giovedì 28 febbraio 2019

Il ruolo della ricerca in agricoltura per la sostenibilità

La corretta gestione delle risorse non rinnovabili come suolo ed acqua passa attraverso la ricerca e l'innovazione tecnologica. Questo significa ridurre le emissioni climalteranti con tecniche innovative e buone pratiche in agricoltura e nell’allevamento o sviluppare nuove varietà che si adattino al mutato contesto climatico.





L’agricoltura mai come ora si trova di fronte a sfide complesse ed ambiziose. Produrre di più e in maniera sostenibile, salvaguardando la diversità degli ecosistemi, la fertilità del suolo, la qualità dell'aria e delle acque e soddisfare la crescente domanda di cibo con prodotti di qualità, sani e nutrienti, in un contesto climatico alterato sono solo alcune delle domande a cui la ricerca deve quindi rispondere.

Di questo si è discusso in un’intensa due giorni conclusasi oggi dal titolo “Raccogliere i benefici della scienza per la sostenibilità nella produzione agricola primaria”. L’iniziativa, organizzata dal CREA insieme all'Accademia dei Lincei e all'Accademia dei Georgofili, è stata dedicata al contributo della conoscenza scientifica allo sviluppo di sistemi agricoli sostenibili, ma ad elevata produttività. Per il CREA sono intervenuti il Prof. Michele Pisante, Consigliere di Amministrazione, la Prof.ssa Alessandra Gentile, Vice Presidente e il Dott. Marcello Mastrorilli, ricercatore del Centro Agricoltura e Ambiente.

Il concetto ribadito alla conferenza è che senza ricerca e senza innovazione tecnologica, non è possibile attuare una corretta gestione delle risorse non rinnovabili come il suolo e l’acqua, o ridurre le emissioni climalteranti con tecniche innovative e buone pratiche in agricoltura e nell’allevamento o sviluppare nuove varietà che si adattino al mutato contesto climatico.

Una gestione sostenibile del suolo, ad esempio, comporterebbe un aumento delle 56% delle produzioni a fronte di una popolazione che nel 2050 sarà aumentata del 60% rispetto all’attuale (stime FAO). Nei primi 5 cm, infatti, vive oltre il 90 % della biodiversità del Pianeta, costituito da microrganismi che regolano gli elementi nutritivi e, di conseguenza, la fertilità del terreno, indispensabile per la capacità produttiva di cibo. La tutela del suolo passa, quindi, attraverso tecniche che favoriscano la conservazione della sostanza organica del suolo, l’incremento della biodiversità, la fertilizzazione sostenibile con prodotti di nuova generazione provenienti da biomasse agricole e da scarti delle produzioni primarie e un approccio integrato con le tecnologie digitali di precisione.

Una gestione sostenibile del suolo – ha sostenuto nel suo intervento Marcello Mastrorilli, ricercatore del CREA Agricoltura e Ambiente - ha ricadute positive anche sull’acqua. Infatti, un suolo sano e nutrito riesce a trattenerla di più e a ridurne le perdite che avverrebbero attraverso l’evaporazione, il drenaggio e il ruscellamento. L’uso efficiente dell’acqua implica, però, l’irrigazione sostenibile, che prevede appunto tecniche agronomiche finalizzate al mantenimento della fertilità dei suoli nonché appropriate sistemazioni idrauliche. Si tratta, insomma di un insieme di opere e di interventi tecnici che regolano i flussi di acqua, di fondamentale importanza per la salvaguardia del territorio, della fertilità del terreno e degli impianti agricoli.  In questa direzione, infatti, vanno sia le tecniche di agricoltura conservativa sia le innovazioni tecnologiche dell’agricoltura digitale.

martedì 26 febbraio 2019

Business, tendenze, novità e conoscenza: i player del mercato mondiale del vino si incontrano alla ProWein

Business, tendenze, novità e conoscenza: anche nel 2019 la ProWein di Düsseldorf, cala il suo poker d'assi, puntando ancora una volta a consolidare il ruolo di appuntamento leader globale per il settore vino e liquori. 




Dal 17 al 19 marzo sarà di scena la ProWein, i player del mercato mondiale si danno appuntamento a Düsseldorf per la più importante fiera internazionale del vino che quest'anno compie 25 anni, un quarto di secolo da record: dal 1994 al 2018 oltre 74mila espositori e circa 712mila visitatori. L’Italia si conferma il Paese maggiormente rappresentato (oltre 1700 espositori) e per i prossimi anni auspica l’ampliamento dei propri spazi espositivi.

Business, tendenze, novità e conoscenza: anche nel 2019 la ProWein di Düsseldorf cala il suo poker d'assi, puntando ancora una volta a consolidare il ruolo di appuntamento leader globale per il settore vino e liquori. E lo fa dal 17 al 19 marzo, nell’anno in cui festeggia i suoi primi 25 anni di successo, contrassegnati da numeri record, in costante aumento (dal 1994 al 2018, 74.194 espositori, 711.942 visitatori e 843.427 mq netti di superficie espositiva), e da una sempre più massiccia partecipazione internazionale, italiana in testa.

Nata con appena 321 espositori da 8 Paesi, nell’ultima edizione la fiera infatti ha superato quota 6.800 da 64 Nazioni, con l’Italia cresciuta di quasi 60 volte (da 29 produttori nel 1994 a 1.736 nel 2018) e saldamente al primo posto per rappresentatività, davanti alla Francia.  Non a caso, anche per la ProWein 2019, il Belpaese si prepara a schierare nei padiglioni 15 e 16 oltre 1700 espositori, provenienti da tutti i principali territori del vino, confermando la propria posizione di leadership, con l’auspicio di arrivare nei prossimi anni ad un ampliamento degli spazi tricolore in fiera. Ciò al fine di consolidare ulteriormente il brand Italia e le sue peculiarità non solo in Germania, sbocco fondamentale dove il nostro Paese copre il 36% del totale import, ma anche nel resto d’Europa e soprattutto in Asia, target privilegiato, quest’ultimo, del big player fieristico tedesco che, oltre alla Cina, ora guarda anche all’India.

“Sulla scia del boom di ProWine China e ProWine Asia – spiega Marius Berlemann, direttore della Prowein, nel corso della presentazione dell’edizione 2019 a Roma – stiamo attenzionando il subcontinente indiano come nuovo potenziale obiettivo, pur consapevoli che si tratta ancora di un percorso tutto da scrivere. Ma intanto la nostra strategia di crescita resta principalmente incentrata sulla tre giorni di Düsseldorf, il che significa soprattutto potenziare gli aspetti logistici per offrire la più efficiente piattaforma d’affari al mondo. Se dopo un quarto di secolo siamo universalmente riconosciuti come punto di riferimento per il settore a livello internazionale, avendo registrato in totale circa 712mila visitatori specializzati e oltre 74mila espositori, vuol dire che il nostro approccio è più che mai vincente. Basti guardare all’Italia come case history di successo, il cui contributo aumenta di edizione in edizione consolidando un legame per noi prezioso. E per confermare questi risultati anche nei prossimi anni continueremo a investire sull’internazionalizzazione, sul perfezionamento della macchina organizzativa e sulla qualità dei contenuti, così da porre solide basi per futuri ampliamenti sia degli spazi fieristici che del nostro raggio d’azione”.

Dalla nuova cultura dell’aperitivo improntata sul ‘No Waste’ ai ‘Vini d’altura’, saranno diverse le tendenze e le novità al centro dell’edizione 2019, che si prepara ad aprire i battenti di 10 padiglioni per ospitare tutte le principali regioni vitivinicole del mondo, insieme a 400 produttori di liquori e a 40 iconiche maison dello Champagne presenti con oltre 150 etichette nella Lounge dedicata.

A strizzare l’occhio al tema della sostenibilità sarà in particolare la fizzz Lounge con lo slogan "Zero rifiuti: totale riciclaggio dietro al bancone" per sensibilizzare ad un uso razionale delle materie prime e ad un'ottimizzazione del ciclo produttivo, utilizzando tutte le parti di un frutto e riciclando in modo intelligente. Nel padiglione 7.0 infatti i visitatori potranno assaggiare cocktail ad alto tasso creativo e assistere alla messa in opera di tali principi. Ad arricchire l’area, inoltre, la mostra speciale "same but different" sulle bevande artigianali (birre, liquori e sidri) che torna per la seconda volta, sempre nel padiglione 7.0. accanto alla fizzz Lounge, ma con il doppio degli espositori (oltre 100 da 22 Paesi) rispetto al 2018. Sarà l’occasione per toccare con mano i migliori craft drinks del pianeta e quelli più in voga del momento, in arrivo da Germania, Belgio, Francia, Grecia, Italia, Austria e Inghilterra, ma anche dalle aree scandinave e baltiche (Estonia, Finlandia, Lettonia, Norvegia e Svezia) e da oltreoceano (Canada, Messico, Perù e Stati Uniti).

