" you wine magazine: aprile 2015

mercoledì 29 aprile 2015

Vino&Calici

RIEDEL PRESENTA IL NUOVO CALICE ROSÉ PROVENCE
Vinum Extreme Rosé può essere usato per tutti i vini Rosé

Un buon vino, si sa, lo si apprezza al meglio quando è servito nel calice adeguato, ma scegliere i bicchieri da vino, non sempre è immediato. I bicchieri da vino, oltre a variare in base al colore del vino, bianco, rosso o rosato, variano anche per la sua struttura, per la presenza di tannini, per il grado di invecchiamento, per la tipologia, per i profumi che sprigiona. Insomma, sono tante le caratteristiche da tenere in considerazione quando ci si trova a dover scegliere i bicchieri da vino.

Georg, Claus J.Riedel, fu il primo designer a intuire che il bouquet, il gusto e l’equilibrio di un vino sono influenzati dalla forma del bicchiere e fu il primo, nella lunga storia del vetro, a disegnare forme di calici diverse, adatte alle diverse caratteristiche dei vini, unendo tecnica ed edonismo.

Riedel, azienda familiare che vanta una storia di 300 anni, nota per i suoi rivoluzionari prodotti in cristallo per la degustazione del vino, ha lanciato il nuovo Rosé Glass.

Seguendo la filosofia di Riedel secondo cui “la forma segue la funzione”, i maggiori produttori vinicoli della Provenza - tra cui Château Aix - si sono recati a Kufstein per contribuire alla realizzazione del bicchiere perfetto, che avrebbe permesso ai vini rosé di sprigionare i loro specifici aromi.

Il lavoro è stato iniziato da Georg Riedel e si è concluso con suo figlio Maximilian J. Riedel. Il risultato finale è un solo calice, Il Vinum Extreme Rosé, sviluppato per essere il miglior bicchiere per la piena percezione del bouquet e della freschezza dei vini rosé.

Lanciata nel 2000, la collezione Vinum Extreme fu originariamente creata per aumentare l’intensità dei vini del Nuovo Mondo. La forma del bevante di questi calici è estremamente diversa rispetto a tutte le altre linee della casa austriaca. Realizzabili grazie alle tecnologie più innovative del 21° secolo, i bicchieri presentano inoltre uno stelo molto lungo e sottile e una base ampia, che garantisce una straordinaria stabilità. Inizialmente furono progettati sette calici varietali, Cabernet, Syrah, Pinot Noir, Champagne, Oaked Chardonnay, Sauvignon Blanc/Riesling e il Rosé glass.

Il nuovo calice Vinum Extreme Rosé è soffiato a macchina; presenta un bevante specifico e, come si evince dal nome stesso, delle linee “estreme”. Il bicchiere è caratterizzato dalla bombatura "diamantata" (romboidale) del bevante, che si restringe salendo verso il bordo. Questo permette di avere una superficie di evaporazione eccezionalmente ampia che intensifica gli aromi e la setosità di questo vino nel momento stesso in cui entra in bocca.

Per maggiori informazioni su Riedel e per conoscere l'intera gamma di bicchieri e decanter, visitare il sito www.riedel.com

“Il futuro è biologico”

“Il futuro è biologico”: a Montepulciano (Si) i motivi per investire nel bio
Un convegno promosso da QSR in collaborazione con Consorzio Vino Nobile e Valoritalia

Diversificare i mercati, sostenere il territorio, abbattere i costi di produzione. Sono solo alcuni dei motivi per i quali investire nel biologico può convenire. Stefano Biagiotti (presidente QSR): «A Montepulciano stiamo dimostrando il valore aggiunto per le aziende di produrre sostenendo l’ambiente»

Tutela ambientale, sviluppo rurale, principio della salute, dell’ecologia, di equità e di cura, senza dimenticare il mercato che è in forte sviluppo, soprattutto per il vino. E’ anche per questi motivi che la sta crescendo la tendenza da parte delle imprese agricole e vitivinicole a puntare sulla coltivazione biologica. A dirlo sono stati alcuni esperti del panorama nazionale che si sono dati appuntamento a Montepulciano (Si) dove Qualità e Sviluppo Rurale srl, in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile e Valoritalia, ha promosso un convegno dal titolo provocazione “Il Futuro è bio”. «L’intento di questa iniziativa – spiega il presidente di Qualità e Sviluppo Rurale, Stefano Biagiotti – è stato quello di mettere insieme i principali attori della filiera, dai produttori ai certificatori, per cercare di capire il fenomeno del biologico che negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale, soprattutto per quanto riguarda la domanda, estera in particolare, uno stimolo in più quindi per le aziende interessate ad allargare il proprio mercato».

Continua la crescita a dismisura della produzione biologica. Secondo gli ultimi dati oggi il biologico (tra vino e agricoltura in generale) vale oltre 23 miliardi di euro, con una crescita del 6% annuale, in divenire anche questo. La Germania in Europa è il principale paese consumatore con 7 miliardi di euro, seguita da Francia con 4 miliardi e Italia 3,5 miliardi di euro. Quanto a consumi pro capite Germania e Svizzera rimangono in testa, mentre da segnalare il fenomeno degli Stati Uniti che da soli consumano più bio di tutta l’Europa, pur avendo una scarsa produzione. Per quanto riguarda il vino il trend è simile, addirittura in Francia questo segmento rappresenta oltre 10%.

Non è un caso che il convegno sia stato organizzato proprio a Montepulciano dove è partito il progetto Carbon Footprint del Vino Nobile di Montepulciano che diventa un modello su scala nazionale. Il sistema che calcola l’“impronta di carbonio” del ciclo produttivo di una bottiglia di Nobile, ovvero le emissioni di CO2 derivanti dalla realizzazione del pregiato vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, è stato infatti riconosciuto da un gruppo di istituzioni ed aziende che operano ai massimi livelli nel campo della qualità e delle relative certificazioni e che abbineranno quindi il proprio nome a quello del progetto. L’idea di misurare la Carbon Footprint della DOCG di Montepulciano e di attivare una serie di pratiche per la diminuzione o la compensazione della emissioni di anidride carbonica è stata presentata in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile 2014 dal Comune di Montepulciano (che ha finanziato il progetto), dal consorzio dei produttori e dall’Università Marconi di Roma, incaricata della realizzazione tecnico-scientifica.

Anche per quanto riguarda il vino, a Montepulciano il 15% delle imprese vitivinicole di Vino Nobile è ormai in coltivazione biologica e altre aziende sarebbero nella fase di conversione. «Sono molte le imprese che hanno scelto questa strada – commenta il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – e molte altre che, pur non avendo la certificazione, applicano pratiche di sostenibilità ambientale, come la lotta integrata e altri interventi simili».

EXPO 2015 TOSCANA

BRUNELLO, CHIANTI, VINO NOBILE, MORELLINO E VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO ALL’EXPO 2015 NEL PADIGLIONE VINO–TASTE OF ITALY
La decisione è stata presa in occasione del Vinitaly, che del padiglione del Vino è anche l’organizzatore.

In occasione di EXPO2015 i grandi vini toscani, Brunello di Montalcino, Chianti, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano e Morellino di Scansano, saranno uniti per valorizzare e promuovere al meglio il territorio e le eccellenze vinicole a livello internazionale. 

I brand di punta dell’enologia italiana hanno infatti scelto di presentarsi insieme in modo da avere un impatto maggiore sui visitatori e dare l’idea di un sistema vincente che sostiene i produttori toscani sul mercato mondiale. Nel Padiglione Vino – Taste of Italy oltre 200 aziende presenteranno i loro prodotti di eccellenza, e i territori dove nascono, agli oltre 20 milioni di visitatori attesi alla grande Esposizione Universale nei sei mesi di durata. “L’Expo di Milano è una vetrina internazionale dove vengono presentate le eccellenze di ciascun paese – hanno dichiarato i presidenti dei Consorzi di tutela delle denominazione coinvolte nel progetto. L’Italia è ormai un paese leader assoluto nel mercato. La scelta di presentarsi insieme vuole sottolineare la volontà delle grandi DOCG di fare sistema, una scelta resa ancora più necessaria per avere una maggiore “massa critica” nella competizione globale. Pur con le loro differenze, i grandi vini toscani hanno storie, persone e territori che fanno riferimento ad una Toscana che, di fatto, è un grande valore aggiunto”.

VINO&GEOLOGIA

VINO E GEOLOGIA: PER FARE UN BUON VINO, CI VUOLE UN BUON AMBIENTE
La ricerca ventennale del Cnr. Il caso del Sannio

Una ricerca compiuta nell’arco di vent’anni dal Cnr conferma: l’ambiente influisce decisamente sul vino. Il suolo e il substrato geologico sono fondamentali per la qualità, il gusto, la longevità, e quelli che si trovano in Italia sono unici.

L’ambiente fisico, in particolare il substrato geologico, la morfologia e il suolo, hanno una grande influenza sulle caratteristiche compositive e sulla “distintività” delle uve e dei vini.

È questa una delle conclusioni salienti di una ricerca durata venti anni e condotta dal Cnr – ISAFoM.
È stato Antonio Leone, primo ricercatore del Cnr ISAFoM, a rendere noti per la prima volta questi risultati nel corso della conferenza sulla Geologia per la sostenibilità del comparto vitivinicolo organizzata dall’Ordine dei Geologi della Campania che si è svolta a Napoli.

LE CITTA' DEL GUSTO DEL GAMBERO ROSSO

PRESENTATA A SALERNO LA NUOVA SEDE DELLA CITTÀ DEL GUSTO 
DOPO IL SUCCESSO DI CITTÀ DEL GUSTO NAPOLI

Arriva la sesta Città del gusto e arriva in Campania, dove si va al raddoppio. Dopo Napoli, tocca infatti a Salerno. Un’altra bella città di mare della Campania Felix che ben rappresenta e racchiude la summa di eccellenze enogastronomiche che il territorio produce e consuma. Grazie infatti alla sua posizione strategica, la nuova sede salernitana è destinata a diventare un fondamentale punto di riferimento per tutti gli attori della filiera agroalimentare, dai produttori ai consumatori, passando per gli operatori, i buyer, i tour operator e la stampa.

Alla presentazione d’eccezione riservata solo alla stampa e agli imprenditori ed operatori del settore, ha partecipato anche il Presidente del Gambero Rosso Holding Paolo Cuccia, oltre ovviamente l’Amministratore Delegato di Città del gusto Salerno Pietro Andreozzi.

