venerdì 29 marzo 2019

Vino e tracciabilità, dal vigneto alla bottiglia, le certificazioni vinicole a tutela del patrimonio enologico legato al territorio

In Italia, a tutela del patrimonio enologico legato al territorio, esistono le certificazioni vinicole: in sintesi dei veri e propri marchi di qualità che indicano la provenienza dell’uva. In occasione dei 10 anni dalla sua costituzione, Valoritalia, società leader per il controllo e la certificazione dei vini, ha organizzato una tre giorni di formazione, scambio di idee, opinioni e progetti per il futuro. 





Si è svolta in Puglia, nella suggestiva Alberobello, la convention organizzata in occasione del decennale di Valoritalia, società leader in Italia autorizzata dal MiPAAF, per il controllo e la certificazione dei vini a Denominazione d’Origine, Indicazione Geografica e dei vini con indicazioni del vitigno e/o dell’annata. Focus della tre giorni pugliese, l’argomento filiera, interpretato per contribuire – all’interno di un quadro di norme e procedure ben definite – al miglioramento del sistema di certificazione come importante scelta competitiva in un mercato sempre più attento al rispetto dell’ambiente e alla genuinità dei prodotti.

In Italia il settore vitivinicolo riveste un ruolo trainante nell’industria agricola e rappresenta il fiore all'occhiello del Made in Italy. Per questo motivo i produttori di uva e vino, soggetti a processi di certificazione (Doc, Docg), si rivolgono a enti come Valoritalia in grado di offrire un efficiente sistema di tracciabilità, dando la possibilità di conoscere in ogni momento la situazione di ciascun vino, al fine di garantire al consumatore l’esatta origine dei prodotti.  

Fondata nel 2009 da Federdoc e CSQA con l’obiettivo di fornire una risposta operativa alle disposizioni comunitarie previste dalla nuova OCM , Valoritalia in pochi anni ha realizzato una crescita esponenziale che l’ha portata a divenire leader indiscussa della certificazione nel comparto vitivinicolo italiano. Autorizzata dal Mipaaft a svolgere attività di certificazione per tutti i vini a Denominazione di Origine, negli anni la società ha costruito con i propri interlocutori - in primis i Consorzi di Tutela e le aziende a questi associate – un rapporto fiduciario basato sulla competenza e sull'affidabilità dei servizi, nella consapevolezza del ruolo estremamente delicato che il processo di certificazione svolge per tutta la filiera nazionale.

Un ruolo che attribuisce a Valoritalia una funzione di garanzia da un lato nei confronti dei consumatori (ciò che si compra e si consuma dev'essere innanzitutto conforme alle leggi e ai disciplinari di produzione), dall'altro nei confronti delle stesse imprese, affinché ognuna di queste si senta parte di un sistema economico-territoriale imperniato su regole condivise.

Non dobbiamo dimenticare che ogni Denominazione di Origine rappresenta innanzitutto il patrimonio collettivo di un territorio, un “bene” che appartiene alla comunità locale, alle sue imprese e per estensione anche ai consumatori, i quali hanno il diritto di usufruire di prodotti che rispettino pienamente standard che gli stessi produttori si sono dati.

Coerentemente con questa impostazione, nei suoi dieci anni di vita Valoritalia ha sempre insistito su un principio fondamentale: per le imprese il processo di certificazione non dev’essere interpretato e vissuto come un onere ma come un’opportunità, perché costituisce la base di un rapporto fiduciario con il mercato.

L’argomento filiera ampia e consapevole è stato il focus dei numerosi brain storming che hanno animato la tre giorni pugliese. Non solo presentazioni dunque, ma momenti di discussione e confronto su varie tematiche ai quali sono stati invitati a contribuire tutti i collaboratori della società: tematiche che hanno spaziato dalle strategie di comunicazione agli aspetti commerciali alle novità legislative.

“I nostri collaboratori sono il vero patrimonio di Valoritalia. Sono una grande famiglia. È grazie al loro prezioso lavoro che Valoritalia è diventata leader del settore”. Con queste parole il Presidente Francesco Liantonio, aprendo la convention, ha sottolineato l’approccio della società. “I singoli sono sempre importanti – ha proseguito Liantonio – perché ognuno contribuisce con la propria esperienza e la propria insostituibile sensibilità alla crescita della società. Ispettori, responsabili di sede, addetti alla gestione amministrazione e alla comunicazione, oltre 200 specialisti distribuiti su 36 sedi di Valoritalia sparse sul territorio nazionale, sono stati e sono tutt’ora parte costitutiva di un’eccellenza italiana”.

Il Presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, intervenuto anch’egli alla Convention, ha poi ricordato le due grandi sfide che aspettano Valoritalia: la prima consiste nel valorizzare pienamente il modello italiano di certificazione delle Denominazioni di Origine. Un modello che non ha eguali al mondo perché riesce a tracciare ogni singola bottiglia “dal campo allo scaffale”, con un livello di dettaglio impensabile solo un decennio addietro. La seconda è promuovere e proteggere il modello delle denominazioni italiane come punto di riferimento a livello internazionale. “Una bottiglia di vino appartenente ad Denominazione di Origine italiana – ha rimarcato Ricci Curbastro - fornisce quelle garanzie di “identità territoriale” e qualità organolettica sconosciute in altri sistemi, e ciò rende quella stessa bottiglia più competitiva. La tracciabilità tradotta in identità fornisce alle aziende un valore aggiunto che indubbiamente le aiuta a posizionarsi correttamente sul mercato globale”.

Molto rilevanti sono stati gli interventi alla convention di Luigi Polizzi, alto dirigente del Mipaaft, e Stefanio Vaccari, capo dipartimento Istituto Centrale Qualità e Repressione Frodi (Mipaaft). Polizzi ha illustrato le ultime novità normative che riguardano i vini a denominazione, soffermandosi in specifico sulle nuove disposizioni relative alla certificazione dei vini; mentre Stefano Vaccari ha illustrato il nuovo Decreto Ministeriale sui controlli e ribadito, sulla base di considerazioni giuridiche e una molteplicità di dati statistici, il primato internazionale del modello di certificazione italiano delle Denominazioni di Origine, di cui Valoritalia ne rappresenta il fiore all’occhiello coprendo oltre il 50% del mercato.

Come ha riaffermato il direttore generale Giuseppe Liberatore, se in un decennio Valoritalia è diventata un punto di riferimento credibile e affidabile per tutta la filiera, lo deve alla sua capacità di rapportarsi con imprese, consorzi e istituzioni, sempre in maniera propositiva. Glielo impone il ruolo che svolge, ma glielo impongono soprattutto le esigenze delle imprese che sono sul mercato e che dal mercato traggono indicazioni per il proprio futuro.

La rapida espansione nel segmento delle certificazioni biologiche e integrate, così come il supporto fornito in molti progetti di costituzione di biodistretti, conferma l’attenzione che Valoritalia mostra verso le esigenze delle imprese e di un mercato sempre più sensibile alle tematiche ambientali.

Ma questo è già l’oggi, perché per il futuro la sfida sarà rappresentata da una sostenibilità declinata contemporaneamente sul piano ambientale, economico ed etico-sociale, così come previsto dallo standard Equalitas che Valoritalia promuove. Un futuro incentrato tanto sullo sviluppo di innovativi servizi di certificazione, quanto sulla ricerca di una proiezione internazionale della società verso mercati sui quali Valoritalia potrebbe valorizzare al meglio la sua esperienza e le sue competenze.

mercoledì 27 marzo 2019

Rosautoctono, i Consorzi di Tutela fanno sistema e danno vita all'Istituto del vino rosa autoctono italiano

Nasce Rosautoctono: firmata ieri l’intesa della neo compagine che riunisce sei denominazioni (Bardolino Chiaretto, Valtènesi, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte, Salice Salentino e Cirò).


I sei distretti produttivi più significativi del Nord, Centro e Sud Italia fanno rete per la promozione unitaria dei vini ‘in rosa’ della tradizione italiana. Tra gli obiettivi, la creazione di un Osservatorio con l’ausilio di Valoritalia e Federdoc.


