martedì 22 ottobre 2013

I vitigni aromatici del Piemonte a bacca colorata

Il volume 'I vitigni aromatici del Piemonte a bacca colorata' nasce da un progetto del Centro Sperimentale Tenuta Cannona, in collaborazione con l'Istituto di Virologia Vegetale del C.n.R.-Unita' di Grugliasco, avviato nel 2009 e di durata triennale.

Il progetto era finalizzato ad approfondire le caratteristiche genetiche, agronomiche, enologiche (con particolare riferimento al quadro aromatico e polifenolico delle uve e dei vini) e sensoriali di sette vitigni aromatici a bacca colorata: Brachetto, Brachetto del Roero, Brachetto Migliardi, Malvasia di Schierano, Malvasia nera lunga, Moscato nero di Acqui e Ruche'.

I risultati presentati nel volume offrono un quadro completo dei caratteri distintivi dei vitigni esaminati e delle loro potenzialita' enologiche, al fine di diffondere una migliore comprensione ed utilizzazione di questa parte del vasto patrimonio di diversita' viticola del Piemonte.

I vitigni ad uva aromatica in Piemonte rivestono un ruolo fondamentale nel settore vitivinicolo. Il Moscato bianco, infatti, è la seconda cultivar per importanza colturale nella Regione ed il Brachetto fornisce un prodotto enologico economicamente rilevante.

In Piemonte, tuttavia, sono presenti numerose altre cultivar minori ad uva aromatica, principalmente a bacca colorata. Tra queste il Ruché, la Malvasia di Casorzo, la Malvasia nera lunga e la Malvasia di Schierano offrono vini di buon successo commerciale, anche se con produzioni quantitativamente limitate mentre il Moscato nero di Acqui ha potenzialità ancora poco conosciute.

Non mancano, infine, vitigni presenti sul territorio ma non ancora iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite come il Brachetto del Roero ed il Brachetto Migliardi, che meritano d’essere meglio caratterizzati per un’eventuale loro riproposta in coltura.

Tale patrimonio varietale sino ad un recente passato presentava non pochi problemi d’identificazione a causa dei numerosi casi di omonimia e di sinonimia tra i vitigni. Oggi tali criticità sono state superate grazie ad un lungo ed approfondito lavoro di recupero, descrizione e confronto realizzato in questi anni dall’Istituto di Virologia Vegetale - CNR (già Centro di Studio per il Miglioramento genetico e la Biologia della Vite), Unità di Grugliasco (TO) in collaborazione con altre Istituzioni (Università di Torino e Vignaioli Piemontesi) e sostenuto finanziariamente dalla Regione Piemonte.

Nell’ambito di tale attività vi fu a fine degli anni ’90 la realizzazione di un vigneto di confronto presso il Centro Sperimentale Tenuta Cannona a Carpeneto (AL) in cui è stata raccolta gran parte delle tante cultivar ad aroma primario a bacca bianca e colorata tipiche del Piemonte.

I risultati, riportati in questo volume offrono un quadro completo dei caratteri distintivi dei vitigni esaminati e delle loro potenzialità enologiche per una migliore comprensione ed utilizzazione di questa parte del vasto patrimonio di diversità viticola del Piemonte.



Nessun commento:

Posta un commento