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Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e leadership nelle aziende vitivinicole

Si è svolta a Trieste, presso la sede della MIB Trieste School of Management, la presentazione ufficiale della ricerca intitolata "Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole". Lo studio, realizzato dal Leadership Lab della business school in stretta collaborazione con l'Associazione Nazionale Le Donne del Vino, fotografa una profonda evoluzione del settore, evidenziando come la leadership al femminile favorisca una pianificazione pluriennale e modelli manageriali strutturati che superano definitivamente il vecchio assetto padronale delle cantine italiane.


Il tradizionale modello padronale che per decenni ha centralizzato le decisioni all'interno del comparto vinicolo italiano mostra evidenti segnali di superamento di fronte alle complessità dei mercati moderni. A certificare questa profonda evoluzione organizzativa è lo studio condotto dal Leadership Lab di MIB Trieste School of Management in collaborazione con l'Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha analizzato un campione qualificato di oltre centocinquanta professioniste tra imprenditrici e figure apicali della filiera. 

I dati emersi rivelano che la presenza femminile ai vertici aziendali non rappresenta una questione di semplice equilibrio di genere, ma costituisce un fattore di efficacia pratica in grado di accelerare la transizione verso strutture manageriali più solide e aperte alla delega dei compiti.La rottura con gli schemi del passato si manifesta in primo luogo nella capacità di accantonare la pianificazione immediata, storicamente legata a una gestione empirica basata sul giorno per giorno. 

La netta maggioranza delle intervistate imposta infatti la propria governance su una rigorosa programmazione pluriennale e su una precisa definizione dei ruoli interni. Secondo Pierpaolo Penco, coordinatore scientifico dell'indagine, questa spiccata propensione alla lungimiranza strategica permette di strutturare modelli aziendali capaci di ridurre la dipendenza dal singolo leader assoluto, favorendo una crescita organica e scalabile nel tempo.

Accanto alla riorganizzazione strutturale, l'approccio manageriale promosso dalle professioniste mette fermamente al centro dell'agenda sia lo sviluppo del capitale umano sia l'adozione di piani concreti legati alla sostenibilità ambientale e sociale. La stragrande maggioranza del campione investe regolarmente in attività di formazione continua e in strategie mirate a trattenere i talenti in cantina, considerando il benessere organizzativo un pilastro fondamentale della competitività aziendale. 

Nonostante questa evidente spinta all'innovazione e all'efficienza interna, l'indagine mette però in luce il persistere di ostacoli culturali significativi che rallentano l'accesso diretto delle donne alle massime cariche istituzionali e decisionali del settore.


@RIPRODUZIONE RISERVATA

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