Per conoscere le tendenza in campo enoico bisognerà invece spostarsi nel ProWein Forum, dove i due ‘trend scout’ Stuart Pigott e Paula Sidore condurranno diversi tasting che verteranno su vini d’altura, field blends, vini in lattina e varietà emergenti come Chenin Blanc e Gamay (domenica 17 e lunedì 18 marzo dalle ore 18.00 alle 19.00, padiglione 10). E se la grande Area Degustazione punterà i riflettori sulle etichette vincitrici dell'edizione primaverile di MUNDUS VINI, la Organic Lounge darà invece ampio spazio ai vini biologici, ospitando i produttori top e le principali associazioni internazionali.

“Saranno oltre 500 le iniziative che animeranno i dieci padiglioni della fiera -  aggiunge Nicole Funke, Senior Project Manager e membro del team della ProWein – tra degustazioni guidate, masterclass e incontri. Ad arricchire il tutto anche gli eventi serali targati ProWein goes Cityche si svolgeranno in 60location sparse per Düsseldorf.E come ogni anno tracceremo le linee guida per il futuro del settore con il Business Report della ProWein, realizzato anche per la terza edizione con il supporto dell’Università di Geisenheim. Un’analisi che dal suo esordio nel 2017 ad oggi ha già registrato un +60% in termini di partecipanti, coinvolgendo i più importanti player dell’intera filiera che con il loro punto di vista hanno contribuito a fare di questo studio il più vasto indicatore di tendenza del comparto a livello internazionale”.

Per maggiori informazioni:
www.prowein.de
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Twitter: https://twitter.com/ProWein 
Instagram: www.instagram.com/prowein_tradefair/

lunedì 25 febbraio 2019

Vino e territori. Nobile di Montepulciano, un vino senza tempo, un cortometraggio celebra la Docg

“Vino Nobile di Montepulciano: A Timeless Wine”. E’ questo il titolo del cortometraggio sulla pregiata Docg toscana che andrà in onda in anteprima il 26 febbraio su Gambero Rosso Channel.





La denominazione toscana sbarca sul grande schermo: un cortometraggio descrive attraverso scene e dialoghi il Vino Nobile di Montepulciano e il suo territorio. Un prodotto per la promozione e comunicazione del territorio che cambia il modo di interpretare il vino da parte dei millennials.

“Vino Nobile di Montepulciano: A Timeless Wine”. E’ questo il titolo del cortometraggio sulla pregiata Docg toscana che andrà in onda in anteprima in versione integrale martedì 26 febbraio in prima serata (poi in repliche successive) su Gambero Rosso Channel (canale 412 di Sky). Un vero e proprio incrocio tra docufilm e corto della durate di 5 minuti con la produzione del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano che ha voluto utilizzare la settimana arte per celebrare vigne e paesaggi che portano al grande rosso Docg toscano. «Uno strumento per noi finora inesplorato questo – spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Piero Di Betto – che apre le porte sicuramente a consumatori diversi, di profilo medio alto che normalmente consumano vino pregiato e che grazie a questo corto potranno in poco capire molto sul nostro territorio e d’altronde anche un omaggio a Montepulciano in senso ampio, una città che ha ospitato negli anni set di film internazionali». Il cortometraggio ha già partecipato a diversi concorsi nazionali, tra i quali quello promosso dal Gambero Rosso e dalla Mostra del Cinema di Roma.

A Timeless Wine. Un vino senza tempo, una terra senza tempo. La vocazione vitivinicola di Montepulciano è radicata fin dall’epoca etrusca, blasonata nelle corti rinascimentali, rinomata tra gli statisti moderni, affermata nell’attualità tecnologica globale. Una città che si identifica con il suo prodotto principe: il Vino Nobile di Montepulciano, un vino che già nella dominazione declama l’appartenenza al suo territorio. E’ da questo concetto che parte il lavoro cinematografico che vede protagonista indiretto il Vino Nobile di Montepulciano insieme al suo territorio. La trama vede protagonista una ragazzina newyorkese che scopre la Toscana accompagnando il padre in un viaggio sorprendente. Una trasferta di lavoro per lui, reporter per un servizio di lifestyle sul Vino Nobile di Montepulciano; un’esperienza genuina per lei, millennial già navigata nella comunicazione multimediale che mantiene la curiosità di una bambina. La narrazione è affidata alla piccola protagonista: il vero reportage è il suo, un racconto di immagini e aneddoti trasmesso alla mamma che, dalla Grande Mela, riceve un diario di viaggio ora iconico, ora onirico.

Il regista è Riccardo Paoletti e ha scelto non a caso di affidare la cronaca al voice over della ragazzina al punto di consentire di tradurre il film nelle diverse versioni linguistiche, per una diffusione internazionale. Con l’intento di valorizzare le cantine monumentali, il vino, il suo territorio e la sua collettività, al contempo le bellezze architettoniche e paesaggistiche: perché, come ha imparato la bambina, “il vino non si fa da soli, serve l’impegno di un’intera comunità”.

venerdì 22 febbraio 2019

Concorsi: Birra dell'Anno 2019, ecco tutte le birre e i birrifici vincitori nelle 41 categorie

Proclamati, alla Fiera di Rimini, i vincitori della XIV edizione del concorso organizzato da Unionbirrai. Il Birrificio dell’Anno è il marchigiano Mukkeller.





Birra dell’Anno, ospitato da Beer Attraction (16-19 febbraio, Fiera di Rimini), è giunto quest’anno alla quattordicesima edizione ed ha decretato le eccellenze nelle produzioni nazionali, distinte in ben 41 sezioni diverse che ben hanno rappresentato il panorama brassicolo contemporaneo, nonché di conseguenza il miglior birrificio d’Italia.

Il concorso, organizzato dall’associazione di categoria Unionbirrai, con il supporto di Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini, si attesta come la più importante competizione italiana nel panorama della birra artigianale e si è avvalso di una giuria internazionale, composta da circa 100 esperti di settore e degustatori provenienti da tutto il mondo. I giudici, che si sono riuniti a Rimini per due intere giornate, hanno passato in rassegna ben 1994 birre partecipanti provenienti da 327 produttori in gara, dati che hanno visto un incremento del 20% rispetto alla scorsa edizione. Il premio Birra dell’Anno ha decretato le tre migliori birre artigianali per ogni categoria più eventuali menzioni d’onore per la quarta e la quinta classificata.

Il titolo di Birrificio dell’Anno, invece, è andato al produttore che ha ottenuto la maggiore sommatoria di punteggi tra le sue tre birre in concorso meglio posizionate. Alla luce delle votazioni, quest’anno è stato il marchigiano Mukkeller a essere incoronato migliore birrificio italiano. Hanno guadagnato la prima posizione tre fra le sue birre: la Haus Bier, una Helles da 5 gradi che ha stravinto nella categoria dedicata alle birre chiare a bassa fermentazione d’ispirazione europea; La Corva, birra complessa ottenuta grazie all’unione di diversi malti di colore scuro, simile alle Stout e con un gusto deciso, che si presenta con un buon corpo e un basso sentore di luppolo; la Mukkamannara, una Strong di tipologia belga dal colore bruno, aroma e gusto maltato, con note di caramello, uva passa, frutti rossi secchi, decisamente ricca e complessa.