Un ‘new deal’ tra i principali distretti produttivi del Paese per diffondere la cultura del bere in versione rosa, che in Italia rappresenta oggi il 6% dei consumi, mentre ogni cento bottiglie vendute in Francia più di trenta sono di rosé.

Con questa premessa nasce Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, una compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d'Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato) con l’obiettivo dichiarato di dare una spinta decisiva, non solo dal punto di vista promozionale, ma anche economico e culturale, ai più significativi territori vocati alla produzione di questa tipologia di vino.

Si tratta di un’esperienza aggregativa che ora, dopo diverse azioni messe in campo nel corso dell’ultimo anno, imbocca la strada del riconoscimento istituzionale. Ad apporre a Roma la firma sull’atto costitutivo, davanti ad un notaio, sono stati infatti il neo presidente dell’istituto, Franco Cristoforetti (numero uno del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino) insieme ai presidenti Alessandro Luzzago (Consorzio Valtènesi), Francesco Liantonio (Consorzio di Tutela Vini DOC Castel del Monte), Valentino Di Campli (Consorzio di Tutela Vini d'Abruzzo), Damiano Reale (Consorzio di Tutela vini DOC Salice Salentino) e Raffaele Librandi (Consorzio Vini Cirò e Melissa).

Tra gli intervenuti anche Luciano Nieto, Capo Segreteria Tecnica Ministro (Mipaaft), che, per l'occasione, oltre a portare i saluti del Ministro Centinaio, ha fatto un plauso a iniziative come l'Istituto: "fare sistema in Italia è molto difficile e quando si decide di farlo non possiamo che fare i complimenti per lo sforzo. Auguri dunque per un proficuo lavoro al neonato Istituto, che sono certo porterà a importanti risultati".

Presenti inoltre Sebastiano De Corato, in rappresentanza del Consorzio di Tutela Vini DOC Castel del Monte, Dario Stefàno, Senatore della Repubblica, e Luigi Cataldi Madonna, Vice Presidente Vicario dell'Istituto.

“Abbiamo voluto usare la nuova definizione di vino rosa – spiega il presidente dell’istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, Franco Cristoforetti – perché è quella che riassume le diverse identità dei territori del Chiaretto gardesano, del Cerasuolo abruzzese e del Rosato pugliese e calabrese, tutte fondate su vitigni autoctoni. Come esistono i vini rossi e i vini bianchi, ci teniamo a sottolineare che in Italia esistono i vini rosa, che tra l’altro nulla hanno da invidiare per tradizione e qualità ai rosé francesi, oggi dominanti sui mercati mondiali, dove si bevono 24 milioni di ettolitri di vino rosato, ma dove l’Italia deve e può raggiungere posizionamenti più importanti. Per competere a livello internazionale, tuttavia, abbiamo capito che non bastava essere portatori di una storia bimillenaria e aver raggiunto altissimi livelli qualitativi. C’è bisogno di una strategia comune, trasversale a tutto il Paese, e per questo abbiamo deciso di fondare un Istituto che rappresenta un traguardo storico, perché ha come fine prioritario quello di favorire una promozione unitaria e rafforzata, dentro e fuori dai confini nazionali, offrendo al comparto una spinta decisiva”. 

A supportare questa unione d’intenti saranno diverse azioni mirate, che spaziano dalle iniziative di comunicazione alle campagne di informazione, dalle collaborazioni con testate e guide di settore alla partecipazione a fiere e manifestazioni, dalle attività di ricerca a quella di formazione, fino alla costituzione di un Osservatorio permanente. Un obiettivo quest’ultimo, che fornirà una fotografia completa e puntuale del settore, anche grazie al supporto di Valoritalia, società leader nelle attività di controllo sui vini Docg, Doc e Igt, e Federdoc, la Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani. Il think tank sul vino rosa è dunque partito e il neo Istituto si prepara già a sbarcare a Vinitaly, a Verona, dal 7 al 10 aprile.



Photo credit: Consorzio Valtènesi

Vino e ricerca, al via iXemWine, il laboratorio di condivisione della conoscenza in campo viticolo

iXemWine è una nuova ed innovativa piattaforma creata dal Politecnico di Torino con l'obiettivo di condividere la conoscenza per migliorare la sostenibilità in vitivinicoltura annullando il divario culturale e digitale.




Il Politecnico di Torino avvia il progetto iXemWine, ideato e implementato dai laboratori iXem, che da 15 anni sviluppano strumenti di comunicazione per finalità sociali. L’obiettivo di iXemWine è quello di realizzare, su tutto il territorio italiano, un laboratorio di condivisione della conoscenza, per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso un utilizzo universale, capillare e assistito delle moderne tecnologie, superando i limiti delle tecnologie attuali. Per farlo, i ricercatori di iXem hanno scelto un ambiente che conoscono bene, quello della produzione vitivinicola, per la quale dal 2013 a oggi hanno sviluppato sistemi di monitoraggio innovativi e alternativi, dalle telecamere tascabili ai palloni meteostatici.

Un sensore
Oggi iXemWine riedita uno strumento del passato, ovvero le capannine meteo, che per circa 40 anni hanno supportato gli agronomi nella predizione delle infezioni fungine della vite. Questi utilissimi strumenti necessitano di copertura telefonica per inviare su Internet le informazioni raccolte e sono quindi caratterizzati da consumi energetici elevati; richiedono pertanto pannelli solari e pesanti pacchi batterie che li rendono grandi e ingombranti e non permettono di effettuare misurazioni a stretto contatto della pianta, ma solo all’esterno del vigneto, oltre alla necessità di manutenzione continuativa. Senza contare che in campagna la copertura telefonica non è garantita, anzi spesso assente. Gli iXem Labs hanno superato questi limiti applicando i più moderni sistemi di trasmissione, le più avanzate tecniche di miniaturizzazione e facendo ampio uso di nanotecnologie per realizzare sensori meteo microscopici, senza rinunciare alla professionalità e verificabilità della misura. Le ridotte dimensioni e i bassi costi permettono libertà di posizionamento e quindi maggiore precisione di misura, ma l’aumento del numero di punti sotto osservazione, per comprendere le variazioni microclimatiche che spesso incidono in modo non uniforme all’interno dello stesso vigneto.

Ma non è tutto. I dati rilevati dai sensori sono raccolti e trasferiti su Internet attraverso canali radio dedicati che usano le tecniche di trasmissione sviluppate dagli iXem Labs, sulla scorta di quelle che hanno reso celebre l’Associazione Senza Fili Senza Confini. I sensori possono essere raggiunti anche da 60 km di distanza, mantenendo consumi energetici bassissimi (3 anni di vita autonoma senza alcuna ricarica), superando tutti i limiti derivanti dall’assenza di copertura. A proposito, proprio in occasione della presentazione ufficiale è prevista una dimostrazione per spostare il limite di ricezione oltre i 100 km.

Una volta immagazzinati su Internet, i dati sono analizzati da agronomi con algoritmi per la gestione dei big data, che permettono analisi in tempo reale e confronti con dati storici che sono universalmente condivisi.

Le ridotte dimensioni e i consumi minimi rendono le procedure di installazione immediate e la consultazione dei dati semplice, superando la diffidenza nei confronti della tecnologia, che spesso rappresenta un vero e proprio scoglio culturale.

Ma l’aspetto più innovativo del progetto nasce dalla volontà di costruire una piattaforma di condivisione della conoscenza, dove i dati meteo misurati in ogni vigneto non sono accessibili al solo proprietario, ma rappresentano un patrimonio conoscitivo condiviso e disponibile per tutti. Un modo per rendere capillare e pervasiva la difesa delle coltivazioni, ma anche un tramite per avvicinare gli scettici ad un utilizzo sano e consapevole dei nuovi strumenti tecnologici.

Il progetto ha un’importante funzione didattica per la diffusione della conoscenza. È già utilizzato negli Istituti Agrari Piemontesi: nel 2018 è stato oggetto di studio per i maturandi dell’Istituto Umberto I di Alba (la più importante Scuola Enologica nazionale). Anche le associazioni di categoria (Coldiretti) lo hanno adottato come strumento di ammodernamento professionale per i propri associati.

