina. Importante sottolineare che alla rassegna interverranno direttamente le aziende ed i produttori, esclusivi testimoni delle storie dei vini in degustazione.

Oltre al percorso enologico, sono in programma convegni dedicati alle tecniche di spumantizzazione, dove docenti, sommelier, enologi e chef condurranno i visitatori in approfondimenti e degustazioni guidate con accostamenti gastronomici.

Previste esibizioni musicali ed intrattenimenti nei percorsi esterni di collegamento tra le location. Presso il Castello Baronale sarà visitabile l'esposizione “Vite a rendere”, un progetto artistico che trae linfa dal recupero della memoria e dalle storie di vita dei vignaioli dei Castelli Romani.

AGROALIMENTARE: UN BANDO PER VALORIZZARE LE ECCELLENZE DEL LAZIO

E' stata disposta l’indizione di una selezione pubblica per l’erogazione delle agevolazioni a sostegno di eventi e iniziative di promozione e valorizzazione 
dei prodotti agricoli, agroalimentari ed enogastronomici del Lazio.




Contribuire a sviluppare progetti di promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli, agroalimentari ed enogastronomici del Lazio e allo stesso tempo sostenere il turismo e lo sviluppo del territorio: questi gli obiettivi dell’avviso da 150mila euro stanziato da Regione Lazio e Arsial.

Sarà data priorità in particolare ai progetti che faranno rete sul territorio e che prevedano attività di formazione e informazione sul patrimonio delle eccellenze agroalimentari e territoriali del Lazio, incentivandone e valorizzandone la fruizione, e che siano “plastic free”.

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12.00 (ora italiana) del quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione sul sito istituzionale di ARSIAL; e che qualora detto termine ricada in giorni festivi, lo stesso è posticipato alle ore 12 del giorno feriale immediatamente successivo.

Possono partecipare: i Comuni, enti locali in forma singola o associata, privati in forma singola o associata, associazioni, fondazioni, consorzi, comitati e Onlus, organizzazioni professionali agricole, istituti scolastici e università agrarie, che abbiano sede legale e operativa nel Lazio.

“Saranno premiati in particolare i progetti che faranno rete sul territorio, attraverso il coinvolgimento di più soggetti, privato – pubblico, che prevedano attività di formazione e informazione sul patrimonio delle eccellenze agroalimentari e territoriali del Lazio, incentivandone e valorizzandone la fruizione, e che siano “plastic free”, ossia basati sulla totale assenza di uso della plastica monouso, in ossequio alla memoria di Giunta Lazio Plastic Free con la quale abbiamo pianificato gli interventi per la riduzione del consumo di plastica, il riciclo e la lotta all’inquinamento”- così Enrica Onorati, l’assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali.

Qui tutte le info all’avviso pubblico

martedì 24 luglio 2018

Vendemmia 2018, Soave: una stagione favorevole ma complicata, ecco le previsioni dell'annata

Iniziata ad aprile con premesse tutte favorevoli, caratterizzata da piogge limitate e temperature sopra le norme, la stagione 2018 ha manifestato nei mesi successivi tutta la sua particolare e, per certi versi, originale dinamica.



Una stagione con risvolti particolari è quella che si sta per concludere per l’annata 2018 nel territorio del Soave, con temperature leggermente superiori alla media che hanno accelerato le fasi fenologiche e un andamento piovoso che si può definire di tipo tropicale con forti e abbondanti piogge alternate con giornate calde e soleggiate sebbene ventilate.

Germogliamento, fioritura, chiusura del grappolo e invaiatura hanno beneficiato di questo particolare andamento stagionale che prevede quindi un anticipo di qualche giorno della vendemmia per tutte le varietà, ma in particolare per la Garganega.

Anche se la quantità di pioggia non è stata di molto sopra le medie storiche, il protrarsi delle ore di bagnatura, il tempo incerto e le giornate molto ventose hanno condizionato tempi e metodi di intervento.

Una stagione fitosanitaria quindi molto impegnativa per il gruppo dei tecnici che operano nell’ambito del “Modello di gestione avanzata del Soave“ e di conseguenza anche per i viticoltori chiamati ad intervenire in vigna con una certa frequenza per poter garantire il miglior risultato Il monitoraggio costante degli andamenti atmosferici, condivisione e competenze tecniche hanno però permesso di definire una linea di difesa efficace sia contro la peronospora che contro gli altri patogeni prevenendo situazioni critiche e consentendo alle uve di continuare la maturazione in perfetto stato.

Dopo una stagione, la 2017, che ricordiamo negativamente per le gelate e la siccità, il 2018 si sta rivelando come un’annata positiva per i produttori. La Garganega si presenta con grappoli allungati ma molto spargoli, premessa solitamente di annate importanti.

Oggi le riserve idriche nel suolo sono sufficienti per portare a maturazione le uve e la vegetazione si presenta lussureggiante, con una carica di grappoli superiore alla media. Si dovrà quindi operare con una mirata azione di diradamento per i vigneti da rivendicare come Doc, mentre i vigneti più produttivi saranno indirizzati verso altre denominazioni. Ciò consentirà di non andare oltre il carico atteso di 600.000 qli di uva  per una produzione di 420.000 ettolitri tra Soave e Soave Classico in linea con quanto richiesto dal mercato. Un equilibrio raggiunto già lo scorso anno tanto che le giacenze sono oggi al minimo storico ed i prezzi stabili.

«Sul fronte  della difesa fitosanitaria che della gestione delle produzioni, il Consorzio e le sue aziende hanno lavorato con determinazione, coinvolgimento e competenza – dichiara Sandro Gini, alla sua prima vendemmia da Presidente del Consorzio -  Ogni stagione porta esperienza e sorprese, ma date le premesse, siamo convinti che ne uscirà un’ottima annata.»

Made in Italy, l'agroalimentare più green d'Europa. Italiani disposti a pagare fino al 20% in più e all'estero è record storico.

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 295 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con 72mila operatori del biologico, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici irregolari (99,4%). 




E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo alla presentazione del "Rapporto sulla competitività dell`agroalimentare italiano" dell’Ismea nel sottolineare che la distintività è l’arma vincente del Made in Italy a tavola sia a livello nazionale che internazionale.

Lo dimostra – ha sottolineato Moncalvo - la netta prevalenza accordata dagli italiani alla produzione agroalimentare nazionale per qualità, genuinità, tradizione e sicurezza tanto che quasi 2/3 degli italiani sono disponibili a pagare almeno fino al 20% in più pur di garantirsi l’italianità del prodotto che si portano a tavola, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. Un apprezzamento – ha continuato Moncalvo - che va tutelato con la trasparenza dell’informazione sulla reale origine degli alimenti mentre ad oggi nonostante i passi in avanti quasi ¼ della spesa è ancora anonima. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea – ha precisato Moncalvo – che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l’ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie.

Una premessa per chiedere regole anche a livello internazionale dove – ha riferito Moncalvo -  le esportazioni hanno raggiunto un nuovo record storico nel 2018 con un aumento del 3,5% dopo il record di 41,03 miliardi fatto segnare nel 2017. Il nemico piu’ temuto all’estero – ha affermato Moncalvo - è il falso Made in Italy agroalimentare che è salito ad oltre 100 miliardi con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale.

Una realtà favorita dal fatto che troppo spesso – ha denunciato Moncalvo - l’agroalimentare viene considerato moneta di scambio nei negoziati internazionali, dall’embargo russo alla nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada (Ceta) con il quale per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina fino al Gorgonzola, ma è anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. Preoccupano – ha affermato Moncalvo - i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore evidenziati dal rapporto Ismea a danno degli agricoltori, su 100 euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi.

Una situazione che è favorita dalle pratiche sleali nella filiera contro le quali occorre intervenire con norme nazionali e comunitarie alle quali sta lavorando con impegno dall’Europarlamento Paolo De Castro ma la Coldiretti ha avviato ormai da tempo anche l’esperienza dei contratti di filiera che – ha precisato Moncalvo - via via stanno coprendo le maggiori filiere del made in Italy, dal settore della carne bovina con il gruppo Inalca per 125 mila capi, al contratto con Casillo per 6 milioni di quintali  di grano, sino all’ultimo del 28 giugno scorso per 100 mila quintali di olio extravergine d’oliva 100% italiano con Federolio. Il contratto di filiera – ha precisato Moncalvo - è uno strumento dell’economia contrattuale che viene studiato e contrattato tra le parti volta per volta, ma possiamo identificare almeno 3 elementi comuni: il primo riguarda la pluriennalità degli impegni contratti, il secondo riguarda il prezzo pagato dall’industria di trasformazione e il terzo i premi per la qualità. Questo prezzo – ha concluso Moncalvo - deve sempre coprire i costi di produzione dell’agricoltore a cui è agganciato un meccanismo che distribuisce il rischio della variabilità del prezzo negli anni in modo equo tra le parti.