Gusto Veneto

Nasce Gusto Veneto: in rete 45 eventi dedicati al meglio dell’agroalimentare della regione
Da maggio a ottobre, in concomitanza con EXPO Milano, alla scoperta della Regione Veneto tra feste e cibo di qualità

Coniugare la scoperta di una regione straordinaria, fortemente vocata al turismo, alle sue tipicità alimentari. Offrire proposte di visita lontane dai circuiti più frequentati, attraverso esperienze di conoscenza autentica, immergendosi nelle feste tradizionali dedicate ai prodotti tipici e a contatto diretto con i produttori.



Una straordinaria rete di appuntamenti dedicati a 35 prodotti enogastronomici a marchio europeo (DOC, DOCG, IGT, IGP, DOP), animati da 5.000 volontari coinvolti attraverso l’Unione delle Pro Loco del Veneto, che coordina il progetto. Un cartellone organico di proposte che si inserisce nelle iniziativa messe in campo da Regione del Veneto per Expo 2015 nell’ambito del progetto di promozione Veneto, Mondo Novo: il sapore antico dell’innovazione.

lunedì 27 aprile 2015

Simply Italian Great Wines

Simply Italian Great Wines Tour Germany 2015. La Germania si mantiene il primato dei vini italiani
Marina Nedic, dello IEM: “Consumatori tedeschi sempre più attenti alla qualità del vino. Fondamentale continuare a formare e informare gli addetti sul prodotto italiano”.
Rilettori puntati anche su Polonia e Paesi Baltici dove crescono i consumi di vino e l'Italia è tra i primi 5 importatori
Simply Italian Great Wines, l’appuntamento per eccellenza con i professionisti del settore vinicolo di tutto il mondo, ideato da I.E.M. (International Exhibition Management) per promuovere e valorizzare il vino italiano all’estero, inaugura ancora una volta il tour Europeo a partire dalla Germania, mercato in continua evoluzione



La seconda edizione di Simply Italian Great Wines Germany Tour 2015 toccherà due città-cardine per il commercio del vino - Berlino e Monaco, rispettivamente il 4 e 5 maggio - che si aggiungono a Düsseldorf, protagonista di un esclusivo evento di preview lo scorso 14 marzo.

Expo 2015

Expo: arriva il “Culinary Travel” ed ecco la mappa sulle vie del gusto
Elaborata da Coldiretti evidenzia l'enogastronomia Made in Italy come vero motore degli arrivi dall'estero

Giuseppe Arcimboldo, Summer, 1573
E’ destinato al cibo un terzo del budget che spenderanno i turisti stranieri durante il soggiorno in Italia per l’Expo con ben un miliardo di euro per ristoranti, pizzerie, bar, caffè e rosticcerie ai quali vanno aggiunti 750 milioni di euro per acquisti di vini e prodotti agroalimentari da consumare o da regalare. 

E’ quanto emerge dalla prima mappa sulle vie del gusto elaborata dalla Coldiretti dalla quale si evidenzia che i turisti stranieri in arrivo in Italia per l’Expo sono più attratti rispetto alla media dall'agroalimentare Made in Italy che si afferma come il vero motore degli arrivi dall'estero.

Expo 2015

Expo e il viaggio in Italia: 2 arrivi su 3 per cultura e cibo
Dai 3 ai 7 giorni la permanenza media dei visitatori provenienti dall'estero. Sul podio la Toscana.

Due stranieri su tre considerano la cultura e il cibo la principale motivazione del viaggio in Italia che ha conquistato la leadership mondiale nel turismo enogastronomico grazie a 4.813 prodotti tradizionali censiti dalle regioni, 271 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario, 415 vini Doc/Docg, quasi ventunmila agriturismi e oltre 6.600 fattorie dove acquistare direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica. 

E’ quanto emerge dalla prima mappa sulle vie del gusto elaborata dalla Coldiretti per Expo 2015 dalla quale si evidenzia che il 72,7% degli 8 milioni di visitatori stranieri aggiuntivi previsti rimarrà in Italia per un periodo variabile tra le 3 e le 7 notti secondo l’indagine sul turismo Jfc che ha analizzato le aspettative dei turisti stranieri. L’offerta enogastronomica è capillare lungo tutto lo stivale anche se sul podio sale la Toscana con il maggior numero di prodotti tradizionali e di agriturismi, mentre si colloca al posto d’onore per vini Doc/Docg e al terzo posto per fattorie di vendita diretta.

domenica 26 aprile 2015

Viticoltura&Clima

Cambiamento climatico. Un focus sulle prove clonali
Il caso dell'Australia

Un importante progetto finanziato da Agwa sulla variabilità clonale dei vitigni Chardonnay e Shiraz punta a migliorare la conoscenza nel settore vitivinicolo su come i cloni possono contribuire allo stile dei vini.

Sappiamo quanto possa essere decisiva, in fatto di caratteristiche ottimali e stile di un vino, la giusta collocazione di un vigneto. Ed è in funzione del clima che la sua posizione diventa fattore determinante. Con il cambiamento climatico in atto si va definendo l’importanza delle scelte varietali e clonali sulla produzione delle viti, individuando i cloni più interessanti per le differenti zone regionali.

venerdì 24 aprile 2015

Naturale. Fiera del vino Navelli

Torna "Naturale", tre giorni di vino artigianale a Navelli: il programma completo
Lo splendido scenario di Palazzo Santucci a Navelli (L'Aquila) tornerà ad aprire le sue porte dal 9 all'11 maggio, per dare il via alla quarta edizione di Naturale, fiera del vino artigianale. Naturale è la prima fiera del vino artigianale organizzata in Abruzzo, e vedrà anche quest'anno la partecipazione di oltre 50 produttori provenienti dall'Italia, dalla Slovenia, dalla Francia e dalla Germania



Come di consueto, per sabato e domenica sono previste delle degustazioni guidate, "ovvero dei momenti di approfondimento in cui ogni anno si affrontano e si conoscono temi e vignaioli differenti". Gli ospiti di quest'anno sono Sandro Sangiorgi, tra i fondatori dell'associazione Arcigola, divenuta in seguito Movimento Slowfood, che si occupa di vino da 30 anni; e Nicolas Joly, viticoltore francese, figura di riferimento dell'agricoltura biodinamica e produttore della Coulée del Serrant, uno dei vini più celebri al mondo.

BOLLICINE A MAROSTICA

BOLLICINE A MAROSTICA: IL 2 GIUGNO LA WINE EXPERIENCE DI AIS VENETO DEDICATA AL MONDO DEGLI SPUMANTI
Metodo Classico, Charmat, Colfondo e vini del mondo: oltre 200 etichette in degustazione a Villa San Biagio di Mason Vicentino. Due degustazioni d'autore.

Martedì 2 giugno 2015 torna a Villa San Biagio di Mason Vicentino Bollicine a Marostica. È la quarta edizione della manifestazione organizzata da Ais Veneto, delegazione di Vicenza, che si inserisce da quest'anno nel ciclo Wine Experience.

Oltre 200 etichette disponibili in un banco d'assaggio che vedrà la diretta presenza dei produttori. Quattro le aree tematiche su cui si articolerà l'evento: i Metodo Classico italiani, dal Trento DOC alla Franciacorta passando per l'Oltrepò Pavese e gli autoctoni Durello, Erbaluce di Caluso e molti altri; gli Charmat con il Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore, l'Asolo DOCG Prosecco Superiore ma anche spumanti di territori minori ed emergenti. Quindi i vini rifermentati in bottiglia, o colfondo, che tanto interesse stanno suscitando negli ultimi tempi. Infine uno spazio dedicato alle grandi bollicine del mondo, con una selezione di Champagne e Cremant francesi, Cava spagnoli e vini dalla Germania.

BeeRoma

Al via la nuova edizione di BeeRoma
Dal 1 al 3 maggio a Garbatella nello storico Mercato Rionale di via Passino la rassegna dei pub di birra artigianale

Alcuni dei migliori pub della Capitale saranno l’anima del BeeRoma, la kermesse romana dedicata alla birra artigianale che si svolgerà dal 1 al 3 maggio presso lo storico Mercato Rionale Coperto di via Francesco Passino, nel quartiere Garbatella.

Organizzato da ITER e Metro Service e patrocinato da Regione Lazio, Roma Capitale e Municipio VIII, BeeRoma è un’occasione unica per conoscere il mondo della birra artigianale e i suoi attori più da vicino, oltre che un momento di incontro per approfondire alcune tematiche attorno al settore. Su tutte la grande valenza economica e culturale che i prodotti brassicoli stanno avendo in Italia e soprattutto a Roma, fulcro di un fenomeno sempre più vivo e in espansione.

VIAGGI NELL’ANTICA ROMA

VIAGGI NELL’ANTICA ROMA: FORO DI CESARE E FORO DI AUGUSTO 
Fino al 1 novembre la storia dà spettacolo
Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno dal “Foro di Augusto”  torna e si amplia  il progetto di valorizzazione dei Fori Imperiali con una nuova emozionante tappa nel “Foro di Cesare”  a cura  di Piero Angela e Paco Lanciano



Un’insolita passeggiata notturna nel cuore dei Fori Imperiali proseguirà il viaggio nella storia dell’antica Roma avviato lo scorso anno con il progetto di Piero Angela e Paco Lanciano nel “Foro di Augusto”. Un’iniziativa che ha raccolto un successo straordinario con 110.000 spettatori e 563 repliche ed ha ottenuto reazioni entusiaste da parte del pubblico proveniente da ogni parte del mondo. A partire dal 25 aprile sarà infatti possibile rivivere l’appassionante viaggio nella storia del “Foro di Augusto” e intraprendere un nuovo, entusiasmante viaggio all’interno dei Fori Imperiali, passeggiando tra i resti del “Foro di Cesare”. Il pubblico potrà accedere all’area archeologica dopo aver attraversato la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta per la prima volta dopo gli scavi del secolo scorso.

giovedì 23 aprile 2015

Ciliegiolo d'Italia

Al via a Narni (Tr) la prima edizione di Ciliegiolo d'Italia
Sara' l'affascinante cittadina di Narni, in provincia di Terni, ad ospitare la prima edizione di Ciliegiolo d'Italia, evento dedicato ad uno dei vitigni autoctoni tra i piu' illustri del Bel Paese


Sabato 16 maggio e domenica 17 maggio 2015, nell'Auditorium di San Domenico, si svolgerà una due giorni all'insegna di questa particolare ed antica uva autoctona, che si presenterà al vasto pubblico degli appassionati ed agli esperti di settore attraverso degustazioni e dibattiti.