Il progetto è stato infine adottato dai seguenti Consorzi:

Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte

Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato

Consorzio di Tutela Vini D.O.C. Caluso Carema Canavese

Consorzio di Tutela del Vino Nobile di Montepulciano

Consorzio di Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo

Associazione Produttori Moscato d’Asti

Daniele Trinchero, Direttore iXem Labs, ha dichiarato: “Il progetto iXemWine nasce nel 2013 da concorsi di idee studentesche, concretizzate grazie ad un meccanismo di autofinanziamento e crowfunding gestito dai nostri laboratori. Oggi il progetto raggiunge una maturità adeguata per essere proposto a tutti i produttori di vino, anche grazie alla straordinaria collaborazione che in sei anni diverse aziende produttrici hanno messo a disposizione dei nostri ricercatori, confrontandosi quotidianamente per indirizzarne l’attività di sviluppo. Un esempio vincente che dimostra l’importanza della sinergia tra ricerca di base, attività didattica e applicazione, per rispondere alle istanze reali del territorio”.

“L’utilizzo di piattaforme digitali e di strumenti tecnologici di precisione - sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – nel settore agricolo hanno un ruolo determinante nelle produzioni di qualità, garantendo sostenibilità ambientale. Soprattutto quando si tratta di strumenti ad un costo accessibile per i singoli produttori, in questo caso i viticoltori, che posso così usufruire di informazioni più capillari sul territorio e al tempo stesso accedere ad una rete di informazioni condivisa, come dimostra il progetto iXem Labs. Le nuove tecnologie di comunicazione riducono l’isolamento del mondo rurale e sono utili supporti per rispondere alle normative presenti e future previste dal Pan e dal Psr”.

Vino e ricerca, la vite del 2099, impatti del cambiamento climatico sulla viticoltura trentina

Uno studio targato FEM, C3A e FBK prevede che tra 80 anni si vendemmierà con un anticipo fino alle 4 settimane. La ricerca, pubblicata su “Agricultural and Forest Meteorology”.






Lo studio interdisciplinare condotto da Fondazione Edmund Mach, Centro C3A congiunto con l’Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler, indaga l’impatto dei cambiamenti climatici sulle fasi fenologiche di cinque varietà di vite in due periodi futuri (2021-2050 e 2071-2099).

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista “Agricultural and Forest Meteorology” e basata sulle attività del progetto Envirochange finanziato dalla Provincia di Trento, indica che in futuro avremo un ciclo vegetativo più breve, inizio anticipato e una durata più corta delle singole varie fasi di sviluppo. Tra le strategie di adattamento si possono individuare lo spostamento della coltivazione della vite in altitudine, la modificazione delle tecniche di vinificazione e/o il cambio dei vitigni coltivati scegliendo quelli più adatti a climi più caldi.

La ricerca parte dalle proiezioni che ci dicono che, in termini di cambiamento climatico, la regione mediterranea è un “hot spot”, cioè il luogo dove le temperature aumenteranno più che in altre aree. “Per questo – spiega la direttrice del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente C3A Ilaria Pertot - l’industria viti-vinicola è chiamata a investire in futuro su strategie di adattamento per gestire l’impatto previsto, che comunque sarà eterogeneo tra varietà e regioni. Una verifica a livello regionale è quindi cruciale per applicare strategie e misure mirate. Il lavoro dimostra ancora una volta l'importanza della sinergia del sistema trentino che ha coinvolto FEM, Università di Trento con il C3A e Fondazione Bruno Kessler: senza le competenze multidisciplinari presenti nei nostri enti non sarebbe stato possibile giungere a questo risultato importante sia per valenza scientifica sia pratica”.

Lo studio

E' stato applicato il modello climatico regionale FENOVITIS, usato per simulare le fasi di germogliamento, piena fioritura e invaiatura di cinque varietà - Chardonnay, Merlot, Pinot Nero, Pinot Grigio e Sauvignon Blanc - con altitudini di coltivazione che variano dai 67 metri ai 950 sul livello del mare. Il calcolo è stato implementato in una piattaforma open source modulare (ENVIRO) che include la mappa catastale della Provincia, coprendo un totale di 25.8654 vigneti. Le serie meteorologiche, invece, sono state ottenute dal database regionale FEM e da quello del Servizio meteo PAT basato su 33 stazioni di rilevamento. L’indagine ha utilizzato in modo intensivo risorse di calcolo e modelli numerici, sviluppati da ricercatori della Fondazione Bruno Kessler.

In generale, si legge nella premessa della pubblicazione, l’aumento della temperatura potrebbe portare un anticipo di 6-25 giorni per i diversi vitigni, con una media di 3-6 giorni di anticipo per ogni grado di riscaldamento negli ultimi 30-50 anni. Questo incremento non sarà però omogeneo in una regione montuosa come il Trentino. Localmente, infatti, il cambiamento maggiore nella fenologia della vite è atteso dove i valori delle temperature di base sono più bassi, ovvero a quote più elevate. Le prime conseguenze sono attese già nei prossimi 30 anni e saranno ancora più evidenti alla fine di questo secolo.

In concreto la raccolta avverrà prima delle attuali condizioni: da una a due settimane negli anni 2021-2050 e fino a quattro settimane nel trentennio 2071-2099. Dalle simulazioni si evince inoltre un raccorciamento della stagione tra il germogliamento e il raccolto e un anticipo fenologico. Infine, si prevede che il tempo di raccolta ridurrà il divario temporale tra i siti di montagna e di valle, a causa dello sviluppo fenologico più rapido a quote più elevate. Guardando alle varietà, il Pinot Grigio e il Merlot, coltivati in vigneti situati alle quote più basse, mostrano la più bassa attesa di anticipo di fasi ma il più alto accorciamento della stagione vegetativa.

Il Pinot Nero, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay, che si trovano a quote più elevate, hanno un comportamento opposto. Un’altra conseguenza sarà l’accorciamento del periodo di vendemmia per le cantine, legato a un raccolto nei vigneti lungo i transetti altitudinali meno scalare. Questo richiederà adeguamenti della gestione nell'organizzazione delle aziende vinicole.

Alla luce di queste previsioni i ricercatori propongono due possibili strategie di adattamento: per mantenere le stesse tipologie di prodotto e qualità si potrà puntare sulla coltivazione delle varietà esistenti in zone più fredde, pensando cioè a uno spostamento della coltivazione in altitudine, introdurre modifiche nel processo di vinificazione e/o optare per il cambiamento dei vitigni verso quelli più adatti a climi più caldi.

Un approccio proattivo dei viticoltori per trovare nuove aree idonee per le varietà tradizionali potrebbe portare benefici al mantenimento della qualità di alcuni vini e, allo stesso tempo, l'introduzione di nuove varietà potrebbe aprire un nuovo mercato. In ogni caso, concludono gli studiosi, sarà necessaria un'ulteriore valutazione degli effetti delle condizioni ambientali locali sulla qualità del vino attesa e una valutazione attenta del mercato per le nuove varietà di uve.

martedì 26 marzo 2019

Ricerca, CREA: ecco i progetti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico

Di seguito i lavori in corso dei Centri di Ricerca CREA per contrastare gli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, alimentazione e ambiente. 





In occasione del Global Climate Strike, il CREA, l’ente di ricerca sull’agroalimentare vigilato dal Mipaaft, con i suoi 12 Centri di Ricerca ha presentato parte del lavoro in corso per prevenire, mitigare e contrastare gli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, nell’alimentazione e nell’ambiente.