Guide Enogastronomiche. Il futuro riparte dai cuochi, Roma e il meglio del Lazio secondo Gambero Rosso

Esce puntuale come ogni anno la guida Roma 2019 del Gambero Rosso. La 29esima edizione è un istantanea che ben inquadra il profondo processo di rinnovamento dei modelli alla base di un offerta enogastronomica di qualità. Tre Forchette: sei locali al vertice fra città e regione. Beck sul gradino più alto del podio. Tre Gamberi, i nuovi ingressi: Mazzo e Armando al Pantheon. Tre cocotte: arriva Spazio Niko Romito. Tre Bottiglie: Barnaba, l’outsider fra i nomi storici.




Roma conferma la sua capacità di accogliere e di lasciar spazio a tutti. Ma questa volta c’è chi, finalmente, di quello spazio ha fatto tesoro regalando alla Capitale la più importante novità dell’anno: chiaro il riferimento a Spazio, la formula multitasking firmata Niko Romito, rivelatosi l’esperimento più originale in tema bistrot, che si aggiudica subito le Tre Cocotte andando ad affiancare Caffè Propaganda.

Ma per fortuna, nonostante la città non possa vantare ancora la spinta propulsiva che anima altre capitali, nell’ultimo anno qualcosa si è mosso grazie all’intelligenza imprenditoriale di “vecchi” campioni del gusto: è il caso di Angelo Troiani e del “nuovo” Convivio, restyling della struttura e rinascimento culinario; il ristorante si aggiudica, tra l’altro, il premio per la miglior proposta di vino al bicchiere al ristorante. Angelo Troiani è inoltre una delle anime di Assaggia, un altro dei locali premiato come novità dell’anno.

Buone nuove anche nel variegato mondo dei wine bar che arrivano da due capitani di lungo corso come Alessandro Bulzoni, che ha cambiato pelle alla storica enoteca di famiglia trasformandola in enotavola tout-court aggiudicandosi il premio per la miglior proposta di vino al bicchiere al winebar, e Fabrizio Pagliardi, che, dopo Barrique e Remigio, con Barnaba, nuovo Tre Bottiglie, chiude il cerchio dei suoi indirizzi che rendono omaggio a piccole grandi realtà enoiche indipendenti. 

Novità poi fra i tre Gamberi: accanto a Sora Maria e Arcangelo torna un grande classico come Armando al Pantheon ed entra Mazzo, il progetto di trattoria 3.0 firmato da Francesca Barreca e Marco Baccanelli.

Tutte conferme per quanto riguarda le Tre Forchette: la Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri, La Trota di Rivodutri, l’Imago dell’Hotel Hassler, le Colline Ciociare, Il Pagliaccio, Pascucci al Porticciolo.

Per i Tre Boccali sono confermati Open Baladin e l’Osteria di Birra del Borgo.

E veniamo ai premi speciali: Miglior servizio di sala a Metamorfosi, Miglior servizio di sala in albergo a La Terrazza dell’Hotel Eden e Novità dellʼanno ad Assaggia, Barnaba, Spazio Niko Romito, Retrobottega e Torcè.

Prosegue la collaborazione con Associazione Stampa Estera che ha assegnato a Maledetti Toscani, da Roberto e Loretta, La Rosetta, la Parolina, Gruè e il Cannolo Siciliano il proprio Premio Gruppo del gusto.

I PREMIATI

TRE FORCHETTE

95

La Pergola dell'Hotel Rome Cavalieri | Roma

92

La Trota | Rivodutri (RI)

90

Imàgo dell'Hotel Hassler | Roma
Il Pagliaccio | Roma
Colline Ciociare | Acuto (FR)
Pascucci al Porticciolo | Fiumicino (RM)

TRE GAMBERI

Armando al Pantheon - Roma
Mazzo - Roma
Sora Maria e Arcangelo | Olevano Romano (RM)

TRE BOTTIGLIE

Barnaba - Roma

Roscioli | Roma

Trimani | Roma

Del Gatto | Anzio (RM)

TRE BOCCALI

Open Baladin | Roma

L’Osteria di Birra del Borgo | Roma

TRE COCOTTE

Caffè Propaganda | Roma
Spazio Niko Romito | Roma

I Premi Speciali

Le novità dell'anno

Assaggia (Bistrot) | Roma
Barnaba (Wine Bar) | Roma
Retrobottega (Ristorante) | Roma
Spazio Niko Romito (Bistrot) | Roma
Torcè (Gelateria) | Roma

Miglior servizio di sala

Metamorfosi | Roma

Miglior servizio di sala in albergo

La Terrazza dell'Hotel Eden | Roma

Proposta al bicchiere al ristorante

Il Convivio Troiani | Roma

Proposta al bicchiere al wine bar

Bulzoni | Roma

Qualità/prezzo

Assaggia | Roma
Cento | Roma
L'Osteria di Monteverde | Roma
Umami | Roma
Satricvm | Latina
Osteria Numero Sette | Roma
Essenza | Pontinia (LT)
Materiaprima | Pontinia (LT)
Danilo Ciavattini | Viterbo

Premi Gruppo del gusto - Associazione Stampa Estera

TRATTORIA
Maledetti Toscani | Roma
I toscani a Roma fanno sempre colore, ma anche grandi piatti a prezzi per tutti. Una trattoria tra le preferite dai corrispondenti scandinavi.

TRATTORIA
Da Roberto e Loretta | Roma
Da tranquilla trattoria di quartiere, è diventato un posto elegante dove si mangia sempre bene e a prezzi giusti. La cucina romana come la vedono oggi i giornalisti esteri.

RISTORANTE
La Rosetta | Roma
Lo stile di Massimo Riccioli è in costante ricerca. Quando si vuole una sosta gourmet si va alla Rosetta per gustare il meglio della cucina di pesce a Roma e grandi abbinamenti con i vini.

RISTORANTE
La Parolina | Acquapendente (VT)
Un posto meraviglioso, dove Iside e Romano propongono eleganti rivisitazioni della cucina tradizionale e rendono felici italiani e corrispondenti esteri.

CAFFÈ & BAR
Gruè Roma
Innovativa, creativa, giovane, croccante, la pasticceria degli anni Duemila.

GELATERIA
Il Cannolo Siciliano Roma
Agrumi e creme che anche d’inverno fanno rivivere l’estate. Il gelato romano preferito dalla stampa estera.

Agricoltura e ricerca. “I suoli delle Valli del Noce”, la pubblicazione FEM per la gestione sostenibile dei frutteti

Pubblicazione edita da FEM sul tema del suolo quale strumento per la gestione ottimale del frutteto.

Oltre 1.300 trivellate, 227 profili pedologici studiati, 700 campioni di suolo raccolti e analizzati, oltre 2.300 campioni di foglie e più di 800 frutti esaminati. Sono i numeri dello studio contenuto nel volume “I suoli delle valli del Noce” edito dalla Fondazione Edmund Mach e curato da Duilio Porro, Giacomo Sartori e Maria Venturelli.

La pubblicazione che raccoglie i risultati di un progetto realizzato con il supporto di Melinda e delle Casse rurali della Val di Non e orientata allo studio del suolo quale strumento per la gestione ottimale del frutteto, mettendo in correlazione la pianta con il terreno e l’ambiente in cui è inserita,  rappresenta un punto di partenza fondamentale per incrementare la gestione sostenibile dei frutteti inseriti sui suoli delle Valli del Noce ed è uno strumento per fornire indicazioni tecnico-operative utili ad agricoltori e tecnici.

Il consistente lavoro, iniziato nel 2006 è stato sviluppato in varie fasi, a partire dall’elaborazione della carta dei pedopaesaggi e sua fotointerpretazione, dai rilievi di campagna per l’assegnazione delle unità tipologiche di suolo fino alle analisi di laboratorio su suolo, foglie e frutti, recuperando anche una serie di analisi storiche fin dagli anni 80, alle analisi climatiche, agli studi sul bilancio idrico della coltura e ai rilievi biologici per la valutazione della fertilità del suolo.