Di seguito tutti i vincitori della XIV edizione di Birra dell’Anno 

CAT. 1 - Birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione tedesca e ceca (German e Bohemian Pilsner)

Hammer – BUNDES – www.hammer-beer.it

Birrificio Lariano – LA GRIGNA – www.birrificiolariano.com

Birrificio Otus – PILS2 – www.birrificiootus.com

Menzione d’onore:

Mostodolce – PEPITA – www.mostodolce.it

Birrificio Couture – VOGUE PILS – www.birracouture.it

Cat. 2 - Birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione europea (European Lager, Helles, Zwickl, Keller, Dortmunder Export)

Birrificio Mukkeller – HAUS BIER – www.mukkeller.it

Birrificio Estense – ATHESTE HELL – www.birrificioestense.it

Birrificio 4Mori – POZZO 16 – www.birrificio4mori.it

Menzione d’onore:

ANBRA Anonima Brasseria Aquilana – LAGER – www.anbra.it

Oxiana – KELLER – www.birraoxiana.it

Cat. 3 - Birre chiare ed ambrate, bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dall’evidente presenza di luppolo d’aroma e d’amaro di ispirazione americana (Hoppy Lager, Imperial Hoppy Lager)

Birrificio Lariano – BASSA MAREA – www.birrificiolariano.com

Birrificio Legnone – JACK – www.birrificiolegnone.it

50&50 – MR. CROCODILE – www.50e50-craft-brewery.it

Cat 4 - Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione anglosassone (English Golden Ale, English Pale Ale)

Brùton – BRÙTON DI BRÙTON – www.bruton.it

Croce di Malto – BIRRA JAZZ – BJ – www.crocedimalto.it

BSA Birrificio S. Andrea – MOZKITO – www.birrificiobsa.com

Menzione d’onore:

P3 Brewing Company – SPEED – www.p3brewing.it

PLB Podere La Berta craft beer – UP&UNDER – www.poderelaberta.beer

Cat. 5 - Birre chiare e ambrate, fermentazione ibrida, basso grado alcolico di ispirazione tedesca o americana (Kolsch, Alt, California Common, Cream Ale)

MFB Manifattura Birre Bologna – KOLSCH – www.manifatturabirre.it

Diciottozerouno – GRÜN – www.diciottozerouno.it

Birra Elvo – ALTERELVO – www.birraelvo.it

Menzione d’onore:

Birrificio 61cento – ELK – www.birrificio61cento.beer

Birra Gaia – EUROPA – www.birragaia.it

Cat. 6 - Birre ambrate e scure, bassa fermentazione, basso grado alcolico d’ispirazione tedesca (Vienna, Marzen, Munich Dunkel, Schwarz, Dark Lager)

PicoBrew – SCHWARZENEGHER – www.cascinascanna.it

Hammer – WORKPIECE SCHWARZ – www.hammer-beer.it

Birrificio Leder – CIOCH – www.birrificioleder.it

Menzione d’onore:

Birrificio Aleghe – LA ROSSA – www.aleghebirra.com

Birra Elvo – DUNKEL – www.birraelvo.it

Cat. 7 - Birre chiare, ambrate e scure, bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione tedesca (Bock, Doppelbock, Eisbock, Hellerbock, Maibock, Strong Lager)

Birra Elvo – DOPPEL BOCK – www.birraelvo.it

Ritual Lab – LA BOCK – www.ritual-lab.it

Brew Gruff – BOCK – www.brewgruff.it

Menzione d’onore:

Birrificio Serra Storta – ZANTE – www.serrastorta.it

Statalenove – ALMAMATER – www.statalenove.it

Cat. 8 - Birre ambrate, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, di ispirazione britannica (Mild, British Bitter, Extra Special Bitter, Irish Red Ale, British Brown Ale)

Birrificio War – ZELDA – www.birrificiowar.it

Fabbrica della Birra Perugia – COSMO ROSSO – www.birraperugia.it

Piccolo Birrificio Clandestino – SANTA GIULIA – www.piccolobirrificioclandestino.it

Menzione d’onore:

Birrificio Gambolò – LITTLE STORM – www.birrificiogambolo.com

Birrificio Otus – RED&GO – www.birrificiootus.com

Cat. 9 - Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (English IPA)

P3 Brewing Company – 50 NODI – www.p3brewing.it

Fabbrica della Birra Perugia – SUBURBIA – www.birraperugia.it

Terrantiga – NIBARI – www.terrantiga.org

Menzione d’onore:

Il Birrificio di Seregno – JANKA – www.drinkrailroad.com

Ofelia – AMITABH – www.birraofelia.it

Cat 10 - Chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (Session APA, Session AIPA, Session IPA)

Ritual Lab – NERD CHOICE – www.ritual-lab.it

Lucky Brews – SESSION IPA – www.luckybrews.com

Hammer – MINI – www.hammer-beer.it

Menzione d’onore:

Birrificio Mezzavia – LINE UP – www.birramezzavia.it

Cat 11 - Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American Pale Ale)

Birrificio artigianale La Villana – RUDE – www.lavillana.it

Birrificio Del Forte – FIOR DI NOPPOLO – www.birrificiodelforte.it

Fabbrica della Birra Perugia – CALIBRO 7 – www.birraperugia.it

Menzione d’onore:

Birrificio Il Conte Gelo – HOP CIRCUS – www.ilcontegelo.com

Birrificio dei Castelli – MIRABILIA – www.birrificiodeicastelli.it

Cat. 12 - Chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American IPA)

Birrificio del Gomito – MATTY – www.birrificiodelgomito.it

Malaspina brewing – ELLE8

Oldo Corte della Birra – BALLO IPA – www.oldo.it

Cat. 13 - Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (Double IPA, Imperial IPA)

Hammer – WORKPIECE – WEST COAST DOUBLE IPA – www.hammer-beer.it

Birrificio Porta Bruciata – LARKIN STREET – www.portabruciata.it

Birrificio Lariano – CIUBE – www.birrificiolariano.com

Cat. 14 – Birre chiare, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, con uso di frumento ed altri cereali, luppolate di ispirazione angloamericana (White IPA, American Wheat)

Birrificio Forum Iulii – CARAT – www.forumiulii.it

Birrificio Porta Bruciata – SHANTUNG – www.portabruciata.it

Birrificio Badalà – W.IPA – www.birrificiobadala.it

Cat. 15 - Birre ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (Red IPA, Brown IPA, Black IPA)

Simon & Co. Brewery – FRANKIE & GERRY – www.simonpub.it

Piccolo Birrificio Clandestino – GATTA NERA – www.piccolobirrificioclandestino.it

Birrificio dei Castelli – EXTREMA NIGER – www.birrificiodeicastelli.it

Menzione d’onore:

White Dog Brewery – DJANGO SGUINZAGLIATO – www.whitedogbeer.com

Cat. 16 - Birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (Speciality IPA; Rye IPA, Belgian IPA, AIPA e APA fermentate a bassa)

Almond’22 – PINK IPA ANNIVERSARIO – www.birraalmond.com

Croce di Malto – ACRUX – www.crocedimalto.it

Birrificio Bio La Stecciaia – RYE IPA – www.lastecciaia.it

Menzione d’onore:

Mastri Birrai Umbri – HARVEST IPA – www.mastribirraiumbri.it

Birrificio Il Conte Gelo – VALHALLA – www.ilcontegelo.com

Cat. 17 - Chiare e ambrate, alta fermentazione, massicciamente luppolate in aroma, di ispirazione statunitense (New England IPA)

MC77 – BOWTIE – www.mc-77.com

MC77 – VELVET SUIT – www.mc-77.com

CRAK brewery – MIDNIGHT BBQ – www.crakbrewery.com

Menzione d’onore:

CRAK Brewery – SMALL NEIPA – www.crakbrewery.com

Mister B Brewery – BAMBA – www.misterb.beer

Cat. 18 - Strong Ale di ispirazione angloamericana (English Strong Ale, American Strong Ale, Scottish Ale export, Heavy Scottish Ale)

Birra 100Venti – SIR ALESTRONG – www.birracentoventi.it

Birra Gaia – LA GORDA – www.birragaia.it

Okorei microbirrificio – TRAMALTI – www.okorei.it

Birrificio Baladin – SUPER BITTER – www.baladin.it

Menzione d’onore:

Birrificio Rurale – WILLIE – www.birrificiorurale.it

Birrificio Mezzopasso – MILLICAN EXTRA – www.birramezzopasso.it

Cat. 19 - Birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d'ispirazione anglosassone (Porter, Stout)

Birrificio Geco – PECORA NERA – www.birrificiogeco.it

Birrificio Babylon – SHINOBI STOUT – www.birrificiobabylon.com

Birrificio Mediterraneo – PORTER – www.birrificiomediterraneo.com

Cat. 20 - Birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione americana (American Porter, American Stout)

Birrificio Mukkeller – CORVA NERA – www.mukkeller.it

BiFOR – ICARO – biforbirra.it

La Spezia brewing company – SCURIOSA – www.laspeziabrewingcompany.it

Menzione d’onore:

Birrificio Math –  LA 27 – www.birrificiomath.com

Hammer – BULK – www.hammer-beer.it

Cat. 21 - Scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana (Robust/Baltic Porter, Imperial Porter, Russian Imperial Stout)

Rebel’s Brewery – BLACK VIKING – www.rebelsmicrobrewery.it

La Buttiga craft brewery – BLACK SHIT MONSTER – www.labuttiga.it

Birrificio Mazapegul – BEFANA BEFANA – www.birrificiomazapegul.it

Menzione d’onore:

Birrificio Mezzavia – NAUTILUS – www.birramezzavia.it

P3 Brewing company – TURKUNARA – www.p3brewing.it

Cat. 22 - Alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana (Barley Wine, Old Ale, American Barley Wine)

CRAK Brewery – CANTINA MANSUETO – www.crakbrewery.com

Birrificio Baladin – XYAUYÙ KENTUCKY – www.baladin.it

Birrificio Gambolò – DARK AGE – www.birrificiogambolo.com

Menzione d’onore:

