Laureatus in Urbe, al via il seminario di studi petrarcheschi tra filologia, ricezione e nuovi orizzonti critici
Prende il via con apertura presso la University of Notre Dame Rome e proseguimento nella Sala Conferenze di Villa Altieri, sede del Centro Pio Rajna, il seminario annuale «Laureatus in Urbe», giunto alla decima edizione. Organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Roma Tre in collaborazione con il Center for Italian Studies della University of Notre Dame, il Centro Pio Rajna e il Boston College, il seminario riunisce giovani ricercatori italiani e internazionali - laureati, dottorandi e dottori di ricerca - attorno a questioni aperte della filologia e degli studi petrarcheschi, sotto la guida di un comitato scientifico di riconosciuta autorità internazionale.
La decima edizione del seminario annuale «Laureatus in Urbe», segna un momento di bilancio e di rilancio per uno degli appuntamenti più consolidati nel panorama europeo degli studi petrarcheschi. I lavori prenderanno avvio il 16 giugno presso la University of Notre Dame Rome, Via Ostilia 15, Aula Walsh. I saluti istituzionali di Silvia dall'Olio, Director della sede romana, e di Sabrina Stroppa, membro del Comitato Scientifico, apriranno una giornata articolata in tre sessioni pomeridiane, presidiate rispettivamente da Maria Sole Costanzo, Martina dal Cengio e Gaia Tomazzoli, con una lezione magistrale di Luca Marcozzi a fare da cerniera tra l'apertura istituzionale e il lavoro dei giovani ricercatori.
La sessione delle ore 15.00 metterà a fuoco tre linee di ricerca distinte ma convergenti nel tracciare la fortuna di Petrarca attraverso mediatori storicamente determinati. Alessia Scotti porterà all'attenzione del seminario la figura di Pellegrino Zambeccari, lettore e cultore del poeta, aprendo una riflessione sui canali di trasmissione del testo petrarchesco nell'ambito della cultura umanistica bolognese.
Sara Ronzoni sposterà l'asse cronologico e geografico verso la fine del Settecento, rintracciando presenze petrarchesche ne L'arbore di Diana di Lorenzo Da Ponte e Martín y Soler, un'opera buffa viennese del 1787 che rivela quanto la mediazione letteraria del Canzoniere potesse operare anche in contesti apparentemente lontani dalla tradizione lirica italiana.
Bruno Giulino affronterà la questione della censura, ricostruendo il caso della condanna di Gabriele Barri e le sue implicazioni sulla circolazione del testo nelle biblioteche private, un terreno di indagine che interroga i meccanismi di controllo ecclesiastico sul patrimonio letterario volgare in età moderna.
La sessione delle ore 17.00, presieduta da Martina dal Cengio, si aprirà con un intervento di Mario Ciusa dedicato al rapporto tra Petrarca e Giotto, letto attraverso la categoria delle immagini di virtù in un'ottica che investe tanto la storia dell'arte quanto la semantica del testo letterario.
Jacopo Pesaresi analizzerà le versioni latine dei Trionfi prodotte da un umanista e da un predicatore, due figure che restituiscono la complessità degli usi del poema nell'ambito delle pratiche culturali e devozionali del Quattrocento.
Olga Szadkowska-Mańkowska porterà l'attenzione sulla ricezione polacca di Petrarca, concentrandosi sulle opere drammatiche e sulle sfide che la tradizione petrarchistica pone a un contesto linguistico e culturale lontano da quello di origine, in una prospettiva comparatistica che il seminario coltiva con continuità.
La sessione delle ore 18.15, presieduta da Gaia Tomazzoli, affronterà i testi latini maggiori. Riccardo Magli proporrà una lettura del De otio religioso come luogo di tensione tra ortodossia e scarto, un testo che il titolo della relazione - con l'inciso parentetico «(non) religioso» - segnala come problematico nella sua stessa definizione di genere.
Mathilde Cazeaux condurrà un'analisi dell'Africa attraverso lo studio dei paratesti, riflettendo sui contributi e sui limiti che questa via d'accesso offre alla comprensione del poema epico. Antonio Borrelli chiuderà la giornata con un contributo sulla materia guerresca nell'Africa, richiamandosi alla formula con cui Petrarca descrive il proprio poema "inenarrabile bellum" per interrogare le modalità con cui la guerra viene costruita retoricamente nel testo.