La caratterizzazione territoriale dei suoli quindi, dal punto di vista pedologico e agronomico (chimico-fisico), tramite le complesse relazioni esistenti con le piante di melo in essi coltivati, soprattutto per gli aspetti legati alle dotazioni nutrizionali, idriche e biologiche, non solo contribuisce alla definizione delle tipicità esistenti, ma è strumento per fornire indicazioni tecnico-operative utili ad agricoltori e tecnici. Finalizzare al meglio le produzioni, anche in funzione di cultivar diverse, in condizioni pedoclimatiche simili è la base per una maggiore sostenibilità della coltura.

Il volume, costituito da 325 pagine, conta la collaborazione di 13 autori. Dotato di un consistente apparato iconografico, con mappe e immagini a corredo, include un corposo allegato con la descrizione sintetica delle Unità tipologiche di suolo rilevate nello studio attraverso le principali caratteristiche pedologiche ed agronomiche in termini idrologici e nutrizionali.

lunedì 23 luglio 2018

Indagine: in Cina l'espressione "Made in Italy" non significa quasi nulla. Nelle ricerche web vino all'1%

In cima alle query associate ad Italia sul web cinese ci sono arredo, design e turismo. Vino solo l'1%.




‘Made in Italy’? In Cina la parola simbolo del lifestyle perde tutto il suo senso evocativo e vale nulla più del suo significato letterale. Lo dimostra il traffico su Baidu, il principale motore di ricerca del Paese, dove la query ‘made in Italy’ è comparsa in lingua cinese nell’ultimo mese solo 20 volte al giorno.

Una goccia in mezzo al mare, se si tiene conto dei 772 milioni di internet user nel Dragone dei record, che in 10 anni ha registrato un’escalation digitale pari al 268%. Lo rivela l’estratto relativo al monitoraggio dell’online della più ampia indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina, condotta in collaborazione con Nomisma Wine Monitor.

Sempre su Baidu (75% delle investigazioni online in Cina) è invece di 9.200 ricerche la media giornaliera per la parola chiave ‘Italia’, una frequenza superiore ad esempio rispetto a quella francese ma che – nelle ricerche correlate – dimostra tutta la non conoscenza, e relativa curiosità, per il Belpaese con domande del tipo: ‘L’Italia è l’Europa?’, ‘Quale Paese è l’Italia?’. In generale, le query associate sono legate a info generali (34%) seguite dai simboli del made in Italy: ‘arredo e design’ (26%) e turismo (23%), con quote minori opportunità di studio (8%), ‘cibo’ (4%) e il vino, che chiude con l’1%. Un dato quello legato al prodotto enologico che cresce fino al 6% nelle ricerche correlate alla Francia, che ci supera anche per turismo (34%) e moda/shopping (13%). Analizzando la verticale sul vino, la parola chiave ‘vino francese’ (circa 800 ricerche al mese nell’ultimo anno) registra il doppio di quelle sul ‘vino italiano’. Quest’ultimo interessa maggiormente i giovani, con il 63% dei curiosi che è under 40, in maggioranza (63%) maschi. Tra le province, per entrambe le keyword, è Guangdong quella in cui si registrano il maggior numero di ricerche, mentre Pechino e Shanghai sembrano riscuotere maggior interesse verso il vino italiano rispetto a quello francese. Infine, il monitoraggio sul principale social cinese, WeChat, rivela come il ‘vino rosso italiano’ risulti essere in ascesa ma ancora lontanissimo dal competitor francese il cui indice – registrato a metà giugno - è di 10 volte più alto (33,360 contro 3,182).

Per Silvana Ballotta Ceo di Business Strategies: “Oltre al monitoraggio sul digitale, il nostro studio comprende l’analisi del mercato e una survey su awareness, percezione e reputazione del made in Italy realizzata sull’upper-class delle metropoli cinesi. I risultati che emergono, seppur sorprendenti, confermano le impressioni di chi come noi presidia il mercato da diverso tempo. Abbiamo perciò voluto dimostrare con i numeri ciò che è il loro sentiment nei nostri confronti, per capire come meglio direzionare il lavoro dell’impresa Italia”.

L’analisi è stata effettuata nel mese di giugno 2018. Tuttavia molti dei risultati rappresentati sui social prendono in considerazione anche gli ultimi 90 giorni antecedenti la ricerca. Le analisi dei profili degli utenti su Baidu sono invece relative agli ultimi 12 mesi (giugno 2017 - giugno 2018). Le ricerche sono state eseguite con keyword in lingua originale e in lingua inglese.

venerdì 20 luglio 2018

Enovitis Extrême, la viticoltura eroica diventa protagonista. Successo della prima edizione in Valle d'Aosta

All'evento presenti oltre 45 espositori con più di 100 macchine in prova e circa 500 visitatori durante la giornata. Luigi Bersano (Consigliere UIV): “Promuovere questa pratica e mandare un messaggio culturale alla politica per la tutela e la valorizzazione dei vigneti eroici”.




“La viticoltura eroica italiana ed europea ha da oggi, finalmente, una manifestazione “dedicata” tesa a valorizzare tante realtà produttive diverse di grande importanza sociale e culturale, oltre che economica. Con Enovitis Extrême siamo riusciti come Unione Italiana Vini, grazie alla collaborazione con CERVIM, VIVAL e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, a completare il quadro delle manifestazioni dedicate alle tecnologie per la viticoltura, insieme a Enovitis in campo e a Enovitis Business di Milano, realizzata in concomitanza con SIMEI. Oltre che un luogo di promozione, questo appuntamento vuole facilitare l’incontro tra produttori e l’offerta dell’industria, ma è anche un’occasione per lanciare un messaggio culturale alla politica, alle istituzioni e ai mercati sulla necessità di salvaguardare, tutelare e valorizzare questa nicchia della viticoltura”.

Così Luigi Bersano, consigliere di Unione Italiana Vini, interviene durante la prima edizione di Enovitis Extrême, la nuova fiera dinamica e itinerante dedicata al mondo della viticoltura eroica organizzata da UIV in collaborazione con CERVIM (Centro Ricerca per la Viticoltura di Montagna), con il supporto di VIVAL (Associazione Viticoltori Valle D’Aosta) e il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Come vi avevo annunciato la manifestazione si è svolta ieri, giovedì 19 luglio, a Quart (AO) nei suggestivi vigneti della Società agricola Grosjean Vins, una realtà che conduce direttamente circa 15 ettari di vigna e produce poco meno di 150.000 bottiglie ogni anno. Oltre 500 i visitatori che hanno contribuito a fare dell’evento un momento qualificato di confronto e aggiornamento professionale, che ha consentito a più di 45 espositori con più di 100 macchine in dimostrazione di presentare le innovazioni possibili per l’affascinante sistema della viticoltura eroica.

Numerosi i visitatori giunti – oltre che dalla Valle d’Aosta e dal Piemonte – da Lombardia, Veneto, Toscana, Liguria, Puglia e Lazio e, a testimonianza del valore della pratica ‘eroica’ in Europa, da Francia, Svizzera, Spagna e Belgio.

giovedì 19 luglio 2018

Export agroalimentare, nei primi 5 mesi del 2018 l'Italia corre più dei competitor

In uno scenario di mercato poco favorevole agli scambi commerciali internazionali, l’agroalimentare italiano continua la sua corsa nelle esportazioni, mettendo a segno una crescita nei primi 5 mesi dell’anno pari al +3,5%, una tra le performance più alte se confrontate con i diretti competitor - solo la Francia cresce di più +4%) - mentre la Germania non va oltre il +1%, la Spagna arretra dell’1%, Usa -8%. 



Merito di dinamiche di crescita non solo nei mercati tradizionali (Ue e Nord America, dove i prodotti italiani “sovraperformano” la variazione media delle importazioni) ma anche in quelli “emergenti” dell’Est Europa. È il caso della Polonia, le cui importazioni di Food&Beverage dall’Italia sono aumentate negli ultimi cinque anni di oltre il 46%, un mercato che sarà oggetto di approfondimento – assieme agli impatti della Brexit – del Forum Agrifood Monitor 2018 che si terrà il prossimo 28 settembre a Bologna.

Tra inasprimento dei dazi, ritorno al protezionismo, accordi di libero scambio non ratificati e la Brexit alle porte, l’export agroalimentare dell’Italia in questo (quasi) primo giro di boa del 2018 continua a correre mettendo a segno un +3,5% rispetto all’anno precedente (gennaio-maggio 2018 su stesso periodo 2017 a valore).