Il birrificio di Cagliari – EMILY – www.ilbirrificiodicagliari.com

Birrificio la Fenice – LUSSURIA RISERVA – www.birrificiolafenice.com

Cat. 23 - Birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazion con lievito Weizen, uso di frumento maltato, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione tedesca (Weizen, Dunkelweizen, Weizenbock)

Birrificio Val Rendena – BRENTA BRAÜ WEIZEN – www.valrendena.beer

Birrificio Birracruda – WEIZEN – www.birracruda.net

Birrificio Mukkeller – ENTSCHULDIGUNG – www.mukkeller.it

Menzione d’onore:

Birrificio Manerba – WEIZEN – www.manerbabrewery.it

Zuker – RIVINCITA – birrificiozuker.it

Cat. 24 - Birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, con uso di frumento non maltato, di ispirazione belga (Blanche, Witbier)

La Petrognola – MONTEFIORE – www.lapetrognola.com

Birrificio del Forte – CENTO VOLTE FORTE – www.birrificiodelforte.it

Il Mastio – LITHA – www.birrificioilmastio.com

Menzione d’onore:

Birrificio Serra Storta – ROSMARY – www.serrastorta.it

Cat. 25 - Birre chiare, alta fermentazione, bassa gradazione alcolica, di ispirazione belga (Belgian Blond, Belgian Pale Ale)

Realmalto – BRUGGIA

Birrificio Mazapegul – PIRATA – www.birrificiomazapegul.it

Birrificio dei Laghi – BPM

Menzione d’onore:

La Petrognola – GIUSTA – www.lapetrognola.com

Cat. 26 - Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, di ispirazione belga (Saison, Biere de Garde, Farmhouse Ale)

El Issor – CITRUS – www.birrificioelissor.com

Birrificio dell’Aspide – WILD SAISON LAMBICUS – www.birrificiodellaspide.it

Birrificio dell’Aspide – BELLE SAISON – www.birrificiodellaspide.it

Cat. 27 - Birre chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga (Belgian Golden Strong Ale, Tripel)

Monangi brew pub – MILVA – www.monangibrewpub.com

Croce di Malto – TRIPLEXXX – www.crocedimalto.it

El Issor – GNASCI – www.birrificioelissor.com

Menzione d’onore:

B94 – SANTIRENE – www.birrificiob94.it

Diciottozerouno – PLAID – www.diciottozerouno.it

Cat. 28 - Birre scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga (Belgian Dark Strong Ale, Dubbel, Quadrupel)

Birrificio Mukkeller – MUKKAMANNARA –  – www.mukkeller.it

Diciottozerouno – GRANATA – www.diciottozerouno.it

La Spezia brewing company – ABBEY – www.laspeziabrewingcompany.it

Menzione d’onore:

Birrificio del Forte – REGINA DEL MARE – www.birrificiodelforte.it

Gargantua – GARGANTUA

Cat. 29 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di spezie

MC77 – FLEUR SOFRONIA – www.mc-77.com

Bionoc’ – MISS LIKÈN – www.birrificiobionoc.com

La Buttiga craft brewery – BON NADAL – www.labuttiga.it

Menzione d’onore:

Foglie d’Erba – NADAL 2018 – www.birrificiofogliederba.it

Foglie d’Erba – ZAFFEER – www.birrificiofogliederba.it

Cat. 30 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di caffè e/o cacao

Birrificio Lambrate – TIRAMISÙ IMPERIAL STOUT – www.birrificiolambrate.com

Birrificio agricolo The Lure – QUEEN – www.thelure.beer

Brewfist – SPAGHETTI WESTERN – www.brewfist.com

Menzione d’onore:

Eastside brewing – SLEEPLESS NIGHT – www.eastsidebrewing.it

Mastri Birrai Umbri – CACAO PORTER – www.mastribirraiumbri.it

Cat. 31 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di cereali speciali (compresi grani antichi)

Croce di Malto – PIEDI NERI – www.crocedimalto.it

Terrantiga – ISTADI – www.terrantiga.org

La Petrognola – CINGHIALE NERO – www.lapetrognola.com

Menzione d’onore:

Birrificio bio La Stecciaia – COCÒ – www.lastecciaia.it

Birrificio Birranova – ARSA – www.birranova.it

Cat. 32 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affumicate e torbate

Birrificio Rurale – SMOKY – www.birrificiorurale.it

Birrificio artigianale Lievito & Nuvole – SMOKY EYE – www.lievitoenuvole.it

Statalenove – PREDA – www.statalenove.it

Menzione d’onore:

Birrificio artigianale Lilium – TOSCANELLA – www.birrificiolilium.com

Batzen – SMOKY BOCK

Cat. 33 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affinate in legno

Birrificio Lambrate – BRIGHELLA BA 2016 – www.birrificiolambrate.com

Birrificio Lambrate – #1 IMPERIAL STOUT BOURBON 2016 – www.birrificiolambrate.com

CRAK brewery – CANTINA BW01 – www.crakbrewery.com

Menzione d’onore:

ECB Eternal City Brewing – FOJETTA – www.eternalcitybrewing.it

Birrificio Baladin – XYAUYÙ FUMÈ – www.baladin.it

Cat. 34 – Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso frutta

Eastside Brewing – SOUR SIDE SOUR CHERRY – www.eastsidebrewing.it

CRAK Brewery – CANTINA MIRTILLI- www.crakbrewery.com

Birra dell’Eremo – MADUE – www.birradelleremo.it

Menzione d’onore:

Birrificio Lariano – FAMBRUS – www.birrificiolariano.com

Cat. 35 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di castagne

PicoBrew – MARRON FUMÈ – www.picobrew.it

Mostodolce – B626 – www.mostodolce.it

Birrificio Aleghe – LA BRUSATÀ – www.aleghebirra.com

Menzione d’onore:

Birrificio del Vulture – DRUDA – www.birrificiodelvulture.it

Dulac – LA MARÓN – www.birradulac.it

Cat. 36 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di miele

Birrificio artigianale Fortebraccio – BIRRA DEL BOSCO CASTAGNE E MIELE – www.birrafortebraccio.com

Birrificio del Forte – CINTURA D’ORIONE – www.birrificiodelforte.it

JEB – MAJA (SPRING EDITION) – www.birrificiojeb.it

Menzione d’onore:

Birrificio agricolo La Diana – ESTER – www.birraladiana.it

Cat. 37 - Birre chiare, ambrate e scure, fermentazione alta, bassa o spontanea anche con uso di Brettanomyces, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dalle note acide (Sour Ale)

Bionoc’ – MARASKA – www.birrificiobionoc.com

Ca’ del Brado – ANNIVERSARIO 2018 – www.cadelbrado.it

Ca’ del Brado – NESSUN DORMA – www.cadelbrado.it

Menzione d’onore:

Bionoc’ – IMPOMBERA- www.birrificiobionoc.com

Fabbrica della Birra Perugia – ISTERICA – www.birraperugia.it

Cat. 38 - Birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico salate e/o lattiche di ispirazione tedesca (Berliner, Gose)

Mister B brewery – BAHIA – www.misterb.beer

Evoque brewing – EVOQUESOUR #1 – www.evoqebrewing.com

Birrificio Lambrate – TRAS IN CAMISA ASS – www.birrificiolambrate.com

Foglie d’Erba – VIVA LA’! – www.birrificiofogliederba.it

Menzione d’onore:

Birrificio 61cento – KAFKA – www.birrificio61cento.beer

Hammer – HIRSCH – www.hammer-beer.it

Cat. 39 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve bianche (White Italian Grape Ale)

Birrificio Apuano – NINKASI – www.birrificioapuano.it

Birra dell’Eremo – SELVA 2018 – www.birradelleremo.it

Birrificio Karma – ASPRINIA – www.birrakarma.com

Menzione d’onore:

Birrificio Un Terzo – SCIATÒ MARGOT – www.birrificiounterzo.it

Birrificio Sagrin – SAMOS – www.sagrin.it

Cat. 40 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve rosse (Red Italian Grape Ale)

Birrificio La Fenice – BREWINE ROSE’ – www.birrificiolafenice.com

Birrificio del Forte – IL TRALCIO – www.birrificiodelforte.it

Dulac – LA MURÙSA – www.birradulac.it

Menzione d’onore:

Birrificio Beer In – BRAMABIRRA – www.birrificiobeerin.it

Birrificio Beer In – QUAT BOT – www.birrificiobeerin.it

Cat. 41 - Birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione libera e non rientranti in nessuna delle precedenti categoria (Extraordinary Ale / Extraordinary Lager)

Magester – LA PEPATA – www.birramagester.it

Birrificio Lambrate – HAZELNUT PORTER – www.birrificiolambrate.com

Ofelia – BEERGAMOTTE – www.birraofelia.it

Menzione d’onore:

Birra dell’Eremo – GENESI – www.birradelleremo.it

Birrificio Carrobiolo – PORCINI IMPERIAL STOUT – www.birradelcarrobiolo.it

Promozione del vino italiano. Vinitaly e Ice, parte da Los Angeles il tour congiunto negli Usa

Los Angeles e New York: sono le tappe del programma di promozione del vino italiano negli Stati Uniti targato VIA-Vinitaly International Academy e realizzato in collaborazione con Ice-Italian Trade Agency. 