La manifestazione è promossa e ideata dall'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni, sette aziende locali insieme per la promozione e lo sviluppo delle produzioni territoriali vitivinicole autoctone, in particolare del tipo denominato “Ciliegiolo di Narni”.

L'appuntamento è pensato per far conoscere al pubblico la varietà Ciliegiolo con l'assaggio di vini in purezza provenienti da tutto il Paese: 40 le aziende italiani presenti grazie alle quali si potranno confrontare vari Ciliegiolo, cogliere le similitudini ed assaporare le loro diversità, dettate dal clima, dal terreno e dalla mano dell'uomo.

“Nel solco degli emigranti - I vitigni italiani alla conquista del mondo”

Quando i migranti erano gli italiani. Un libro e una mostra per raccontare il viaggio di uomini e vini 
La presentazione presso il Museo della Emigrazione italiana al Vittoriano di Roma il 28 aprile

Quando i nostri nonni emigravano in tutto il mondo, insieme all’iconica valigia di cartone, o forse proprio al suo interno, portavano con se anche tralci e talee della loro pianta preferita: la vite. È questa l’immagine che ci restituisce la ricerca coordinata dalla Sapienza, che si propone di tracciare la strada e l’influenza sul paesaggio dei vitigni nostrani portati dagli emigranti in giro per il mondo. 

Una ricerca che si sposta in 19 paesi, dall’America all’Africa, dall’Australia alla più vicina Europa, raccogliendo storie, testimonianze e immagini di un percorso eno-culturale ampio e variegato.

Lo studio è ora diventato un libro, intitolato “Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo” (a cura di Flavia Cristaldi e Delfina Licata; ed. Bruno Mondadori, 2015) in uscita in questi giorni, che sarà presentato presso il Museo della Emigrazione italiana al Vittoriano di Roma il 28 aprile, un appuntamento per il quale è previsto un allestimento temporaneo di fotografie d’epoca. Il volume che raccoglie i risultati della ricerca ha conquistato inoltre un passaggio all’Expo 2015, previsto a giugno.

Il testo, promosso dalla Fondazione Migrantes, Sapienza Università di Roma e Società Geografica Italiana, è un racconto di persone e di famiglie, di lavoro e di abilità, di paesaggi e di scenari. Un modo per legare il passato e il presente della nostra emigrazione, manifestando a pieno titolo quanto gli italiani siano stati fecondi nel proporre modelli di vita e nel diffondere la cultura del vino nel mondo. A partire dal tralcio di vite gelosamente custodito nella valigia alla partenza, fino alle bottiglie di vino scrupolosamente conservate, testimoni di una tradizione e di una storia familiare immutabili nel tempo e nello spazio. Così, lì dove erano i sassi e la terra brulla gli italiani hanno creato vigne e fatto nascere grappoli sani, testimoniando quanto la tenacia dell’uomo, la conoscenza – il più delle volte popolare – dell’agricoltura e l’unione per uno scopo comune, siano effettivamente propositivi e produttivi. Contestualmente alla presentazione del volume, nei locali del Vittoriano verrà allestita la mostra "L’emigrazione italiana in un bicchier di vino. Tra viti, vini e culture".

Le storie e gli aneddoti che si intrecciano sono tra i più vari: dalle donne che mimetizzavano i tralci nelle gabbie delle galline per superare i controlli in Tunisia – dove forte era la resistenza francese ad avere concorrenza in materia enologica; alle pergole fatte dai nostri connazionali coi tubi del gas dismessi nella città di Toronto e al ruolo inedito dei missionari come divulgatori del sapere vinicolo, indotti dalla necessità di celebrare Messa e confezionare vino in ogni dove. Portare un tralcio di vite dall’Italia ha significato portare con sé la propria cultura e la propria tradizione, un segno tangibile della identità in un luogo altro.

La ricerca, condotta in sinergia con la Fondazione Migrantes e con la Società Geografica Italiana, nasce da un’idea di Flavia Cristaldi, docente di Geografia delle Migrazioni e si avvale della competenza di geografi, sociologi, agronomi, winemakers, demografi, architetti e giornalisti. “Il nostro obiettivo è quello di rin-tracciare i vitigni italiani sul territorio e considerare gli effetti che la sapienza vitivinicola, partita dalle diverse regioni italiane prima con i sacchi di iuta e le valige di cartone poi, ha depositato sul territorio, sia a livello paesaggistico che architettonico e toponomastico, trasformandolo anche profondamente”, spiega Cristaldi. “Ad esempio nel mio soggiorno in Brasile mi sono imbattuta in una cittadina dove la toponomastica stradale “racconta” la colonizzazione italiana attraverso i nomi dei vitigni arrivati con i migranti già sul finire dell’Ottocento, Rue Uva Italia o Rue Moscato, o ancora Rue Barbera e dove un’improbabile statua del leone di San Marco troneggia nella piazza principale.”

Ma ancora oggi c’è molto da scoprire e da esportare, come ci mostrano le storie e le foto dei nuovi migranti del vino, come i nostri enologi ricercatissimi in India e in Cina, che stanno contribuendo a diffondere un tratto così identitario della nostra cultura. Affinare il palato di consumatori impensati è la scommessa del futuro, che come evidenziato nella ricerca, giocheranno un ruolo non banale nell’apertura di nuovi mercati.

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TerroirVino 2015

TerroirVino, l’incontro tra vino, persone e web
Lunedì 22 Giugno 2015 – Undicesima Edizione a Villa Lo Zerbino, Genova

Dopo la decima edizione e cinque belle edizioni ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova, l’undicesima edizione di TerroirVino si sposta nella calda atmosfera di Villa Lo Zerbino.

L’incontro tra il vino, le persone e il web è il claim della manifestazione: le migliori aziende testate dal 2000 ad oggi dalla commissione di TigullioVino.it con le novità 2014/2015 relative ai vini e agli oli extravergine più fruibili per bevibilità, qualità e prezzo; l'incontro con le persone che attraverso i loro vini e la loro storia regalano emozioni e fanno cultura del territorio; un momento di verifica, reale e tangibile, tra la nostra struttura e il popolo della rete.

L’unconference e gli eventi collegati

Nel vasto panorama delle manifestazioni dedicate al vino, TerroirVino si distingue da sempre per la capacità di catalizzare l’attenzione della maggior parte dei protagonisti della comunicazione enogastronomica della rete, caratteristica che dal 2009 ha anche uno specifico momento d’incontro (quest’anno il pomeriggio di domenica 21 Giugno), tra mondo della comunicazione e della produzione: Vinix Unplugged Unconference, la “non conferenza” sui temi del vino, del cibo e dell’interazione online.

A questo momento di scambio e confronto, informale nei modi ma di spessore nei contenuti, partecipano ogni anno esperti di comunicazione e marketing, giornalisti, blogger, produttori, commercianti e chiunque abbia piacere di condividere contenuti e idee interessanti con interventi in parte selezionati da noi ed in parte votati online su Vinix direttamente dal pubblico durante il mese di Maggio. La partecipazione è aperta a tutti ma è a numero chiuso per consentirci la migliore organizzazione possibile (non più di 200 persone). E’ quindi accessibile solo su prenotazione (http://www.terroirvino.it/vinix-unplugged-open-unconference.htm). Chi fosse in città già dal giorno prima per l’Unconference, avrà anche la possibilità di prenotare per la cena con i produttori della domenica sera da qui: http://vinixunplugged.eventbrite.com

Gli eventi collegati:

a) Garage Wines Contest
Alla sesta edizione, è un confronto internazionale gratuito per vignaioli dilettanti che dopo le preselezioni a cura di un’apposita commissione di TigullioVino, tra aprile e maggio, domenica 21 Giugno vedrà la proclamazione del vincitore a Villa Lo Zerbino a cura di una commissione mista di esperti e appassionati. Ai vincitori uno stand gratuito a TerroirVino in omaggio dove avrà l’onore e l’onere di presentare i suoi vini insieme ai produttori professionisti. Tutte le informazioni qui:
http://www.terroirvino.it/garage-wines-contest.htm

b) Baratto Wine Day
Si terrà lunedì 22 Giugno, in concomitanza con TerroirVino, tramite un apposito banchetto presidiato, sarà possibile barattare vini acquistati alla manifestazione o portati da casa (astenersi perditempo e fondi di cantina) attraverso le semplici regole che potrete trovare sul sito: http://www.terroirvino.it/baratto-wine-day.htm

c) Degustazioni dal basso
Durante TerroirVino, lunedì 22 Giugno, vini e territori raccontati in modo conviviale e comprensibile anche ai neofiti, da produttori e persone comuni ma competenti e soprattutto "vicine", per nascita o scelte di vita, al luogo che scelgono di raccontare affiancate da speciali verticali d’autore condotte direttamente dai vignaioli. Informazioni e dettagli qui: http://www.terroirvino.it/degustazioni-dal-basso.htm

Modalità d'ingresso, orari e costi TerroirVino

L’appuntamento per TerroirVino è lunedì 22 Giugno dalle ore 10.00 alle ore 20.00, aperto a tutti, preceduto domenica 21 Giugno dall’unconference (ore 14.00 – 19.30) e dalla cena nel giardino della Villa con i produttori. Ingresso TerroirVino : 20,00 € (comprensivi di calice da degustazione, tracolla, piantina e pass ingresso). Tutti i dettagli su espositori, alloggi, logistica, parcheggi: http://www.terroirvino.it 

Informazioni:

Web : http://www.terroirvino.it

E-mail : info@terroirvino.it

Twitter: http://twitter.com/terroirvino (tag: #terroirvino, #vuu, #gwc, #bwd, #ddb)

"CastigliondiPrimavera" 2015

A Castiglione della Pescaia (Grosseto) torna CastigliondiPrimavera, un viaggio tra terra e mare alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio
Edizione 2015 dedicata ai temi dell'Expo

Dal 7 al 10 maggio uno dei più bei borghi della Costa del Tirreno si offrirà in una veste assolutamente inedita e speciale: il suggestivo lungomare ospiterà infatti CastigliondiPrimavera, l'evento che propone suoni, sapori e saperi della miglior tradizione toscana attraverso un particolare mercato "del bello e del buono" che sarà arricchito da show cooking, spettacoli, attività e laboratori per grandi e piccini.

Ai piedi dell'antico castello medioevale, davanti ad uno dei mari più belli d'Italia, tanti banchi tutti uguali offriranno al visitatore una passeggiata indimenticabile che lo porterà alla scoperta del "buono" ovvero le eccellenze enogastronomiche toscane (con particolare attenzione soprattutto a quelle locali) e del "bello" che avrà come protagonista la grande arte orafa, il ricamo, la scultura, il lavoro artigianale del tessuto, cuoio, coltelleria, ceramica.