“Non dobbiamo però farci ingannare, dato che al momento ci troviamo ancora in una fase di “minacce” e non di “ostacoli” nel senso che tutte le problematiche appena descritte prefigurano uno scenario futuro benché potenzialmente imminente.” ricorda Denis Pantini, Responsabile Area Agroalimentare di Nomisma. In effetti, andando ad analizzare la crescita dell’export italiano per singolo mercato di destinazione, si evince come in molti di quelli oggi sotto “osservazione” per i rischi sopra citati, le esportazioni agroalimentari del nostro paese stanno correndo più di quelle dei concorrenti.

Se negli Usa le importazioni totali di prodotti agroalimentari hanno fatto registrare (a valore) un calo del 4% nel periodo analizzato, quelle dal nostro paese sono invece cresciute del 4,5%. Trend analogo in Canada: a fronte di una riduzione dell’import agroalimentare complessivo del 6,8%, quello di prodotti italiani è aumentato del 4%. Venendo in Europa si registra un incremento dell’import agroalimentare dall’Italia del 2,6% nel Regno Unito (rispetto ad un -2,4% a livello totale) mentre in Germania le importazioni dall’Italia sono cresciute del 5,8%. Infine il Giappone, con il quale si è appena chiuso l’Accordo di Partenariato Economico (Jefta) dove anche in questo caso l’import agroalimentare dal nostro paese è cresciuto del +1,6% contro una riduzione complessiva del 5,3%.

In buona sostanza “un’Italia in netta controtendenza che “fa meglio del mercato”, per usare un termine tanto caro ai trader di Borsa, e che invita a valutare con attenzione i possibili impatti per il settore agroalimentare italiano che potrebbero derivare da una riduzione della spinta propulsiva che il commercio internazionale ha impresso alla crescita delle nostre imprese”, conclude Pantini.

Spinta propulsiva che, in una comparazione tra top exporter in questa prima parte dell’anno, sta ponendo l’Italia al di sopra di tutti, eccezion fatta per la Francia che ci supera per pochi decimali in termini di crescita nell’export. Merito anche dei buoni risultati registrati al di fuori dei mercati tradizionali dell’Europa Occidentale o del Nord America come nel caso del Messico (dove l’export agroalimentare italiano cresce del 23%), della Corea del Sud (+20%), della Romania (+13%) o della Polonia (+8%), dove negli ultimi cinque anni le importazioni di food&beverage dal nostro paese sono aumentate del 46%, grazie anche ad un consumatore locale che ha potuto godere di un maggior livello di benessere e che in prospettiva dovrebbe veder crescere ancora i propri redditi (+18% le previsioni di aumento del pil pro-capite in Polonia nel prossimo quinquennio).

Ed è proprio in relazione a queste performance e al ruolo fondamentale dell’export per la sostenibilità economica delle nostre imprese agroalimentari che la valutazione delle opportunità esistenti nonché dei possibili impatti derivanti dalle diverse minacce che si prospettano all’orizzonte dello scenario di mercato saranno i due temi di approfondimento che il Forum Agrifood Monitor 2018 affronterà il prossimo 28 settembre. Il Forum sarà occasione per esaminare i possibili effetti derivanti dalla Brexit sul sistema agroalimentare italiano e per analizzare il posizionamento, reputazione e percezione che il food&beverage (in particolare i salumi “made in Italy”) detiene presso il consumatore polacco.

Formazione. L’ AgriAcademy di Ismea fa tappa a Bari. 80 giovani agricoltori per la formazione 4.0

Dopo la sessione di Roma e Bologna, le master class di Agricoltura 4.0, digital transformation, internazionalizzazionee marketing si spostano dal 20 al 22 luglio nel capoluogo pugliese. 80 i giovani agricoltori coinvolti, dei 206 ammessi al Programma di formazione.




Si confronteranno su tematiche innovative, ascolteranno esperienze e testimonianze da cui trarre ispirazione, si divideranno in gruppi e, con l’aiuto di professionisti del settore, presenteranno, alla fine del percorso formativo, un proprio progetto di impresa agricola all’avanguardia. Questa la sfida per 80 giovani agricoltori, 17 donne e 63 uomini,che dal 20 al 22 luglio parteciperanno a Bari, all’Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci, al terzo corso dell’Agriacademy di Ismea. 

Si tratta di imprenditori under 40, titolari di aziende agricole selezionate in base alla vocazione all’export e/o innovazione, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e multifunzionalità.Alla tappa di Bari ci saranno soprattutto aziende del sud, provenienti prevalentemente da Puglia, Calabria, Sicilia, Campagna e Lazio, ma anche da Toscana e Sardegna. 

COM’E’ STRUTTURATO IL CORSO

Lezioni frontali in aula, laboratori pratici, testimonianze e momenti sociali informali servono a stimolare l’attività di netwoking, mentre gli argomenti trattati spaziano da tematiche di stringente attualità come l’agricoltura 4.0, la smart agrifoode la digital transformation, alle strategie di marketing, brand management, e internazionalizzazione.

A facilitare i momenti di condivisione, accoglienza e networking, il team di Vazapp che attraverso il format Contadinner aiuterà i giovani a creare relazioni profonde,sia professionali che di amicizia. Un nuovo modello di networking unico nel suo genere. “Far sentire a casa le persone” questo è l’obiettivo della Contadinner, quando ti senti a casa ti fai casa per accogliere la diversità dell’altro, esci fuori dalla solitudine, dall’individualismo e benedici chi ti sta affianco, il confinante in questo caso. All’interno del team, architetti, social media manager, motivatori, fotografi, videomaker professionisti e docenti dell’Università di Foggia che, rielaborando i dati raccolti durante Le serate, daranno spunti di riflessione a chi si occupa di agricoltura e vorrà accogliere i sogni e i bisogni delle giovani aziende. 

#AgriAcademyè il programma di alta formazione su innovazione ed export promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalie rivolto, in totale, a 206 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Prevede due week end, uno estivo e uno autunnale, in tre sedi diverse: Roma, Bologna e Bari. Il corso di Bari segue l'alta formazione che si è tenuta a Roma dal 22 al 24 giugno e a Bologna dal 12 al 14 luglio. 

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio e l’Osservatorio Smart Agrifood. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note. 

Per saperne di più www.agriacademy.it/ 

Agricoltura e ricerca, CREA: ricerca e innovazione in campo per una filiera cerealicola di qualità 100% italiana

Le innovazioni in agricoltura per le colture di pieno campo di cereali a paglia e specie orticole, dalla meccanizzazione alle tecnologie e alle tecniche agronomiche che aumentano le rese in maniera sostenibile, all’agricoltura di precisione e alla conservativa, fino all’orticoltura di precisione. In poche parole: valorizzazione della filiera cerealicola di qualità. 




Saranno questi i temi al centro dell’evento di domani Nova Agricoltura in campo, organizzato dal CREA, in collaborazione con Edagricole, a Foggia, presso la sede del CREA Cerealicolture e colture Industriali (S.S. 673 km 25,200).

Gli imprenditori e i produttori agricoli, quindi, potranno toccare con mano le principali innovazioni disponibili per una gestione sostenibile delle attività colturali, sia da un punto di vista ambientale che economico. I ricercatori del CREA, infatti, illustreranno le nuove tecniche di miglioramento genetico per il potenziamento quali-quantitativo delle produzioni di interesse agronomico e le tecnologie applicate ai droni per la caratterizzazione delle varietà. Ma non solo. Lo sviluppo di sensori per il monitoraggio delle informazioni ambientali (pianta/suolo/aria) e di software per l’elaborazione dei dati, e, l’internet of things, nuove tecnologie cioè in grado di certificare la qualità, l’origine e le tecniche di produzione nel mercato interno, ma anche in quello internazionale.

«Giornate come queste – commenta Salvatore Parlato, Presidente del CREA durante il convegno Ricerca e innovazione per la filiera della pasta 100% italiana – sono particolarmente significative per illustrare le potenzialità degli strumenti innovativi disponibili per la salvaguardia e la valorizzazione diun’eccellenza italiana, quella del grano duro e della sua filiera. L’agricoltura 4.0, in particolare, introduce un nuovo paradigma nella definizione e gestione delle filiere, sfruttando le potenzialità delle tecnologie digitali non solo per migliorare gli aspetti della produzione, ma per migliorare e certificare le caratteristichequalitative, nutrizionali e ambientali dei prodotti agli occhi di un consumatore sempre più esigente ed attento alla qualità, alla storia e alle condizioni ambientali del prodotto».

«Innovazione e qualità, un binomio inscindibile per rafforzare la competitività dell’agroalimentare italiano - spiega Alessandra Pesce  Sottosegretario di Stato delle politiche agricole alimentari e forestali. «L’incontro tra la domanda e l’offerta di ricerca permetterà di avere un’agricoltura sempre più sostenibile che premi non solo gli imprenditori e i produttori ma anche i consumatori sempre più attenti alla salvaguardia dell’ambiente e alla qualità del prodotto finale».