La giornata conclusiva del 17 giugno si terrà nella Sala Conferenze di Villa Altieri, sede del Centro Pio Rajna. Dopo i saluti di Annamaria Malato, la mattinata si aprirà con una tavola rotonda dedicata al bilancio decennale del seminario, coordinata da Theodore J. Cachey Jr. con la partecipazione di Benedict Buono, Matthias Bürgel, Loredana Chines, Lorenzo Geri, Chiara Sbordoni, Andrea Severi e Franco Suitner.
La presenza congiunta di studiosi di generazioni e provenienze diverse offrirà l'occasione per misurare lo stato degli studi petrarcheschi e le direzioni verso cui la disciplina si orienta, in un confronto che non si limiterà al consuntivo storiografico ma toccherà questioni di metodo e prospettiva che attraversano trasversalmente le ricerche presentate nelle due giornate.
La sessione delle ore 11.15, presieduta da Thomas Persico, raccoglierà tre contributi accomunati dall'interesse per la ricezione e la riscrittura del testo petrarchesco. Matteo Bridi porterà all'attenzione due casi poco noti di riscritture dei Trionfi, quelle di Cleofe Maria Gabrielli e di Giovanni Paolo Vasio, restituendo visibilità a traduttori e rifacitori operanti ai margini del canone ma significativi per la comprensione della fortuna del poema.
Elisa Bisson proporrà una rilettura del manoscritto Vaticano Latino 4786, indagando se quel codice tramandi una lettura fiorentina dei Rerum vulgarium fragmenta mediata da Francesco Filelfo, una questione che investe insieme la storia della tradizione manoscritta e i circuiti di ricezione umanistica del Canzoniere.
Tommaso de Rosa sposterà l'orizzonte verso la cultura ottocentesca, esaminando la presenza dell'eredità petrarchesca nel patrimonio culturale e artistico di Giosuè Carducci, in un percorso che mostra la persistenza del modello lirico trecentesco fino alle soglie della modernità letteraria italiana.
La sessione delle ore 12.45, presieduta da Giorgio C. Priolo, orienterà l'attenzione verso il Petrarca latino e il Petrarca politico. Giorgia Buscema analizzerà il laboratorio filologico del poeta nella riscoperta del Cicerone retorico, illuminando le modalità concrete con cui Petrarca costruiva il proprio rapporto con i testi antichi, tra collazione, annotazione e appropriazione critica.
Renato Ricco affronterà il rapporto tra Petrarca e Bernardo di Chiaravalle in chiave di addenda alla letteratura secondaria esistente, segnalando connessioni e problemi ancora aperti che la critica ha trattato in modo discontinuo.
Matteo Rimondini esaminerà l'atteggiamento di Petrarca verso Cola di Rienzo attraverso la lente della teoria delle virtù, mostrando come le posizioni del poeta nei confronti del tribuno romano oscillino tra adesione e distanza in funzione di categorie etiche e politiche che il testo consente di ricostruire con precisione.
La sessione pomeridiana, presieduta da Silvia Argurio, chiuderà il seminario con tre relazioni dedicate al Canzoniere e alle lettere. Madeline Grossman indagherà la funzione del viaggio come strategia retorica nelle lettere autobiografiche di Petrarca, leggendo gli itinerari reali e ideali del poeta come strutture argomentative prima ancora che narrative.
Dillon Hughes proporrà un'analisi di snodi minori ma decisivi nella sequenza del Canzoniere, in una prospettiva microfilologica che restituisce peso a passaggi spesso trascurati dalla critica a favore dei testi canonici.
Sofia Peleggi esaminerà la figura di Laura come presenza creaturale di ascendenza omerica nella lirica petrarchesca, aprendo una linea comparatistica che coinvolge la tradizione epica greca e la sua mediazione latina nella costruzione dell'immagine femminile del Canzoniere. Le conclusioni saranno affidate a Paolo Rigo e Maria Sole Costanzo.
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