mercoledì 13 settembre 2017

Vitigni resistenti. Dalla Svizzera, cinque nuove varietà resistenti alla botrytis

La diffusione dei nuovi vitigni è iniziata quest’anno tramite la filiera di certificazione svizzera. Tra questi presente anche il Nerolo, un incrocio con il nostro Nebbiolo.


Sviluppati dall'istituto di ricerca Agroscope, queste cinque nuove varietà di uva a bacca rossa sono state ottenute da incroci con il Gamaret, vitigno che offre una buona resistenza al marciume grigio, con varietà di uve europee ad elevato potenziale qualitativo: Merlot, Cabernet Franc, Humagne rouge ed il nostro Nebbiolo. 


Sono stati battezzati rispettivamente: Cabernello (Gamaret x Cabernet franc), Merello e Gamarello (Gamaret x Merlot), Cornarello (Gamaret x Humagne rosso) e Nerolo (Gamaret x Nebbiolo). Nascono da un progetto a cura di Agroscope, centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica, con l'intento di selezionare e creare nuove varietà di vite per una viticoltura nel segno della sostenibilità e conservazione della biodiversità. 

I cinque nuovi vitigni, derivanti dalla selezione di meticci di Vitis vinifera (selezione intraspecifica) sono stati omologati e la loro diffusione è già iniziata nell'anno in corso tramite la filiera di certificazione svizzera. Le nuove varietà hanno fornito prova di una buona resistenza al marciume grigio; un comportamento agronomico ed enologico ottimale in una larga gamma di situazioni pedoclimatiche, permettendo di produrre vini con le caratteristiche dei vitigni prestigiosi dai quali derivano, anche in condizioni viticole non ottimali a livello di esigenze climatiche.

Oltre a queste varietà resistenti, Agroscope svilupperà, nell'ambito di un altro programma di ricerca, nuove varietà di uve a bacca bianca multiresistenti (botrytis, oidio e peronospora) che dovrebbero essere registrate entro il 2019.

Il gamaret

Creato nel 1970 nella stazione di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil, il Gamaret nasce da un incrocio tra Gamay e Reichensteiner (vitigno a bacca bianca tedesco), ed è stato realizzato per ottenere un vitigno simile al Gamay, ma più resistente e con un colore più ricco. Lanciato ufficialmente sul mercato nel 1990, è fratello del Garanoir e del Mara. Il nome proviene dai due vitigni da cui deriva. Il Gamaret è precoce ed è estremamente resistente alla botrite. Presente anche in Val d'Aosta, la coltivazione di questo vitigno è diffusa soprattutto in Svizzera, e dal 2008 è autorizzata anche nella regione francese del Beaujolais. Produce vini colorati, speziati, molto tannici e spesso utilizzati per gli assemblaggi. Il Gamaret, se vinificato in purezza, da vini rossi ben colorati e strutturati, ricchi in tannini ed adatti ad un moderato invecchiamento; nel complesso un vino piacevole ed equilibrato, talvolta con note speziate. 

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