lunedì 29 aprile 2019

Vino, il consumatore tedesco guarda a quello alcol free

Ad evidenziarlo un nuovo studio dalla Germania, oltre alla birra il consumatore tedesco inizia ad avere un approccio positivo anche con il vino non alcolico. 





Recenti studi avevano già rivelato atteggiamenti positivi dei consumatori tedeschi nei confronti delle bevande non alcoliche. Dal nuovo studio emerge che i tempi sono maturi affinché anche l'industria vinicola prenda seriamente in considerazione questo segmento come per la birra.

Quasi otto bicchieri di birra consumati in Germania non contengono alcool. La cifra per il vino è solo di sei su mille. Ma, secondo un nuovo studio, questo trend potrebbe a breve cambiare. Ricercatori dell'agenzia Carta di Speyer, in collaborazione con l'Heilbronn Università di Scienze Applicate e l'Heilbronn, Instituto per le Ricerche Applicate di Mercato, hanno chiesto a 1001 consumatori quali fossero le loro preferenze riguardo alle bevande analcoliche, quasi tre quarti di questi hanno dichiarato di aver sentito parlare di vino non alcolico e che quasi il 30% degli intervistati lo ha provato. Di questi poco più della metà - il 51% - lo ritenevano "buono" o "molto buono", sebbene un terzo lo descrivesse come mediocre, tra questi molti si sono ricreduti e sorprendentemente disponibili a provarlo di nuovo. Infatti, solo il 14% degli intervistati che avevano bevuto vino non alcolico ha dichiarato che non avrebbero voluto farlo di nuovo. Questo atteggiamento di apertura mentale era quasi evidente tra i partecipanti al sondaggio che non avevano ancora sperimentato un vino senza alcol. Più della metà ha dichiarato che ci avrebbero provato volentieri.

Quando agli intervistati è stato chiesto di spiegare perché pensavano che il vino non alcolico potesse avere un posto nella loro vita, il voto maggiore - il 34,4% - è andato alla sua capacità di permettere loro di bere vino e guidare in sicurezza le proprie auto. Quasi un quarto degli intervistati ha citato l'aspetto "salute", mentre quasi tutti hanno pensato che berlo sarebbe stato ideale durante la gravidanza o l'allattamento.

Per Ulrich Zehfuss, proprietario dell'agenzia Carta, i risultati del sondaggio sollevano una serie di domande. Se i consumatori tedeschi sono disposti a sperimentare e possibilmente a comprare regolarmente vino non alcolico, l'industria non dovrebbe prendere sul serio il settore? Non dovrebbe esserci una più ampia disponibilità dei prodotti, più comunicazione fattuale e più pubblicità e promozione?

Zehfuss ritiene inoltre che il commercio vinicolo tedesco debba prendere in considerazione il potenziale ruolo dei vini non alcolici nel contesto della campagna "SAFER" lanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità nel settembre 2018, che fissa un obiettivo globale di riduzione del consumo nocivo di alcol del 10% entro il 2025.

Con questo studio come dichiarato dall'Agenzia Carta, si vogliono gettare le basi per ulteriori sviluppi in questo settore. Di fatto il trend del vino senza alcol è in crescita anche perché trova una strada aperta dal grande successo che la birra analcolica o a bassa gradazione sta avendo in Germania, che è sì parzialmente attribuito alla tendenza salutistica particolarmente presente in tutta l’Europa occidentale, ma anche perché decisamente influenzato da fattori legislativi ed economici: diversi Paesi europei hanno di fatto implementato restrizioni più severe riguardanti la guida per prevenire gli incidenti causati dall’assunzione di alcool. Questo ha incoraggiato i consumatori a scegliere la birra analcolica o a bassa gradazione che, peraltro, è anche meno cara rispetto alla birra tradizionale.

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