Viticoltura e Ricerca, Drosophila suzukii: analizzati i marcatori rilasciati dall'insetto durante l’oviposizione. Saranno utilizzati nella lotta integrata

L’unità di entomologia agraria di San Michele all’Adige ha caratterizzato per la prima volta i marcatori rilasciati da Drosophila suzukii - meglio conosciuto come moscerino della frutta -  durante l’oviposizione per utilizzarli nella lotta integrata. Per la ricerca premiata al Congresso europeo di Entomologia Gabriella Tait, dottoranda FEM. 





Gabriella Tait, dottoranda alla Fondazione Edmund Mach, è stata premiata per la sua presentazione orale all’undicesimo Congresso Europeo di Entomologia svoltosi dal 2 al 6 luglio a Napoli. La ricercatrice trentina ha convinto la giuria di esperti con uno speech sulla lotta integrata al moscerino della frutta Drosophila suzukii. L’unità di entomologia agraria di San Michele all’Adige, infatti, per la prima volta ha caratterizzato i marcatori rilasciati dagli insetti durante l’oviposizione come possibili strumenti per interferire sulla diffusione della Drosophila, specie aliena particolarmente dannosa per i piccoli frutti.

Gabriella Tait, laureata in Biologia a Pavia e vincitrice di una borsa di dottorato in convenzione con l’Università degli studi di Udine, ha ottenuto il riconoscimento assieme ad altri quattro studenti da Svezia, Belgio, Polonia e Stati Uniti durante il Congresso organizzato a Napoli dall’Accademia nazionale italiana di entomologia, dalla Società entomologica italiana e dall’Università di Napoli. All’evento, il più importante meeting europeo sul tema, hanno partecipato oltre un migliaio di esperti da 65 Paesi, con 500 speaker intervenuti in cinque giorni.

La presentazione della dottoranda trentina è stata inserita nella sezione “Chemical ecology and multitrophic interactions”. Nei quindici minuti a disposizione, Gabriella Tait ha illustrato il suo lavoro sulle dinamiche di oviposizione della Drosophila suzukii, che hanno messo in evidenza come il parassita tenda a marcare la superficie del frutto con un liquido la cui funzione e presenza non era mai stata evidenziata in passato. Gli esperimenti di laboratorio hanno permesso di definire la composizione del liquido e dimostrare come la marcatura sia in effetti un indicatore per le altre femmine di un buon substrato di crescita per la progenie. In questo modo le femmine di Drosophila risultano attratte dai frutti marcati.

Grazie a queste nuove informazioni sarà possibile mettere a punto nuove tecniche di attrazione, di interferenza e di manipolazione del movimento dell’insetto, basandosi direttamente su ciò che la specie produce naturalmente. Il premio è un’ulteriore conferma del valore della ricerca FEM nel settore entomologico, dopo la realizzazione del primo vigneto vibrazionale al mondo.

venerdì 13 luglio 2018

Vino&Lavoro. Coldiretti: metà dei voucher per la vendemmia, fare presto

Occorre fare presto perché circa la metà dei voucher in agricoltura viene impiegata per la raccolta delle uve. Così Roberto Moncalvo all’Assemblea annuale di Coldiretti. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia che quest’anno parte con gli inizi di agosto.




Il ritorno nei campi dei voucher è stato accolto molto positivamente da parte della Coldiretti, in quanto circa 50mila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia.

E' stato il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, il fautore della reintroduzione dei voucher per le attività in agricoltura e per le colf, una presa di posizione importante che è stata fortemente sostenuta dalla Coldiretti dopo che la riforma ha di fatto azzerato questa opportunità in agricoltura che consente di integrare il reddito delle categorie più deboli ma anche per avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti o mantenere attivi anziani pensionati

I voucher rispondono a esigenze di specifici settori come quello dell’agricoltura, ha detto Di Maio presente all'Assemblea annuale di Coldiretti che si è aperta questa mattina a Roma. "A queste condizioni noi ci stiamo, se invece qualcuno vuole introdurli per sfruttare i lavoratori noi alzeremo un muro di cemento armato". Per quanto riguarda le reintroduzione delle causali nei contratti a termine, il leader del Movimento Cinque Stelle spiega che "i contratti stagionali hanno una loro disciplina, adesso sta girando questa fake news secondo cui io avrei mollato sulle causali dei contratti stagionali, ma i contratti stagionali non hanno mai avuto le causali; hanno una loro disciplina". "Abbiamo reintrodotto, con il decreto dignità, le causali per i contratti a termine generici, quelli che si occupano in generale del tempo determinato”, ha poi continuato Di Maio., concludendo che per scongiurare gli abusi nell’utilizzo dei voucher “dobbiamo scrivere la norma molto bene. La scriveremo insieme alle categorie, insieme a Coldiretti, insieme al mondo rappresentativo dell’agricoltura in modo tale che possano essere funzionali e non uno strumento che si presti ad abusi”.

I voucher erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura è stata l’unico settore che è rimasto praticamente fedele all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati e studenti) a differenza de altri settori. Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri settori. In agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno prima dell’abrogazione circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro che hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne.

Ora occorre fare presto poiché l’estate coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne a partire dalle attività di raccolta di verdura e frutta come albicocche o pesche, fino ad arrivare appunto alla vendemmia che quest'anno inizierà i primi di Agosto e si concentrerà nel mese di settembre. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’ il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta. I voucher sono quindi uno strumento positivo per l’economia e il lavoro dei territori interessati ma sono anche validi nel favorire l’emersione del sommerso.

“L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia” ha detto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando l’importanza di “assicurare al settore uno strumento che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito di cui c’è particolarmente bisogno”.

giovedì 12 luglio 2018

Promuovere la sostenibilità in agricoltura, si rinnova partnership tra FAO ed enti di ricerca italiani

Siglato il rinnovo dell’accordo fra FAO e gli enti di ricerca italiani: CNR, CREA, ENEA, ISPRA. La partnership per promuovere la sostenibilità in agricoltura verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile.




Innovazione agricola, cambiamenti climatici, nuove tecnologie e protocolli per la qualità del cibo e della nutrizione umana, gestione del suolo e delle risorse idriche e qualità degli ecosistemi. Sono questi i temi principali della rinnovata collaborazione fra il CREA, insieme ai CNR, ENEA ed ISPRA, e la FAO.

La partnership, della durata di 3 anni, è fondata sulla condivisione delle conoscenze e sullo sviluppo di nuove iniziative basate su un approccio olistico alla sostenibilità per centrare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per far fronte alla crescente domanda di cibo nel 2050 la produzione agricola dovrà aumentare di circa il 50 per cento rispetto ai valori del 2012 (secondo le stime FAO). La ricerca, quindi, ricoprirà un ruolo cruciale per trovare il giusto equilibrio tra aumentare la produttività agricola, gestire in modo sostenibile le preziose risorse naturali e conservare gli ecosistemi.

«Il trasferimento dell’innovazione verso gli agricoltori, i produttori a livello familiare e i piccoli proprietari – ha dichiarato Salvatore Parlato, Presidente del CREA – è di fondamentale importanza per imprimere un cambiamento significativo nei sistemi agricoli. Non vanno assolutamente trascurate, inoltre, le potenzialità offerte dai 4 maggiori enti di ricerca italiana, che sono in grado di realizzare a pochissima distanza dalle sede della FAO attività dimostrative e di formazione presso le aziende e i centri di ricerca del polo romano».

mercoledì 11 luglio 2018

Ricerca, innovazione e divulgazione, al via in Val d'Aosta Enovitis Extrême, la prima manifestazione dedicata alle tecnologie per la viticoltura eroica

In Val d'Aosta la prima edizione di Enovitis Extrême avrà l'obiettivo di andare incontro alle esigenze delle aziende del settore ‘eroico’ presentando le tecnologie più avanzate in ambito vitivinicolo e le diverse soluzioni per facilitare una tipologia di coltivazione molto impegnativa.




