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Monteverdi 1610 Vespers, la nuova sfida di Hollingworth: I Fagiolini rilanciano il Vespro della Beata Vergine

Nel quarantesimo anniversario della loro attività, I Fagiolini presentano una nuova lettura dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, anticipando la registrazione in uscita nel 2026. Un progetto di rara ambizione, che unisce rigore filologico e vitalità teatrale.



L’ensemble britannica I Fagiolini, diretto da Robert Hollingworth, si prepara a pubblicare una nuova registrazione del Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, prevista per settembre 2026. Il progetto, sostenuto da una campagna di crowdfunding e inserito nella serie Monteverdi 1610, si presenta come una delle operazioni più attese nel campo della prassi storicamente informata, con l’obiettivo dichiarato di offrire "the Vespers recording of this generation".

I concerti di Londra e del Lammermuir Festival hanno fornito un’anteprima eloquente di ciò che sarà la nuova registrazione dei Vespri monteverdiani. Inserito nella rassegna Memory Unwrapped e coincidente con il quarantesimo anniversario dell’ensemble, il debutto del programma ha riunito un cast vocale di primo piano con Nicholas Mulroy, Matthew Long, Julia Doyle e Ciara Hendrick, affiancati dall’English Cornett and Sackbut Ensemble. Con l’impiego di cornetti, tromboni e archi barocchi, I Fagiolini hanno proposto una lettura caratterizzata da energia, precisione e luminosità timbrica, qualità che riflettono la solidità di un approccio maturato in anni di ricerca filologica e di pratica concertistica ai vertici della scena europea.

La lettura di Hollingworth si fonda su una chiara visione filologica. L’esecuzione a parti reali, la cura del tactus e l’accordatura elevata (intorno a 466 Hz, attestata nel Veneto seicentesco) contribuiscono a una sonorità luminosa e tersa. Nei salmi emerge la chiarezza del disegno contrappuntistico, con piccole unità vocali che sostituiscono il peso della massa corale, favorendo una resa più mobile e articolata. La recensione di Bachtrack ha definito il Duo Seraphim «frankly astonishing», lodandone brillantezza e precisione. Altrettando lodevole la critica di Andrew Benson-Wilson di Early Music Reviews +, che ha sottolineato la coerenza del gesto direttoriale e la qualità dell’ensemble.

Il Nigra sum, affidato alla voce di Nicholas Mulroy, ha rivelato un’intensità introspettiva che ha unito  eleganza e tensione, mentre la Sonata sopra Sancta Maria conferma l’equilibrio fra vitalità ritmica e nitore strumentale. Se le esecuzioni dal vivo hanno messo in luce la dimensione più teatrale e immediata dei Vespri, la registrazione si annuncia come una lettura capace di ridefinire la percezione monteverdiana contemporanea. Con rigore, brillantezza e sensibilità interpretativa, I Fagiolini confermano la loro posizione tra le realtà più consapevoli e raffinate della scena internazionale.

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