Dopo cinque giorni, si è concluso oggi il primo appuntamento a Los Angeles, tutto dedicato a vini e varietà autoctone made in Italy, segnando il debutto in California dei corsi di formazione e certificazione per Italian Wine Ambassador.

La boutique The Line, situata nel cuore di Korea Town (il quartiere trendy della Città degli Angeli), ha ospitato l’11ª edizione del corso di formazione altamente specializzato che, per il battesimo nello stato in cima alla classifica Usa per consumo di vino, si è proposto in una versione “tasting-intensive” tenuta dalla Master of Wine Sarah Heller e Henry Davar, professori e divulgatori esperti della Academy di Vinitaly.

Dopo Los Angeles, il primo semestre di corsi si concluderà a New York, dal 24 al 28 giugno. Oltre alle sessioni negli Stati Uniti, ne sono in programma altre due: a Chengdu, in Cina, dal 16 al 20 marzo, e a Verona, dal 29 marzo al 2 aprile, poco prima di Vinitaly.  Anche l’evento di Verona, come i due statunitensi, vedrà il coinvolgimento di Ice-Italian Trade Agency nell’attività di incoming degli studenti dall’estero.

«Il vino italiano gode di buona salute, ma non possiamo ignorare i segnali che ci arrivano da un mercato in continua evoluzione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Negli Stati Uniti la Francia cresce più di noi: se vogliamo riconquistare la leadership in questa piazza storica per il made in Italy enologico è necessario continuare a investire in promozione, anche attraverso la diffusione della conoscenza delle specificità dei nostri prodotti. Per creare questi presupposti alla crescita – conclude Mantovani – da oltre 20 anni con le attività di Vinitaly International promuoviamo il vino italiano nel mondo, con particolare riguardo agli Stati Uniti, dove abbiamo già formato con la Academy 50 tra ambasciatori ed esperti del vino italiano sui quasi 200 totali in 30 paesi».

«Gli USA assorbono circa il 25% di tutte le vendite di vino italiano all’estero, ma il nostro export resta ancora troppo concentrato su poche regioni italiane e su pochi Stati americani – ricorda Maurizio Forte, direttore dell’Ufficio di New York dell’Agenzia ICE –. Occorre quindi mettere in campo un grande sforzo per elevare la conoscenza dei nostri vini che hanno una diversità di vitigni e territori unica al mondo. La formazione svolge un ruolo chiave in questa direzione ed è una parte qualificante del grande programma di promozione del vino italiano in corso negli USA  - “Italian Wine - Taste the Passion” -  curato dall’Agenzia ICE».

Lo sforzo continuo di Vinitaly e dell’Agenzia ICE sulla formazione, intrapreso insieme già a partire dal 2017 con il primo corso VIA a New York, viene incoraggiato dai risultati di recenti sondaggi sul consumatore di Wine Opinions: la società, che aveva condotto nel 2017 un’indagine per misurare la percezione del vino italiano nel mercato USA, e ha ripetuto la misurazione a fine 2018,  ha registrato che  gli acquisti frequenti di vino italiano – da parte di consumatori abituali di vino – sono passati dal 30% nel 2017 al 33% nel 2018. Inoltre, risulta che gli acquisti almeno occasionali di vino italiano dal 2017 al 2018 sono incrementati per un numero rilevante di denominazioni e vitigni, dimostrando un maggiore awareness su alcune categorie.

Il trend positivo è quindi confermato, ma ancora ci sono ampi spazi del mercato da conquistare e attraverso la formazione di personale professionale trade si può incidere sul consumatore nel medio-lungo periodo.

Vinitaly, organic e design tra le novità dell’edizione 2019. Spazi espositivi già sold out

La 53ª edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati è sold out, nonostante l’aumento della superficie netta disponibile, realizzato grazie a un nuovo layout della manifestazione. Ecco in sintesi programmi e novità.




Tra le novità, il nuovo salone Vinitaly Design e l’Organic Hall. La Vinitaly Directory Official Catalogue & Business Guide amplia lelingue (da tre a nove) a disposizione dei buyer Verona, 16 gennaio 2019. Organic Hall e Vinitaly Design sono due delle novità di Vinitaly 2019 (7/10 aprile, wwwvinitaly.com), pensate per dare ulteriore impulso al progetto di una sempre maggiore specializzazione in chiave business della rassegna. Progetto lanciato in occasione del cinquantesimo e che ha portato il Salone internazionale dei vini e dei distillati ad accreditare, nell’ultima edizione, 32 mila buyer esteri su un totale di 128 mila presenze da 143Paesi, gestendo una graduale diminuzione del numero complessivo dei visitatori consumer, per i quali è stato potenziato e riprogettato al contempo il fuori salone Vinitaly and the City.  

Una formula che sta registrando il gradimento delle aziende, confermato dal sold out degli spazi espositivi a più di tre mesi dall’inaugurazione di Vinitaly, con le riconferme degli espositori pressoché totali. Grazie inoltre al format rinnovato dei Padiglioni F e 8, è stato possibile accogliere nuove aziende e permettere l’ampliamento degli stand di altre già presenti da più edizioni. Nel 2018 Vinitaly ha registrato la presenza di4.461 espositori da 35 Paesi, su una superficie netta di 95.449 metri quadrati.

Organic Hall (Area F)

Nel padiglione F è stato creato un grande spazio, ben identificabile, denominato Organic Hall per accogliere Vinitalybio, dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea e promosso con Federbio, e la collettiva di produttori artigianali dell’associazione Vi.Te – Vignaioli e Territoriche già da sette anni collabora con Veronafiere. L’incremento della superficie disponibile è finalizzato ad aumentare la visibilità delle aziende che hanno puntato maggiormente sulla sostenibilità delle produzioni e, nel caso dei vini artigianali, ad accrescere la consapevolezza dei buyer rispetto a queste produzioni attraverso un calendario di iniziative e appuntamenti che prevede convegni e specifiche masterclass.

Vinitaly Design ed Enolitech (Area F)

Un’importante razionalizzazione ha interessato Enolitech, sempre nel padiglione F, dove trova spazio anche il nuovo salone Vinitaly Design, nel cui ambito sono proposti tutti quei prodotti ed accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino e all’esperienza sensoriale: dall’oggettistica per la degustazione e il servizio, agli arredi per cantine, enoteche e ristoranti, sino al packaging personalizzato e da regalo. Questa iniziativa permette di mantenere all’interno di Enolitech unicamente le tecnologie e le attrezzature per la produzione, in vista del cambio di cadenza della rassegna che dal 2020 si svolgerà negli anni pari in concomitanza con Fieragricola.

Vinitaly Design International Packaging Competition

Al nuovo salone Vinitaly Design è legata un’altra novità: il renaming del Concorso Internazionale Packaging, giunto alla 23^ edizione (in programma il 13 marzo2019), che diventa Vinitaly Design International Packaging Competition. Un cambiamento sostanziale, per dare ancora maggiore evidenza in chiave marketing alla presentazione del vino, visto come uno dei driver che guidano i consumatori nella scelta. Ulteriore novità del concorso è l’aggiunta di due nuove categorie traquelle ammesse in gara: vermouth e altri vini aromatici e birra.

Nuovi espositori nel Padiglione 8

La nuova ubicazione di Vinitalybio e dei produttori artigianali ha reso possibile la presenza di un numero maggiore di aziende nella collettiva dei vignaioli indipendenti di Fivi, incostante crescita anno su anno, oltre all’entrata di nuovi importanti espositori o l’ampliamento di superficie per incontrare le richieste di alcuni fra quelli già presenti.

International Wine Hall

Porta a due le sale dedicate alle degustazioni dei vini e distillati esteri, punto di forza del padiglione, e registra l’ingresso di nuovi espositori dalla Francia, il raddoppio di quelli provenienti dalla Spagna, le conferme totali delle presenze della scorsa edizione, l’ampliamento delle aree dell’Ungheria e della Croazia, il ritorno del Kosovo: l’International Wine hall di Vinitaly è un’area che si distingue sempre dipiù per le modalità della proposta che abbina la parte espositiva con un calendario di workshop e degustazioni, affermandosi come un punto di promozione distintivo ed unico per le produzioni estere di edizione in edizione.

