Intorno al Decameron, la musica nella narrativa breve del Medioevo: funzione strutturale, simbolica e performativa. L'incontro accademico a Firenze e Certaldo
Si terrà a Firenze e Certaldo l'incontro accademico "La musica nella narrativa breve del Medioevo". L'evento intende esplorare il ruolo della musica nella produzione narrativa del Trecento italiano e francese. Attraverso cinque sessioni dedicate a Boccaccio, la tradizione post‑boccacciana, il lessico musicale e la narrativa francese, studiosi internazionali analizzano la funzione strutturale, simbolica e performativa della musica nei testi brevi medievali. L’iniziativa integra riflessioni filologiche, musicologiche e storiche e si conclude con un concerto gratuito dell’ensemble Fragmenta, che rende tangibile la dimensione sonora dei repertori trattati.
Il programma è strutturato su cinque sessioni: la prima dedicata a Giovanni Boccaccio (20 novembre ore 14.00) con interventi di Jon Solomon, Davide Rubinetti e Matteo Guidozzi; la seconda (21 novembre ore 9.00) esplora "Dopo Boccaccio (1) con argomenti sulla orality, l’improvvisazione e la trasmissione musicale nella Firenze tardo‑medievale; la terza (21 novembre ore 14.00) "Dopo Boccaccio (2)" approfondisce musica e paesaggio sonoro nelle raccolte di novelle del Trecento; la quarta (21 novembre ore 16.00) è dedicata al "Lessico musicale" e la quinta (22 novembre ore 9.00) si focalizza sulla tradizione francese con riferimenti a Guillaume de Machaut.
Segnalo anche la presenza di David Fallows, emerito presso l’Università di Manchester, che esplora, in ultima analisi, le cadenze in rima dalla produzione di Machaut fino a John Fayrfax, con un’attenzione particolare alle figure di Francesco Landini e Paolo Tenorista. Il suo studio indaga come la struttura ritmica e melodica delle cadenze, così come la loro funzione poetico-musicale, si sia evoluta nei contesti italiani e francesi tra Trecento e primo Quattrocento, evidenziando continuità e innovazioni nel linguaggio musicale tardomedievale e nelle pratiche di polifonia vocale. Fallows analizza inoltre le implicazioni delle cadenze per la notazione, la trasmissione manoscritta e l’interpretazione performativa, sottolineando il ruolo centrale di Landini e Paolo Tenorista nel consolidamento di modelli espressivi che influenzarono compositori successivi come appunto Fayrfax.
A chiudere l’evento un concerto gratuito intitolato Marginalia. Da Boccaccio ai frammenti musicali d’Appennino, eseguito dall’ensemble Fragmenta, (Sara Maria Fantini, Federica Bocchini, Elizabeth Sommers).
L’iniziativa appare di grande rilievo per più ragioni. Innanzitutto perché valorizza l’area del Trecento italiano entro una prospettiva narrativa, musicale e filologica che da lungo tempo richiede maggiore visibilità. Il titolo "La musica nella narrativa breve del Medioevo" richiama esplicitamente l’idea che la musica non sia mero fondale formale o decorativo, ma attore protagonista nella costruzione del racconto, nella distribuzione dei ruoli e nella formazione dell’immaginario sonoro.
La sessione su Boccaccio mette in primo piano la presenza musicale nella produzione narrativa, in particolare attraverso analisi delle ballate, dell’ottava siciliana, e delle strutture musicali implicite nei testi novellistici: il sito Decameron Web sottolinea come "la musica gioca un ruolo piccolo ma critico ne Il Decameron sia dal punto di vista organizzativo che narrativo" e che "ogni giorno di racconti è chiuso da una canzone" che marca la transizione fra le novelle del giorno e quelle del successivo.
In secondo luogo l’evento si colloca nel quadro più ampio degli studi sulla musica medievale come fenomeno incarnato nella cultura visiva, sonora e performativa. La letteratura specializzata ha mostrato che le canzoni narrative medievali erano spesso pervase di funzione storica, educativa e identitaria: H. van der Werf, ad esempio, analizza che «some two hundred French poems can be typified as "narrative songs"» nel contesto medievale. In un’altra ottica la musicologia contemporanea esplora come la ripetizione, la struttura ciclica, le emozioni estetiche della musica medievale riflettano i processi di formazione identitaria e memoria collettiva.
Dal punto di vista tematico emergono scuole di riflessione stimolanti. Il concetto di "musica nella narrativa breve" induce a considerare alcune direttrici: la musica come dispositivo strutturante del testo narrativo, la musica quale indice di oralità e memoria - primordiale o secondaria -, la musica come mediazione fra mondo letterario e mondo performativo, e infine la musica come dato lessicale che richiama strumenti, categorie sonore, ruoli sociali (cantore, menestrello, musica urbana, musica rituale).
Per esempio, l’esplorazione del lessico che accompagnava la musica nei testi agiografici medievali costituisce materia di riflessione nella sessione quattro, evidenziando come termini come "submissa voce", "accordatura" dello strumento, "ballata" o "ottava siciliana" non siano meri ornamenti, ma risorse semantiche che rimandano a pratiche sonore e ideali estetici. In effetti, la storia della musica medievale sottolinea che l’evoluzione della notazione, della trasmissione e della polifonia fu strettamente legata alle condizioni materiali, sociali e culturali dei contesti d’uso.