In questo angolo di Toscana unico per la sua storia, per la natura incontaminata, per la qualità e lo stile di vita, l'evento di CastigliondiPrimavera quest'anno non poteva non ispirarsi al tema di EXPO 2015 "Feed the planet/Nutrire il pianeta, energia alla vita".

Nei quattro giorni del mercato del bello e del buono, Castiglione della Pescaia offrirà ai suoi ospiti l'occasione di degustazioni e approfondimenti, incontri con chef e personaggi dello sport e della cultura per ribadire ancora una volta come la salute del corpo quella della mente siano strette da un unico filo.

E per l'edizione 2015 CastigliondiPrimavera lancia il primo challenge fotografico: tutti gli appassionati potranno divertirsi a postare le proprie immagini usando #castigliondiprimavera. Tra tutte le foto pubblicate entro il 14 maggio 2015 verranno scelti i 3 scatti più originali. Le 3 foto da podio si alterneranno come immagine di copertina della pagina facebook di CastigliondiPrimavera.


Per conoscere il programma, al momento in aggiornamento e che verrà svelato gradualmente, seguiteci su Facebook (CastigliondiPrimavera), su twitter (@CastigliondPrim) e su Instagram (CastigliondiPrimavera).

mercoledì 22 aprile 2015

Street Food in Tour

Streetfood Tour, a Castiglioncello (Li) il bis con Foodies Festival
Dal 24 al 26 aprile in occasione del Foodies Festival, oltre 20 cibi di strada da tutta Italia

Dopo il successo registrato in Piemonte e Puglia, la carovana dell’Associazione Streetfood torna in Toscana per incontrare ancora migliaia di “streetfoodies”. Il Presidente Ricciarini: «facciamo conoscere agli appassionati il vero cibo di strada italiano»

Da venerdì 24 a domenica 26 aprile, lo Streetfood Tour torna in Toscana, a Castiglioncello precisamente (Livorno), dove l’Associazione che promuove il vero cibo di strada sarà protagonista dell’area dedicata al cibo di strada all’interno del Foodies Festival, la manifestazione gastronomica che nasce con l'obiettivo di mettere la nota località turistica della costa livornese al centro di quell'interesse nazionale che ruota, quest'anno più che mai, attorno al mondo del cibo.

Sarà chiusa il tratto di Via Aurelia in zona di Portovecchio dalle 17 alle 24 di venerdì 24 e dalle 11 alle 24 di sabato 25 e domenica 26 aprile Con ingresso gratuito si potranno trovare circa 20 cibi di strada. Grande novità anche la presenza di alcuni “food truck”, tra cui le apecar che saranno posizionate in Piazza Vittoria tra lo Streetfood village tradizionale di qualità in zona Portovecchio e il Castello Pasquini dove i ristoranti e botteghe della rete di Vetrina Toscana saranno accanto a chef stellati come Giuseppe Mancino, Sergio Barzetti, Matia Barciulli, Maria Probst, John Regefalk e direttamente da Masterchef, Alessandro Borghese, protagonisti di cooking show. All’interno di questa area saranno presenti numerosi cibi di strada da tutta Italia e non solo.

Come detto l’area Streetfood sarà all’interno dell’evento organizzato dal CCN Castiglioncello (Centro Commerciale Naturale) e dal Comune di Rosignano Marittimo, della Camera di Commercio di Livorno, della Coop Toscana e Lazio e della Regione Toscana vuole affrontare il tema food secondo specifiche macro-tematiche: popolarità, salute/lavoro ed eccellenza.Per popolarità si intende una vasta area dedicata a mostre mercato di prodotti alimentari quali birre artigianali, vino, olio, ortaggi, verdure e molto altro ancora. L'intera via Aurelia, nella zona di Portovecchio, sarà dedicata (grazie alla collaborazione con l'associazione Street food Italia) al meglio di quanto l'intero stivale possa offrire in tema di cibo di strada con oltre 20 banchi a rappresentanza delle più particolari tradizioni culinarie italiane.

Streetfood dal 2004 è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto“riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da scoprire e gustare con le mani. Queste premesse e l’enorme patrimonio esistente in Italia, fanno del cibo di strada una valida alternativa italiana a fast food di stampo U.S.A. e a tutta la produzione alimentare globalizzata. Sulla base di un progetto del 2004, nel 2008 nasce l’Associazione Streetfood e nel 2010 viene organizzato il primo evento sul tema, quando ancora nessuno in Italia ci aveva pensato.


CIBI DI STRADA presenti a Castiglioncello (Li) Via Aurelia 


Sicilia - pane e panelle, pane ca’ meusa, arancine, cannoli e cassatine.

Lazio - il fritto di pesce fresco nel cono, Porchetta di Ariccia (Roma)

Marche - Olive e Fritto misto da Ascoli

Toscana - Lampredotto, Ribollita e Cacciucco del trippaio, Panigacci di Podenzana (Ms)

Puglia - Bombette e zampina da Alberobello (Ba), Puccia salentina con polpo arrosto e focaccia barese

Piemonte - Farinata di ceci direttamente con forni a legna su food truck.

Abruzzo - Arrosticini di pecora.

Veneto - Pastin di Belluno e wurstel artigianali

Campania - Patata tornado e dolci napoletani.

Romagna - Piadina.

Tra gli stranieri:

la paella spagnola,

il Gyros Pitta e souvlaki greco

griglia argentina con Asado e choripan

Gnocchi al tartufo di Toscana tra le ricette “on the road”

bevande: succo di melograno spremuto all’istante,

cocktail a base di lime

birra artigianale friulana e toscana a marchio Streetfood

Piazza della Vittoria 

prelibatezze su food truck tra panini gourmet, pizza, burritos e altre delizie

Vinum 2015

Torna anche quest’anno Vinum, l’appuntamento con l’enologia d’autore di Langhe e Roero ad Alba (CN)

La rassegna che si terrà dal 25 al 27 aprile e dal 1 al 4 Maggio al Palazzo Mostre e Congressi G. Morra ospiterà le degustazioni dei migliori vini rossi di oltre 150 produttori: Barbaresco DOCG, Barolo DOCG, Dolcetto di Diano d’Alba DOCG, Dogliani DOCG, Roero DOCG, Barbera d’Alba DOC, Dolcetto d’Alba DOC, Langhe Rosso DOC, Nebbiolo d’Alba DOC, Verduno Pelaverga DOC.

In occasione della 38esima edizione della fiera, la città di Alba, grazie anche al supporto organizzativo dell'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, farà da sfondo a tanti eventi e manifestazioni culturali, gastronomiche ed artistiche.

In Piazza Garibaldi si troverà l’area del Roero Arneis DOCG e degli altri Bianchi DOC del territorio, lo Street Food di Langa occuperà piazza Medford con un’isola con i formaggi DOP del Piemonte a cura dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi). Infine i macellai e i panettieri di Alba completeranno il tutto con assaggi di carne cruda, salsiccia, agnolotti, Pan ed Langa, tagliata e focacce.

Durante Vinum saranno organizzati, presso il Palazzo Mostre e Congressi, dei workshop guidati da giornalisti esperti del settore sulle denominazioni aggiuntive del Barbaresco e del Barolo; dove con giochi e racconti, i narratori del Vino proporranno ai partecipanti un inedito approccio ai valori sensoriali e culturali del vino.

Per tutti gli appassionati che giungeranno ad Alba ci sarà anche la possibilità di usufruire del servizio Piemonte On Wine: un servizio gratuito rivolto agli enoturisti interessati a visitare le aziende vinicole del territorio, degustare e acquistare vini direttamente dal produttore. Attivo 7 giorni su 7, tutto l’anno, presso l’ATL Langhe Roero, il Centro Servizi per l’Enoturista offre informazioni su eventi legati al mondo del vino, con un database online e con la possibilità di effettuare prenotazioni di visite in numerose cantine di Langhe, Roero e Astigiano.

Per maggiori informazioni sui workshop, gli orari e i prezzi rimandiamo al sito ufficiale: www.vinumalba.com/it/

Vino&Tracciabilità

La tracciabilità dell'origine del vino
Il fenomeno della contraffazione dei Fine Wine. La ricerca sugli oligoelementi presenti nel vino

La contraffazione dei vini pregiati è un fenomeno preoccupante che sta raggiungendo dimensioni allarmanti. In Cina la falsificazione ha il suo epicentro, dove il fenomeno dei falsi è pratica assai comune, ma riguarda, ad ogni livello, tanto i Paesi produttori quanto i mercati.

Questo problema concerne al momento principalmente i vini più ricercati mondo, su tutti il mito borgognone Romanée-Conti e le principali etichette di Bordeaux, ma da alcuni anni il fenomeno ha iniziato a riguardare anche i più famosi vini italiani. 

L'esigenza della tracciabilità nella produzione del vino nasce dalla necessità di determinare l'esatta provenienza e le caratteristiche che lo rendo unico e distinguibile da qualsiasi altro, nel Paese di produzione o nel mondo. 

Una nuova ricerca attraverso i costituenti del vino, potrebbe essere di grande aiuto garantendo qualità e sicurezza al consumatore. 

Gli oligoelementi presenti nel vino hanno origini molto diverse: acque sotterranee, fertilizzanti, inquinamento atmosferico, vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento. Sulla base di questo, il gruppo di ricerca guidato da Bernard Medina dell'Università di Pau ha studiato la possibilità che questi oligoelementi possano servire per verificare l’autenticità dei vini di Bordeaux e per distinguerli da falsificazioni e da contraffazioni.

I primi oligoelementi analizzati sono stati: litio (Li), boro (B), vanadio (V) e stronzio (Sr). Litio e stronzio hanno un forte impatto geogenico, dipendono cioè dalla composizione del sottosuolo, mentre la presenza di boro dipende dalle pratiche agricole e quella di vanadio dalle attrezzature di cantina.

Il team di ricerca ha dimostrato che la combinazione delle informazioni geogeniche con quelle dei contaminanti e delle pratiche viticole, rappresenta uno strumento efficace per la determinazione dell'origine geografica di un vino. Ad esempio, le analisi di boro e di stronzio consentono di distinguere i vini Pomerol dagli altri vini di Bordeaux mentre quelle di vanadio e boro permettono di distinguere tra Pomerol, Saint-Emilion e gli altri vini Bordeaux.

