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Falso Chianti online, il Consorzio denuncia oltre 2.500 violazioni. Al via azioni mirate a tutela di uno dei simboli del vino italiano nel mondo

Negli ultimi sei mesi il nome Chianti è stato al centro di un vero e proprio assalto digitale. Oltre 2.500 contenuti online hanno sfruttato in modo illecito la denominazione, spaziando dai wine kit per la produzione domestica agli usi impropri del marchio su abbigliamento, bicchieri e altri gadget. A essere coinvolti sono stati 411 siti, tra piattaforme di e-commerce, social network e domini internet, confermando quanto il Chianti sia un marchio ambito anche al di fuori del contesto enologico. Per proteggere la denominazione, il Consorzio Vino Chianti ha avviato un monitoraggio serrato, riuscendo a rimuovere più di mille contenuti e rafforzando la tutela di un patrimonio riconosciuto come simbolo del vino italiano nel mondo.

Il Report di Online Brand Protection - Overview 2025, commissionato dal Consorzio, restituisce una fotografia dettagliata della diffusione di questo fenomeno. Nel periodo preso in esame sono stati censiti 2.507 contenuti non autorizzati, distribuiti su 411 siti web differenti e presenti su numerose piattaforme internazionali. L’indagine conferma come il nome Chianti venga spesso utilizzato ben oltre i confini della DOCG, entrando in ambiti commerciali e digitali del tutto estranei alla produzione vinicola.

Gran parte delle violazioni riguarda prodotti potenzialmente contraffatti, bottiglie in formati non consentiti, wine kit per uso domestico e prodotti trasformati non autorizzati. Altri casi riguardano usi impropri del marchio su accessori, abbigliamento, bicchieri e gadget vari, mentre in alcuni siti sono stati individuati tentativi di phishing che ricorrevano a immagini e riferimenti al Chianti per finalità ingannevoli.

L’attività di enforcement condotta nel 2025 ha permesso la rimozione di 1.091 contenuti illeciti, un risultato significativo che evidenzia l’efficacia di un presidio strutturato e continuo. Allo stesso tempo, la portata del fenomeno resta ampia e in costante evoluzione, con una forte concentrazione sulle grandi piattaforme internazionali di e-commerce e sui marketplace attivi a livello globale e locale.

Anche i social network si confermano un terreno delicato: 83 account utilizzano la denominazione Chianti nel nome o nell’identità digitale, prevalentemente legati a vino e ristorazione. L’analisi dei nomi a dominio ha inoltre rilevato 105 siti contenenti il termine Chianti, molti dei quali associati a ristoranti e vinerie, con possibili rischi per la tutela del marchio e per la corretta informazione dei consumatori.

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, sottolinea come il report dimostri chiaramente quanto il nome Chianti sia oggi esposto a utilizzi impropri, soprattutto online. “Una parte significativa delle violazioni riguarda settori del tutto estranei alla DOCG: prodotti alimentari trasformati, wine kit, gadget e articoli commerciali che sfruttano un nome noto per generare valore improprio. Tutto questo crea confusione nei consumatori e danneggia il lavoro dei nostri produttori”.

Busi aggiunge che il Chianti resta uno dei portabandiera del vino italiano. “Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio, ma richiede anche un impegno costante. Rafforzare il monitoraggio e l’enforcement, e dove necessario ricorrere a vie legali in collaborazione con le autorità e le piattaforme, significa proteggere un patrimonio collettivo, il territorio e la credibilità della nostra denominazione sui mercati internazionali”.

Faccio presente che nell’ambito del progetto ministeriale DM 685310 del 18 dicembre 2025, il Consorzio Vino Chianti avvierà un programma di tutela digitale del marchio, volto a contrastare abusi, contraffazioni e usi impropri della denominazione “Chianti” sul web. Il progetto, attivo dal 1° febbraio al 31 dicembre 2026, prevede un monitoraggio globale dei marketplace, dei social network e dei siti internet, con l’obiettivo di individuare contenuti illeciti, richiederne la rimozione e documentare le minacce mensilmente. Tutti i risultati saranno resi disponibili gratuitamente alle imprese del settore e pubblicati sul sito www.consorziovinochianti.it a partire dal 20 gennaio 2027.

Grazie a questa iniziativa, il Consorzio rafforza la protezione del marchio, tutelando produttori e consumatori e garantendo l’autenticità, la trasparenza e la qualità della denominazione Chianti nel contesto digitale internazionale.

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