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Misticismo e Assoluto ovvero Harmonia d’affetti devoti e Compiete di Giovanni Legrenzi. Nova Ars Cantandi celebra il genio del barocco veneziano

Quest’anno si celebra il quarto centenario della nascita di Giovanni Legrenzi, compositore di riferimento del Seicento europeo, noto per una musica raffinata, espressiva e ritmicamente vivace. Domani a Varazze andrà in scena il primo concerto ufficiale delle celebrazioni, con pagine tratte da Harmonia d’affetti devoti e Compiete con le Litanie e le antifone della Beata Vergine, nell’interpretazione del Collegium vocale Nova Ars Cantandi sotto la direzione di Giovanni Acciai. Misticismo e Assoluto rappresenta un’occasione unica per riscoprire la profondità e la ricchezza della sua produzione musicale.

Il quarto centenario della nascita di Giovanni Legrenzi offre l’occasione per riscoprire una delle voci più significative, ed a torto in parte dimenticate, della musica europea del Seicento. Figura di transizione dal primo Barocco alla piena maturità veneziana, Legrenzi fu un compositore di importanza pari a Monteverdi e precursore delle sonate sviluppate da Corelli e Vivaldi. 

La sua produzione abbraccia tutti i principali generi dell’epoca: musica sacra, oratori, opere liriche, componimenti profani e musica strumentale. Le sonate a tre, in particolare, rappresentano tra le più importanti composizioni da camera del periodo, con un perfetto equilibrio tra rigore contrappuntistico e intensità espressiva. Innovatore delle tecniche concertate, Legrenzi influenzò musicisti come Domenico Scarlatti, Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel, confermando il suo ruolo centrale nel panorama musicale italiano ed europeo tra il 1650 e il 1690.

Battezzato a Clusone il 12 agosto 1626, dopo una formazione iniziale con il padre, violinista e compositore, Legrenzi fu ordinato sacerdote nel 1651 e servì come organista e cappellano a Bergamo prima di assumere incarichi prestigiosi in altre città italiane, culminati nella nomina a maestro di cappella della Basilica di San Marco a Venezia nel 1685, carica che mantenne fino alla morte nel 1690.

Legrenzi seppe fondere la tradizione polifonica con il nuovo stile concertato, valorizzando la parola e il suo contenuto emotivo attraverso le combinazioni di voci e strumenti. Rendere il suono della parola attraverso la musica diventa di fatto la guida costante della sua opera vocale, sacra e profana, mentre lo studio approfondito di Monteverdi gli consente di assimilare modernità e forza espressiva senza limitarsi a imitarlo, ma dando vita a una cifra stilistica personale e riconoscibile. Ed è proprio in Harmonia d’affetti devoti, in programma al concerto di domani, che si riflette questa sensibilità, con combinazioni melodiche ed effetti timbrici pensati per valorizzare la dimensione emotiva del testo musicale. 

Stampata a Venezia nel 1655 e dedicata al duca di Parma Alessandro Farnese, la raccolta segna un passaggio decisivo nello sviluppo del concertato sacro nella seconda metà del Seicento. Legrenzi, come accennavo, si muove nel solco tracciato da Monteverdi nella Selva morale e spirituale, assumendo come principio fondante la seconda prattica, che pone la parola al centro dell’atto compositivo e affida alla musica il compito di amplificarne il valore retorico ed emotivo. In questa prospettiva, l’Harmonia d’affetti devoti non si limita a recepire un modello, ma lo rielabora in una scrittura più flessibile e teatrale, dove l’alternanza fra sezioni solistiche e interventi d’insieme diventa strumento di drammaturgia spirituale.

Nell’ottica di riportare all’attenzione il genio di Giovanni Legrenzi, sabato 10 gennaio alle ore 21, nell’Oratorio di Nostra Signora Assunta di Varazze, il Collegium vocale Nova Ars Cantandi composto da Alessandro Carmignani, Enrico Torre, Alberto Allegrezza, Gianluca Ferrarini e Marcello Vargetto, sotto la direzione di Giovanni Acciai e con Ivana Valotti all’organo, proporrà il concerto Misticismo e Assoluto ovvero Harmonia d’affetti devoti e Compiete. Il programma include brani tratti da due raccolte fondamentali di Legrenzi: Harmonia d’affetti devoti (Opera terza, Venezia 1655) e Compiete con le Litanie e le antifone della Beata Vergine (Opera settima, Venezia 1662). Quest’ultima segue lo schema liturgico della Compieta, alternando sezioni di preghiere e antifone mariane, in una scrittura che pone sempre al centro il rapporto tra parola e musica secondo i principi del concertato barocco.

Da agosto a ottobre prenderà inoltre il via il festival musicale internazionale Musica Mirabilis, fondato a Clusone e diretto da Giovanni Acciai e Ivana Valotti. La manifestazione intende collocare Clusone e la figura di Legrenzi nel panorama internazionale della ricerca barocca, rendendo omaggio alla sua eredità musicale con un ricco programma di concerti, performance e iniziative culturali, volto a valorizzare opere poco conosciute o raramente eseguite, con appuntamenti che combinano rigore storico e sensibilità interpretativa.

Questo articolo è stato pubblicato anche su: www.musicantiquajournal.eu/

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