Tuttavia, queste analisi non consentono una chiara distinzione tra i vini di Bordeaux e quelli cinesi. A questo scopo si rende necessaria l’applicazione di analisi che hanno bisogno di conoscenze scientifiche e tecniche di un certo livello: l’analisi degli isotopi stabili di stronzio (86Sr, 87Sr) e piombo (204Pb, 206Pb, 207Pb, 208Pb). La combinazione dell'analisi isotopica dello stronzio permette di discriminare abbastanza bene questi vini. Lo stesso vale per le combinazioni delle analisi degli isotopi di piombo le cui proporzioni nei vini francesi sono molto diverse da quelle presenti nei vini cinesi, come conseguenza del divieto di uso del piombo nella benzina.

Il lavoro è stato oggetto di una presentazione nel marzo scorso durante WINE TRACK 2015, simposio che ha affrontato il tema della tracciabilità, l'autenticità e l'integrità dei vini e dei liquori.

Le diapositive di questa presentazione insieme ad altre presentazioni del simposio sono disponibili sul sito web dell’evento.



Fonte: Infowine

IL NERO DI TROIA

IL NERO DI TROIA SI RACCONTA: CONVEGNI E DEGUSTAZIONI ALL’OMBRA DEL CASTEL DEL MONTE PER CELEBRARE UN VITIGNO E IL SUO TERRITORIO D’ELEZIONE
IL CONSORZIO CASTEL DEL MONTE PRESENTA UN FITTO CALENDARIO DI APPUNTAMENTI CHE SI SNODA IN UNA SETTIMANA DI INCONTRI, APPROFONDIMENTI E VISITE IN CANTINA
Dal 21 al 26 Aprile iniziative sul territorio per promuovere il Nero di Troia

Prosegue il ricco calendario di iniziative di promozione organizzate dal Consorzio di Tutela Vini DOC Castel del Monte per promuovere al meglio il vitigno simbolo del territorio, quel Nero di Troia che si sta sempre più imponendo all’attenzione di appassionati e addetti ai lavori.

Dopo il fortunato esordio di Roma e l’appuntamento nell’ambito di Vinitaly, il Nero di Troia torna a casa, all’ombra dello splendido castello di Federico II, e lo fa in grande stile con una settimana di eventi, tra convegni, focus, degustazioni aperte al pubblico, road show e contest dedicati ai giovani operatori del settore.

“Abbiamo messo a punto un calendario di alto livello – spiega Francesco Liantonio, Presidente del Consorzio – capace di coniugare vari aspetti, da quello più squisitamente enologico ad altri che vanno dal marketing territoriale alla formazione professionale, il tutto avendo come fil rouge il Nero di Troia, simbolo di un ricco ed affascinante territorio del quale sta via via divenendo anche vettore di comunicazione. Senza dimenticare la sua rilevanza economica, il suo appeal per il settore turistico e, non ultimo, il suo ruolo fondamentale come forte elemento di coesione sociale”

Momento clou del programma di iniziative certamente il convegno “Il Nero di Troia di Castel del Monte: focus tecnico e potenzialità del territorio” che si terrà giovedì 23 aprile presso il Teatro Comunale di Corato (ingresso libero) e che vedrà sul palco un parterre di ospiti d’eccezione: Laura De Palma, dell’Università di Foggia; Paola Piombino, dell’Università Federico II di Napoli; Luigi Tarricone, CRA-UTV di Turi e Barletta; Rosa Fiore, Dirigente servizio alimentazione – Assessorato Risorse Agroalimentari della regione Puglia; Donatella Cinelli Colombini, Presidente Consorzio DOC Orcia; Licia Granello, food editor de La Repubblica; Giuseppe Liberatore, Presidente AICIG; Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita; Alessandro Scorsone, “sommelier di Stato”. Presenti anche le istituzioni con gli interventi di Fabrizio Nardoni - Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e Massimo Mazzilli - sindaco di Corato.

Il meeting sarà impreziosito dalla performance di Aldo Caputo, coratino di nascita e stella affermata della lirica, protagonista su palcoscenici prestigiosi come il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e il New York City Opera.

La serata del 23 proseguirà con la cena (su invito) “Cinque Chef per il Sovrano” dove un quintetto di interpreti della cucina del territorio metteranno il loro talento, e i loro piatti, al servizio del Nero di Troia con un menu interamente dedicato a questo nobile vino. Ai fornelli si alterneranno Caterina De Palo (L’Angolo Divino), Cinzia Piccarreta (La Bottega dell’Allegria), Antonio Di Nunno (Locanda di Nunno), Riccardo Barbera (Masseria Barbera) e Pietro Zito (Antichi Sapori).

La cena offrirà anche l’occasione per eleggere gli “Ambasciatori del Nero di Troia”, scelti tra giovani operatori del settore della ristorazione.

“Il nostro Consorzio guarda con estrema attenzione ai giovani – continua Liantonio – che possono e devono diventare i testimonial di un vino che è patrimonio e storia dell’intero territorio. A loro, oltre che a noi produttori, va affidato il compito di promuovere questo grande vitigno in Italia e all’estero, rendendolo sempre più un simbolo di qualità, storia e tradizione”.

La settimana del Nero di Troia è rivolta, logicamente, non solo agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico degli appassionati. Spazio quindi a un road show che vedrà coinvolta una selezione di ben 41 tra ristoranti ed enoteche del territorio che, per tutta la durata della manifestazione, aggiungeranno alla loro carta un piatto elaborato appositamente per l’abbinamento con un calice di Nero di Troia.

E sempre ai consumatori è dedicato “Il Nero di Troia e i suoi cavalieri” (venerdì 24 aprile, dalle 18.00 alle 23.00 presso il suggestivo Palazzo Gioia, nel centro di Corato), serata di degustazioni e laboratori di gastronomia, giochi sensoriali e mostre, con la possibilità di assaggiare anche preziose etichette di Bombino Bianco e Bombino Nero. Il tutto a cura delle delegazioni regionali di AIS, ONAV, SlowFood, Movimento Turismo del Vino Puglia e l’associazione culturale Il Tempio di Serapide.

Il progetto è nato dall’iniziativa del Consorzio di Tutela Vini Casterl del Monte DOC con la partecipazione delle aziende socie: Cefalicchio, Conte Spagnoletti Zauli, Grifo, La Cantina di Andria, Rivera, Santa Lucia, Torrevento, Tor dé Falchi.

L'iniziativa è resa possibile grazie al contributo dei fondi PSR (Programma Sviluppo Rurale) 2007/2013 Regione Puglia Asse 1 Misura 133, dell'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e delle cantine consorziate aderenti.

Settimana nei ristoranti

WEB www.ilneroditroia.it

La mineralità nel vino #2

La mineralità nel vino da un punto di vista scientifico
Il termine "minerale" nel caso dei vini Sauvignon Blanc


Fra i termini più frequentemente utilizzati nella descrizione delle caratteristiche organolettiche del vino, mineralità è sicuramente uno dei più discussi e controversi. Ed in questi ultimi tempi, (vedi anche La mineralità nel vino), questo descrittore è salito alla ribalta, vuoi per la critica, vuoi per il pubblico, questo fenomeno impone un confronto e con quanto ne consegue in termini produttivi e di marketing.

Non esiste molto consenso scientifico su ciò che realmente rappresenta questo concetto e inoltre c'è poco materiale sperimentale che spieghi il rapporto chimico o fisico tra vino e questo descrittore. Infatti, uno studio geologico realizzato nel 2013 non ha trovato alcuna prova che confermi la relazione tra le caratteristiche del suolo e quelle relative all’aroma/sapore di mineralità nel vino.

Un altro problema da considerare quando si analizza questo descrittore è come le diverse origini culturali dei degustatori possono influenzare il suo uso. Numerosi studi hanno dimostrato che i professionisti del vino provenienti da tutto il mondo, applicano alla degustazione la loro esperienza e le loro conoscenze sul vino, dando luogo a descrizioni dello stesso vino significativamente differenti.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Food Quality and Preference ha approfondito il controverso concetto di mineralità, e ha cercato di valutare l'effetto dell’origine culturale e del metodo applicato alla percezione sensoriale di una caratteristica specifica come è la mineralità nel caso dei vini Sauvignon Blanc. In altre parole, lo scopo era quello di identificare la caratteristica dell’aroma e/o gusto che determina il termine "minerale" durante la degustazione e se ci sono differenze culturali nell'uso di questo descrittore.

E` stato coinvolto un gruppo di professionisti del settore del vino (enologi, produttori di vino, degustatori), di cui 32 francesi e 31 neozelandesi.

I principali risultati dello studio hanno mostrano che, anche se ci sono piccole differenze culturali tra degustatori francesi e neozelandesi a livello della descrizione e la percezione dell’aroma del vino, in generale queste descrizioni erano abbastanza simili. Una delle principali differenze aveva a che fare con l'intensità del gusto. Tuttavia, le descrizioni qualitative erano statisticamente uguali (cioè le parole e le frasi usate per descrivere i vini erano le stesse).

Si è osservato che gli assaggiatori francesi hanno dimostrato di avere una tecnica di degustazione diversa rispetto a quella dei neozelandesi. In particolare, i francesi hanno dato più importanza alla sensazione olfattiva, mentre i neozelandesi hanno dato uguale importanza ad entrambe le sensazioni, olfattiva e gustativa.

La mineralità è stata percepita allo stesso modo da parte di entrambi i gruppi. I descrittori di agrumi, Pietra focaia/ affumicato e calcareo / pietra calcareaerano positivamente correlati con i descrittori di mineralità, suggerendo che questi aromi e gusti potrebbero innescare nei degustatori una ricordo associato alla mineralità. Indipendentemente dal fatto che vi sia una relazione con una particolare sostanza chimica o con qualsiasi aspetto del terroir, alcune caratteristiche di aroma e di gusto potrebbero indicare automaticamente agli assaggiatori la nota di "mineralità".

Si consiglia la lettura del testo integrale in inglese che permette di consultare i link verso le pubblicazioni menzionate.



Fonte: Infowine

Vino&Bicchiere

Forma del bicchiere, temperatura e loro effetto sulla percezione dell’alcol

Un sistema di telecamere sviluppato da scienziati giapponesi permette di analizzare il percorso seguito dai vapori di etanolo che si sviluppano nel bicchiere quando il vino viene versato nel bicchiere e degustato.

Il lavoro realizzato dal gruppo di ricercatori guidati da Kohji Mitsubayashi presso la “Tokyo Medical and Dental University” si basa nell’utilizzo di una maglia impregnata con l’enzima alcol ossidasi, che converte gli alcoli a basso peso molecolare e l’ossigeno in aldeidi e perossido di idrogeno, il polimero HRP (perossido di rafano) e luminol in modo da provocare un cambiamento di colore in presenza di perossido di idrogeno.

