Passa ai contenuti principali

Robert Doisneau il pescatore d'immagini. All'Ara Pacis lo sguardo umanista del fotografo della Ville Lumière

Oltre 130 scatti in bianco e nero di quello che è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Dal 28 maggio al 4 settembre 2022




Prende il via all'Ara Pacis, una mostra dedicata Robert Doisneau. Oltre 130 scatti in bianco e nero, provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge. Rappresentante più famoso della cosiddetta "fotografia umanista", ossia quel tipo di sensibilità visiva che pone l'accento sulla condizione disagiata dell'uomo nella società, Doisneau ha saputo raccontare con empatia la società parigina del Novecento, captando momenti di grazia ed espressioni di felicità, catturando con i suoi scatti la vita quotidiana e le emozioni degli uomini e delle donne che popolavano Parigi e la sua banlieue, dall'inizio degli anni Trenta alla fine degli anni Cinquanta sarà il suo periodo  prolifico.

Robert Doisneau nasce a Gentilly, un sobborgo di Pargi il 14 aprile del 1912 e muore a Montrouge il 1° aprile del 1994. Fu considerato inoltre, insieme a Henri Cartier-Bresson, uno degli esponenti del fotogiornalismo di strada. 

Artista o fotoreporter, ci ha lasciato immagini che riescono a strapparci un sorriso e, allo stesso tempo, a stringerci il cuore. Perché il suo approccio all’umanità era ben più complesso della semplice leggerezza che si tende ad associare alle sue immagini.

Il soggetto privilegiato di Doisneau è Parigi, dove produce una serie di scatti innovativi, geniali e dominati da una forte carica umana: sono le immagini che lo hanno reso celebre. Quello che più colpisce è che non si tratta di una Parigi convenzionale, quella che domina negli ambienti della pubblicità, della moda, dei giornali o del cinema, ma è una Parigi di piccola gente, di arie di fisarmonica, di grandi e bambini, i cui sguardi trasudano umanità e tenerezza. 

Il tempo, il suo dilatarsi e compenetrarsi con il suo essere fotografo è forse insieme all'istinto, una delle note dominanti del suo lavoro. L'artista preferiva essere definito poeticamente come un "pescatore di immagini" e sentiva la necessità di immergersi completamente nella realtà. 

Commenti

Post popolari in questo blog

È del poeta il fin la meraviglia, Gianbattista Marino: l'Adone manifesto poetico del barocco italiano

Gianbattista Marino è una delle figure più emblematiche della letteratura barocca italiana, e il suo poema L'Adone è considerato un vero e proprio "manifesto poetico del Barocco", non solo in Italia ma in tutta Europa. Ecco un'analisi del suo ruolo e delle caratteristiche che lo rendono un'opera fondamentale per il periodo. Marino fu un poeta innovativo, tra i massimi esponenti della poesia barocca, noto per il suo stile elaborato, ricco di metafore, giochi di parole e virtuosismi linguistici. La sua poetica si distacca dalla tradizione classica e rinascimentale, abbracciando invece i principi del Barocco: l'arte come meraviglia, l'ostentazione della tecnica e la ricerca del sorprendente. Marino visse in un'epoca di grandi cambiamenti culturali e sociali, e la sua opera riflette questa complessità. L'Adone è un poema epico-mitologico in 20 canti, composto da oltre 40.000 versi. Narra la storia d'amore tra Venere e Adone, tratta dalla mitologia ...

"La prima notte di quiete" di Valerio Zurlini e la Madonna del parto

Uno dei capolavori più ammirati di Piero della Francesca attraverso gli occhi di un maestro della "settima arte". "Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura, termine fisso d'eterno consiglio, tu sei colei che l'umana natura nobilitasti, sì che il suo fattore, non disdegnò di farsi sua fattura" Nella piccola chiesa di Santa Maria a Momentana, isolata in mezzo al verde delle pendici collinari di Monterchi, Piero della Francesca dipinse in soli sette giorni uno dei suoi più noti e ammirati capolavori che oggi richiama nella Val Tiberina visitatori da tutto il mondo. La datazione esatta dell`opera è incerta, oscillando, a seconda delle teorie, dal 1450 a oltre il 1475. Non sono chiare le motivazioni della committenza né della scelta del soggetto, tema piuttosto frequente nell’iconografia spagnola, ma del tutto insolito in quella italiana. L’affresco rappresenta la Vergine incinta, in piedi al centro di una preziosa tenda ...

Studi danteschi, il commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano: a Villa Alfieri una nuova lettura di Dante alla prova della storia

Si terrà presso la Sala Conferenze di Villa Altieri la presentazione del Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore.  Un appuntamento di rilievo nel panorama degli studi danteschi contemporanei, che porta all’attenzione un’opera  costruita su un impianto metodologico rigoroso e orientata a riconsiderare in profondità i presupposti interpretativi della Commedia. Mercoledì 29 aprile 2026, nella Sala Conferenze di Villa Altieri, sede del Centro Pio Rajna, viene presentato il Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore nel 2025. L’incontro romano si colloca entro una linea di ricerca che, negli ultimi decenni, ha progressivamente riaperto il testo dantesco a nuove ipotesi esegetiche, sollecitando una verifica critica dei modelli consolidati. In questo contesto, la pubblicazione del lavoro di Aversano si distingue per ampiezza di prospettiva e coerenza metodologica, proponendo una lettu...