Viticoltura ed Enologia. Progetto QuaSAR Qualità e sostenibilità dei vini tipici dell’aretino

E' cosa nota che il cambiamento climatico influisce sulla composizione dell’uva nonché sulla qualità dei vini, causando in genere maturazione anticipata del contenuto in zuccheri, con ricadute negative sulle altre componenti (acidità, aromi, fenoli), inoltre può favorire una maggiore vulnerabilità alle patologie da fungo. In tal senso la Regione Toscana ha approvato nell'ambito del Pif (Progetto integrato di filiera) il progetto QuaSAR, per il miglioramento qualitativo e ambientale delle produzioni vitivinicole aretine, che ha previsto un investimento globale di circa 3 milioni e mezzo di euro per interventi in strutture, macchine ed attrezzature destinate al settore vitivinicolo, nonché un programma di ricerca e sviluppo della moderna viticoltura. Il progetto ha fornito ai piccoli/medi viticoltori supporto nella scelta dell’epoca di vendemmia ideale, tramite un accurato monitoraggio della maturazione delle principali varietà a bacca nera della Toscana. Poi, ha diffuso i sistemi di supporto alle decisioni (DSS) per diffondere ed attuare una difesa efficace e sostenibile dalle malattie fungine; infine ha valutato i risultati ottenuti in termini di riduzione dei trattamenti e dell’uso dei mezzi meccanici, garantendo elevati livelli di qualità e salubrità.

Agricoltura e Ambiente

Il progetto AGRIDIGIT punta a creare, con copertura a livello nazionale, analisi di scenario per i diversi settori agricoli, in rapporto a produzione, impatto di patogeni e fattori ambientali (tra cui emissioni dal suolo di gas serra e ammoniaca). La conoscenza del comportamento dei sistemi produttivi negli scenari climatici futuri, di breve e medio periodo, anche con appositi strumenti di simulazione (piattaforma software di modellistica BioMA), permette di sviluppare itinerari sia di adattamento, sia di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Alimenti e Nutrizione

Le scelte alimentari di ognuno di noi possono giocare un ruolo importante nel contrasto ai cambiamenti climatici. Il progetto FOODCONS offre un “software web-based”, sviluppato per offrire pubblicamente l’analisi e la consultazione telematica dei consumi alimentari, non solo in termini nutrizionali, ma anche per quanto riguarda l'impronta ecologica di ciascun alimento (l’emissione dei gas ad effetto serra). Il progetto SUSFANS, invece, guarda ad una più attuale definizione delle politiche alimentari europee, con un occhio attento alla sostenibilità, attraverso l’elaborazione di un nuovo quadro concettuale, di una più ampia e integrata base di conoscenze nonché di innovativi strumenti di analisi.

Cerealicoltura e Colture Industriali

Produzione di biomolecole e biocomposti di chimica verde (in grado quindi di sostituire derivati dal petrolio) ad uso industriale (olii, bioplastiche) e farmaceutico, a partire dal cardo e dalla canapa, con due importanti progetti per il Sud, COMETA e UNIHEMP. Poi, per ridurre il carbon footprint delle coltivazioni: messa a punto di varietà di Brassicacee da utilizzare nelle pratiche agricole per la protezione da parassiti ed infestanti in alternativa a prodotti da sintesi chimica, nuove varietà di grano duro idonee a “produrre di più con meno” per l’agricoltura biologica e convenzionale dal progetto Horizon SOLACE, coltivazioni di pomodoro da industria ecocompatibili.

Difesa e Certificazione

Progetto DIOL (Difesa da organismi nocivi in Olivicoltura tradizionale e intensiva) affronta la Difesa Fitosanitaria dell’Olivo dagli organismi nocivi nel quadro dei cambiamenti climatici, sia in sistemi produttivi tradizionali sia, per la prima volta, nell’ambito dell’Olivicoltura intensiva/superintensiva, con un approccio più sostenibile che privilegi la lotta biologica e l’utilizzo di strumenti a basso impatto ambientale e riduca fortemente l’utilizzo di insetticidi di sintesi. Tra gli obiettivi del progetto, anche il contrasto alla Mosca delle Olive (Bactrocera oleae) favorita, appunto, dalle mutate condizioni climatiche. Si tratta di una delle maggiori avversità biotiche dell’intera area mediterranea, in grado di provocare drammatiche perdite produttive.

Foreste e Legno

Progetto LIFE VEG-GAP per il contrasto dei cambiamenti climatici negli ambienti urbani, dove si manifestano in modo più estremo, anche a causa di inquinanti che, in condizioni di elevate temperature ed irraggiamento solare, portano alla formazione di ozono. Prevede lo studio della vegetazione urbana (altezza degli alberi, biomassa fogliare), in particolare di quelle caratteristiche strutturali direttamente correlate alla capacità di rimuovere inquinanti (polveri sottili e ossidi di azoto) dall'atmosfera urbana o, al contrario, per alcune specie, di emetterne. Questo permetterà al verde urbano, se correttamente pianificato, di diventare uno strumento prezioso nel contrasto al cambiamento climatico.

Genomica e Bioinformatica

Il progetto GENDIBAR parte dalla considerazione che, per produrre cibo nelle mutate condizioni climatiche servono piante adatte, cioè diverse, almeno in parte, da quelle usate sino ad oggi e, attraverso le più avanzate conoscenze genomiche, utilizza la biodiversità naturale per comprendere i meccanismi di resilienza e trasferirli nelle varietà moderne. In particolare, partendo da una collezione di oltre 1.000 razze locali di orzo prese da tutto il bacino mediterraneo, GENDIBAR vuole identificare i tratti genetici che spiegano l'adattamento di queste linee agli ambienti semiaridi ed inserirli nei moderni programmi di breeding per fare varietà moderne, quindi produttive, ma che sappiano crescere e produrre nel nuovo contesto climatico. Questo approccio ha una valenza più ampia, estendibile anche ad altre specie come frumento o legumi.

Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari

Il progetto Agroener, affronta le tematiche della sostenibilità ambientale (bioeconomia) e della mitigazione dei cambiamenti climatici, attraverso l'utilizzo delle tecnologie intelligenti (agricoltura di precisione, sistemi digitali, modelli previsionali) per la produzione di energia da biomasse (vegetali, forestali, biogas) e per la riduzione delle emissioni di gas serra attraverso l'efficientamento energetico in agricoltura. E’ stata testata la performance di un trattore a biometano che consente non solo un risparmio energetico ma, utilizzando gas autoprodotto in azienda, è un esempio significativo di economia circolare e sostenibile. Tra l’altro, si è visto che la distribuzione a rateo variabile dei fertilizzanti, basata su mappe di prescrizione o sensori ottici on-the-go, consente un risparmio stimato tra il 10 e il 15% di fertilizzante, a parità di effetto sulla coltura.

Politiche e Bioeconomia

La Rete Rurale Nazionale individua ed analizza interventi sostenibili di natura agro-climatico-ambientale. Si tratta di pratiche agricole innovative (agricoltura conservativa, difesa integrata avanzata per la riduzione di fitofarmaci e diserbanti) che consentono di minimizzare l'uso di energia, risorse idriche e fertilizzanti e, al tempo stesso, di accumulare gas serra sotto forma di carbonio organico nel suolo. In tal modo, si può agire efficacemente sia sulla mitigazione (riducendo le emissioni), sia sull'adattamento ai cambiamenti climatici.

Olivicoltura, Frutticoltura, Agrumicoltura

I progetti europei WASA e IRIDA studiano un migliore utilizzo dell’acqua in agricoltura, mediante l’applicazione di innovative tecniche di irrigazione e il controllo dei parametri microclimatici per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Inoltre, nel progetto INNOVABIO (Mipaaft) si sta sviluppando, tra l’altro, l’introduzione delle colture di servizio agroecologico (erba medica, veccia, erba greca), nella coltivazione in regime biologico e convenzionale per contribuire alla restituzione di carbonio organico al terreno in ambienti caldo aridi.

Orticoltura e Florovivaismo

Il progetto Life+ “CarbOnFarm” ha permesso di realizzare, in un areale ad orticoltura intensiva della Regione Campania (Piana del Sele), un impianto aziendale di grosse dimensioni preposto al riciclo dei residui agricoli. I compost vegetali così ottenuti, utilizzati come fertilizzanti, contribuiscono a ridurre il livello di CO2 nell’atmosfera, in quanto comportano un impiego ridotto di concimi chimici di sintesi e di pesticidi e favoriscono lo stoccaggio di carbonio organico nel suolo.