Una volta sistemata la maglia sulla sommità di un bicchiere, attraverso una fotocamera è possibile registrare le immagini “a colori” che si formano sulla parte superiore del bicchiere e creare una mappa della distribuzione della concentrazione di etanolo che progressivamente abbandona il bicchiere.

Con questo strumento sono stati analizzati diversi vini in bicchieri con forme differenti e a diverse temperature.

A 13°C, la concentrazione di alcol al centro del bicchiere era inferiore rispetto a quella presente sul bordo. Invece, il vino servito ad una temperatura superiore, o in un bicchiere da martini o di vetro diritto, non ha evidenziato un modello di distribuzione dell’alcol a forma di anello. La forma ad anello permette di apprezzare l'aroma del vino senza le interferenze dovute ai vapori di etanolo.

Si tratta di un analisi abbastanza semplice ed economica che offre interessanti applicazioni a livello sperimentale. Questo lavoro fornisce la possibilità di studiare l'impatto fondamentale della geometria del vetro sulla percezione organolettica complessiva del vino, ed in futuro potrebbe aiutare nella scelta del bicchiere e della temperatura di servizio di ogni vino.



Fonte: Infowine
Articolo di riferimento:
Takahiro Arakawa, Kenta Iitani, Xin Wang, Takumi Kajiro, Koji Toma, Kazuyoshi Yano and Kohji Mitsubayashi “A sniffer-camera for imaging of ethanol vaporization from wine: the effect of wine glass shape” Analyst, 2015, DOI: 10.1039/c4an02390k

“Jazz & Wine”

“Jazz & Wine”, quarto appuntamento al St. Regis Rome
In collaborazione con Alexanderplatz Jazz Club e Castello Banfi a Montalcino

Domani giovedì è di scena il Jazz! Pronti per un altro appuntamento con la rassegna “Jazz & Wine” al St. Regis Roma ideata in sinergia con Banfi e Alexanderplatz Jazz Club di Roma, il più importante club della Capitale e il più “Antico” d’Italia, la cui direzione artistica è affidata a Paolo Rubei della famiglia proprietaria del Club.

Il festival, che dal 19 marzo ha ospitato band di rilievo e di fama nazionale e internazionale come i “Dario Rosciglione Quartet” il duo “Sin Saudade” con Natalio Mangalavite e Juan Carlo Zamora e “Radio Trio” è pronto per il quarto appuntamento, giovedì 23 aprile alle ore 19.30, con “Gipsy trio” standandard jazz & manouche composto da Miraldo Vidal, Paride Furzi al contrabbasso e Simone Magliozzi alla chitarra.

Miraldo Vidal è chitarrista e produttore musicale. Ha all’attivo due lavori con artisti internazionali come Dorado Schmitt e Angelo Debarre. Propone un concerto sulla scia del maestro Django Reinhardt. Il trio si ispira alla tradizione musicale del jazz manouche degli anni 30’, genere musicale che trae la sua origine dall’irripetibile esperienza artistica del chitarrista Django Reinhardt, che è considerato l’ideatore e il massimo esponente. Partendo dalla sua discografia fino ad arrivare alle note coinvolgenti dei brani tzigani contemporanei rivisitati puramente in chiave manouche, il Gipsy trio ricreerà le atmosfere magiche e le sonorità brillanti del passato.

Il giovedì dunque, con appuntamenti alternati, sarà dedicato al Jazz e al vino d’autore con un’offerta che andrà da il Banfi Brut Metodo Classico, La Pettegola Vermentino e il Poggio alle Mura, il tradizionale Rosso di Montalcino. Al vino o altri cocktail disponibili à la carte, sarà possibile abbinare finger food e stuzzichini caldi e freddi firmati dall’Executive Chef Francesco Donatelli.

Per informazioni e prenotazioni “Jazz & Wine” si prega di contattare Le Grand Bar del St. Regis Roma allo 06 47091 o visitare www.stregisrome.com/aperitif-jazz. Per gli appassionati di Instagram e twitter si potrà invece postare e seguire il concerto utilizzando i seguenti hashtags #stregisrome #stregisrituals #jazzrome


PROSSIMO APPUNTAMENTO
7 Maggio con Three in swing

martedì 21 aprile 2015

Expo 2015

Expo 2015: L’arte protagonista a Padiglione Italia
Prende vita il percorso artistico animato dalle opere d’arte che faranno parte dell’esposizione permanente durante tutto Expo 2015

Si è tenuta oggi, presso Palazzo Bovara a Milano, la presentazione delle opere d’arte che saranno esposte all’interno di Padiglione Italia per l’intera durata di Expo 2015.

Il Presidente di Expo 2015 e Commissario Generale di Sezione per Padiglione Italia, Diana Bracco, ha scelto opere d’arte con forte attinenza alle tematiche di Expo, strumentali al percorso multisensoriale sull’identità italiana proposto dal Direttore Artistico del Padiglione Marco Balich.

Il Sottosegretario al Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo, Ilaria Borletti Buitoni, ha presentato il contributo del Mibact al viaggio nell’arte italiana ospitato da Padiglione Italia.

Il nostro Paese è da sempre patria di grandi maestri, nonché culla dell’arte e della cultura riconosciuta a livello mondiale: una delle ragioni che hanno spinto Padiglione Italia a presentare una scelta di opere provenienti da diverse regioni d’Italia. Padiglione Italia conferma anche con questa decisione la volontà di rendere le regioni del nostro Paese protagoniste indiscusse, mostrando a tutti i visitatori la storia che accomuna luoghi molto diversi tra loro. La diversità si armonizza in un corpo unitario, fatto di grande bellezza, saper fare e voglia di futuro, in un dialogo armonico tra passato e presente e in un coinvolgimento appassionante che richiede l’utilizzo di tutti i sensi.

Saranno le opere stesse a mostrarci questo dialogo, in un’alternanza di stili che si alimentano reciprocamente, come all’interno di una storia raccontata da più narratori, dove l’ultima frase di uno è l’incipit di quello successivo.

“È con grande soddisfazione che oggi presentiamo il contributo del Mibact al Padiglione Italia – interviene Ilaria Borletti Buitoni - Per due anni abbiamo lavorato perché in Expo fosse plasticamente visibile al mondo come il nostro patrimonio di bellezza non sia soltanto una grande risorsa turistica, ma anche il cuore della nostra identità nazionale. Un patrimonio che caratterizza tutto il nostro territorio, ricco e diverso come le molteplici storie e identità che lo raccontano. Credo che la scelta dei percorsi, delle iniziative e delle opere che oggi mostriamo come uno dei biglietti da visita dell'Italia per Expo ne siano la dimostrazione".

“La cultura offre uno strumento fondamentale per nutrire la mente e per ampliare gli orizzonti della nostra vita. Noi Italiani abbiamo avuto la fortuna di nascere nel Paese più ricco di opere d’arte al mondo disseminate in uno scenario naturale tra i più vari che esistano”, ha affermato Diana Bracco Presidente Expo 2015 SpA e Commissario per il Padiglione Italia, “per questo Padiglione Italia ha scelto di inserire nel suo percorso espositivo importanti opere d’arte che simboleggiano la grande storia del genio artistico italico e che ben testimoniano la potenza della nostra grande bellezza. Entrando nel Padiglione”, ha concluso Diana Bracco, “i visitatori di tutto il mondo riscopriranno la magia di un viaggio dentro l’Italia di ieri, di oggi e di domani. Il nostro obiettivo infatti è proprio quello di suscitare a livello globale il desiderio di visitare il Bel Paese, sull'esempio di quanto accadeva con il mitico Grand Tour del Settecento e dell’Ottocento”.

“Abbiamo fatto una mostra sull’identità italiana dove l’arte diventa uno strumento per acquisire consapevolezza su cosa significhi essere italiani. In quest’ottica, è per me di grande rilevanza il dialogo che Vanessa Beecroft, la più grande artista italiana contemporanea, è riuscita a creare con la Hora/Demetra, un’opera classica pregna di significati coerenti con i temi di Expo 2015” – ha commentato Marco Balich.

Le opere d'arte si inseriscono in modo funzionale nel percorso che si snoderà all’interno del Padiglione per rappresentare l’identità di tutta l’Italia.

L’esposizione di Padiglione Italia vanterà la presenza di una scultura realizzata appositamente per Expo Milano 2015 da Vanessa Beecroft, artista italiana fra le più note nel panorama internazionale. Jennifer Statuario, questo il nome dell’opera, si compone di due sculture entrambe ricavate dal calco dal vero della sorella dell’artista. Lo stile utilizzato è quello classico-figurativo, mentre la posizione della scultura, posta a testa in giù, insieme ad altri elementi, ha lo scopo di destabilizzare l’idea di classicità, rappresentata invece appieno da un’altra opera del percorso artistico, la Hora, avvicinandosi al concetto di “membre fantome”, la cosiddetta sindrome dell’arto fantasma, che l’artista indaga nelle sue opere a partire dal 1993.

La statua di Hora
Realizzata in marmo lunense di Carrara, appartiene probabilmente al I secolo d.C. con integrazioni quali la testa, la base e parte delle mani, risalenti a metà del XVI secolo. Conservata presso la Galleria degli Uffizi di Firenze sarà esposta a Padiglione Italia grazie al benestare di Antonio Natali, Direttore Galleria degli Uffizi di Firenze e Fabrizio Paolucci, Direttore Dipartimento di Antichità Classica del museo fiorentino.

La Vucciria di Renato Guttuso
Tra i più importanti e rappresentativi interpreti della storia dell'arte italiana del '900 è un olio su tela, realizzato nel 1974 che offre un’intensa rappresentazione del famoso, storico mercato palermitano. Il quadro, generalmente conservato presso palazzo Steri a Palermo, approda a Padiglione Italia su gentile concessione del Rettore, Roberto Lagalla e di Fabio Carapezza Guttuso, Presidente Archivi Guttuso.

L’Ortolano  di Arcimboldo
Il dipinto che sarà ospitato in Palazzo Italia è una delle rarissime opere del pittore milanese ad essere reversibile: ruotandolo di 180 gradi si trasforma infatti in un altro soggetto completamente diverso dal primo. In questo caso la Ciotola di ortaggi si trasforma, capovolgendola, nella testa dell'Ortolano, costruito in modo da suggerire chiare allusioni sessuali maschili, simbolo di fecondità e della forza generatrice della natura. Conservato presso il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, approda a Padiglione Italia grazie al benestare del sindaco della città, Gianluca Galimberti.

