domenica 26 aprile 2015

Viticoltura&Clima

Cambiamento climatico. Un focus sulle prove clonali
Il caso dell'Australia

Un importante progetto finanziato da Agwa sulla variabilità clonale dei vitigni Chardonnay e Shiraz punta a migliorare la conoscenza nel settore vitivinicolo su come i cloni possono contribuire allo stile dei vini.

Sappiamo quanto possa essere decisiva, in fatto di caratteristiche ottimali e stile di un vino, la giusta collocazione di un vigneto. Ed è in funzione del clima che la sua posizione diventa fattore determinante. Con il cambiamento climatico in atto si va definendo l’importanza delle scelte varietali e clonali sulla produzione delle viti, individuando i cloni più interessanti per le differenti zone regionali.
Il Dr Michael McCarthy, capo ricercatore di viticoltura e sviluppo dell'Istituto del Sud Australia (SARDI), ha detto che proprio la mancanza di tale conoscenza è una delle ragioni principali per cui questo tipo di approccio non si è ancora pienamente sviluppato e che la ricerca in corso sulla variabilità clonale sarà un passo importante per prepararsi ai futuri cambiamenti climatici.

Spiegando che, come nel caso specifico delle aziende vinicole australiane, in cerca di vini con sempre maggiore complessità e differente tipicità regionale, vi è anche la possibilità di dimostrare quanto i cloni possano aiutare ad apportare questa diversificazione. 

"L'industria australiana - spiega - è fortunata in quanto, a causa di una serie di fattori, i vigneti hanno una maggiore longevità a differenza di altri Paesi". "Tuttavia, se le proiezioni sul cambiamento climatico si dimostreranno corrette, i vigneti piantati ora andranno incontro a condizioni climatiche più calde ed asciutte, e questo probabilmente lungo tutto l'arco di vita".

La sfida, quindi, è quella di far comprendere che i cloni dovranno essere piantati ora in considerazione dei futuri scenari climatici. Ma la domanda che ci poniamo è: si possono utilizzare i parametri climatici attuali, separando geograficamente le varietà come surrogato al cambiamento climatico, e di ottenere così alcuni spunti su come i cloni possano reagire ed adattarsi al clima futuro?

Il progetto quadriennale, che ha avuto inizio nel giugno 2013, sta valutando cloni di vecchi impianti. Un protocollo standard di osservazioni  è stato adottato per tutti i cloni di ogni sito, e un data logger registrerà le temperature durante tutto il periodo di crescita della pianta. Nelle vicinanze è stata posizionata una stazione meteo di rilevazione automatica dei dati per descrivere il clima della singola regione.

McCarthy ha detto che i progressi fino ad oggi sono stati incoraggianti e questo è in gran parte dovuto anche all'entusiasmo di tutti i soggetti coinvolti.

In collaborazione con l'AWRI, saranno prossimamente disponibili i dati delle due degustazioni della regione di Victoria.

Per informazioni sulle degustazioni di laboratorio di analisi comparativa e della varietà clonale di Shiraz che si terrà il 12 maggio 2015, cliccate qui.

Per informazioni sulla prossima generazione di impianti e del materiale di lavoro previsto per il 14 maggio 2015, cliccate qui.

Degustazioni in altre regioni sono previste più avanti nel corso dell'anno.

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