Passa ai contenuti principali

Chianti Docg: dal Rosé alla sottozona "Terre di Vinci", le novità del nuovo disciplinare

Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato le modifiche al disciplinare di produzione della Docg Chianti, pubblicate in Gazzetta Ufficiale e ora in vigore. Il nuovo testo, frutto di un percorso avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020, introduce la tipologia Chianti Rosé Docg, formalizza la sottozona Terre di Vinci e rafforza i meccanismi di controllo e tracciabilità lungo tutta la filiera.


Il disciplinare di produzione della Denominazione di origine controllata e garantita Chianti ha ricevuto il suo aggiornamento più sostanziale degli ultimi anni. L'approvazione ministeriale, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, conclude un iter avviato nel 2020 dal Consorzio Vino Chianti per adeguare le norme produttive all'evoluzione dei mercati e alle trasformazioni climatiche in atto nel comparto vitivinicolo toscano.

La principale novità tipologica è l'introduzione del Chianti Rosé Docg. La nuova categoria, elaborata a partire da una base ampelografica incentrata sul Sangiovese con una soglia minima del 50% — affiancato da altre varietà autoctone e da una quota di vitigni a bacca bianca non superiore al 10% — risponde a un segmento di mercato in espansione tanto sul territorio nazionale quanto sui principali mercati internazionali. Le stime del Consorzio collocano il potenziale produttivo iniziale intorno ai dieci milioni di bottiglie, a partire dai vini dell'annata 2025. La nuova tipologia muove dagli stessi vitigni e dallo stesso territorio che danno origine ai vini rossi della denominazione, ma si propone con uno stile più fresco e adatto a occasioni di consumo differenti da quelle tradizionalmente associate al Chianti.

Sul fronte della geografia denominazionale, il nuovo disciplinare formalizza l'ingresso della sottozona Terre di Vinci, ottava menzione geografica aggiuntiva della Docg dopo le sette preesistenti, ovvero Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rùfina. La sottozona comprende i comuni di Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio e Capraia e Limite, un territorio che già produceva Chianti Docg nell'ambito della denominazione di base e che ottiene ora il riconoscimento formale di una propria identità geografica, con facoltà di indicarne il nome in etichetta. 

L'inserimento della nuova sottozona nasce dall'esigenza espressa dai produttori di caratterizzare in modo più preciso il proprio prodotto, legandolo al territorio di origine, in una logica di valorizzazione che il Chianti Classico aveva già percorso con l'introduzione delle Unità geografiche aggiuntive. Il legame con Vinci, luogo di nascita di Leonardo da Vinci, conferisce alla menzione una risonanza storica e culturale che le aziende del territorio hanno sollecitato con determinazione nel corso dell'intero processo di revisione.

Sul versante delle norme di controllo, il nuovo disciplinare introduce l'obbligo di ottenere il certificato di idoneità dell'Organismo di Controllo prima di qualsiasi trasferimento di partite di Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione, nonché la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla Docg. Si tratta di misure che mirano a rafforzare la tracciabilità dell'intera filiera e a garantire una tutela più efficace per il consumatore, in un contesto in cui la reputazione commerciale della denominazione dipende anche dalla solidità dei meccanismi di verifica.

«Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione», ha dichiarato Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti. «Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall'altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico». Sul Rosé in particolare, Busi ha sottolineato come la nuova tipologia consenta di presidiare un segmento in espansione nei mesi estivi, periodo in cui la denominazione registra tradizionalmente un rallentamento nelle vendite. Il nuovo disciplinare, ha concluso il presidente, «è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia».

Commenti

Post popolari in questo blog

È del poeta il fin la meraviglia, Gianbattista Marino: l'Adone manifesto poetico del barocco italiano

Gianbattista Marino è una delle figure più emblematiche della letteratura barocca italiana, e il suo poema L'Adone è considerato un vero e proprio "manifesto poetico del Barocco", non solo in Italia ma in tutta Europa. Ecco un'analisi del suo ruolo e delle caratteristiche che lo rendono un'opera fondamentale per il periodo. Marino fu un poeta innovativo, tra i massimi esponenti della poesia barocca, noto per il suo stile elaborato, ricco di metafore, giochi di parole e virtuosismi linguistici. La sua poetica si distacca dalla tradizione classica e rinascimentale, abbracciando invece i principi del Barocco: l'arte come meraviglia, l'ostentazione della tecnica e la ricerca del sorprendente. Marino visse in un'epoca di grandi cambiamenti culturali e sociali, e la sua opera riflette questa complessità. L'Adone è un poema epico-mitologico in 20 canti, composto da oltre 40.000 versi. Narra la storia d'amore tra Venere e Adone, tratta dalla mitologia ...

"La prima notte di quiete" di Valerio Zurlini e la Madonna del parto

Uno dei capolavori più ammirati di Piero della Francesca attraverso gli occhi di un maestro della "settima arte". "Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura, termine fisso d'eterno consiglio, tu sei colei che l'umana natura nobilitasti, sì che il suo fattore, non disdegnò di farsi sua fattura" Nella piccola chiesa di Santa Maria a Momentana, isolata in mezzo al verde delle pendici collinari di Monterchi, Piero della Francesca dipinse in soli sette giorni uno dei suoi più noti e ammirati capolavori che oggi richiama nella Val Tiberina visitatori da tutto il mondo. La datazione esatta dell`opera è incerta, oscillando, a seconda delle teorie, dal 1450 a oltre il 1475. Non sono chiare le motivazioni della committenza né della scelta del soggetto, tema piuttosto frequente nell’iconografia spagnola, ma del tutto insolito in quella italiana. L’affresco rappresenta la Vergine incinta, in piedi al centro di una preziosa tenda ...

Studi danteschi, il commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano: a Villa Alfieri una nuova lettura di Dante alla prova della storia

Si terrà presso la Sala Conferenze di Villa Altieri la presentazione del Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore.  Un appuntamento di rilievo nel panorama degli studi danteschi contemporanei, che porta all’attenzione un’opera  costruita su un impianto metodologico rigoroso e orientata a riconsiderare in profondità i presupposti interpretativi della Commedia. Mercoledì 29 aprile 2026, nella Sala Conferenze di Villa Altieri, sede del Centro Pio Rajna, viene presentato il Commento integrale alla Divina Commedia di Mario Aversano, pubblicato da Rubbettino Editore nel 2025. L’incontro romano si colloca entro una linea di ricerca che, negli ultimi decenni, ha progressivamente riaperto il testo dantesco a nuove ipotesi esegetiche, sollecitando una verifica critica dei modelli consolidati. In questo contesto, la pubblicazione del lavoro di Aversano si distingue per ampiezza di prospettiva e coerenza metodologica, proponendo una lettu...