Il Trapezophoros 
Un sostegno di mensa, in marmo dipinto, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. e rappresenta uno dei simboli dell’attività di recupero dei capolavori dell’arte e dei reperti archeologici trafugati, eccellentemente svolta in Italia dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sotto la guida di Mariano Mossa, Generale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Sottratto dal luogo di rinvenimento negli anni Settanta, durante gli scavi nell’area archeologica di Ascoli Satriano, in Puglia, il sostegno di mensa è stato restituito all’Italia nel 2007 dal J. Paul Getty Museum di Malibù e gentilmente prestato a Padiglione Italia dal sindaco della città pugliese, Savino Danaro e da Luigi la Rocca, Sovrintendente per i Beni Archeologici della Puglia.


A completare l’esposizione di Padiglione Italia l’opera “Genio Futurista” di Giacomo Balla, ritenuta dalla critica simbolo della sua presenza all’Exposition Internationale des Arts décoratifs modernes di Parigi del 1925.

Per maggiori informazioni http://www.padiglioneitaliaexpo2015.com/it

Live Tweeting #PadItArte #VivaioItalia

VENDEMMIA ITALIA 2014

I DATI DEFINITIVI DELLA VENDEMMIA ITALIA 2014: 44,7 MILIONI DI ETTOLITRI, IN SECONDA POSIZIONE DOPO LA FRANCIA
Sono stati resi noti dal Ministero delle Politiche agricole i dati definitivi della produzione vitivinicola italiana relativi alla campagna 2014/2015. La produzione italiana di vino ha raggiunto nel 2014 i 44,7 milioni di ettolitri, in calo rispetto alla generosa vendemmia del 2013, che si era attestata a oltre 50 milioni di ettolitri, ma in linea con le previsioni vendemmiali fatte tra il mese di agosto ed il mese di settembre.

I vini DOP rappresentano il 35% della produzione vitivinicola nazionale, seguiti dai vini senza alcuna indicazione geografica con il 34% e dai vini IGP, 29%.A livello europeo, quest’anno l’Italia si colloca al secondo posto dei principali Paesi produttori di vino, con la Francia che fa da regina (46,5 milioni di ettolitri) e la Spagna che, dopo il boom del 2013, si è fermata quest’anno in terza posizione con 43,4 milioni di ettolitri.

“Nei prossimi anni dovremo certamente continuare a tenere d’occhio sia i cugini francesi, soprattutto per la loro grande capacità di valorizzare prodotto e territorio, sia la Spagna, che sta portando avanti importanti investimenti nel settore vitivinicolo, in cantina e tra i filari”, ha commentato Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari.“Tuttavia grande attenzione va prestata anche ad altre importanti variabili, quali il difficile andamento dei consumi, sul mercato interno così come su quelli d’esportazione, e le quotazioni dei nostri prodotti”.

tabella

lunedì 20 aprile 2015

Prosecco Superiore in Tour

IL TOUR INTERNAZIONALE DEL PROSECCO SUPERIORE FA TAPPA A NEW YORK


Il 21 aprile riparte da New York il tour internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore che vede il Consorzio di Tutela impegnato in un programma di promozione all’estero che approderà anche in Canada a fine maggio. Nella Grande Mela, l’appuntamento è al ristorante italiano A Voce, bandiera della cucina italiana a New York, situato all’interno del Columbus Center, nel cuore di Manhattan. 

E’ qui che si terrà l’esclusivo evento, organizzato con la collaborazione del noto giornalista americano Alan Tardi, Ambasciatore del Conegliano Valdobbiadene negli Stati Uniti, che farà conoscere l’eccellenza del Prosecco Superiore nelle sue diverse espressioni, dalle tipologie tradizionali alle migliori selezioni aziendali, fino alle espressioni delle singole sottozone: il Rive ed il Cartizze. 

Il programma della manifestazione prevede un seminario introduttivo sulla denominazione a cui seguirà il banco d’assaggio rivolto a 150 invitati accuratamente selezionati: operatori, giornalisti, buyer del canale on trade e off trade, sommelier, importatori, ristoratori ed enotecari. Per il Consorzio di Tutela si tratta di un appuntamento in uno dei Paesi più importanti e promettenti per l’export del Prosecco Superiore (che rappresenta il quarto mercato per la denominazione) dove i consumi si sono dimostrati in continua ascesa negli ultimi anni e si è rilevata un'interessante crescita del valore medio delle nostre etichette, a dimostrazione del fatto che gli americani si stanno sempre più indirizzando verso la scelta di prodotti di qualità.

Dopo Prowein e in attesa dell’appuntamento con Expo e Vino in Villa Festival (in programma dal 14 al 17 maggio), il Consorzio di Tutela torna dunque oltre confine per far conoscere sempre più la cultura del Prosecco Superiore. In calendario ci sono già altri appuntamenti internazionali: come il roadshow in Canada, Vinexpo, la prestigiosa fiera di Bordeaux che si terrà dal 14 al 18 giugno, e ProWine Cina che aprirà i battenti a novembre a Shangai.

CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE DI VINITALY

CONCLUSA A VERONA LA COMPETIZIONE PIÙ PARTECIPATA AL MONDO CON CAMPIONI DA 32 PAESI
AL 22° CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE DI VINITALY. ASSEGNATE 75 MEDAGLIE SU QUASI 3.000 VINI ISCRITTI. LA SICILIANA TERRE DELLA BARONIA VINCE IL PREMIO "GRAN VINITALY 2015”

Casale del Giglio Az. Agr. S.r.l. - Le Ferriere di Latina in Lazio si aggiudica il Premio speciale "Vinitaly Nazione 2015", insieme alla Winzer Sommerach - Der Winzerkeller - Sommerach (Germania) e alla Vincon Vrancea S.A. - Focsani (Romania). Le premiazioni nel Padiglione “Vino – A taste of Italy”, durante l’Expo di Milano.

È l’italiana Azienda Agricola G. Milazzo - Terre della Baronia di Campobello di Licata (AG - Italia) la vincitrice del Premio speciale "Gran Vinitaly 2015", assegnato alla cantina che ha ottenuto il maggior punteggio in base a due medaglie conseguite in gruppi diversi del 22° Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, svoltosi a Verona dal 13 al 16 aprile 2015.

I vini iscritti quest’anno alla competizione enologica più rigorosa e selettiva al mondo sono stati quasi 3.000, con record di 32 Paesi partecipanti, tra i quali per la prima volta Svezia, Giappone e Taiwan.

Tre le aziende vincitrici del Premio speciale "Vinitaly Nazione 2015", attribuito al produttore di ogni Paese che ha ottenuto il maggior punteggio calcolato dalla somma delle valutazioni riferite ai migliori tre vini insigniti del diploma di "Gran Menzione". Si tratta della Winzer Sommerach - Der Winzerkeller - Sommerach (Germania); del Casale del Giglio Az. Agr. S.r.l. - Le Ferriere (LT - Italia) e della Vincon Vrancea S.A. - Focsani (Romania).

Il Premio speciale "Denominazione di Origine 2015", assegnato al vino di ogni denominazione di origine italiana che in assoluto ha conseguito il miglior punteggio (a condizione che per ogni denominazione di origine abbiano partecipato almeno 40 campioni), è stato attribuito all’Amarone della Valpolicella Docg 2010 Lavarini Soc. Agr. di Lavarini Massimo & C. S.S. - Negrar (VR); al Valdobbiadene Prosecco Docg Superiore Spumante Extra Dry “2” 2014 Progettidivini S.r.l. - Soligo di Farra di Soligo (TV); al Gutturnio Doc Frizzante “Tradizione Piacentina” 2014 Az. Agr. Il Poggiarello - Scrivello di Travo (PC); al Montepulciano d’Abruzzo Doc “Val di Fara - Selezione di Famiglia” 2013 Spinelli S.r.l. - Atessa (CH); alProsecco Doc Treviso Spumante Brut 2014 Sanfeletto S.r.l. - San Pietro di Feletto (TV) e al Trentino Doc Moscato Giallo Vino Biologico 2014 Cantina Toblino S.c.a. - Sarche (TN).

In palio, per i vini italiani, anche il premio "Banco Popolare", assegnato al Vin Santo del Chianti Doc “Il Conio” 2005 della Eredi Benito Mantellini Az. Agr. S.S. -Terranova Bracciolini (AR), per aver conseguito il miglior punteggio in assoluto fra tutti i vini italiani di tutte le categorie previste dal regolamento del 22° Concorso Enologico Internazionale.

Dei 3.000 campioni iscritti, 2.585 sono stati ammessi a giudizio; di questi, i 720 che hanno ottenuto un punteggio di almeno 82/100, per un massimo del 30% dei campioni di ciascuno gruppo di ogni categoria, sono stati premiati con diploma di "Gran Menzione". I primi venti vini di ogni categoria e gruppo previsti dal regolamento che hanno ottenuto il miglior punteggio sono stati rivalutati da tre commissioni diverse e quelli che hanno ottenuto le migliori performance sono stati rispettivamente insigniti con Gran Medaglia d'Oro, Medaglia d'Oro, Medaglia d'Argento e Medaglia di Bronzo. In totale sono state attribuite 75 medaglie: 17 Gran Medaglie d'Oro, 18 Medaglie d'Oro, 23 Medaglie d'Argento e 17 Medaglie di Bronzo.

La premiazione dei vini vincitori di medaglia sarà uno degli eventi organizzati nel Padiglione “Vino – A taste of Italy”, durante l’Expo di Milano.

Durante le selezioni dei vini partecipanti al 22° Concorso Enologico Internazionale sono stati utilizzati complessivamente 20.000 bicchieri e sono state compilate 17.275 schede di valutazione pari a 246.395 giudizi parziali.

