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IUC, inaugurata l’82ª Stagione nel segno di Beethoven: un viaggio tra epoche, repertori e linguaggi differenti dal repertorio classico al jazz, dalla musica antica alla contemporanea

Dopo le prime anticipazioni prende ufficialmente il via l’82ª Stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti. Dal 17 ottobre 2026 all’8 maggio 2027, l’Aula Magna della Sapienza ospiterà un cartellone che, come di consueto, riunirà grandi interpreti internazionali e giovani talenti. Sono 35 i concerti in abbonamento, ai quali si aggiungono due matinée della rassegna Musica PourParler e un concerto fuori abbonamento. Un programma che attraversa generi, epoche e linguaggi diversi, dal repertorio classico al jazz, dalla musica antica alla contemporanea. Un viaggio musicale nel quale convivono Beethoven e Mozart, Bach e Schubert, Chopin e Liszt, Schumann e Bartók, Musorgskij, Debussy e Janáček, accanto alle voci della contemporaneità, da Philip Glass a John Zorn, Catherine Lamb, Luciano Berio e Nicola Sani. E ancora il jazz, il tango, la musica elettronica e le contaminazioni con altri linguaggi, in una stagione che conferma l’ampiezza degli orizzonti della IUC.


L’Istituzione Universitaria dei Concerti torna all’Aula Magna della Sapienza Università di Roma con la sua 82ª Stagione, in programma dal 17 ottobre 2026 all’8 maggio 2027. Un cartellone con i fiocchi che, come vi avevo anticipato, conferma la vocazione della IUC per una programmazione aperta a epoche, repertori e linguaggi differenti, con una particolare attenzione alla valorizzazione dei giovani talenti, da sempre una delle missioni dell’Istituzione.

Filo conduttore della stagione sarà Ludwig van Beethoven, nel bicentenario della morte che cade nel 2027, ricorrenza che attraversa diversi appuntamenti del cartellone. Grande apertura quindi con uno dei più grandi e influenti compositori della storia della musica occidentale, sabato 17 ottobre, con l’Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano con la Seconda Sinfonia, e con la violinista Hawijch Elders protagonista del Concerto in re maggiore op. 61. Tra i grandi protagonisti internazionali spiccano i nomi di Carolin Widmann, Lilya Zilberstein, Alexander Lonquich, Ilya Gringolts, Marc-André Hamelin, Angela Hewitt, Roger Muraro, Tabea Zimmermann, Javier Perianes, VOCES8, Markus Stockhausen, Arsenii Moon. Non mancano in stagione numerosi giovani interpreti fra cui Lucie Horsch, Alexandra Dovgan, Arielle Beck oltre a vincitori di importanti competizioni internazionali da Julian Kainrath, Primo Premio Concorso Internazionale Eugène Ysaÿe 2025,  a Yfan Wu, Primo Premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2025.

“L’82ª Stagione Concertistica della IUC si sviluppa nel segno della continuità e della novità, confermando la vocazione dell’Istituzione a proporre grandi protagonisti internazionali della musica da camera e, al tempo stesso, a ricercare nuovi interpreti, repertori e percorsi - commenta il Presidente Rinaldo Gentile - Accanto ai cicli e ai progetti avviati nelle scorse stagioni ne nasceranno di nuovi, con numerosi debutti romani e nazionali che testimoniano la cura e l’attenzione con cui la IUC costruisce la propria programmazione. Un ruolo centrale avranno inoltre la musica contemporanea e le prime esecuzioni a conferma di una precisa idea di istituzione culturale: custodire la grande tradizione concertistica, continuando al tempo stesso a esplorare e anticipare il futuro della musica”.

“La musica di Beethoven ha sempre avuto un ruolo centrale nella residenza artistica mia e dell'Orchestra Canova alla IUC, fin dal primo concerto -nel 2021- in cui eseguimmo l'Imperatore e la Settima Sinfonia - commenta Enrico Pagano, direttore d’orchestra e consigliere artistico - e questa stagione, che giustamente ha Beethoven come figura centrale, non poteva essere da meno. Abbiamo deciso di aprire con una delle sinfonie meno eseguite, la Seconda in Re maggiore, nella quale è però già palpabile quell’urgenza comunicativa che sarà tratto distintivo dell'opera beethoveniana. Quindi il Concerto per violino, anch'esso in Re maggiore, con la neo-vincitrice del Premio Mormone Hawijch Elders. Un progetto, quello del concerto op. 61, a lungo rimandato, che chiude l’ideale ciclo di residenza artistica avviato ormai sei stagioni fa”.

“Beethoven rappresenta senza dubbio la figura centrale ed emblematica della cultura musicale europea dell'epoca moderna - il commento del consigliere artistico Franco Piperno - tedesco di nascita, seppe farsi europeo interagendo da artista libero e indipendente con le vicende storiche degli anni di Napoleone e del Congresso di Vienna, ispirandosi alla musica francese degli anni della Rivoluzione, dialogando con l'opera italiana e con Rossini, studiando la cultura popolare inglese e scozzese, feconda fonte di ispirazione per i suoi ultimi anni. L'Italia dell'Ottocento apprezzò tardivamente l'arte di Beethoven, ma alla metà del secolo ne riconobbe pienamente la grandezza, spesso definendolo il Dante o il Michelangelo della musica: anche per questo Beethoven è oggi pienamente radicato nella prassi concertistica italiana, come dimostrano i cartelloni della IUC".

