Fino al 7 marzo 2027, Palazzo Blu ospita una retrospettiva dedicata a Edward Hopper, tra i maggiori interpreti della pittura americana del Novecento. Oltre 150 opere e documenti d’archivio ripercorrono la sua ricerca attraverso città, paesaggi e ambienti quotidiani, mettendo in luce una poetica fondata sul rigore compositivo, sulla forza espressiva della luce e sulle ambiguità della vita moderna. Edward Hopper, Soir Bleu, 1914 Pochi artisti hanno saputo trasformare la quotidianità in una materia così densa di interrogativi. Una donna seduta in una stanza d’albergo, alcune figure riunite in un locale notturno, una casa investita dalla luce del pomeriggio sono immagini familiari ma che, nelle tele di Hopper, acquistano una tensione sottile e una complessità psicologica inattesa. La disposizione degli oggetti, le prospettive e il rapporto tra interni ed esterni guidano lo sguardo e definiscono la scena. Le figure, spesso assorte e silenziose, sembrano colte in un momento di cui ignoriamo ...