Una riflessione complessiva che può essere avanzata è che questo evento rappresenta anche un segnale della crescente maturità degli studi interdisciplinari fra letteratura medievale, musicologia e storia sociale. La narrativa breve del Trecento non è più vista come enclave puramente letteraria isolata, ma come sede di interazioni sonore, performative e linguistiche che meritano un approccio integrato.
L’analisi della presenza musicale nei testi narrativi non soltanto arricchisce la comprensione formale (metrica, lessico, modulazione) ma contribuisce a ricostruire i mondi di ascolto, gli scenari urbani o rurali, il rapporto tra scrittura e oralità, e l’uso della musica come simbolo di appartenenza o di alterità. In tal modo, la prossima iniziativa conferisce alla musica medievale non solamente un ruolo di oggetto d’indagine, ma anche una posizione attiva nella costruzione narrativa e culturale del Medioevo.
In considerazione da quanto esposto, l’evento appare come un luogo privilegiato per riflettere sul rapporto fra musica, scrittura e società nel Medioevo, con l’opportunità di consolidare nuove vie di ricerca e di far emergere la narrativa breve come sede privilegiata per l’indagine della musica medievale in contesti urbani e letterari. Di seguito il programma completo dell'incontro.
20 novembre
14.00 - SESSIONE 1
Boccaccio
Coordina: Maria Sofia Lannutti
Davide Rubinetti, Università Roma Tre
Le ballate di Filostrato e Dioneo: modelli letterari e ricadute interpretative
Jon Solomon, University of Illinois Urbana-Champaign
Ancient and Trecento Music in Boccaccio's Genealogia deorum gentilium
Giacomo Ferraris, Università di Bolzano
Chi mi furò (la grasta): Sparizioni e ricomparse di generi e repertori poetico-musicali italiani, fra Trecento e primo Quattrocento
Matteo Guidozzi, Università di Bologna
Boccaccio e l'ottava siciliana: un passo del Filocolo e una novella del Decameron
21 novembre 9.00 - SESSIONE 2
Dopo Boccaccio (1) Coordina: Luca Gatti
Jason Stoessel, University of New England
Moral Ideals through Musical Models: The Representation and Function of Music in Late Trecento Novella Collections
Lachlan Hughes, University of Cambridge
Song Citations in Sacchetti's Trecentonovelle
Luca Gatti, Università di Pavia
Musica e paesaggio sonoro nel Trecentonovelle
Sofia Masut, Conservatorio di Castelfranco Veneto
Per una prassi vivente. Prospettive di ricerca su oralità, improvvisazione e trasmissione musicale nella Firenze tardomedievale
Nicola Esposito, Palacký University Olomouc
Quando te la canta un letterato: politica in musica nel Novelliere di Giovanni Sercambi
14.00 - SESSIONE 3
Dopo Boccaccio (2)
Coordina: Antonio Calvia
Elena Abramov-van Rijk, Studiosa indipendente
Gerusalemme Rileggendo con prudenza il Libro di Saporetto di Simone Prodenzani: verso una nuova datazione
Paola Mondani, Università Telematica Leonardo da Vinci
Binomio cornice (oralità) - rubrica (scrittura) nella novellistica post-boccacciana: il caso di Masuccio Salernitano
Monica Marchi, Università di Siena
La musica nella vita della città. Qualche nuova riflessione sulle «Novelle» dello Pseudo Gentile Sermini
16.00 - SESSIONE 4
Lessico musicale Coordina: Lucia Marchi
Ella Bernadette Nagy, Conservatorio «G. Puccini» della Spezia
Accordare lo strumento nei testi narrativi medievali
Speranza Cerullo, Università di Pisa
La musica e il lessico della musica nella narrativa agiografica
Lucia Marchi, Università di Trento
"Submissa voce": il lessico musicale del Riso di Nostra Donna di Simone d'Angelo dei Bocci da Siena (1486)
19.00 - CONCERTO
Marginalia. Da Boccaccio ai frammenti musicali d'Appennino
Ensemble Fragmenta Sara Maria Fantini, Federica Bocchini, Elizabeth Sommers
22 novembre 9.00 - SESSIONE 5
Francia: fuori e dentro la narrativa
Coordina: Yolanda Plumley
Yolanda Plumley - Anne Stone, Emerita, University of Exeter City University of New York
Re-Imagining Refrain Song in Guillaume de Machaut's Remede de Fortune
R. Barton Palmer, Emeritus, Clemson University
Lyric «Interpolations» in Machaut's Remede de Fortune and Voir Dit: Expressivity and Performativity
Daniel Leech-Wilkinson, Emeritus, King's College London
Boccaccio's Muoviti Amore and Machaut's Se pour ce muir
Gaël Saint-Cricq, Université Lumière Lyon 2
The Miller, the Woman and St. Denis: Miniaturizing Paris in the thirteenth century
David Fallows, Emeritus, University of Manchester
Rhyming cadences from Machaut to Fayrfax, with special attention to Landini and Paolo Tenorista

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