Incoming

L’obiettivo di Vinitaly è di facilitare l’incontro a Verona tra la domanda e l’offerta internazionale: per l’edizione 2019 grazie alla promozione della rete dei delegati di Veronafiere nel mondo e l’attività di ICE Agenzia favorita dal coinvolgimento di Vintaly nel piano di promozione straordinaria del made in Italy sono attesi buyer da 50 paesi. Con i cinque continenti rappresentati si conferma duplice l’attenzione della rassegna veronese sia ai mercati storici quali Nord America, Regno Unito, Germania o Giappone, solo per citarnealcuni, sia verso nuove piazze dove il consumo di vino sta diventando sempre più una tendenza: Cuba,Messico e Colombia ad esempio guardando a ovest, Cina, Thailandia Vietnam e Filippine volgendo lo sguardo a est.

Catalogo online in nove lingue

Novità anche per Vinitaly Directory Official Catalogue & Business Guide, il catalogo online di Vinitaly che dopo l’italiano, l’inglese e il cinese amplia le opportunità di contatto con ibuyer, inserendo le lingue francese, tedesco, spagnolo, russo, giapponese e portoghese.

Degustazioni

Parte integrante dell’offerta di Vinitaly agli operatori è il fitto calendario di degustazioni, ogni anno diverse e irripetibili. Già fissato il programma di Tasting ex… press, il giro del mondo tra i migliori vini del mondo realizzato da Vinitaly in collaborazione con le più importanti riviste enologiche internazionali. Il giorno dell’inaugurazione torna come da tradizione il walk around tasting dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, mentre tra promozione dei vini e social si colloca l’iniziativa Young to Young, che coniuga le degustazioni con la verve comunicativa dei migliori giovani blogger del vino. Una delle novità di quest’anno, saranno le masterclass dedicate ai vini artigianali, realizzate in collaborazione con l’associazione Vi.te.

Sistema Vinitaly

Vinitaly non è solo una fiera, ma un “sistema” fatto di molte iniziative finalizzate al business internazionale del vino. In particolare, a Verona durante il periodo di Vinitaly 2019 è in calendario dal 29 marzo al 2 aprile un corso della Vinitaly International Academy, diretta al prof. Attilio Scienza, per la certificazione di Ambassador ed Expert del vino italiano, che hanno superato quota 200 nel mondo (con l’obiettivo di arrivare a 300 entro quest’anno). A seguire, dal 3 al 5 aprile, sono in programma le selezioni del Five Star Wines – The Book, che prevede da questa edizione la possibilità per ogni espositore di Vinitaly di partecipare gratuitamente con un proprio campione, e che rappresenta, conl’espressione del punteggio in centesimi, un vero e proprio sistema di rating certificato da Vinitaly, grazie alla valutazione di esperti internazionali per specifiche aree e tipologie vinicole. Dal 5 all’8 aprile è in calendario, inoltre, il fuori salone Vinitaly and the city, sotto la direzione di Paolo Massobrio, destinato al segmento consumer, con programmi ed iniziative mirate alla diffusione della culturadel vino, del bere moderato e consapevole. Alla vigilia dell’inaugurazione di Vinitaly, il 6 aprile, Opera Wine propone il Grand Tasting dei migliori 103 vini italiani selezionati da Wine Spectator per l’edizione 2019, nell’unico evento organizzato all’estero dall’importante rivista statunitense. In contemporanea con Vinitaly ed Enolitech, dal 7 al 10 aprile 2019 è in programma Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità, che ha quali focus specifici l’olio extravergine di oliva (Evoo),le birre artigianali e i prodotti alimentari realizzati da piccole e medie aziende del comparto (www.solagrifood.com).

giovedì 21 febbraio 2019

Agricoltura e viticoltura: migliori alternative per ridurre le perdite di CO2 e aumentare la fertilità nei suoli mediterranei

Aumentare la fertilità e la produttività dei suoli e per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Pubblicato su Mitigation and Adaptation Strategies for Global Changeche lo studio del CREA nell'ambito dall'iniziativa “4 per 1000: Soils for Food Security and Climate”.




La concimazione con materiali organici (come letamazioni, residui organici e sovesci) risulta essere la tecnica agronomica che, in misura maggiore, influisce positivamente sulla fertilità dei suoli e sulla capacità di ridurre le perdite di carbonio, aumentandone lo stoccaggio.

È quanto è emerso dall’analisi effettuata dal CREA, Consiglio per la ricerca in Agricoltura, in collaborazione con il MCC, Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change, di Berlino, che, per la prima volta, ha valutato la capacità dei suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo di raggiungere l’obiettivo stabilito dall’iniziativa “4 per 1000: Soils for Food Security and Climate” (https://www.4p1000.org/).

Si tratta dell’accordo volontario per lo stoccaggio di carbonio nei suoli, che si prefigge di raggiungere un incremento globale annuo di carbonio nei primi 40 cm dei suoli dello 0,4% (4‰). Un risultato strategico sia per aumentare la fertilità e la produttività dei suoli, sia per contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici limitando le perdite di CO2 e contenendo l’aumento della temperatura entro la soglia dei 2 °C.

L’analisi è stata limitata ai suoli agricoli delle regioni a clima mediterraneo, perché presentano un elevato potenziale di stoccaggio di carbonio organico, dovuto sia ai livelli più bassi di stock sia alla presenza delle legnose agrarie che garantiscono una copertura permanente del suolo.

Partendo, quindi, dall’esame di 72 articoli pubblicati su riviste internazionali dal 2003 al 2017, che analizzavano 76 siti di queste regioni, i ricercatori del CREA hanno confrontato le pratiche agricole convenzionali di lavorazione e fertilizzazione con quelle alternative. Sono stati 235 i raffronti eseguiti su seminativi e legnose agrarie, valutando gli effetti delle lavorazioni del terreno, della fertilizzazione, della rotazione colturale nei seminativi, dell’inerbimento nelle legnose e della durata dell’esperimento in campo.

Lo studio ha evidenziato che la concimazione organica ha un’elevata potenzialità di aumentare il tasso medio annuo di stoccaggio del carbonio organico ben oltre l’obiettivo del 4‰, con un accumulo superiore di 15 volte nei seminativi e di oltre 20 volte nelle colture legnose. In aggiunta, nei sistemi legnosi agrari la non lavorazione, l’inerbimento e la concimazione organica rappresentano la gestione del suolo dominante. Nei seminativi predominano le rotazioni e la concimazione minerale e/o minerale + organica, mentre la lavorazione convenzionale rimane la tecnica più diffusa.

Il lavoro è stato pubblicato a gennaio 2019 sulla rivista internazionale Mitigation and Adaptation Strategies for Global Change ed è consultabile al seguente link.

martedì 19 febbraio 2019

Promozione aziende vitivinicole italiane nei paesi terzi, a rischio i fondi europei

Approvati in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo alcuni emendamenti per abolire il finanziamento dei programmi di promozione delle aziende vitivinicole nei paesi terzi. Il secco no di Alleanza Cooperative. 




Per accrescere la presenza delle aziende vitivinicole sui mercati mondiali, sono stati stanziati, solo in Italia, 500 milioni in 5 anni, con un investimento complessivo di circa 1 miliardo. E le esportazioni ne hanno beneficiato: +71% negli ultimi dieci anni, con incremento maggiore proprio nei paesi extraUE.

“Diciamo un no forte e chiaro ad ogni ipotesi di eliminazione delle misure di promozione del settore vino verso i paesi terzi attualmente finanziate dall’Europa attraverso i fondi della PAC, come proposto dalla commissione ambiente del parlamento europeo. Si tratterebbe di un ingente danno economico per uno dei settori di punta del nostro agroalimentare che, anche attraverso quei fondi, è riuscito in questi anni ad affermarsi con successo oltreconfine”. Questa la netta presa di posizione di Alleanza Cooperative Agroalimentari, all’indomani del via libera nella Commissione Ambiente del Parlamento europeo ad alcuni emendamenti volti a sopprimere i fondi europei a sostegno degli investimenti delle aziende in materia di promozione.

