lunedì 9 luglio 2018

Vino&Territori. Le colline del Prosecco alla soglia del riconoscimento a Patrimonio Unesco

Importante risultato nel corso della 42esima sessione del World Heritage Committee (Wch), svoltosi  nel Bahrain. La Commissione Unesco si è espressa con un “Referral” che prevede alcuni aggiustamenti al Dossier per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019.




Si è conclusa in questi giorni a Manama, nel Bahrain, (Golfo Persico), la discussione in Commissione Unesco riguardante l’iscrizione delle colline del Prosecco alla World Heritage List.  Nonostante la valutazione di apertura fosse di NOT INSCRIBE, proposta da ICOMOS (organismo non governativo e consultivo) l’assemblea si è espressa con il parere “REFERRAL” (rinvio), che prevede alcuni approfondimenti al Dossier, per poi ridiscuterlo all’assemblea annuale 2019 a Baku.

Va sottolineato come, durante l’esposizione del report valutativo da parte di ICOMOS, tra gli elementi positivi emersi dalle loro analisi, è stata evidenziata la buona conservazione e gestione del sito candidato, ovvero le misure di conservazione adottate sono state definite adeguate, tant’è che durante il lungo confronto non ci sono stati accenni, né da parte degli Stati membri né da ICOMOS, legati a tematiche critiche ambientali.  Infatti, nel corso della sessione di questa mattina è stata presentata una proposta di INSCRIBE (quindi iscrizione del sito come Patrimonio Unesco), che è stata votata a favore da 12 Stati membri, ma senza raggiungere il numero dei 14 voti necessari all’approvazione: siamo quindi sulla “soglia” di questo importante riconoscimento.

“Il percorso per la candidatura del territorio collinare tra Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco dell’Umanità è stato avviato nel 2008” dichiara Innocente Nardi, Presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” e del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG

 “Un impegno articolato su ben dieci anni, dove il primo traguardo è stato raggiunto nel 2010 con il suo inserimento nella Tentative List Italiana. Quindi, all’inizio del 2017 siamo stati Candidati ufficialmente e sapevamo che il traguardo poteva richiedere ancora un po’ di lavoro e di tempo: restiamo determinati nel raggiungere questo obiettivo nell’estate 2019.  E, nel frattempo, ci complimentiamo con la delegazione della città di Ivrea per l’ottimo risultato raggiunto: ovvero l’iscrizione a patrimonio Unesco come città industriale.”

Giunti a questo punto, si legge nella nota stampa del Consorzio di tutela, è doveroso ringraziare tutti coloro che con entusiasmo e dedizione stanno collaborando alla candidatura delle colline di Conegliano Valdobbiadene a Patrimonio Unesco, cominciando dall’impegno encomiabile del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dei suoi funzionari, alla cura e attenzione sempre prestata dall’Ambasciatrice Lomonaco, al costante valido lavoro profuso dai rappresentanti del Governo e dei Ministeri competenti, nonché da parte di tutti i componenti del Comitato scientifico, nessuno escluso. Predisporre un Dossier che sta raccogliendo consenso è una importante occasione ed esperienza per il nostro territorio che ha saputo dimostrare quanto sappiamo lavorare in sinergia tra amministrazioni locali e centrali, enti pubblici e organizzazioni imprenditoriali, mondo dell’accademia e della scienza che hanno saputo agire e parlare all’unisono, facendo squadra quando si tratta di valorizzare il nostro bene più prezioso: la nostra terra.

Un sincero grazie va anche a tutta la popolazione delle colline del Prosecco, che sta partecipando con noi al coinvolgente percorso della candidatura Unesco: le ricerche di opinione ci dicono che i cittadini di Conegliano Valdobbiadene stanno seguendo con attenzione e interesse tutte le fasi della vicenda (Ricerca Swg del settembre 2017: la candidatura di Conegliano Valdobbiadene a patrimonio Unesco è importante per 92% degli italiani e per il 70% avrebbe ricadute positive sul territorio).  È un’esperienza importante che coinvolge tutti, perché la predisposizione del dossier Unesco ha consentito a molti di prendere coscienza della grande bellezza e dell’assoluto valore di queste terre di Conegliano Valdobbiadene, frutto del “duro” lavoro di tutela e valorizzazione del paesaggio profuso delle generazioni passate e mantenuto e protetto dai discendenti che vi operano ora.

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