venerdì 11 dicembre 2020

Innovazione in vitivinicoltura. Dal miglioramento genetico della vite per nuove varietà, alla sostenibilità biologica e tecnologica dei vigneti di alta qualità: ecco le attività di ricerca ad alto potenziale

Il CREA Viticoltura ed Enologia ha avviato attività di ricerca ad alto potenziale di innovazione con progetti su sostenibilità, biodiversità e salvaguardia ambientale.




“Stiamo lavorando per un sistema di produzione vitivinicola che sia sempre più digitale e sostenibile – afferma Riccardo Velasco, direttore del CREA Viticoltura ed Enologia – che valorizzi i vitigni autoctoni di nuova introduzione in grado di resistere all’attacco dei patogeni e di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, che abbatta input energetici e chimici lungo tutta la filiera, in un’ottica di economia circolare e di salvaguardia ambientale, tutelando e rendendo sempre più riconoscibile quella qualità e quella tipicità che hanno reso grandi le nostre uve e i nostri vini nel mondo”.   

Miglioramento genetico della vite. Grazie alle collezioni di germoplasma con oltre 3.000 varietà e a quella di microrganismi enologici, entrambe di rilievo europeo, il Centro dispone di solide basi per la messa a punto di nuove varietà, in grado di resistere ai patogeni più diffusi, come oidio e peronospora nonché allo stress idrico (Progetto BIOTECH_VITECH). L’ampia rappresentatività regionale dei vitigni tipici del nostro territorio, incrociati con materiali di recente produzione in vari paesi europei, sta producendo da alcuni anni il primo materiale autoctono resistente, la risposta italiana ai vitigni resistenti europei ed americani (25.000 nuove piantine nei campi sperimentali). Anche nell’uva da tavola, si sta lavorando per nuove varietà, con ma soprattutto senza semi, totalmente made in Italy (prog. NuVaUT), in risposta all’invasione di materiale americano, israeliano, nordafricano e spagnolo prodotto nei club (associazioni di produttori esclusivi con prodotto molto richiesto dal mercato) che richiedono ai nostri produttori elevati costi in royalties. 

Nuovi strumenti tecnologici e informatici per una viticoltura sostenibile. Si tratta di dispositivi e sistemi integrati di alta tecnologia, come la sensoristica di precisione sia nel terreno che sulla foglia, sistemi di rilevamento aerei mediante droni e satelliti che permettono di conoscere dettagliatamente ed in tempo reale i parametri fisiologici, vegetativi, sanitari e produttivi del vigneto. Gli studi di zonazione rappresentano un importante strumento scientifico per compilare “mappe di prescrizione” che consentono di intervenire, con l’applicazione delle tecniche di viticoltura di precisione, in modo diverso in funzione delle necessità della coltura, anche all’interno di un singolo vigneto. L’impiego dei sistemi decisionali di supporto (DSS) fornisce l’opportunità di effettuare anche da remoto, attraverso computer o smartphone, scelte ed interventi tempestivi in funzione delle mappe ottenute. Ciò si traduce in ottimizzazione della gestione aziendale, minori input energetici e chimici, più sostenibilità, integrazione dei processi di filiera vigneto-cantina, standard più elevati di qualità, tipicità e sicurezza (Progetto SUVISA- AGRIDIGIT)  

Sostenibilità applicata. Sono in corso progetti per trovare valide alternative all’utilizzo del rame (anche in viticoltura biologica) e per rafforzare con composti naturali la capacità di difesa delle viti, anche dalla flavescenza dorata. Si sta testando la produzione di nuovi vini di qualità, vinificando uve di quattro varietà di vite resistenti ad oidio e peronospora, già iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite ed autorizzate alla coltivazione come uve da vino in alcune regioni d’Italia (es. Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Trentino - Alto Adige). La coltivazione di tali varietà di vite necessita di un numero minimo di trattamenti/anno, essenzialmente con prodotti a base di rame.  

Il Batterio “mangiaocratossina”. La capacità di identificare le micotossine e i pesticidi nelle uve rappresenta una problematica mondiale, rapportabile ad una “zoonosi” nei confronti della quale vanno messi in atto costanti programmi di monitoraggio e studi su mezzi di decontaminazione efficaci, poco dispendiosi e di facile applicabilità, che non modifichino le caratteristiche organolettiche e nutrizionali degli alimenti stessi.  Recentemente, è stata descritta e brevettata dal CREA Viticoltura ed Enologia (brevetto CREA = EP 2599876 A1) la capacità di batteri del genere Brevibacterium di degradare completamente l’ocratossina (OTA) una tossina tipica dei mangimi e degli alimenti, tra le più pericolose nei prodotti a lunga conservazione, anche in quantità 1000 volte superiori (mg/kg) a quelle trovate nelle derrate alimentari. 