Nel periodo di programmazione 2014-2018 solo in Italia sono stati stanziati ogni anno per la misura di promozione sui paesi terzi quasi 102 milioni di euro, per un totale in 5 anni di 509.985.000. Altrettanti fondi sono quelli investiti dalle imprese, che finanziano la misura al 50%. Secondo l’Alleanza cooperative agroalimentari le misure che si sta provando a sopprimere “sono di una importanza vitale per le nostre aziende che a fronte del perdurante calo dei consumi interni, riescono a mantenere la loro competitività proprio esportando i loro vini sui mercati esteri. E che la misura abbia sostenuto e aiutato la crescita dell’export di tutto il comparto lo dimostrano i dati: le esportazioni vitivinicole italiane sono passate da 3,5 miliardi di euro nel 2007 a 5,99 del 2017, con una crescita del 71%. Non solo: le esportazioni italiane in valore verso i paesi extra Ue hanno registrato una crescita media del 63%, ben superiore a quella delle esportazioni rivolte ai paesi europei (+41%)”.

“I fondi destinati dalla UE alla promozione, che si sommano ai fondi investiti dalle imprese stesse – così prosegue l’Alleanza – hanno sostituito gli aiuti ‘artificiosi’ al mercato, consentendo alle nostre eccellenze vitivinicole di affermarsi su mercati mondiali, favorendo spesso l’apertura di sbocchi commerciali in nuovi paesi terzi. È per questo che ci opporremo fermamente ad ogni proposta legislativa che intenda abolirli”.

“Non va taciuto anche che l’approvazione di tali emendamenti – prosegue l’organizzazione - è stata motivata da argomentazioni che esulano dagli aspetti economici e di mercato e che mirano genericamente ad un più efficiente utilizzo di denaro pubblico, tutto da dimostrare. Auspichiamo quindi che quando il dossier passerà alla Commissione Agricoltura e poi all’Aula del Parlamento in Plenaria, i parlamentari siano in grado, cifre alla mano, di difendere una misura che ha avuto effetti positivi e tutti dimostrabili, bloccando gli emendamenti presentati dalla Commissione Ambiente, ed evitando così un duro ed ingiustificato colpo al nostro settore”.

mercoledì 13 febbraio 2019

Concorsi. Bere il Territorio, raccontare il vino attraverso un viaggio

la diciottesima edizione di Bere il Territorio, raccontare il vino attraverso un viaggio, il concorso letterario nazionale promosso dall'Associazione Go Wine. Invio elaborati entro il 12 marzo.





Ha preso il via in tutta Italia la diciottesima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio” promossa dalla Associazione Go Wine. I partecipanti dovranno redigere un testo-racconto in forma libera che abbia per tema un viaggio in un territorio del vino italiano, evidenziando il rapporto con i valori cari all’enoturista: paesaggio, ambiente, cultura, tradizioni e vicende locali.

Sono previste due categorie, in base a distinte fasce di età: giovani dai 16 ai 24 anni; per tutti i soggetti di età superiore ai 24 anni. Ogni concorrente o gruppo potrà partecipare con un solo elaborato inedito, in lingua italiana, della lunghezza minima di due cartelle (3600 battute) e massima di 5 cartelle (9000 battute), redatto anche su supporto magnetico.

E’ inoltre istituita, a latere del concorso generale, una sezione speciale riservata agli studenti degli istituti agrari italiani (di età compresa fra i 14 ed i 20 anni). In particolare si invitano gli studenti a svolgere un approfondito e originale lavoro di ricerca che abbia come tema i vitigni autoctoni, della propria zona di provenienza o di altre aree. Nell’elaborato essi potranno tenere conto delle conoscenze acquisite durante il corso di studio e trattare l’argomento attraverso uno specifico elaborato.

La partecipazione al Concorso è consentita a singoli studenti oppure a piccoli gruppi non inferiori a 5 persone. Ogni testo dovrà contenere, in calce, le generalità del concorrente: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono ed eventualmente il riferimento dell'Istituto di appartenenza.

Gli elaborati dovranno pervenire, in tre copie dattiloscritte e su supporto magnetico, entro il 12 marzo 2019, tramite posta, al seguente indirizzo:

Concorso “Bere il territorio” - Go Wine
Via Vida, 6 - 12051 Alba (Cn).

Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Gianluigi Beccaria e Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Marco Balzano (scrittore), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).

Saranno selezionati dalla sezione generale i due miglori testi, uno per ciascuna categoria: i vincitori riceveranno ciascuno un premio di euro 500,00. Sarà selezionato dalla sezione speciale riservata agli Istituti agrari il miglior lavoro di ricerca: il vincitore (o il gruppo) della sezione speciale riceverà un premio di euro 500,00.

È inoltre istituito un premio speciale a favore di un libro edito durante l’anno 2018 che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione. L’autore riceverà un premio in denaro di euro 500,00.

I testi rimarranno a disposizione dell'organizzazione del concorso e non verranno restituiti. I concorrenti, accettando senza condizione il presente regolamento, concedono, sin d'ora e senza nulla pretendere, i diritti di pubblicazione a Go Wine. I vincitori, che saranno avvertiti tramite raccomandata, saranno premiati durante la cerimonia che si terrà ad Alba sabato 13 aprile 2019.

domenica 10 febbraio 2019

Vino e cinema, Napa Valley - La grande annata, Château Montelena: la storia di una delle realtà vitivinicole simbolo della California

Sarà trasmesso stasera su Cine Sony alle 23.00 il film Napa Valley - La grande annata. La storia della Montelena Winery, azienda vinicola californiana, che alla fine degli anni '70 sfidò le blasonate concorrenti francesi, vincendo un prestigioso concorso che diede immediato prestigio alla produzione vinicola della California.

Un dipinto sul Judgement Of Paris


Bottle Shock, questo il titolo originale del film del 2008 diretto da Randall Miller, rara pellicola americana incentrata sulla vera storia della Montelena Winery, oggi una delle più prestigiose aziende vinicole californiane situata nella Napa Valley. Storia che trova il suo compimento in una famosa degustazione alla cieca di Parigi, svoltasi il 24 marzo del 1976. L'evento, che ebbe luogo presso l’Hotel Inter-Continental di Parigi, verrà ricordato come “Jusdgement of Paris”, ma passò alla storia come "La degustazione di Parigi del 1976".

In Napa Valley - La grande annata vengono narrate le vicende di Bo, figlio del proprietario della Montelena Winery a cui viene affidata la società del padre e che decise di rappresentare la Napa Valley ad un concorso dominato prevalentemente da aziende vinicole francesi. L’evento fu organizzato da un commerciante brittannico, un certo Steven Spurrier, per confrontare la qualità dei vini californiani che a quei tempi si affacciavano timidamente sul mercato francese tra la diffidenza dei clienti del suo negozio parigino.

Fino a quel fatidico giorno i vini francesi erano percepiti indubbiamente come i migliori del mondo. La giuria era composta da undici degustatori, tra cui spiccava Odette Khan editore di Revue du Vin de France, Pierre Brejoux dell'Istituto della AOC e Michel Dovaz del Wine Institute francese. La degustazione si svolse completamente alla cieca ed al suo termine, tirate le somme dei punteggi, con grande sorpresa per la parte dedicata ai bianchi, gli Chardonnay di Borgogna furono battuti proprio da un vino californiano: lo Chateau Montelena 1973. Ed altri tre vini provenienti dalla California si piazzarono tra i primi cinque classificati.

Per quanto riguarda i vini rossi, durante la degustazione un giudice arrivò a sentenziare ad alta voce: “questo vino è la magnificenza della Francia”. Si trattava invece di un Cabernet della Napa Valley. Un’altro giudice degustando un altro campione, disse: “sicuramente questo vino proviene dalla California, non ha naso”. Il vino in questione era invece un Batard-Montrachet  del '73. Alla resa dei conti per la classifica dei rossi, la sorpresa fu grande quando i giudici ad unanimità avevano scelto uno Stags Leap Wine Cellar 1973, davanti ad un Haut Brion 1970, un Montrose 1970, un Mouton-Rothschild 1970 ed un Leoville Las Cases 1970.

La storia di Château Montelena inizia nel 1881 con Alfred Tubbs, imprenditore originario del New Hampshire, che giunse a Napa Valley con l’intento di acquistare dei terreni da dedicare alla viticoltura: colpito dalle potenzialità di questo terroir, dopo qualche mese decise di acquistare circa 100 ettari di terra, completamente brulla, alla base del Monte Sant’Elena. Nel giro di 15 anni circa l’azienda divenne una delle più grandi di tutta Napa Valley, continuando a crescere sino al 1920, anno in cui l’attività si fermò a causa dell’inizio del proibizionismo americano, protrattosi sino al 1933. 

Dopo questa parentesi di inattività, la produzione riprese a pieno ritmo, avendo un unico fine: imporsi agli occhi del mondo con vini di qualità straordinaria. Obiettivo clamorosamente ambizioso, ma raggiunto nel 1976. Da allora la storia di questa azienda prosegue mietendo successi, facendo di Château Montelena uno dei miti dell’enologia americana e mondiale.

venerdì 8 febbraio 2019

Vino e sostenibilità, prende il via il modello condiviso di gestione viticola avanzata del Soave

Presentato a sindaci, tecnici e associazioni di categoria il modello condiviso di gestione viticola avanzata del Soave. Le linee guida, approvate dalla Regione Veneto, tuteleranno operatori e cittadini. Comunicati anche i dati 2018 dell’indagine sulla biodiversità.