Enovitis Extrême, tutta incentrata sulla viticoltura di montagna, si svolgerà il 19 luglio 2018 a Quart, in Val d'Aosta, presso la storica Società Agricola Grosjean all’interno nel vigneto ‘Rovettaz’. L’evento, dedicato alle tecnologie per la coltivazione dei vigneti eroici in alta quota, è organizzato dall’Unione Italiana Vini in collaborazione con il Centro di ricerca per la viticoltura di montagna (CERVIM), il supporto dell’Associazione dei viticoltori della Valle d’Aosta VIVAL, ed è patrocinato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

Abbiamo accolto con piacere la richiesta di collaborazione di Unione Italiana Vini all’iniziativa Enovitis Extrême che si pone l’obiettivo di valorizzare la pratica della viticoltura eroica, che sul nostro territorio ha un valore culturale e sociale, oltre che economico. Mantenendo l’impostazione di Enovitis in Campo, già collaudata da Unione Italiana Vini, con i quali siamo davvero lieti di collaborare, anche qui in Valle d’Aosta avremo una giornata intera dedicata alle tecnologie per la coltivazione dei vigneti, con particolare attenzione a quelli dedicati in alta quota e con giaciture ad elevata pendenza. Alle prove sul campo e dimostrazioni con attrezzature e macchinari specifici abbiamo voluto inoltre abbinare un momento più tecnico con una tavola rotonda sugli aspetti concernenti la tutela, la valorizzazione e la commercializzazione del settore vitivinicolo a cui parteciperanno oltre all’Assessorato, altri partner con i quali sono in corso collaborazioni specifiche per la promozione del settore” – dichiara l’Assessore all’Agricoltura e ambiente Elso Gerandin.

Con Enovitis Extrême – spiega Ernesto Abbona, Presidente di Unione Italina Vini – la viticoltura di montagna trova la sua vetrina con un appuntamento dedicato alla scoperta dei macchinari, delle innovazioni e delle soluzioni migliori per lavorare in quei territori. Questa manifestazione vuole essere anche un luogo dove confrontarsi sui problemi e sulle prospettive di questa nicchia produttiva di grande valore, ma anche un’occasione per lanciare un messaggio culturale alla politica, alle istituzioni e ai mercati sulla necessità di salvaguardare e sostenere questo settore della viticoltura. Con tali presupposti abbiamo promosso, insieme alla Regione autonoma Valle d’Aosta, a CERVIM e a VIVAL, l’appuntamento di Enovitis Extrême, che Unione Italiana Vini aveva in mente da diversi anni e che ora finalmente è realtà.

Esprimono soddisfazione anche i partner coinvolti nell’iniziativa Roberto Gaudio, Presidente CERVIM e Stefano Celi, Presidente di VIVAL, per un evento capace di unire gli aspetti di ricerca, innovazione e divulgazione, con un’attenzione particolare alle aziende.

Grande soddisfazione infine anche da parte del comune di Quart che accoglie sul proprio territorio l’evento. Commenta così Massimiliano Lale Demoz, Vicesindaco : Il Comune di Quart, grazie alle sensibilità e alle scelte dell’Amministrazione comunale ha saputo mantenere, nonostante la vicinanza alla città di Aosta, una vocazione prettamente agricola, come testimoniano i numerosi vitigni e le numerose ed importanti realtà imprenditoriali presenti in loco. Per queste ragioni e con l’intento di valorizzare le nostre eccellenze locali abbiamo deciso di sostenere, grazie anche all’aiuto della Proloco, che si occuperà di allestire un valido punto ristoro per la giornata, questa interessante iniziativa.

La manifestazione, già collaudata a livello nazionale, vuole andare incontro alle esigenze delle aziende del settore ‘eroico’ presentando anche in Valle d’Aosta le tecnologie più avanzate in ambito vitivinicolo e le diverse soluzioni per facilitare una tipologia di coltivazione molto impegnativa.

Concorsi Enologici. Il Concours Mondial de Bruxelles parte in tour con i vini vincitori dell’edizione n.25

E’ iniziata da Roma la missione promozione del Concours Mondial de Bruxelles, unico concorso itinerante al mondo che toccherà diversi paesi europei, ma anche Usa, Cina e Giappone. Prossima tappa europea nella città svizzera di Aigle, dal 2 al 5 maggio 2019.




Dopo il debutto record in Cina per la sua 25esima edizione da poco conclusa, la storica competizione enologica internazionale porta infatti i vini neo vincitori in giro per il mondo con un tour che, dopo la Capitale, toccherà diversi paesi dell’Europa, ma anche l’Asia, gli Usa e la California. Tappe - in programma per tutto il 2018 e fino ai primi mesi del 2019 - che prevedono il coinvolgimento delle aziende che hanno trionfato a Pechino e un ricco calendario di iniziative, tra cerimonie di premiazione, presentazioni a stampa e influencer, incontri b2b e partecipazioni a eventi di settore.

Per l’esordio del tour, l’organizzazione del concorso ha scelto una delle terrazze più suggestive di Roma, quella di Civita a Palazzo Generali, per premiare i 35 produttori campioni, che hanno permesso all’Italia di entrare nella top 3 dei Paesi per numero di medaglie conquistate quest’anno (434 tra grande oro, oro e argento).

“Il conseguimento di una delle prestigiose medaglie previste dalla competizione – ha detto Thomas Costenoble, direttore delConcours Mondial de Bruxelles - è solo un punto di partenza per le aziende vincitrici. Il nostro intento è infatti quello di consolidare la visibilità dei vini premiati a livello mondiale e in modo continuato, ma anche favorire contatti strategici a vantaggio della loro distribuzione e commercializzazione. Ciò significa creare occasioni e punti d’incontro decisivi per permettere ai produttori aderenti alla nostra rete di consolidare la propria presenza sul mercato oppure di cogliere nuove opportunità. E la missione promozionale dei prossimi mesi incarna perfettamente questo intento. Non a caso a Roma, accanto alla cerimonia di premiazione, abbiamo organizzato un’esclusiva degustazione per addetti ai lavori con le etichette italiane e una selezione di quelle straniere che sono state riconosciute eccellenti dalla giuria internazionale della gara”.

Nel dettaglio, sono state 14 le gran medaglie d’oro assegnate al Belpaese, 123 quelle d’oro e 297 quelle d’argento. A fare la parte del leone, in particolare, la Puglia, seguita da Sicilia, Veneto e Toscana che oltre ad aggiudicarsi i migliori punteggi in assoluto, hanno conquistato anche tre dei 14 premi speciali previsti dalla competizione: Rivelazione Internazionale 2018 vino rosso (La Togata Riserva 2012 - La Togata, Toscana); Rivelazione Internazionale 2018 vino biologico (Maria Costanza Riserva 2013 - G. Milazzo, Sicilia); Rivelazione 2018 Italia (Papale Linea Oro 2015 – Varvaglione, Puglia).

A stabilirlo, un panel di circa 330 giudici internazionali (di cui 32 italiani), tra giornalisti, buyer, enologi e sommelier, chiamati quest’anno a valutare oltre 9.180 vini provenienti da 48 Paesi. Numeri che confermano quella cinese, che si è svolta a Pechino nel distretto di Haidian, un’edizione da record sul fronte delle iscrizioni e del numero di esperti degustatori partecipanti. Senza dimenticare che l’unico concorso itinerante al mondo ha registrato per il 2018 la partecipazione di due new entry (Albania e Kazakistan) e la grande scalata del Celeste Impero, per la prima volta tra i primi 5 paesi per vini iscritti, subito dopo Francia, Spagna, Italia e Portogallo.

“Quest’anno ci siamo spinti oltre i confini europei – ha aggiunto Thomas Costenoble - consapevoli del ruolo strategico che riveste questa straordinaria nazione nel panorama vitivinicolo mondiale e all’interno della stessa competizione. Oltre ad essere la più grande dell’Asia, la Cina è infatti tra le più dinamiche a livello globale per commercio e consumi e ora anche per numero di vini partecipanti al concorso, più di 480 (+90,2% sul 2017) da oltre 150 aziende. Tale contributo ha, tra l’altro, riscosso un enorme successo tra i giudici coinvolti, colpiti dalla spiccata curiosità dei cinesi verso l’universo vino e dalla loro professionalità nell’approcciare a questo settore”.

Chiusa quindi con successo l’edizione extraeuropea di quest’anno, il Concours Mondial de Bruxelles nel 2019 torna di nuovo nel Vecchio Continente (Aigle in Svizzera, dal 2 al 5 maggio), ma intanto si prepara a sbarcare a ottobre nell’ambasciata del Portogallo in Cina (Pechino) e in Svizzera (Berna) per le prossime tappe del tour promozionale. A seguire, nello stesso mese, sarà la volta di Bratislava in Slovacchia. Chiudono il tour, Cina, Bulgaria, Bruxelles (Salone Megavino, 19-21 ottobre 2018), Tokyo (Wine Complex, ottobre 2018), Shanghai (ProWine China, 13-15 novembre 2018), New York, San Francisco e Parigi (Vinisud, 10 - 12 febbraio 2019).