Zootecnia e Acquacoltura

All’interno del progetto AGROENER, vi è una parte che ha l’obiettivo di sviluppare tecnologie e conoscenze per rendere sempre più efficienti gli impianti per la produzione di biogas (i piccoli fermentatori in particolare) destinati ad una crescente diffusione presso le aziende agro-zootecniche, con importanti ricadute ambientali. Infatti, l’utilizzo di ogni Kg di biometano da reflui zootecnici al posto dei combustibili fossili comporta un risparmio di emissione di 1,15 Kg di CO2, mentre il residuo è un ottimo fertilizzante, privo di odori, facile da distribuire e ricco di carbonio organico che si fissa nel suolo.

lunedì 25 marzo 2019

Cucina cinese incontra i vini italiani, arriva la guida all'abbinamento

Online in inglese e in cinese, è parte del programma "Chinese Cuisines meet Italian Wines".




E’ disponibile on line Zhong can yi jiu” (中餐意酒), la prima guida (2018-2019) dedicata interamente all'abbinamento di piatti della cucina cinese, tradizionale o contemporanea, ai vini italiani.

La guida, in cinese ed inglese, è parte del programma "Chinese Cuisines meet Italian Wines", promosso dall'Italian Wines World Summit, prodotto da The I Factor (Hong Kong - Dubai), in collaborazione con tredici talentuosi cuochi cinesi di Pechino e Shanghai, l’Ais Club Cina, il Chinese Culinary Institute di Hong Kong e Star Gourmet Communications (Pechino), con il patrocinio dell'ambasciata italiana in Cina e dell'Ice di Pechino.

La guida va online in occasione dell'arrivo in Italia del presidente cinese Xi Jinping e vuole essere di buon auspicio per rapporti sempre più costruttivi tra Cina e Italia e vuole rappresentare il primo tentativo organico di dare strumenti innovati ai vini e alle cantine italiane, associandoli alle creazioni di cuochi contemporanei e della tradizione cinese.

L’Italia è quarta nella classifica dei fornitori di vino alla Cina con il 7% della quota di mercato rispetto al 4,8 di due anni fa. La Cina rappresenta il mercato del vino importato a più alta potenzialità di crescita nei prossimi cinque anni (stimata +38,5% in valore).

Il programma "Chinese Cuisines meet Italian Wines" prevede la pubblicazione della prossima edizione della guida annuale (2019-2010) a giugno 2019, durante un road show di presentazione, con degustazioni in ristoranti, seminari e fiere di settore, in Cina ed a Hong Kong.

martedì 19 marzo 2019

Summa, di nuovo in scena l’appuntamento con il meglio della viticoltura internazionale

Esperti e appassionati si ritrovano il 6 e 7 Aprile a Summa per scoprire, in una cornice unica, vini esclusivi all'insegna della sostenibilità. Dalla Francia fino alla Cina sono oltre 100 i produttori pronti ad accogliere il pubblico tra degustazioni e verticali d’eccezione.





Torna Summa, lo storico appuntamento enoico ideato ed organizzato da Alois Lageder a Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang, dedicato all’eccellenza vitivinicola internazionale. Sabato 6 e domenica 7 aprile, dalle 10:00 alle 18:00, la Tenuta Alois Lageder radunerà viticoltori da tutto il mondo nell'idilliaco villaggio vinicolo di Magrè in Alto Adige.

In questa ventiduesima edizione di Summa oltre 100 viticoltori provenienti da 10 paesi diversi presenteranno i loro vini a un pubblico di esperti, giornalisti e amanti del vino in questa suggestiva e storica cornice. Al debutto quest’anno alcuni produttori da Cina, Ungheria e Repubblica Ceca che si uniranno ai viticoltori provenienti da Germania, Austria, Francia, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo e Slovenia.  La Tenuta è particolarmente soddisfatta dell'incremento dei viticoltori certificati Demeter, che avranno nuovamente un’area tutta dedicata.

“Anche questa edizione di Summa sarà caratterizzata dalla consueta atmosfera familiare e conviviale che anima l’evento con tante opportunità di dialogo e di confronto", commenta Alois Clemens Lageder, la sesta generazione che lavora nella Tenuta di famiglia. "Non vedo l'ora di incontrare vecchi e nuovi amici qui a Magrè, lo scambio di idee tra vignaioli è molto stimolante e prezioso per il mio nuovo ruolo in azienda", dice Helena Lageder, la figlia più giovane di Alois Lageder e Veronika Riz, che - dallo scorso anno - è responsabile di diversi mercati internazionali. Summa sarà organizzata anche quest’anno dalla figlia primogenita Lageder, Anna Lageder, che gestisce un'agenzia di organizzazione di eventi.

Quest'anno Summa offre un programma ancora più variegato: degustazioni guidate e esclusive verticali tenute da vignaioli ed esperti, seminari,  visite alla cantina - costruita in base a criteri ecologici -, ai vigneti coltivati e al “Giardino all’ombra del Paradeis”. Un’avventura per tutti i sensi!
Oltre all'opportunità di degustare vini eccezionali, ai partecipanti verranno offerti anche abbinamenti di specialità culinarie preparate al momento da numerosi partner del settore alimentare.  Come negli anni precedenti, parte del ricavato sarà devoluto alla Casa della Solidarietà (HdS) a Bressanone. L'organizzazione si occupa di persone bisognose da oltre quindici anni - www.casadellasolidarieta.org.

L’appuntamento da segnare in agenda è quindi per il 6 e 7 Aprile - dalle 10 alle 18 - con Summa 2019 nella Tenuta Alois Lageder a Magrè.

Info su summa-al.eu/it/

lunedì 18 marzo 2019

Made in Italy, Cina: Vinitaly guida il sistema-Italia per la promozione del vino

Vinitaly sempre in prima linea per la promozione del vino italiano in Cina dove è iniziata ieri la sesta edizione di Vinitaly China Chengdu. Ad organizzarla, Veronafiere con il supporto del Consolato italiano di Chongqing e dell’Agenzia Ice di Pechino.




C’è un’Italia del vino che fa realmente sistema. Ed in Cina di scena la sesta edizione di Vinitaly China, in occasione dell’International Wine and Spirit Show di Chengdu, storica fiera semestrale sul settore vitivinicolo (17-23 marzo). A fianco di Vinitaly anche l’Ambasciata italiana guidata da Ettore Sequi.

Le importazioni complessive di vino in Cina sono cresciute in modo esponenziale nell'ultimo decennio e oggi valgono 2,4 miliardi di euro, in rimonta rispetto a piazze storiche mondiali come la Germania (a quota 2,6 miliardi). Le etichette italiane nel paese del Dragone (al quinto posto per export totale) riescono a spuntare un prezzo al litro molto interessante che si traduce in quasi 4 euro contro gli 1,8 euro ottenuti dalle produzioni tricolori in terra tedesca.

“La piazza asiatica e in particolare quella cinese è sempre più strategica in ottica futura per il nostro prodotto enologico – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Vinitaly è presente su questo mercato da 20 anni e ora stiamo ponendo anche le basi per costituire una piattaforma stabile di promozione fieristica per il vino italiano, con strutture dedicate ed eventi specializzati”.

Per Davide Castellani, viceconsole italiano a Chongqing: “Questa zona della Cina – spiega – è tra le più interessanti e dinamiche del paese in quanto ne rappresenta la nuova frontiera dello sviluppo economico, anche per il vino. Il consolato è quindi in prima linea per supportare a livello istituzionale la collaborazione con Vinitaly, uno degli strumenti più efficaci per la promozione di sistema del made in Italy”.

Enoturismo, è legge. Al via il Decreto che definisce linee guida e standard minimi di qualità

Firmato dal Ministro del Mipaaft il Decreto sulle Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica. 





"Si apre una nuova stagione con opportunità di crescita per tutta la filiera", così il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio alla firma del decreto attuativo della legge sull'Enoturismo, arrivato ora in porto per definire le linee guida, i requisiti e standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.

