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Traiettorie: dieci anni di Food&Science Festival. A Mantova il futuro del sistema agroalimentare passa dalla ricerca

Torna a Mantova il Food&Science Festival che per la decima edizione sceglie “Traiettorie” come concept dedicato alle trasformazioni del sistema agroalimentare contemporaneo. Oltre 150 incontri e più di 140 ospiti per un programma articolato che affronta innovazione tecnologica, sostenibilità e politiche agricole in una prospettiva che pone al centro il ruolo delle conoscenze scientifiche nei processi produttivi e decisionali. Tra gli eventi speciali del decennale una mostra, una serata musicale e un padiglione dedicato alla ricerca applicata alle scienze agrarie e ai sistemi del cibo. Venerdì 15 maggio la cerimonia di apertura.


Da venerdì 15 a domenica 17 maggio Mantova torna a diventare il laboratorio aperto del Food&Science Festival. Tre giorni di incontri, dialoghi, dibattiti e laboratori portano in città scienziati, ricercatori, divulgatori, economisti, storici e protagonisti della cultura contemporanea. 

Dieci anni di idee, domande e sperimentazioni. Dieci anni di dialogo tra scienza, agricoltura e società. Per celebrare la sua decima edizione, il Food&Science Festival sceglie una parola che parla di movimento e futuro: Traiettorie. In fisica la traiettoria è il percorso che un corpo compie nello spazio e nel tempo, guidato dalle forze che agiscono su di esso. Ed è un’immagine potente per raccontare anche il viaggio compiuto dal Festival in questi anni e per interrogarsi su dove stia andando oggi il mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della ricerca scientifica.

Dieci anni fa parlare di editing genetico, cambiamento climatico o alimenti ultraprocessati significava muoversi entro un ambito prevalentemente specialistico. Oggi questi temi occupano stabilmente il dibattito pubblico, attraversano le scelte economiche e politiche e costituiscono uno dei nuclei centrali della decima edizione del Festival.

Promosso da Confagricoltura Mantova, ideato da FRAME Divagazioni scientifiche e organizzato da Mantova Agricola, il Food&Science Festival conferma la propria vocazione di spazio dedicato al confronto tra saperi scientifici, ricerca applicata e divulgazione. L’edizione 2026, costruita attorno al tema Traiettorie, affronta il settore agroalimentare come sistema complesso di conoscenze, produzioni e processi decisionali, in linea con le principali direttrici della riflessione internazionale sui food systems e sulle trasformazioni ambientali ed economiche legate al cibo.

Il programma si sviluppa attraverso oltre centocinquanta incontri e la partecipazione di più di centoquaranta ospiti tra studiosi, rappresentanti delle filiere produttive, economisti e storici. Dieci filoni tematici guidano il pubblico attraverso le principali questioni che interessano oggi il settore primario, dalla genetica vegetale alle tecniche di evoluzione assistita, fino alla sostenibilità delle produzioni agricole e all’impatto climatico. In questo quadro il Festival riafferma il valore delle conoscenze scientifiche come strumento interpretativo delle trasformazioni che interessano il sistema agroalimentare contemporaneo.

La serata inaugurale al Teatro Bibiena segna l’apertura ufficiale della manifestazione con il conferimento del Premio Agricoltura Mantovana 2026 a Maria Chiara Carrozza. Il programma prevede inoltre un confronto tra rappresentanti istituzionali, mondo accademico e settore produttivo sul futuro dell’agroalimentare italiano, con particolare attenzione alle strategie di innovazione e competitività.

Una parte rilevante dell’edizione è dedicata alle attività scientifiche applicate all’agricoltura, con il nuovo spazio Campo aperto in Piazza Sordello, pensato come luogo di incontro tra pubblico, università e centri di eccellenza. Qui vengono presentati progetti dedicati alle scienze agrarie, alla bioinformatica, alla zootecnia e alle tecnologie per l’agricoltura, secondo una prospettiva che mette in relazione sperimentazione, divulgazione e processi produttivi.

Accanto alla dimensione contemporanea, il Festival propone anche una riflessione storica attraverso l’incontro A tavola con i Gonzaga. Cibo, lusso e potere nelle corti rinascimentali italiane. Il tema affronta il ruolo del cibo nelle corti rinascimentali come strumento di rappresentazione politica e gerarchica. Nelle tavole dei Gonzaga, la selezione degli alimenti, le modalità del servizio e la costruzione del banchetto contribuivano alla definizione dell’identità della corte e del prestigio dinastico. Gli studi di storia dell’alimentazione, da Massimo Montanari a Bruno Laurioux, hanno mostrato come il cibo costituisse uno degli strumenti simbolici attraverso cui le élite italiane tra XV e XVI secolo definivano relazioni sociali, potere e modelli culturali.

Nel complesso, il decennale del Festival restituisce il cibo come oggetto di studio attraversato da livelli diversi di interpretazione, in cui le trasformazioni produttive si confrontano costantemente con le dimensioni culturali e istituzionali che ne determinano il ruolo nelle società contemporanee.

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