I progetti

1. Progetto BIOTECH_VITECH

Applicazioni biotecnologiche moderne (cisgenesi e genome editing) per la produzione di nuovi cloni di vite da varietà di pregio esistenti (i) piante resistenti ai due maggiori patogeni fungini, (ii) uve da tavola senza semi da varietà di pregio nazionali (uva Italia, Vittoria, Regina), (iii) portainnesti resistenti allo stress idrico in un panorama di cambiamenti climatici.

2. Progetto SUVISA (AGRIDIGIT)

Questo progetto promuove applicazioni tecnologiche ed informatiche per la gestione del vigneto tramite sistemi di supporto decisionali (DSS) e modelli predittivi. Le tecniche e tecnologie per la viticoltura di precisione si applicano a vari livelli, dai sistemi GPS (Global Positioning System), dal rilevamento prossimale e remoto e dai software GIS monitoraggio colturale, alla modellistica per interventi a “rateo variabile”, modulati in base alle necessità mirate. Con l’impiego di queste tecnologie il CREA Viticoltura ed Enologia intende raggiungere diversi obiettivi, tra cui la localizzazione di aree che presentano caratteristiche simili e la quantificazione delle performance delle diverse zone all’interno del vigneto razionalizzandone la gestione.

3. Progetto CUPROSUP

Strategie alternative all’uso del rame in viticoltura in risposta al cambiamento climatico. Obbiettivo del progetto consiste nella sperimentazione e sviluppo di strategie per sostituire o ridurre l’uso del rame in viticoltura, in particolare la riduzione del rame nella viticoltura biologica e l’identificazione di nuove strategie di contenimento della peronospora (Plasmopara viticola).

4. Progetto BIOPRIME

Il progetto verte sulla identificazione di prodotti naturali e microorganismi benefici per il controllo dei patogeni e stimolo alla risposta interna nelle colture mediterranee. L’obiettivo principale consiste nello stimolare il sistema immunitario delle piante attraverso l’applicazione di elicitori (stimolanti naturali) per indurre il metabolismo di risposta interno (RNA interference).

5. Progetto INNOVA LUPPOLO

INNOVAzioni sostenibili per la LUPPOLicOltura. Il progetto coinvolge 5 strutture CREA (Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Difesa e Certificazione (sedi di Roma e Firenze), Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari, Viticoltura ed Enologia, Politiche e Bioeconomia). Obiettivi del progetto: introduzione di innovazioni sostenibili per lo sviluppo della filiera luppolo, andando a consolidare i risultati e le conoscenze acquisite con il progetto precedentemente finanziato da MIPAAF, LUPPOLO.IT. Il nostro centro di ricerca si occuperà dello studio delle interazioni tra luppolo e lieviti per la produzione di birre con elevato potenziale aromatico. In particolare, le attività di ricerca si concentreranno sulla selezione di ceppi di lieviti enologici con attività β-liasica per la produzione di birre con elevato potenziale aromatico.

7. Progetto MIDIFENDO

Il progetto ha lo scopo di utilizzare strumenti innovativi al fine di arricchire gli strumenti di difesa contro la Flavescenza dorata, malattia da quarantena della vite. Ci si propone di utilizzare composti organici volatili prodotti da microrganismi (MVOCs) al fine di indurre le vie di risposta specifiche della vite contro la Flavescenza dorata. Questa malattia provoca gravi danni alla viticoltura europea, e questo nuovo strumento di difesa va a sopperire ad alcune problematiche legate ai tradizionali mezzi di difesa, che non sono più sostenibili, tra cui appunto l’uso di insetticidi ad alto impatto ambientale.

8. Progetto REVINE (Regenerative agricultural approaches to improve ecosystem services in Mediterranean vineyards).

Il progetto mira ad aumentare la resilienza della vite agli stress biotici e abiotici, utilizzando approcci colturali in grado di favorire la biodiversità dell’agroecosistema viticolo (Uve da tavola ed Uve da vino) del Mediterraneo. Il progetto è destinato a piccole e medie imprese del Mediterraneo, al biochar, ai consorzi microbici.

9. Progetto VINIRES

Vini innovativi da varietà resistenti alle principali ampelopatie della vite e tecniche agronomiche per incrementare tipicità e sostenibilità delle produzioni vinicole nel territorio del GAL Prealpi Dolomiti”. Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020. Promuovere la produzione di nuovi vini di qualità con la vinificazione di uve di quattro varietà di vite resistenti ad oidio e peronospora, già iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite e autorizzate alla coltivazione come uve da vino in alcune regioni d’Italia (es. Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige). La coltivazione di tali varietà di vite necessita di un numero minimo di trattamenti/anno essenzialmente con prodotti a base di rame. Principale finalità del progetto è promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale della viticoltura in particolare nelle zone pedemontane