Formazione. Regione Campania, nasce il primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee

Si è svolta lo scorso 9 luglio, presso il Galoppatoio Monumentale della Reggia di Portici, la presentazione del primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee del Dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli. De Luca: dalla Regione pieno sostegno all'iniziativa.


L'Università Federico II di Napoli arricchirà la sua offerta didattica con il primo corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche Mediterranee. 


Alla presentazione, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha parlato di un'iniziativa che si integra con lo sforzo di valorizzazione di tutto il comparto agroalimentare della Campania, a cominciare dal rilancio del settore vinicolo con la presenza coordinata di tutti i produttori regionali in occasione di Vinitaly. De Luca ha anche messo in risalto l'ottenimento, per iniziativa della Regione, del riconoscimento UNESCO come patrimonio dell'umanità dell'arte della Pizza Napoletana. Da anni sono in corso iniziative per valorizzare la dieta mediterranea e questo corso di laurea permetterà di creare nuovi professionisti, non solo strettamente nel settore enogastronomico, anche in campo aziendale ed economico per far crescere tutta la regione e i suoi prodotti di eccellenza. Per questo la Regione è pronta a dare pieno sostengo all'iniziativa, ha concluso De Luca.

All'incontro hanno partecipato Gaetano Manfredi, rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente Crui, Marco Bussetti, ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, Paolo Scudieri, presidente Eccellenze Campane, Aniello Anastasio, vicedirettore Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria Federico II. In sala oltre 40 chef stellati della Campania.

L'Università degli Studi di Napoli Federico II è un'università statale fra le più antiche d'Italia e del mondo che gode di un acclamato prestigio. La sua fondazione risale al 1224, anno in cui l’Imperatore svevo al quale deve il nome ne ufficializzò l’apertura e ad oggi risulta il principale ateneo partenopeo, con rilevanza nell’intero ambito accademico nazionale ed europeo. La Facoltà di Agraria dell’Università ha sede nella prestigiosa Reggia dei Portici e si caratterizza per un’elevata qualità della didattica. Nella sede distaccata ad Avellino si svolgono le attività didattiche del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia.

martedì 10 luglio 2018

Premio Oiv della letteratura vitivinicola, ex equo a l'Italia dei Vitigni di Cotarella e al Manuale di Potatura di Marco Simonit

Il Premio Oiv 2018 nella sezione Viticultura è stato assegnato ex equo a Riccardo Cotarella con il libro “Vinifera - l’Italia dei Vitigni” e Marco Simonit con la "Guide pratique de la taille guyot – Prévenir les maladies du bois’. Ad assegnare i premi la giuria internazionale dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e de Vino, riunitasi a Parigi lo scorso 5 luglio. La cerimonia di premiazione si terrà in ottobre a Parigi.




Un premio ex equo all'edizione 2018 del Premio OIV, che va nelle mani di due dei più influenti attori della vitivinicoltura italiana: Riccardo Cotarella e Marco Simonit, entrambi premiati, come ha tenuto a sottolineare il direttore generale dell’Oiv, Jean-Marie Aurand, “Per il contributo dato alla promozione dell’immagine e della cultura del vino”.

E' considerato un vero e proprio ‘Premio Nobel della letteratura vitivinicola’ quello istituito dall'Organizzazione Internazionale della Vigna e de Vino che, come ogni anno, attraverso una giuria internazionale, premia le 10 alle migliori opere, tra le categorie stabilite relative al settore vitivinicolo, pubblicate nel corso dei due anni precedenti per le quali gli autori o gli editori hanno proposto la candidatura.categorie stabilite e relative al settore vitivinicolo.

Il libro “Vinifera - l’Italia dei Vitigni” di Riccardo Cotarella ed edito da Assoenologi è il frutto dell'opera di numerosi enologi, ricercatori, professori universitari, esperti e storici della vite e del vino, nonché di tutti i componenti del Consiglio di amministrazione di Assoenologi, che hanno lavorato per dare ai professionisti del settore uno strumento unico e completo sui più rappresentativi vitigni italiani, utile per il loro lavoro, ma anche per la loro cultura del territorio, ma nello stesso tempo il volume, forte di oltre 400 pagine, complete di immagini, foto e tabelle, si rivolge a tutti gli appassionati che vogliono arricchire le proprie conoscenze sul patrimonio viticolo italiano.

I testi sono tratti da quanto pubblicato sui numeri de “l’Enologo”, a partire dal gennaio 2014. I lavori originali sono stati rivisitati in un’ottica di semplificazione e armonizzazione, integrandoli nelle parti mancanti. Il libro costituisce un’opera unica nel suo genere, poiché alla base ha un’ottima ricerca aggiornata alla luce delle più recenti indagini, come quelle sul Dna. È suddiviso in due parti. La prima riporta un’introduzione al lavoro svolto a cura di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi; un capitolo di Attilio Scienza sul paesaggio vitivinicolo italiano, e un contributo di Enzo Vizzari sul rapporto tra cibo, vino e paesaggio. Protagonisti delle successive 400 pagine trentadue vitigni simbolo del territorio italiano.

La "Guide pratique de la taille guyot – Prévenir les maladies du bois’, edito da France Agricole GFA è sostanzialmente la versione francese del “Manuale di potatura della vite: Guyot”, edito da Edizioni L’Informatore Agrario, un manuale multimediale firmato da Marco Simonit per una potatura “ramificata” della vite con allevamento a Guyot, una tra le forme di allevamento della vite più diffuse al mondo. La guida spiega passo dopo passo il rivoluzionario Metodo Simonit&Sirch, applicato in oltre 130 aziende italiane ed europee che, forte di oltre vent’anni di studio e applicazione nei vigneti di Italia ed Europa e del consenso ottenuto da istituti di ricerca internazionali e da decine di grandi aziende italiane e straniere che lo hanno scelto per salvaguardare il loro patrimonio viticolo, è stato codificato per la prima volta in questa pubblicazione che diventa uno strumento pratico e del tutto innovativo di formazione, rivolto sia ai professionisti sia ai semplici appassionati di verde e natura, che desiderano imparare a potare la vite. Il Metodo Simonit&Sirch, che in questo libro è applicato alla potatura a Guyot, rivoluziona radicalmente il concetto di spazio che la vite deve avere a disposizione per crescere, dato che le permette di svilupparsi non solo verticalmente, in altezza, ma anche orizzontalmente, sfruttando anche lo spazio orizzontale fra una pianta e l’altra. Si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosiddetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa. Tutto ciò viene insegnato con dovizia di dettagli nel Manuale, strumento innovativo per la formazione del personale e per la tutela del patrimonio viticolo.

Nel corso degli anni l’aumento del numero di opere pervenute alla Giuria per i Premi dell’OIV è legato non solo all’ampliamento su scala mondiale della bibliografia relativa alla vite e al vino da parte di numerosi autori, ma è anche dovuto all’importanza di un riconoscimento internazionale attribuito alla Premi dell’OIV : un punto di riferimento in un settore in costante movimento e in pieno sviluppo.

Qui troverete tutte le opere premiate

Formazione. Innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità, AgriAcademy fa tappa a Bologna. Al via il secondo corso pensato per i giovani imprenditori agricoli

L’AgriAcademy di Ismea fa tappa a Bologna. Dopo la sessione di Roma, le master class di Agricoltura 4.0, digital transformation, internazionalizzazionee marketing si spostano nel capoluogo emiliano. 80 i giovani agricoltori coinvolti, dei 206 ammessi al Programma di formazione. 




Si confronteranno su tematiche innovative, ascolteranno esperienze e testimonianze da cui trarre ispirazione, si divideranno in gruppi e, con l’aiuto di professionisti del settore, presenteranno, alla fine del percorso formativo, un proprio progetto di impresa agricola all’avanguardia. Questa la sfida per 80 giovani agricoltori, 27 donne e 53 uomini, che dal 12 al 14 luglio parteciperanno a Bologna presso il Resort di Palazzo di Varignana al secondo corso dell’Agriacademy di Ismea. 

Si tratta di imprenditori under 40, titolari di aziende agricole selezionate in base alla vocazione all’export e/o innovazione, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e multifunzionalità. Alla tappa di Bologna ci sarà una nutrita rappresentanza di aziende del nord, in particolare dall'Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Piemonte. Presenti anche aziende campane, marchigiane, del Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria, Toscana, Sicilia, Calabria, Valle d'Aosta, Abruzzo, Basilicata e Liguria. Mentre i settori sono in prevalenza ortofrutticolo, cerealicolo, florovivaistico, zootecnico e vinicolo.

