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Wine&Food Italia&Usa

Italia&Usa: un legame vincente nel nome di Bacco
Il legame che unisce Italia e Stati Uniti affonda le radici agli inizi del Novecento, quando i primi migranti del Belpaese sbarcarono ad Ellis Island, un isolotto alla foce del fiume Hudson, nella baia di New York, punto d’ingresso di ogni immigrato



Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti: la cultura italiana, fatta anche di wine & food, dalla Grande Mela ha conquistato l’intero Paese, ed il made in Italy è ormaisimbolo di qualità, da sfoggiare e, persino, da copiare. 

Ma ciò che più amano gli americani, delle nostre produzioni di qualità, è il vino: le esportazioni verso gli Usa, nel periodo che va da gennaio ad agosto 2014, hanno superato 1 miliardo di dollari (1,06 miliardi, per la precisione), con un aumento in valore del 4,4% sull’anno precedente, e adesso la quota di mercato dei vini italiani è quindi salita al 28,2% in quantità ed al 34,4% in valore, ben al di sopra dei concorrenti diretti, ossia Australia, Argentina, Cile e Francia. 

Numeri che fanno degli Stati Uniti il primo partner del vino italiano, e di sicuro tra i più affidabili, proprio in virtù di un legame e di una credibilità costruita in anni ed anni: i wine lovers Usa sono quelli che meglio conoscono l’Italia enoica e, se una volta era difficile trovare qualcosa di diverso da Chianti e Lambrusco, oggi c’è spazio per qualsiasi denominazione ed etichetta, a prezzi medi più alti
di altri Paesi. Secondo gli ultimi dati dell’Italian Wine & Food Institute
(www.italianwineandfoodinstitute.com), siamo arrivati a 5,6 dollari al litro, la metà di quanto viene
pagato il vino francese, ma in continua crescita. 

Al di là dei dati, e quindi di tutto ciò che riguarda gli aspetti quantitativi dell’import Usa di vino tricolore, esiste da anni un riconoscimento mediatico per le grandi eccellenze enoiche del Belpaese, che passa dai tanti wine bloggers e professionisti della comunicazione, marketing e sales e dalle pagine dei magazine più letti del settore come “The Wine Advocate” di Robert Parker, “Wine Enthusiast” e “Wine Spectator”, che anche, in questi giorni, di “Top 100”, una delle classifiche più influenti del mondo, ha garantito che l’Italia avrà sempre più spazio, insieme alla Francia e alla California.


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