Le nostre eccellenze enogastronomiche, oltre ad essere un'enorme risorsa economica per il nostro Paese, rappresentano una straordinaria occasione per promuovere una grande eredità culturale, anche dal punto di vista turistico. In tale contesto, il vino è sicuramente uno dei settori trainanti del nostro agri-food, sia a livello nazionale che internazionale e può essere davvero la forza in più per il nostro Paese. E' nata da qui la necessità di promuovere e valorizzare uno straordinario comparto in crescita che è rappresentato dall'enoturismo.

In tale direzione, lungo tutto l'iter che ha portato alla firma del decreto, lo scorso 2 ottobre si è tenuto un importante incontro tra il ministro ed i rappresentanti dell'intera filiera vitivinicola (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Alleanza Cooperative Italiane - Agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Assoenologi) inteso ad esaminare e velocizzare l'entrata in vigore del testo di decreto che era stato predisposto, secondo la legge di Bilancio 2018, che appunto definiva le linee guida, i requisiti e standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.

"Stiamo perdendo occasioni preziose, e questo impegno del ministro Centinaio è veramente importante, ebbe a commentare in quell'occasione Ernesto Abbona, presidente Unione Italiana Vini. Abbiamo lavorato fattivamente con il Movimento Turismo del Vino per dare agli operatori che svolgono attività di enoturismo disposizioni chiare e semplificate, al riparo dalla “burocrazia”. Le aziende di tutte le dimensioni potranno beneficiarne, promuovendo il vino e contribuendo allo sviluppo socioeconomico dei territori. La legge di bilancio 2018 aveva stanziato risorse per le semplificazioni fiscali legate all’enoturismo per i prossimi tre anni ma, in assenza del DM attuativo, nessuno ha potuto usufruirne. Confidiamo che il Governo proceda celermente in tal senso”.

Ed alla fine il Governo ha proceduto: grazie al prezioso supporto dei rappresentanti si è arrivati all'intesa con le Regioni. "E' un grande successo utile a dare fiducia al settore, fortemente strategico per l'economia del nostro Paese, ha commentato alla firma il Ministro. "Raccontiamo finalmente i territori e le sue eccellenze. Un passo avanti importante, atteso, necessario per regolamentare il settore e promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo, soprattutto nelle aree interne e nelle zone a forte vocazione vitivinicola. L'enoturismo è un esempio perfetto di sistema dove alla base c'è l'azienda che lega il territorio attraverso forme di turismo esperienziale e produzioni agroalimentari, dove gusto, storia e bellezza si fondono all'espressione di un territorio, l'agroalimentare e il vino raccontano la storia un territorio e il nostro compito è farla conoscere: la conoscenza è valore. Attraverso questo Decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.  Oggi si apre una nuova stagione, nuove opportunità per il comparto anche in termini di valorizzazione del territorio e occasioni di crescita per tutta la filiera, ma anche occasioni di conoscenza per chi sarà fruitore dell'enoturismo" ha concluso Centinaio.

Di seguito gli indirizzi e le linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l'esercizio dell'attività enoturistica, ai sensi dell'articolo l, comma 504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 recante "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020".

Coerentemente con la definizione di "enoturismo" di cui all’'articolo l, comma 502, sono considerate attività enoturistiche, ai fini del presente decreto, tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l'attività, quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell'attività vitivinicola ed enologica in genere; le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell'ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; i servizi di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agroalimentari, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo aventi i requisiti e gli standard minimi di qualità per lo svolgimento dell’attività enoturistica.

Fermi i requisiti generali, anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, previsti dalla normativa vigente, si prevede l'apertura settimanale di un minimo di 2 giorni, all'interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi; strumenti preferibilmente informatici di prenotazione delle visite; cartello da affiggere all'ingresso dell'azienda che riporti l’eventuale marchio dell’enoturismo, adottato a livello nazionale e o regionale, i dati relativi all'accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate, nonché l’eventuale appartenenza a Strade del Vino costituite ai sensi della legge 27 luglio 1999, n. 268.

Sito o pagina web aziendale anche non gestita direttamente dall’azienda; indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze; materiale informativo sull'azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 2 lingue, compreso l’'italiano; esposizione e distribuzione a richiesta degli Enti territoriali preposti o delle Strade del Vino, del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui è svolta l'attività enoturistica.

Ambienti dedicati o comunque adeguatamente attrezzati per la prima accoglienza e per il ricevimento del cliente e per la tipologia di attività in concreto svolte dall'operatore enoturistico; personale addetto all’accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio; personale addetto all'accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio, compreso tra il titolare dell'azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell'azienda ed i collaboratori esterni, adeguatamente formati; svolgimento dei servizi di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione, compreso tra titolare dell'azienda o familiari coadiuvanti, dipendenti dell'azienda adeguatamente formati, collaboratori esterni che abbiano partecipato a corsi organizzati da associazioni o organizzazioni nazionali ufficialmente riconosciute operanti nel settore enologico ed in particolare della degustazione dei vini, nonché da associazioni agrituristiche di livello nazionale anche per il tramite delle proprie articolazioni territoriali, con il completamento di tutti i livelli formativi previsti e superamento di esami sostenuti a conclusione dei corsi stessi.

Gli alimenti in abbinamento alla degustazione delle produzioni vinicole, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo nel rispetto delle discipline e delle condizioni e dei requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente, devono essere prevalentemente provenienti da produzioni locali a indicazione geografica, a marchio di qualità con indicazione di origine, o essere presenti nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, pubblicato ed aggiornato annualmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica. Sono escluse in ogni caso preparazioni che prefigurano un’attività di ristorazione.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono promuovere autonomamente, o in collaborazione con le Associazioni più rappresentative dei settori vitivinicolo e agroalimentare, e con gli enti preposti o abilitati, la formazione teorico-pratica per le aziende e per gli addetti, anche al fine di garantire il rispetto dei requisiti e degli standard minimi di cui al presente decreto e di promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche.

Ferma l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa vigente, le Regioni definiscono le funzioni di vigilanza, di controllo e sanzionatorie sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente decreto. Alle aziende agricole che già svolgono attività di degustazione, di fattoria didattica o di agriturismo, se intraprendono anche l'attività enoturistica, continueranno ad applicarsi altresì le disposizioni regionali in materia di agriturismo.

Vino e sostenibilità, BIO.W.IN.E: al via il progetto per il trasferimento delle buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura

BIO.W.IN.E. (Biological Wine Innovative Environment): presentato il progetto per il trasferimento delle buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura. Obiettivo: fornire un modello replicabile di riferimento per un ammodernamento sostenibile dei territori dei piccoli comuni.




Finanziato dal Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020 – Agenzia per la Coesione Sociale, Fondo Sociale Europeo – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il progetto BIO.W.IN.E coinvolge importanti realtà vitivinicole del Veneto, della Campania e della Basilicata e rappresenta un esempio di trasferimento di know-how e di strumenti già sperimentati dalle amministrazioni locali sui temi dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale.

Nello specifico il progetto coinvolge quattro realtà sannite in provincia di Benevento (Guardia Sanframondi – ente capofila/beneficiario – Castelvenere, Sant’Agata dei Goti e Solopaca), insieme a quella irpina di Castelfranci (Avellino), Caggiano e Sant’Angelo a Fasanella (Salerno) e Grumento Nova e Roccanova in Basilicata, provincia di Potenza. Gli enti detentori della “buona pratica” sono i Comuni dell’area DOCG Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso (Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto – Comune coordinatore San Pietro di Feletto).

La presentazione del progetto a cura del responsabile scientifico Giovanni Quaranta, ha avuto luogo lo scorso 6 marzo presso il Castello Normanno di Caggiano (Salerno), nell'ambito del primo “info day” dedicato a tutti gli operatori interessati sul territorio (aziende vitivinicole, consorzi, operatori economici del settore, agronomi, enotecnici ma anche pianificatori territoriali).

“BIOWINE – ha affermato Floriano Panza, Sindaco di Guardia Sanframondi, comune capofila – prevede il trasferimento tra i territori coinvolti delle necessarie informazioni per giungere alla definizione di un quadro normativo, condiviso dalle amministrazioni comunali con i soggetti interessati presenti sul territorio (agricoltori, produttori vitivinicoli, consorzi, associazioni di categoria, autorità sanitarie, ecc.), per armonizzare politiche nel settore ambientale e urbanistico, con particolare attenzione rivolta alla filiera vitivinicola. Tra gli obiettivi principali, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, tenuto conto che il progetto tenderà ad individuare le politiche fitosanitarie più opportune e meno impattanti per la gestione del territorio agricolo”.