Dopo l’inaugurazione con l’Orchestra da Camera Canova, Beethoven torna protagonista in un progetto di particolare rilievo: l’integrale delle sonate per violino e pianoforte, affidata alla star del violino Carolin Widmann e al pianista Gabriele Carcano. Il primo appuntamento, martedì 10 novembre, propone le Sonate op. 12 n. 2, op. 24 “La Primavera”, op. 23 e op. 30 n. 2. Il secondo, sabato 13 marzo, presenta le Sonate op. 12 n. 1, op. 12 n. 3 e op. 96. Il progetto si svilupperà nell’arco di tre concerti.

Il compositore di Bonn sarà inoltre presente il 23 febbraio con la Grande Fuga op. 133, eseguita dal Quartetto Indaco, il 2 marzo con le Variazioni “Eroica” op. 35 affidate alla pianista Arielle Beck, il 9 marzo la Quarta Sinfonia che verrà accostate alla Sinfonia n. 3 della compositrice francese Louise Farrenc nel concerto dell’Orchestra Femminile del Mediterraneo (OFM) diretta da Antonella De Angelis. Lo Janoska Ensemble, il 26 gennaio, al debutto romano, proporrà Souvenir pour Elise inedita rilettura contemporanea di Für Elise.

Il dialogo tra passato e presente attraversa l’intera programmazione e, come sempre, lascia ampio spazio alla musica antica e alla prassi esecutiva storicamente informata. Quattro sono gli appuntamenti che meritano, a mio avviso, una particolare attenzione. A partire dai VOCES8, rinomato ensemble vocale britannico vincitore del premio Opus Klassik 2026 nella categoria registrazione corale dell’anno, nomination ai Grammy Awards nel 2023. VOCES8 è di fatto tra i più attesi della stagione; una delle realtà più affermate della scena corale internazionale grazie a un repertorio che attraversa oltre sei secoli di storia della musica: dalla polifonia rinascimentale alle composizioni contemporanee, comprendendo anche jazz, tradizioni popolari e arrangiamenti della popular music. Il 13 aprile con Give me your stars si dipanerà un programma che attraversa secoli di musica corale, alternando famose canzoni del Cinquecento e del Novecento, passando da autori come Orlando Gibbons, John Sheppard, Thomas Weelkes e Orlando di Lasso a Eric Whitacre, Lucy Walker, Nat King Cole, Kate Rusby e Simon & Garfunkel.

In collaborazione con l’Instituto Cervantes il Grupo de Música Barroca “La Folía”: diretto da Pedro Bonet propone Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale, con musiche che vanno da Guglielmo Ebreo da Pesaro e Francisco de la Torre fino a Corelli in un viaggio nelle relazioni musicali tra la penisola iberica e l’Italia. Il trio, che prende il nome dall’illustre brano di origine iberica legato alla pratica musicale del Barocco, è stato fondato a Madrid nel 1977 dal flautista Pedro Bonet ed è attualmente ritenuto fra le formazioni dedite all’interpretazione storica che vanta la più lunga carriera nel panorama internazionale.

Non ultimo Ensemble Mare Nostrum, formazione fondata e diretta da Andrea De Carlo è considerata oggi una delle realtà italiane più autorevoli nell'interpretazione della musica del Seicento e del primo Settecento. L'ensemble ha legato il proprio percorso soprattutto alla riscoperta dell'opera di Alessandro Stradella, attraverso il progetto internazionale The Stradella Project, che negli ultimi anni ha portato alla realizzazione di numerose esecuzioni e incisioni in prima registrazione moderna, contribuendo alla diffusione di un autore di straordinario interesse storico e musicale. L’ensemble porta in Aula Magna Un angelo del paradiso - The Orrigoni Songbook; immaginario canzoniere delle più celebri arie composte da Alessandro Stradella per il celebre evirato cantore Marc’Antonio Orrigoni. Registrato per Arcana, nomination ai Gramophone Classical Music Awards 2025, il progetto restituisce tutta la teatralità e la forza espressiva del Barocco italiano.

La giovane flautista olandese Lucie Horsch, al debutto a Roma con Metamorphosis, ci offrirà un attento programma costruito intorno alla straordinaria versatilità del flauto dolce, eseguito utilizzando otto strumenti diversi, attraversando quattro secoli di musica per flauto solo, da Bach a Berio, e svelando come il suo linguaggio si sia evoluto dal Barocco fino alle avanguardie contemporanee.

Tra questi segnalo anche il Quartetto Kuss, fra gli ensemble più originali e visionari della scena europea. Quartetto Teatrale, è il loro originale progetto che coniuga il grande repertorio e la musica del presente attraversando quattro secoli di musica, toccando estratti da Orlando di Lasso, Mozart, Mendelssohn, Beethoven, Verdi, Berg, Janáček e arrivando a due compositori contemporanei, il tedesco Enno Poppe e l’italiana Clara Iannotta.

Il programma completo: www.concertiiuc.it/


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