Conoscenza, competenza, condivisione, misurazione e validazione: sono 5 le parole chiave del modello di gestione avanzata del vigneto Soave che il Consorzio ha ufficialmente presentato a tutti i sindaci del Comprensorio, alle organizzazioni di categoria e a tutti i portatori di interesse.

Il modello si compone dell’insieme delle linee guida che il Consorzio e le aziende attivano all’interno di tutta la filiera produttiva e che è stato riunito in un documento di sintesi che di fatto anticipa le indicazioni della Regione Veneto sulle tematiche di preservazione di suolo, acqua, aria, biodiversità e paesaggio. In questo progetto sono coinvolti al massimo livello tutti gli operatori collegati alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici.

Il protocollo testato ormai da 3 anni sull’intero territorio della denominazione, parte da due concetti semplici ma nello stesso tempo innovativi che tendono a una gestione sempre più sostenibile del vigneto. Il primo è il coinvolgimento di tutte le aziende del territorio, partendo dalla valorizzazione di competenze e tecnologie che da sempre proiettano il Soave a sperimentare nuove soluzioni sul fronte della tutela ambientale (dalla Certificazione ambientale, all’etichetta verde, fino al recente riconoscimento a Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale). Il secondo è invece la validazione ex-post dei diversi processi di difesa attuati da ogni singola azienda in funzione della propria sensibilità e delle particolari condizioni agronomiche dell’annata. Questo vede l’applicazione del protocollo WBA (World Biodiversity Friends) su tutto il territorio e il calcolo dello stato di salute di suolo, acqua e aria con specifici indicatori biologici.

I dati relativi alla stagione fitosanitaria 2018, che vedono raddoppiati i rilievi sulle aziende test rispetto all’anno precedente, indicano che l’80% delle aziende oggetto di rilevazione ha ottenuto mediamente un risultato di 15 punti percentuali superiore allo standard del protocollo, segno di uno stato di salute dell’ambiente positivo. Il lavoro effettuato negli ultimi tre anni ha portato a un incremento di 4 punti percentuali dello stato complessivo del sistema Soave, da 70,2% a 74,2% (il minimo è 60%), segno di un continuo miglioramento dato dalla crescente sensibilizzazione delle aziende verso questa tematica.

«La conservazione dinamica e la gestione del paesaggio – dice Sandro Gini, Presidente del Consorzio - sono le “visioni” che hanno guidato l’operatività consortile e che possono diventare valore vero per il nostro territorio. Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura – un vero e proprio termometro – in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria. In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” che gradualmente conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso il vero obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo »

mercoledì 6 febbraio 2019

Vino e territori, Prosecco: al via il progetto di conservazione e valorizzazione del patrimonio viticolo del distretto del Conegliano Valdobbiadene

Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg collabora con Vitis Rauscedo per moltiplicare viti centenarie.




Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e l’azienda vivaistica Vitis Rauscedo lavoreranno insieme con l’obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio viticolo del distretto del Conegliano Valdobbiadene che si pone al servizio di una viticoltura d’eccellenza, promuovendo il progetto di moltiplicazione delle viti centenarie avviato alcuni anni fa.

A riguardo, il Consorzio ha già individuato 26 genotipi derivanti da 200 viti centenarie presenti sul territorio della Denominazione (in particolare provenienti dalle località di: Rua di Feletto, Refrontolo, Solighetto, Col San Martino, Guia, Santo Stefano, Cartizze, San Pietro di Barbozza, Saccol e Valdobbiadene) con l’obiettivo di ottenere una selezione di 10 cloni, con caratteristiche rappresentative della varietà Glera, al fine di mantenere e consolidare nel tempo le peculiarità dello spumante Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Il lavoro di selezione iniziato diversi anni fa con la raccolta e la propagazione delle gemme dei vecchi ceppi, proseguirà con l’iter previsto dal protocollo del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali per l’omologazione da parte del Consorzio dei genotipi che verranno selezionati.

In tal senso il Consorzio collaborerà con Vitis Rauscedo, azienda vivaistica dalla comprovata esperienza nell’attività di selezione clonale e successiva propagazione, per tutte le fasi volte a completare la procedura di omologazione nel corso dei prossimi sei/sette anni. L’attività riguarderà nello specifico la caratterizzazione in campo e i test virologici che certifichino la sanità dei materiali selezionati, fino alla valutazione enologica risultante dalle micro-vinificazioni delle uve prodotte dai presunti cloni a confronto.

venerdì 1 febbraio 2019

Distillati, nasce il marchio “Pisco, Spirit of Perù”

La Commissione Peruviana per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo presenta il marchio “Pisco, Spirit of Perù”. La nuova identità grafica della bevanda nazionale del Perù riflette origini, biodiversità, qualità, storia, cultura e versatilità e la posiziona sui mercati internazionali, promuovendone le esportazioni.




Con l'obiettivo di promuovere la conoscenza e il consumo di Pisco nel mercato internazionale degli alcolici, la Commissione peruviana per l'Esportazione e la Promozione del Turismo (PROMPERÚ) ha presentato il marchio "Pisco, Spirit of Perù" durante Fusión 2019, a Madrid, uno dei più importanti eventi gastronomici in Europa.

Il Pisco non è soltanto la bevanda nazionale del Perù, ma anche uno dei principali riferimenti enogastronomici del paese. La versatilità del prodotto gli conferisce toni sospesi tra tradizione e modernità, caratteristiche che si combinano perfettamente dando vita alla sua nuova identità grafica: "Pisco, Spirit of Perù".

Come scrissi in occasione della sua presentazione ufficiale in Italia, il Pisco è un distillato di origine peruviana, dal gusto intenso e raffinato, che si ottiene esclusivamente dalla distillazione, in alambicchi di rame, del mosto d’uva Pisqueras fermentato. Per la produzione si preservano i metodi tradizionali, in modo da tutelare e valorizzare l’autenticità del prodotto. Tutte le fasi di lavorazione sono meticolosamente controllate, così come i particolari recipienti d’argilla, chiamati “piskos”, nei quali è conservato il liquore. La storia del Pisco è antichissima: ha origine in epoca coloniale, sotto la dominazione spagnola, verso la fine del XVI secolo, ed è la prima acquavite d’uva prodotta in tutto il continente americano.

Il nuovo brand si ispira fondamentalmente a cinque elementi caratterizzanti: biodiversità, qualità, storia, cultura e versatilità; lo slogan "Spirit of Perù" trasmetterà le emozioni del paese per il distillato nazionale, allo "spirito" del Perù. Inoltre, si fa riferimento alla categoria in cui il Pisco è incluso nei mercati potenziali, rafforzando la sua denominazione originale, l'identità, l'utilizzo delle otto uve Pisco e la sua derivazione.

Questa iniziativa non solo associa il Pisco al Perù, suo luogo di origine, ma spinge anche verso un rapido riconoscimento delle sue qualità come distillato da parte del segmento target, costituito da mercati come Stati Uniti, Spagna, Germania, Regno Unito e Olanda.

“Pisco, Spirit of Perù” è stato presentato durante il The Drinks Show, un evento dedicato all’arte delle bevande miscelate organizzato nell'ambito della Madrid Fusión, alla quale hanno partecipato manager della ristorazione, chef, influencer gastronomici e giornalisti di tutto il mondo. A seguire, degustazioni di cocktail a base di pisco tradizionali e contemporanei, creati dagli esperti peruviani Aaron Díaz e Omar Kuan.

PROMPERÚ ha realizzato “Pisco, Spirit of Perù “attraverso la Direzione Comunicazione e Immagine del Paese, che tra le sue linee strategiche prevede la promozione della qualità dei prodotti peruviani, come il Pisco. In passato, lo stesso dipartimento ha sviluppato eccellenti marchi come Super Foods Perú, Cafés del Perú, Alpaca del Perú e Peru Textiles per posizionare i prodotti agricoli e tessili e promuoverne l'esportazione.

IL PISCO IN NUMERI

Il mercato del Pisco è in crescita costante dal 2012, ad un ritmo di produzione annuale superiore al 10%. Secondo i dati di PRODUCE, il consumo nel 2008 ha raggiunto i 955.000 litri, mentre nel 2017 ha raggiunto 1,9 milioni di litri.

PROMPERÚ - La Commissione Peruviana per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo l'organismo ufficiale specializzato in promozione turistica e marketing, collegato al Ministero del Commercio Estero e del Turismo del Perù.