I comuni coinvolti, infatti, anche in virtù del programma Sannio Falanghina Città Europea del Vino 2019 (che ha ottenuto il Patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero per le politiche agricole e turistiche del Governo italiano) hanno intrapreso un processo condiviso e partecipato che consentirà l’approvazione di uno specifico regolamento intercomunale di polizia rurale, ma anche la costruzione di una rete che consentirà l’applicazione di normative di settore, la salvaguardia del patrimonio naturalistico, la crescita e competitività delle aziende agricole.

L’interscambio di informazioni favorirà la cooperazione tecnica, che coinvolge figure di varia competenza (agronomi, produttori vitivinicoli, enologi, tecnici ambientali, ricercatori, ecc.) delle aree coinvolte del Veneto, della Campania e della Basilicata.

L’obiettivo è quello di fornire un modello replicabile che sia di riferimento per un ammodernamento sostenibile dei territori dei piccoli comuni e per la costituzione di un sistema territoriale in grado di favorire un processo virtuoso di concertazione tra le varie amministrazioni, con la partecipazione delle imprese e dei soggetti socio economici interessati per il miglioramento della trasparenza, della partecipazione e della comunicazione a sostegno dell’azione amministrativa.

giovedì 14 marzo 2019

Vino e comunicazione, l'importante ruolo del packaging

Il tema del packaging è sempre più centrale nella comunicazione del vino. Molte aziende lo hanno percepito e nel continuo miglioramento della propria immagine, dedicano ampio spazio a quello che viene definito "l'abbigliaggio" del vino, ed il migliore viene premiato alla Vinitaly Design International Packaging Competition.




“Il tema del packaging è sempre più centrale, con il design che integra la comunicazione del vino”, questo lo spirito del Vinitaly Design International Packaging Competition, espresso dal presidente di giuria Cristiano Seganfreddo dopo l’assegnazione dei premi della 23^ edizione del concorso, svoltasi ieri a Verona.

La competizione, organizzata da Veronafiere/Vinitaly ha lo scopo di evidenziare il miglior abbigliaggio non solo dei vini, ma anche distillati, liquori, birre e degli oli extra vergine d’oliva (bottiglia, chiusura, capsula, etichetta, collarino, ecc.) premiando e stimolando lo sforzo delle aziende al continuo miglioramento della propria immagine.

La realizzazione del concorso integra il progetto del nuovo salone Vinitaly Design all’interno di Vinitaly (7-10 aprile – www.vinitaly.com). “Veronafiere promuove una nuova visione del vino, perché la progettazione dell’immagine risponde sia alle richieste del consumatore, sia delle cantine di promuovere in maniera adeguata i propri prodotti anche sui social e in mercati diversi tra loro per cultura e sensibilità”, spiega Seganfreddo.

Per questo, ha concluso Seganfreddo, “occorre abbandonare i facili riferimenti al passato”, come ha fatto la cantina siciliana Palmento Costanzo, vincitrice del premio speciale “Etichetta dell’anno 2019, che con il suo “Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2015” ha proposto “un legame non convenzionale e retorico” con l’Etna.

I campioni iscritti al 23° Vinitaly Design International Packaging Competition sono stati 255, distribuiti nelle 13 categorie previste dal regolamento, con l’aggiunta, da quest’anno, della birra e della categoria vermouth e altri vini aromatizzati.

Nuovo anche il premio “Etichetta GDO”, assegnato alla bottiglia che secondo la giuria meglio risponde all’esigenza di emergere sullo scaffale della grande distribuzione. Vincitore 2019 è il "Montepulciano d'Abruzzo doc Costa del Mulino 2015" della Cantina Frentana in provincia di Chieti.

Le bottiglie vincitrici saranno esposte durante Vinitaly, nella Galleria Arena tra i Padiglioni 6 e 7, in una speciale esposizione allestita con gli arredi e i complementi proposti dagli espositori di Vinitaly Design, per riprodurre i luoghi del consumo e della degustazione dei vini.

Oltre al presidente di giuria Cristiano Seganfreddo, innovatore e imprenditore creativo, esperto internazionale di design, la commissione dell’edizione 2019 del concorso è stata composta da: Alessandra Corsi (direttore marketing GDO), Luca Fois (designer), Paolo Massobrio (giornalista) e Chiara Tomasi (designer).

Slow Food, Guida agli Extravergini: tutti i riconoscimenti

A 20 anni dalla prima edizione, torna la Guida agli Oli Extravergini di Oliva a cura di Slow Food Italia. 




Il Grande Olio è il premio attribuito all’extravergine che si è distinto per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchia territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il premio Grande Olio Slow aggiunge il riconoscimento delle pratiche agronomiche sostenibili applicate.

In occasione di Frantoi in festa, evento organizzato da Slow Food in collaborazione con Fico Eataly World a Bologna, saranno svelati in anteprima tutti i riconoscimenti della pubblicazione, disponibile da fine aprile. La Guida è il frutto di un lavoro collettivo di numerosi esperti e appassionati che hanno scandagliato ogni angolo della nostra Italia per tracciare una mappa della migliore produzione olivicola 2018. L’obiettivo di Slow Food Italia con questa guida è aiutare il consumatore nella scelta dell’olio migliore davanti agli scaffali del supermercato o della bottega sotto casa.

Le aziende premiate dalla guida saranno presenti, insieme ad alcuni frantoiani, in un mercato speciale allestito a Fico Eataly World dove è possibile anche partecipare alle degustazioni didattiche dell’Oil bar per muovere i primi passi nell’assaggio delle varietà tipiche di alcune zone d'Italia.

Domenica 17 alle 11 presso la sala Fondazione Fico, si svolgerà la presentazione della Guida agli Extravergini 2019 con la premiazione dei migliori oli recensiti, oltre 120 nonostante una difficile annata in molte regioni. Segno di un settore molto attento e professionale che rimane uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy.

I riconoscimenti

LOMBARDIA                         AZIENDA                                            OLIO

Grande Olio                            Gianfranco Comincioli                     Numero Uno

Grande Olio                            Fabio Festorazzi                                Dop Laghi Lombardi

Grande Olio Slow                   Stefania Mattarelli                            Dop Laghi Lombardi

VENETO                                     AZIENDA                                                 OLIO

Grande Olio                                San Cassiano                                           Dop Veneto Valpolicella Grignano

Grande Olio                                Frantoio di Cornoleda                           Grignano

Grande Olio                                Frantoio di Cornoleda                           Rasara

Grande Olio                                Agriturismo Marani                               Laudo

Grande Olio Slow                      Lucia Repele                                            Le Passioni Biologico

TRENTINO                                AZIENDA                                                 OLIO

Grande Olio                               Frantoio di Riva                                      Uliva Garda Trentino DOP

Grande Olio                               Frantoio di Riva                                      46° Parallelo – Casaliva

Grande Olio Slow                     Maso Botes                                               Preèra

Grande Olio Slow                     Giovanni Poli                                           Evo Giovanni Poli

Grande Olio Slow                     Laghel 7                                                     Evo Laghel7 Bio

EMILIA ROMAGNA                AZIENDA                                                  OLIO

Grande Olio                                Podere La Torre                                      Ascolana

Grande Olio                                Palazzo di Varignana                             Claterna

Grande Olio Slow                      Tenuta Pennita                                        Valdoleto

LIGURIA                                     AZIENDA                                                  OLIO

Grande Olio                                La Baita                                                     Estremo

Grande Olio                                Paolo Cassini                                            Extremum

Grande Olio                                Benza                                                          Cru Turè

Grande Olio Slow                      L’Uga Murella                                           I Tecci

Grande Olio Slow                      La Baita                                                      Ludo

Grande Olio Slow                      Patrizio Gamba                                       Terre del Mistero

