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Pasolini e la "Metafisica del Concreto": lo smarrimento moderno nella nuova monografia di Costellazioni

Si è tenuta alla Sapienza la presentazione del nuovo numero di Costellazioni, autorevole rivista di Lingue e Letterature. La monografia, dal titolo evocativo Le Transizioni di Pasolini e curata da Maura Locantore con un’introduzione di Rino Caputo, raccoglie saggi in cui la figura del poeta diviene baricentro di un’indagine sullo smarrimento dell'uomo contemporaneo. Il concetto di transizione non è qui un mero passaggio storico, ma la cifra di una condizione esistenziale traumatica. Pasolini incarna la frattura tra la sacralità rurale e l'omologazione del neocapitalismo, quella mutazione antropologica denunciata negli Scritti corsari, trasformando la propria opera in una soglia dove il passato è svanito e il futuro appare già degradato. L'editoriale di Giuseppe Massara apre il volume con una densa diagnosi del Novecento, descritto come un’epoca di smarrimento sistematico in cui l’arte, più che indagare le cause del vuoto, deve osservarne gli effetti. In questo solco emerge ...
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Agricoltura, Carbon Farming: dalla ricerca alle competenze per le nuove professioni della transizione climatica

Il settore agricolo europeo si trova al centro di una trasformazione senza precedenti. Il carbon farming, ovvero l'insieme di pratiche agricole e forestali finalizzate ad aumentare il sequestro di carbonio e ridurre le emissioni, non è più soltanto un tema di ricerca avanzata: è diventato un ambito professionale strutturato, con un mercato in rapida espansione e una domanda crescente di figure specializzate capaci di misurare, certificare e valorizzare i crediti di carbonio generati dalla terra. E' in questo scenario che si è svolto l'evento "Carbon Farming in Europa: alle radici di una nuova professione", organizzato da INAIL, con la partecipazione del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e l'annuncio del lancio di un Master Universitario di Secondo Livello sul Carbon Farming promosso dall'Università della Tuscia. L'iniziativa ha messo a fuoco il passaggio, ormai urgente, dalla produzione di conoscen...

La musica come rete: donne, oggetti e diplomazia nella Roma della prima modernità. Lanciata la call per il convegno all'École française di Roma

Émilie Corswarem dell'Université de Liège e Valeria De Lucca dell'University of Southampton hanno lanciato una call for papers destinata a raccogliere proposte di ricerca per un workshop internazionale che si terrà all'École française de Rome il 14 e 15 aprile 2026. Il tema è "Women, material culture, music, and diplomacy in the early modern period", ovvero la messa in relazione di termini che la storiografia tradizionale ha troppo spesso tenuto separati, come la musica e la diplomazia, gli oggetti e le reti umane, le pratiche domestiche e quelle pubbliche, per far emergere la complessità di un fenomeno che nessuno di questi piani, preso da solo, è in grado di spiegare. I contributi possono essere presentati in inglese, italiano o francese, devono includere un abstract di 250-300 parole accompagnato da un breve curriculum vitae, e vanno inviati entro il 1° marzo 2026 agli indirizzi E.Corswarem@uliege.be e V.Delucca@soton.ac.uk. Non è prevista alcuna tassa di iscri...

Francesca Caccini copista, la mano nascosta del Seicento: La Cecchina e la diffusione del canto solistico tra Roma e Firenze

Un enigma durato decenni è stato risolto grazie a tecniche mutuate dalla grafologia forense. Il musicologo John Walter Hill ha dimostrato che la misteriosa "Mano A" dei più importanti manoscritti fiorentini del Seicento appartiene a Francesca Caccini, "La Cecchina". La scoperta rivela un ruolo inedito della celebre compositrice e virtuosa del canto, ovvero quello di instancabile copista e tramite culturale decisivo nella circolazione della monodia tra Roma e Firenze. La storia della musica barocca ha un debito nascosto con Francesca Caccini. Conosciuta dai contemporanei come "La Cecchina", celebrata dalla storiografia come una delle prime grandi compositrici e cantanti del Seicento, questa figura straordinaria ha svolto per decenni il ruolo di instancabile trascrittrice di manoscritti musicali, rimasto nei secoli nell'ombra. Un'attività che fu vero motore per la diffusione e l'evoluzione del canto solistico tra i due principali centri musicali ...

Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito: Roma rende omaggio a una delle figure fondatrici della scultura moderna

Nel cuore dei Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali, dal 20 febbraio al 19 luglio 2026, Roma rende omaggio a Constantin Brâncuși con la mostra “Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito”, inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista e nell’ambito dell’Anno Culturale Italia Romania 2026. L’iniziativa si colloca in un contesto di cooperazione bilaterale che riconosce a Brâncuși un ruolo fondativo nella scultura del Novecento e riafferma la centralità della sua ricerca nel panorama europeo. L’esposizione si sviluppa come un percorso che ripercorre le matrici culturali e formali dell’opera brâncușiana, restituendo al pubblico italiano la complessità di un artista che seppe trasformare la tradizione plastica in un linguaggio radicalmente nuovo. Nato a Hobița nel 1876, formatosi in Romania e poi protagonista della scena parigina, Brâncuși portò a compimento un processo di progressiva essenzializzazione della f...

Denominazioni italiane, l'anno della resilienza: il settore vinicolo certificato resiste alle tensioni di mercato

La filiera certificata conferma la tenuta nel 2025 con un calo contenuto degli imbottigliamenti complessivi. Le denominazioni DOCG e DOC crescono in controtendenza, mentre le IGT subiscono una battuta d'arresto significativa. Spumanti, rosati e bianchi fermi guidano la ripresa, i rossi perdono terreno. Le micro-denominazioni mostrano fragilità strutturali, mentre le realtà medio-grandi dimostrano maggiore capacità di adattamento al mercato. Il vino italiano di qualità attraversa il 2025 con resilienza, confermando volumi superiori ai livelli pre-pandemici nonostante un contesto di mercato complesso e una domanda globale ancora debole. I dati elaborati da Valoritalia e aggiornati al 31 dicembre 2025 mostrano una fase di consolidamento che premia le produzioni ad alto valore aggiunto e segna l'evoluzione delle preferenze di consumo a livello nazionale e internazionale. L'analisi condotta dal principale ente di certificazione della filiera vitivinicola italiana, che controlla ...

Identità territoriale e mercati internazionali, DOC “Grande Franciacorta”: un progetto in discussione che divide il settore. Contesto, sfide e prospettive nel segmento delle bollicine lombarde

La proposta di istituire una nuova denominazione di origine controllata che riunisca sotto un’unica sigla le aree storiche delle bollicine metodo classico lombarde ha riacceso un dibattito profondo tra operatori, consorzi e analisti del vino. L’ipotesi, nota informalmente come DOC “Grande Franciacorta”, punta a valorizzare una più ampia massa critica produttiva per affrontare mercati internazionali sempre più competitivi, ma solleva interrogativi sostanziali sul piano identitario e qualitativo delle denominazioni coinvolte. L'idea di una DOC “Grande Franciacorta”, è stata rilanciata nelle ultime settimane da commenti pubblicati da osservatori del settore vitivinicolo italiano. Uno degli argomenti chiave riguarda la possibile integrazione delle produzioni della Franciacorta, area spumantistica del Bresciano con una storia consolidata di tutela e riconoscibilità, con il comprensorio dell’Oltrepò Pavese, dove il pinot nero e la produzione metodo classico stanno acquisendo crescente ce...