giovedì 2 aprile 2015

SUMMA 15: “SPAZIO PER RESPIRARE”


A SUMMA 15 “SPAZIO PER RESPIRARE”, una degustazione esclusiva nella cantina della Tenuta Alois Lageder dedicata ai professionisti della stampa
Ha condotto il tasting Alois Lageder, sabato 21 marzo ospite speciale Maximilian Riedel

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2015, in occasione di SUMMA 15 - l’atteso appuntamento organizzato da Alois Lageder che da anni raccoglie a Magrè sulla Strada del Vino (BZ) l’eccellenza vinicola proveniente da tutto il mondo - si è tenuta in replica una degustazione speciale nella cantina della storica tenuta Löwengang. 


“Spazio per Respirare”, l’evento si racconta da sé: 12 vini, annate 2013 e 2014 e non solo, alcuni dei quali assaggiati direttamente dalla botte, alcuni nuovi o ancora da sviluppare, hanno accompagnato gli ospiti attraverso un’esperienza sensoriale decisamente fuori dagli schemi, al limite dello sperimentale.



I vini bianchi:

2013 BLATERLE

2014 PORER Pinot Grigio

2013 VIOGNIER (non filtrato)

2014 INCROCIO MANZONI

2014 LÖWENGANG Chardonnay

2014 Petit Manseng

I vini rossi:

2014 RÖMIGBERG Kalterersee Classico

2013 e 2014 KRAFUSS Pinot Noir

2014 LINDENBURG Lagrein

2013 TANNAT

2013 COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon

1984 (il sabato) e 1988 (la domenica) LÖWENGANG Cabernet, in formato Magnum


Una delle caratteristiche principali di Alois Lageder è la sua tendenza all’innovazione, un atteggiamento che lo porta giorno dopo giorno a migliorare lo standard qualitativo dei suoi vini.

A causa dei cambiamenti climatici - tema di grande attualità che coinvolge ovviamente anche il settore viticolo – per i produttori diventa necessario avere il coraggio di evolversi e sperimentare, coltivando per esempio uve non autoctone e favorendo l'apertura di nuove frontiere. Alois Lageder ha voluto quindi condividere con i suoi ospiti - oltre ai “grandi classici” dell’assortimento della Tenuta Alois Lageder come il LÖWENGANG che festeggia 30 anni di successo proprio con la scorsa vendemmia - esperimenti enologici, se così vogliamo definirli, che si sono rivelati una piacevole e inaspettata sorpresa per la maggior parte dei presenti.

“La reazione più efficace ai cambiamenti climatici – è convinto Alois Lageder – non è quella di ricorrere a tecnologie sempre più spinte, ma semmai di imparare a rispettare le leggi della natura”.

Questa logica si trova perfettamente in linea con la politica aziendale stessa, che promuove un assoluto rispetto per la natura e la biosfera e un costante adoperarsi per sfruttare al meglio le peculiarità e i pregi di ogni singolo vigneto e gli aspetti pedoclimatici che lo caratterizzano. In seguito all’introduzione, avvenuta intorno alla fine degli anni Ottanta, dei metodi più naturali della viticoltura integrata e sostenibile, nel 2004 l’azienda ha deciso di convertire passo dopo passo i propri vigneti alla coltivazione biologico-dinamica. Trascorso l’intervallo di conversione obbligatorio (tre anni), a partire dall’annata 2007 sono state raccolte le prime uve biodinamiche certificate. Oggi circa 50 ettari di proprietà dell’azienda e già un quarto delle uve che la Tenuta acquista da conferitori di fiducia sono coltivati con metodo biologico-dinamico e controllati da Demeter.

La degustazione è stata arricchita dall’utilizzo di quattro calici senza stelo “in armonia con il vino” firmati Riedel (la linea O), che hanno influenzato - e talvolta anche alterato - la percezione organolettica dei vini in degustazione. Non solo respirare il vino, dunque, ma anche toccarlo - tenendo il bevante nel palmo della mano e creando un contatto diretto con il liquido, per poi portarlo al naso e alla bocca in un gesto che può risultare più intimo rispetto all’utilizzo del tradizionale calice - può cambiare l’esperienza del vino.

In particolare, sabato 21 marzo, con grande piacere del padrone di casa, Maximilian Riedel è stato ospite dell’esclusivo tasting, condividendo commenti, opinioni e suggerimenti sul giusto calice da utilizzare rispetto ai vini in assaggio.

Da segnalare la degustazione del 2014 LINDENBURG Lagrein, oggetto di un interessante confronto e “scambio di vedute” sul calice ideale da utilizzare: non solo il calice da catalogo Riedel è risultato funzionale, ma un calice più ampio rispetto a quello indicato dalla “guida” della casa austriaca può essere estremamente perfomante per il vitigno autoctono dell’Alto Adige. In fondo Riedel - e lo sostiene da sempre – produce sì i suoi calici in funzione delle varietà d’uva, ma ancor prima lavora al fianco dei produttori: nessuno conosce il vino meglio della mano che lo ha prodotto.

Nulla da dire sul LÖWENGANG Chardonnay, KRAFUSS Pinot Noir, COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon e LÖWENGANG Cabernet: uno sposalizio perfetto, a detta sia di Alois Lageder che di Maximilian Riedel, con i rispettivi - e appositamente disegnati per questi vitigni - calici O Chardonnay (barrique), Big O Pinot Noir e Big O Cabernet.

A proposito di Alois Lageder
Sin dal 1823, la vitivinicoltura è parte integrante della storia della famiglia Alois Lageder. Giunta alla quinta generazione con l’attuale proprietario Alois Lageder, la tenuta, con sede a Magrè in provincia di Bolzano, si distingue per la filosofia ispirata all’approccio olistico e sostenibile e per la capacità di fondere sapientemente tradizione ed innovazione. Circa 50 ettari di vigneti di proprietà vengono lavorati secondo i principi più stretti della coltivazione biologico-dinamica.

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