COM’E’ STRUTTURATO IL CORSO

Lezioni frontali in aula, laboratori pratici, testimonianze e momenti sociali informali servono a stimolare l’attività di netwoking, mentre gli argomenti trattati spaziano da tematiche di stringente attualità come l’agricoltura 4.0, la smart agrifood e la digital transformation, alle strategie di marketing, brand management, e internazionalizzazione.

A facilitare i momenti di condivisione, accoglienza e networking, il team di Vazapp che attraverso il format Contadinner aiuterà i giovani a creare relazioni profonde,sia professionali che di amicizia. Un nuovo modello di networking unico nel suo genere. “Far sentire a casa le persone” questo è l’obiettivo della Contadinner, quando ti senti a casa ti fai casa per accogliere la diversità dell’altro, esci fuori dalla solitudine, dall’individualismo e benedici chi ti sta affianco, il confinante in questo caso. All’interno del team, architetti, social media manager, motivatori, fotografi, videomaker professionisti e docenti dell’Università di Foggia che, rielaborando i dati raccolti durante Le serate, daranno spunti di riflessione a chi si occupa di agricoltura e vorrà accogliere i sogni e i bisogni delle giovani aziende. 

#AgriAcademy è il programma di alta formazione su innovazione ed export promosso in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestalie rivolto, in totale, a 206 giovani imprenditori agricoli vincitori del bando "promuovere lo spirito e la cultura d'impresa". Prevede due week end, uno estivo e uno autunnale, in tre sedi diverse: Roma, Bologna e Vari. Il corso di Bologna segue l'alta formazione che si è tenuta a Roma dal 22 al 24 giugno e che ha visto la partecipazione di 46 giovani agricoltori.

L'AgriAcademy di Ismea si avvale della collaborazione con l'Università di Brescia, il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, l'Università del Sannio e l’Osservatorio Smart Agrifood. Vede tra i docenti: professori universitari, ricercatori, esperti di settore, economisti e direttori di aziende molto note. 

www.agriacademy.it/

Puoi seguire #Agriacademy su Facebook, Instagram e twitter @Ismeaofficial e @agricolturagiovani

lunedì 9 luglio 2018

Vino&Territori. Le colline del Prosecco alla soglia del riconoscimento a Patrimonio Unesco

Importante risultato nel corso della 42esima sessione del World Heritage Committee (Wch), svoltosi  nel Bahrain. La Commissione Unesco si è espressa con un “Referral” che prevede alcuni aggiustamenti al Dossier per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019.




Si è conclusa in questi giorni a Manama, nel Bahrain, (Golfo Persico), la discussione in Commissione Unesco riguardante l’iscrizione delle colline del Prosecco alla World Heritage List.  Nonostante la valutazione di apertura fosse di NOT INSCRIBE, proposta da ICOMOS (organismo non governativo e consultivo) l’assemblea si è espressa con il parere “REFERRAL” (rinvio), che prevede alcuni approfondimenti al Dossier, per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019 a Baku.

Va sottolineato come, durante l’esposizione del report valutativo da parte di ICOMOS, tra gli elementi positivi emersi dalle loro analisi, è stata evidenziata la buona conservazione e gestione del sito candidato, ovvero le misure di conservazione adottate sono state definite adeguate, tant’è che durante il lungo confronto non ci sono stati accenni, né da parte degli Stati membri né da ICOMOS, legati a tematiche critiche ambientali.  Infatti, nel corso della sessione di questa mattina è stata presentata una proposta di INSCRIBE (quindi iscrizione del sito come Patrimonio Unesco), che è stata votata a favore da 12 Stati membri, ma senza raggiungere il numero dei 14 voti necessari all’approvazione: siamo quindi sulla “soglia” di questo importante riconoscimento.

“Il percorso per la candidatura del territorio collinare tra Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco dell’Umanità è stato avviato nel 2008” dichiara Innocente Nardi, Presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” e del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG

 “Un impegno articolato su ben dieci anni, dove il primo traguardo è stato raggiunto nel 2010 con il suo inserimento nella Tentative List Italiana. Quindi, all’inizio del 2017 siamo stati Candidati ufficialmente e sapevamo che il traguardo poteva richiedere ancora un po’ di lavoro e di tempo: restiamo determinati nel raggiungere questo obiettivo nell’estate 2019.  E, nel frattempo, ci complimentiamo con la delegazione della città di Ivrea per l’ottimo risultato raggiunto: ovvero l’iscrizione a patrimonio Unesco come città industriale.”

Giunti a questo punto, si legge nella nota stampa del Consorzio di tutela, è doveroso ringraziare tutti coloro che con entusiasmo e dedizione stanno collaborando alla candidatura delle colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco, cominciando dall’impegno encomiabile del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dei suoi funzionari, alla cura e attenzione sempre prestata dall’Ambasciatrice Lomonaco, al costante valido lavoro profuso dai rappresentanti del Governo e dei Ministeri competenti, nonché da parte di tutti i componenti del Comitato scientifico, nessuno escluso. Predisporre un Dossier che sta raccogliendo consenso è una importante occasione ed esperienza per il nostro territorio che ha saputo dimostrare quanto sappiamo lavorare in sinergia tra amministrazioni locali e centrali, enti pubblici e organizzazioni imprenditoriali, mondo dell’accademia e della scienza che hanno saputo agire e parlare all’unisono, facendo squadra quando si tratta di valorizzare il nostro bene più prezioso: la nostra terra.

Un sincero grazie va anche a tutta la popolazione delle colline del Prosecco, che sta partecipando con noi al coinvolgente percorso della candidatura Unesco: le ricerche di opinione ci dicono che i cittadini di Conegliano Valdobbiadene stanno seguendo con attenzione e interesse tutte le fasi della vicenda (Ricerca Swg del settembre 2017: la candidatura di Conegliano Valdobbiadene a patrimonio Unesco è importante per 92% degli italiani e per il 70% avrebbe ricadute positive sul territorio).  È un’esperienza importante che coinvolge tutti, perché la predisposizione del dossier Unesco ha consentito a molti di prendere coscienza della grande bellezza e dell’assoluto valore di queste terre di Conegliano Valdobbiadene, frutto del “duro” lavoro di tutela e valorizzazione del paesaggio profuso delle generazioni passate e mantenuto e protetto dai discendenti che vi operano ora.

Testo Unico e nuovo Comitato Nazionale Vini, richiesto incontro con il Ministro Centinaio

Le organizzazioni della filiera vitivinicola chiedono incontro con il neo-Ministro del Mipaaf Gian Marco Centinaio per sboccare Testo Unico e nomine del Comitato Nazionale Vini.




Le organizzazioni che rappresentano la filiera vitivinicola italiana rinnovano le congratulazioni rivolte a Gian Marco Centinaio per l’incarico ricevuto dal nuovo Governo e, attraverso una lettera firmata da tutti i presidenti delle organizzazioni (Confagricoltura, CIA, ACI agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi), chiedono con urgenza al neo-Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali un incontro per condividere le sfide e discutere delle impellenze che il mondo del vino italiano si troverà ad affrontare nei prossimi mesi.

Un’occasione per confrontarsi e portare sul tavolo istituzionale le priorità d’azione che la filiera del vino ritiene necessarie e a questo punto irrevocabili. Un incontro che negli auspici delle organizzazioni dovrà dare il via ad un dialogo costante e proficuo con il nuovo governo.

Le urgenze maggiormente sentite e non più prorogabili per il mondo del vino italiano riguardano principalmente i decreti di attuazione del Testo Unico, provvedimenti necessari per implementare le semplificazioni e innovazioni introdotte dalla legge quadro entrata in vigore nel 2017. La filiera, in particolare, chiede che quest’armonizzazione legislativa sia messa all’ordine del giorno dei lavori del Ministero, soprattutto per via degli effetti che questo insieme di provvedimenti può avere in materia di controlli e certificazione delle DOP/IGP, di anticontraffazione e di schedario viticolo.

Un altro aspetto cruciale e prioritario per le organizzazioni riguarda la nomina da parte del Ministro del nuovo Comitato Nazionale dei Vini DOP/IGP. Questo organo è infatti indispensabile sia per approvare le modifiche dei disciplinari delle denominazioni e delle indicazioni geografiche sia per riconoscerne di nuove. Atti, questi, spesso decisivi per modulare la produzione nazionale in funzione delle richieste di un mercato in continua evoluzione che richiede un sempre più rapido adeguamento delle leggi e delle discipline per continuare ad essere competitivi a livello internazionale.