Langhe Nebbiolo: la denominazione apre allo spumante. Con l'Alta Langa si arricchisce il panorama delle bollicine piemontesi
La Doc Langhe Nebbiolo apre ufficialmente allo spumante, inserendosi in un processo più ampio di definizione dell’identità spumantistica piemontese. La decisione, approvata dall’assemblea del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, amplia il ventaglio espressivo del nebbiolo e contribuisce ad arricchire il panorama delle bollicine regionali accanto all’Alta Langa Docg, secondo una logica di differenziazione territoriale e stilistica.
Per una denominazione tradizionalmente associata ai vini fermi, l’introduzione dello spumante rappresenta una svolta di rilievo. La modifica del disciplinare consente ora di indicare in etichetta lo spumante da uve nebbiolo all’interno della Doc Langhe Nebbiolo, offrendo una cornice normativa chiara a produzioni che fino ad oggi trovavano riconoscimento soprattutto sotto la Doc Nebbiolo d’Alba. Quest’ultima, infatti, prevede da tempo le tipologie spumante e spumante rosé, vinificate sia con metodo classico sia con metodo Martinotti. Con la revisione in corso, tali esperienze possono essere pienamente ricondotte alla denominazione Langhe, garantendo maggiore tutela e visibilità ai produttori attivi al di fuori dei confini più ristretti del Nebbiolo d’Alba.
La scelta affonda le radici in una pratica produttiva già consolidata e risponde a esigenze concrete del territorio. La Doc Langhe, che comprende Barolo, Barbaresco, Alba e parte del Roero, offre un perimetro geografico più ampio e inclusivo, consentendo a un numero maggiore di aziende di legare le proprie bollicine al vitigno simbolo delle Langhe. In questo modo, il nebbiolo spumante assume un ruolo più definito nella geografia enologica piemontese, non come eccezione marginale ma come espressione regolamentata e riconoscibile.
Nel rapporto con l’Alta Langa, la nuova apertura non assume i tratti della competizione. Come ha sottolineato il presidente del Consorzio, Sergio Germano, si tratta piuttosto di due vocazioni parallele. L’Alta Langa Docg resta la denominazione di riferimento per lo spumante metodo classico piemontese, fondata su Pinot nero e Chardonnay, con una possibile integrazione limitata di vitigni autoctoni, e su un impianto normativo pensato per vini di lunga maturazione e profilo internazionale. Il Langhe Nebbiolo spumante, al contrario, si fonda sulla specificità varietale del nebbiolo, vitigno autoctono dalle caratteristiche aromatiche e strutturali profondamente diverse, difficilmente assimilabili allo stile classico di matrice champenoise. Proprio questa diversità consente alle due denominazioni di coesistere, contribuendo entrambe alla vocazione spumantistica del Piemonte senza sovrapporsi.
Un elemento centrale della revisione regolamentare riguarda i requisiti qualitativi. Il disciplinare introduce un periodo minimo di 24 mesi sui lieviti per le versioni spumanti, una soglia impegnativa che scoraggia interpretazioni facili o puramente commerciali e richiede investimenti e tempi di cantina significativi. La misura riflette la volontà del Consorzio di evitare produzioni improvvisate e di accompagnare la nuova tipologia entro un perimetro di qualità coerente con l’identità della denominazione.
Le novità non si limitano tuttavia alla sola spumantizzazione. Il disciplinare aggiornato consente l’utilizzo della dizione “rosé” per il nebbiolo rosato, recependo un linguaggio ormai consolidato nei mercati internazionali. Per i Langhe Bianco e Langhe Rosso viene inoltre ammesso l’impiego di vitigni aromatici, mentre il Langhe Bianco potrà essere ottenuto anche mediante vinificazione in bianco di uve rosse. Nell’ambito del Langhe Nebbiolo, infine, l’uva albarossa potrà essere menzionata in etichetta, ampliando le possibilità espressive e comunicative per una nicchia di produttori.
Il percorso di revisione, già approvato in assemblea, deve ora completare l’iter istituzionale presso Regione Piemonte, Ministero delle politiche agricole e Unione Europea prima di diventare operativo. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività della Doc Langhe Nebbiolo in un mercato globale sempre più attento alle identità varietali e alle bollicine di carattere. In questo contesto, l’ingresso dello spumante nella denominazione contribuisce a delineare un panorama delle bollicine piemontesi più articolato e maturo, nel quale l’Alta Langa e il nebbiolo spumante offrono letture diverse e complementari di uno stesso territorio.
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