Organizzato da Veronafiere - Vinitaly in collaborazione con Assoenologi, il Concorso Enologico Internazionale si fregia del patrocinio della Commissione dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), dell’Union Internationale des Oenologues (UIOe) e dei ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico. Il servizio di sommelier è stato gestito grazie alla Fondazione Italiana Sommelier.




domenica 19 aprile 2015

Spumante Lessini Durello DOC: Appunti di degustazione

Fresco, godibile, pieno di carattere, è lo spumante Lessini Durello DOC
24 campioni degustati alla cieca dal sommelier professionista Claudio Serraiotto

Chi stappa una bottiglia di Lessini Durello DOC trova sempre uno spumante fresco, godibile e pieno di carattere: con aroma che ricorda la mela renetta, gli agrumi gialli e grande mineralità tipica dei vini di terroir vulcanico, con una caratteristica consistenza tannica veramente unica fra i vini bianchi e che rende il suo perlage particolarmente stuzzicante. Le due tipologie in cui è prodotto lo rendono un vino adatto alle più differenti occasioni e scegliere bene non è difficile: Lessini Durello DOC Metodo Italiano/Charmat se si cerca maggior morbidezza e un quadro aromatico più fresco e luminoso, oppure Lessini Durello DOC Metodo Classico se si richiede al vino una struttura importante e impronte aromatiche più complesse. La Durella dei Monti Lessini, è il vitigno autoctono con cui viene prodotto, un vitigno antico e rustico, che dona uve dorate la cui caratteristica fondamentale è un tipico sapore acidulo ed una buccia spessa e ricca di tannini: sostanze polifenoliche che contribuiscono tipicamente a determinare la struttura corposa dei vini rossi.

di Claudio Serraiotto


Durello 2^ puntata: Alla ricerca del secco, del fresco e del sapido: la bollicina senza facili compromessi: Appunti di degustazione alla cieca presso il Consorzio, il pomeriggio del 16.1.2015


Campione n. 1
Monti Lessini “Mandegolo” Doc Vivace Casa Cecchin 2013: Presenta sensazioni olfattive non molto intense, fruttate di pera, iodate di lievito, e sullo sfondo sentori di  zolfanello. Subito erompono in bocca le grandi, tipiche sensazioni di mineralità e sapidità che sovrastano la freschezza, e questo volutamente, nonostante sia di annata 2013. Interessante.

Campione n. 2
Monti Lessini “Il Durello” Doc Casa Cecchin 2013: Campione fermo, senz’altro più immediato ed appagante del precedente. Sensazione olfattiva di cedro, vegetale di sambuco, di papaya fresca e pera williams. In bocca è avvolgente, equilibrato per tipologia, fresco e sapido assieme, al momento ancora un po’ grezzo, con all’orizzonte un sentore tattile di polvere di ciottolato. Lungo.

Campione n. 3
Monti Lessini “Pietralava” Doc Casa Cecchin 2012: Campione fermo, più fine ed elegante, soprattutto al naso. Emergono in bocca gli stessi riconoscimenti, prevale la sapidità. Grande esempio di potenzialità di longevità di vino bianco italiano. Da imitare.

Campione n. 4
Lessini Durello Doc Spumante Brut Sandro De Bruno: Meraviglioso! Al naso si presentano sentori provenzali di lavanda, agrumati di tamarindo, note citrine. In bocca si ritrova quanto percepito al naso, tra cui emergono note di pompelmo, di frutto della passione, con, sullo sfondo, una nota leggermente aromatica. Intrigante.

Campione n.5
Lessini Durello Doc Spumante Brut Cantina Monteforte: Vino fine, fresco, sapido, citrino, pulito e corretto, lungo, centrato, senza sentori ambigui di difficile interpretazione, un classico Durello.

Campione n.6
Lessini Durello ” Borgoletto” Doc Spumante Brut Franchetto: Ipotizzo che sia affinato in batonnage per la evidente nota iodata olfattiva e gusto-olfattiva. In bocca si presenta con una nota di arancia amara, é fresco e sapido,  chiude in mineralità. Si evidenzia una nota verde di bosso, di foglia di pomodoro tipica dell’ Azienda e dello stile “Roncà”. Sicuramente interessante.

Campione n 7
Lessini Durello “I Singhe” Doc Spumante Brut Fattori: Bel Giallo paglierino con riflessi verdolini. Bollicine numerose, fini e persistenti. Olfattivamente prevale nota erbacea e vegetale con un verde ricordo di bosso, di foglia di pomodoro, sensazione tipica dell’ Azienda e dello stile “Roncà”. In bocca è avvolgente. Un vino giocato sulla piacevolezza.

Campione n 8
Lessini Durello “Cchia” Doc Spumante Brut Cantina di Soave: Grande freschezza e salivazione. Vino con sapidità evidente, equilibrato per tipologia. Ben fatto.

Campione n 9
Lessini Durello Doc Spumante Corte Moschina 2013: Elegante e fine, non un Durello di potenza ma tipico per la sua tipologia, Spumante di qualità senza fronzoli, con sentori centrati, che evidenzia freschezza e mineralità. Non necessariamente i grandi prodotti devono essere palestrati.

Campione n 10
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico  Tonello: Oggi non è il mio Durello.

Campione n 11
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico  Sandro De Bruno: Olfattivamente si evidenzia una nota balsamica e medicinale intensa, poi emergono sensazioni di  vaniglia,  carruba, tamarindo, mentre i classici sentori di pera e di fiore restano sullo sfondo sufficientemente percettibili. In bocca non è ancora ben equilibrato in quanto la nota di vaniglia rimane al momento, e sottolineo al momento, invasiva. E’ un Durello da vedere in prospettiva, oggi si può dire che è vino di spessore, austero, che non scende a compromessi con la piacevolezza e la ruffianeria.

Campione n 12
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico  Brut Cantina Monteforte:  Piacevolissimo alla vista. Esile, fine, corretto, immediato, internazionale. Di sicuro successo.

Campione n 13
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico  “Romeo” Bellaguardia: Al naso emergono sentori tipici dovuti ai 36 mesi di affinamento: lievito, carruba, tamarindo, fienagione secca, mineralità bianca. In bocca è vino di spessore con retrogusto agrumato di arancia di Sicilia, nota iodata, di salvia. Chiude in mineralità.

Campione n 14
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico “36 Mesi” Marcato: Veste un bellissimo giallo paglierino riflessi dorati, intenso, un bellissimo prodotto. Al naso rivelauna nota agrumata di pompelmo, rosa e mandarino, sentori iodati di lisi dei lieviti e di vaniglia. In bocca si riconferma il tutto, grande freschezza e mineralità, con una particolare attenzione del Vignaron alla piacevolezza. Un vino persistente e di spessore. Chiude con una nota agrumata di buccia di arancia che sovrasta la mineralità. Chapeau.

Campione n 15 
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico “Roncà” Fattori: Sicuramente intrigante il Vino, alla vista bollicine finissime, una vera spuma intensa. Olfattivamente è ampio con tipici sentori ben amalgamati, con  nota vegetale di bosso e sambuco e fiori di gennaio (calicantus), con nota citrina di lime, polvere di pepe bianco e cannella.  In bocca è vino di spessore, con piacevole esperienza tattile; si evidenzia un sentore citrino. Lo spumante chiude con piacevolissima ricordo di sale e succo di lime. Si conferma un grande equilibrio. Chapeau.

Campione n 16
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Franchetto: Alla vista si impreziosisce di lacrime fitte e intense. Al naso emerge una nota iodata. Al gusto si evidenzia la piacevolezza gusto-olfattiva sullo sfondo di una nota di mineralità. E’ vino di grande equilibrio, chiude in freschezza con ricordi agrumati.

Campione n 17
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Corte Moschina 2010: All’olfatto si presenta con  nota floreale di mughetto. In bocca è  vino solo “pronto”, ancora disarmonico, non perfettamente amalgamato, ma la gioventù non è peccato. L’ amarognolo prevale anche in chiusura. Ottime prospettive.

Campione n 18
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Extra Brut “Nostrum” Casa Cecchin 2010:  Olfattivamente si rilevano sentori di pane tostato, di mughetto, di pera williams, tamarindo; in bocca si conferma vino di spessore, senza nessun compromesso con la piacevolezza, salvo una leggera e piacevole sensazione di avvolgenza. Note iodate e di mineralità bianca. Longevo.

Campione n 19
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Franchetto 2010: Intrigante perlage. Al naso note fresche di  buccia di cedro, floreale di ginestra, anice stellato, mela verde, bosso, lievito, i sentori terziari sono ben dosati da una intelligente salvaguardia delle sensazioni fruttate e floreali, sentori di bosso da lieviti, in bocca tutto si conferma in un perfetto equilibrio di piacevolezza. Non è e non vuol essere un vino muscoloso, ma la sensazione tattile delle catechine è evidente.

Campione n 20
 Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Brut Fongaro 2008: Giallo paglierino vivace intrigante, vero mangia e bevi. Un vino importante sia olfattivamente che gustativamente, i sentori secondari e terziari si amalgamano, al naso la mela diventa gialla e matura, l’agrumato si fa tamarindo, al gusto si conferma i tutto, freschezza e sapidità si ergono, ma il vino resta equilibrato per tipologia, con netta sensazione tattile, di spessore, chiude in piacevole.

Campione n 21
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Riserva Casa Cecchin 2008: Bollicine fini, numerose e persistenti. Olfattivamente emerge la sensazione di zolfanello. E’ emozionante, prevale la freschezza e la sapidità in un vino austero, sensazione tattile di mandorla dolce.

Campione n 22
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico pas dosè Fongaro 2007: Rischia di perdere la tipicità del Durello, in una visione del Vignaron dove la freschezza e la sapidità trovano un contro-altare in una ossidazione positiva alla “champenoise”, in una sensazione di mela cotta e in una sapidità. un vino a cui devi dare del Lei: è sicuramente bello, importante  e opulento ma oggi non è il mio vino.

Campione n 23
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico Marcato 2006: Ancora giallo paglierino riflessi verdolini. E’ un  grande prodotto che dà dei numeri a molti Champagne: olfattivamente salgono note di arachidi, floreali di ginestra gialla, fruttato di pera kaiser, buccia di pompelmo giallo. Tutto torna in bocca con un vino di grandissimo spessore, avvolgente, vero mangia e bevi, perfettamente integro ed intrigante. “Verghene!!”

Campione n 24
Lessini Durello Doc Spumante Metodo Classico “AR” Marcato 2004: Bollicina fine, intensa e persistente con colore più evoluto. All’olfatto risulta sempre intenso. Evidenzia un  bouquet floreale  bianco, sambuco in primis, in successione emergono delicate note di frutta a pasta bianca, speziata di pepe bianco e cannella, di uva passa, di anice su sfondo iodato e minerale. Tutto torna in bocca, il vino è avvolgente al palato, è fresco e sapido e ha un ottimo equilibrio giocato sulla durezza. Si evidenzia in questo campione pe una ossidazione positiva alla Francese che non ho trovato in altre degustazioni. Ha un retrogusto tattile per polverosità leggermente tannica e marina, con sentori di zolfanello e chiude con nota amaricante,di sapidità, di arancia, papaya disidratata, di salvia fritta. Una garanzia.