Come annunciato, dopo un'attesa durata oltre venticinque anni, Roma torna a stringere un patto d'amore con il padre dell'astrattismo. Apre al pubblico a Palazzo Bonaparte la monumentale esposizione dedicata a Vassily Kandinsky, un evento culturale di portata internazionale che trasforma la Capitale nel baricentro europeo della ricerca sul Novecento.
Prodotta e organizzata da Arthemisia in stretta collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e curata con rigore filologico da Angela Lampe, la rassegna arriva in un momento provvidenziale. Mentre l'istituzione parigina si avvia verso una lunga stagione di chiusura per restauri, Roma si aggiudica il privilegio di accogliere oltre settanta capolavori provenienti dal nucleo più importante al mondo di opere del maestro, custodito grazie al generoso lascito della moglie Nina Kandinsky.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso cinque sezioni che mappano l'intera parabola esistenziale e intellettuale dell'artista: dalla folgorazione giovanile davanti ai Covoni di Monet e all'ascolto del Lohengrin wagneriano a Mosca, fino alla radicale svolta aniconica. Non si tratta di una semplice sequenza di immagini, ma di un vero e proprio spartito visivo in cui risuona l'intuizione capitale di Kandinsky: l'affrancamento del colore dalla mimesi del reale per farne vibrazione spirituale ed emozione pura.
Tra i capolavori assoluti che dominano le sale spicca l'iconica Gelb-Rot-Blau (1925), manifesto di una pittura che si organizza secondo una rigorosa e geometrica struttura musicale. Ma il valore scientifico della mostra risiede anche nelle preziosità documentarie provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky e, soprattutto, nella straordinaria rivelazione riservata a Gabriele Münter. Compagna di vita e sodale del maestro nel fervido sodalizio del Blaue Reiter, la grande artista tedesca trova finalmente a Roma una meritata valorizzazione, grazie a una selezione di opere esposte per la prima volta che restituiscono la densità e l'autonomia del suo linguaggio espressionista.
Completata da una suggestiva sala immersiva che traduce in chiave sinestetica le teorie cromatiche del maestro, la mostra di Palazzo Bonaparte - impreziosita dai prestiti e sostenuta da importanti partner come la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale - offre al visitatore la chiave d'accesso definitiva per comprendere l'orizzonte di un intellettuale che ha cambiato per sempre il nostro modo di guardare il mondo.
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