Grande Olio Slow                      Tèra de Prie                                              Evo Tèra de Prie

TOSCANA                                   AZIENDA                                                 OLIO

Grande Olio                                Capua Winery                                          Leccino

Grande Olio                                Frantoio Franci                                       Moraiolo

Grande Olio                                Antico Podere Cavozzoli                       Cavozzoli Riserva

Grande Olio                                Frantoio Rossi                                        Evo Frantoio Rossi

Grande Olio                                Il felciaio                                                   1929

Grande Olio                                Collemassari                                            Evo Collemassari Grattamacco

Grande Olio                                Fonte di Foiano                                       Gran Cru

Grande Olio                                Frescobaldi                                               Laudemio

Grande Olio                                Parri                                                           Evo Parri

Grande Olio                                Oro dei Tatanni                                       Evo Oro dei Tatanni

Grande Olio Slow                      Le Torri                                                      Evo Le Torri

Grande Olio Slow                      Allevamento dell’Apparita                     Igp Toscano Bio

Grande Olio Slow                      Retomontisoni                                          Moraiolo

Grande Olio Slow                      Fattoria Altomena                                   Evo Fattoria Altomena

Grande Olio Slow                      Ranocchiaia                                              Selezione Grandis

Grande Olio Slow                      Ramerino                                                   Guadagnolo Primus

Grande Olio Slow                      Torre Bianca                                             Pendolino

Grande Olio Slow                       I Greppi di Silli                                        Maurino

Grande Olio Slow                       Podere Ricavo                                          Minuta di Chiusi

Grande Olio Slow                       Poderaccio                                                Evo Poderaccio

Grande Olio Slow                       Val di Lama                                              Mignolo

Grande Olio Slow                       Leonardo Salustri                                   Frantoio

UMBRIA                                        AZIENDA                                                 OLIO

Grande Olio                                 Castello di Monte Vibiano                       Vubia

Grande Olio                                 Decimi                                                          Emozione

Grande Olio                                 Decimi                                                          Moraiolo

Grande Olio                                 Mannelli                                                       Mosto d’olivo

Grande Olio                                 Castello di Monte Vibiano                        Tremilaolive – Borgiona

Grande Olio                                 Molino il Fattore                                         Grand Cru

Grande Olio                                 Viola                                                               Sincero

Grande Olio                                  Viola                                                              Colleruita

Grande Olio Slow                       Giovanni Batta                                             Dop Umbria Colli del Trasimeno

Grande Olio Slow                       Marfuga                                                         L’Affiorante

Grande Olio Slow                       Marfuga                                                        Trace bio

Grande Olio Slow                       Villa della Genga                                         Moraiolo

Grande Olio Slow                       Villa della Genga                                         Leccino

Grande Olio Slow                       Sambuchi                                                      Vignolo Dop

Grande Olio Slow                       Sambuchi                                                      Borgiona Bio

MARCHE                                       AZIENDA                                                   OLIO

Grande Olio                                    Angelini                                                      Mono – Ascolana tenera

Grande Olio Slow                          I tre filari                                                    Coroncina

Grande Olio Slow                          I tre filari                                                    I tre filari bio

Grande Olio Slow                          Officina del Sole                                       Evo officina del sole

Grande Olio Slow                          Saladini Pilastri                                        Ascolana

ABRUZZO                                      AZIENDA                                                  OLIO

Grande Olio                                   Tenuta Zuppini                                         Veneranda 19

Grande Olio                                   Forcella                                                       Intosso

Grande Olio                                   Frantoio Hermes                                      Vesta

Grande Olio Slow                         Frantoio Hermes                                      Armonia

Grande Olio Slow                         Tommaso Masciantonio                         Dop Trappeto di Caprafico

Grande Olio Slow                         Tommaso Masciantonio                         Intosso

Grande Olio Slow                         Sapori della Majella                                 Crognalegno Bio

MOLISE                                        AZIENDA                                                    OLIO

Grande Olio Slow                         Giorgio Tamaro                                         Colle D’Angiò – Oliva Nera

Grande Olio Slow                         Giorgio Tamaro                                         Colle D’Angiò -Rumignana

Grande Olio Slow                         Trespaldum                                                Gentile di Mafalda

LAZIO                                            AZIENDA                                                   OLIO

Grande Olio                                 Ione Zobbi                                                   Forte & Eccelso

Grande Olio                                 Ione Zobbi                                                   Cru Piscine Mau

Grande Olio Slow                       Tenuta Di Carma                                        Podere Ermellino

Grande Olio Slow                       Andrea De Giovanni                                  Supremo

Grande Olio Slow                       Americo Quattrociocchi                            Superbo

CAMPANIA                                   AZIENDA                                                   OLIO

Grande Olio                                    Torretta                                                      Teti

Grande Olio                                    Torretta                                                      Diesis

Grande Olio                                    Fam                                                             Dop Irpinia Colline dell’Ufita

Grande Olio                                    Fam                                                             Ravece

Grande Olio Slow                          Fattoria Ambrosio                                    Idra

Grande Olio Slow                          Terre di Molinara                                     Elaios

Grande Olio Slow                          Fontana Madonna                                    Regio

Grande Olio Slow                          Torre A Oriente                                         Cuore d’ortice

Grande Olio Slow                          Antico Podere Matesino                          Tonda del matese

BASILICATA                                AZIENDA                                                    OLIO

Grande Olio Slow                         Filomena Carriero                                     Coratina

Grande Olio Slow                         Luciano Pepe                                              Invaio

PUGLIA                                        AZIENDA                                                      OLIO

Grande Olio                                 Frantoio Congedi                                         DOP Terra d’Otranto

Grande Olio                                 Ortoplant                                                        Ogliarola

Grande Olio                                 Oleificio Stasi                                                Oro d’oliva

Grande Olio                                 Consorzio Frantoi Artigiani                       Coratina

Grande Olio                                 Frantoio d’Erchie                                          Coratina

Grande Olio                                 Fratelli Ferrara Posta                                   locone

Grande Olio Slow                        Frantoio Intini                                              Olivastra

Grande Olio Slow                       Adriatic Vivai                                                 Coratina Bio

Grande Olio Slow                       Villa Uva                                                         Coratina Bio

CALABRIA                                 AZIENDA                                                        OLIO

Grande Olio                                 Parisi Donato                                                Giuseppe Donato Parisi 1879

Grande Olio                                 Enotre                                                             Enotre Berico

Grande Olio                                 Sorelle Garzo                                                 Dolciterre – Ottobratico

Grande Olio Slow                        Doria                                                               Lei

Grande Olio Slow                        Doria                                                               Sud

Grande Olio Slow                        Madreterra                                                    Ugo

SICILIA                                        AZIENDA                                                       OLIO

Grande Olio                                  Bonfiglio                                                        Cunzatillu

Grande Olio                                  Oliva                                                               Favola – Tonda Iblea

Grande Olio                                  Frantoio Galioto                                           Moresca

Grande Olio                                  Frantoio Galioto                                          Castel di Lego – Tonda Iblea

Grande Olio Slow                        Agrestis Fiore D’Oro                                   Dop Monti iblei

Grande Olio Slow                        Terraliva                                                        Cherubino Igp Sicilia – Tonda iblea

Grande Olio Slow                        Terraliva                                                        Cherubino Igp Sicilia – Nocellara Etnea

Grande Olio Slow                         Vernera                                                         Vico rossella – Igp Sicilia

Grande Olio Slow                         Xiggiari                                                         Giarì – Biancolilla

Grande Olio Slow                         Titone                                                            Dop Valli Trapanesi

SARDEGNA                                  AZIENDA                                                     OLIO

Grande Olio                                    Giuseppe Gabbas                                       Solianu- Bosana

Grande Olio Slow                          Corte Olias                                                   Semidana

Grande Olio Slow                          Su Molinu Gariga                                       Ramine – Nera di Oliena

Grande Olio Slow                          Su Molinu Gariga                                       Birde -Bosana

Grande Olio Slow                          Masoni Becciu                                             Masoni Becciu Bio

Grande Olio Slow                          Masoni Becciu                                             Ispiritu Sardu Bio