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Agricoltura e ricerca, la biodiversità del riso italiano. Lo studio pubblicato dal CREA

Su “SCIENTIFIC REPORTS” lo studio sulla biodiversità del riso italiano dal 1850 ad oggi, condotto dal CREA, in collaborazione con l’Università di Milano.





Il riso è una bandiera della nostra tradizione gastronomica e agricola. Il panorama delle varietà di riso italiano è una fonte inestimabile di geni che, per essere sfruttato a dovere, deve innanzitutto essere studiato in modo approfondito. Questo perché i geni, interagendo con l’ambiente, sono in grado di determinare l’eccezionale variabilità di forme del chicco (molto affusolato, affusolato, semi-affusolato, semi-arrotondato, arrotondato), delle pigmentazioni (nero, viola, bruno, arancione, bronzo) e degli aromi, insieme a tutte quelle altre caratteristiche morfologiche, strutturali e fisiologiche, che, nel loro insieme, costituiscono il fenotipo (ossia l’espressione dei geni) di un organismo vivente. Proprio una conoscenza completa della diversità fenotipica disponibile che completi le precedenti descrizioni genetiche è l’obiettivo dello studio pubblicato dal CREA, in collaborazione con l’Università di Milano, sulla prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports.

Lo studio condotto presso il Laboratorio di Vercelli del Centro di Ricerca CREA Difesa e Certificazione, di concerto con CREA Agricoltura ed Ambiente, presenta la descrizione di 351 varietà di riso italiano, costituite dal 1850 a oggi e conservate nella banca del germoplasma del CREA, con particolare attenzione dedicata all’evoluzione temporale e all’integrazione con gli studi molecolari disponibili in letteratura scientifica.

Le varietà sono state analizzate per sette caratteristiche morfologiche di primaria importanza agronomica e di cui è stata riscontrata una considerevole variabilità, con chiare tendenze evolutive verso taglia ridotta, precocità e preferenza di cariossidi, cioè chicchi, adatte alla vendita sui mercati internazionali.

Risultati precedenti che indicavano il mantenimento della diversità genetica nelle varietà di riso Italiano non sono stati confermati, in quanto negli ultimi 20 anni si è assistito a una notevole riduzione della variabilità fenotipica, che è oggi al minimo storico per tutte le caratteristiche considerate.

Lo studio fornisce una serie di informazioni quantitative e spendibili a supporto di nuovi programmi di miglioramento genetico ed inoltre costituisce la base per sviluppare modelli previsionali eco-fisiologici, utilizzabili per sviluppare strategie di adattamento della risicoltura italiana ai cambiamenti climatici.

Articolo www.nature.com/articles/s41598-018-31909-1

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