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La musica classica come patrimonio vivo. Cremona celebra la ricerca musicologica: al via la terza edizione del Premio ADUIM

Il 27 febbraio Palazzo Raimondi a Cremona ospita la terza edizione del Premio ADUIM, il riconoscimento che l'Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica assegna alle migliori pubblicazioni scientifiche in campo musicologico. Quest'anno il premio cambia formula, alternando annualmente produzioni musicali e studi scientifici. I vincitori 2025 sono Daniele Palma, con la monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell'Opera (1887–1948), e Francesco Fontanelli, per il saggio The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the "Backstage" of Beethoven's Late Style, pubblicato su The Beethoven Journal. A seguire il concerto del Quartetto Goldberg della Fondazione Stauffer.

Foto via Hf4 

Nato per iniziativa dell'Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica, il Premio ADUIM rappresenta dal 2024 un riconoscimento conferito dai docenti di musica delle università italiane alle produzioni di valore in cui ricerca, analisi e riflessione critica si traducono in strumenti di conoscenza condivisa. Un progetto che si inserisce nel più ampio impegno dell'associazione, attiva dal 1994 nella promozione e nello sviluppo delle discipline musicali all'interno dell'università italiana e nel dialogo con le altre aree del sapere.

A partire da quest'anno, il Premio "raddoppia", inaugurando una nuova categoria. Non più soltanto le produzioni musicali caratterizzate da un nesso diretto con la ricerca musicologica, ma anche le migliori pubblicazioni scientifiche del biennio precedente l'anno della premiazione. I due riconoscimenti si alterneranno con cadenza annuale, confermando la volontà di ADUIM di valorizzare, di volta in volta, le diverse forme attraverso cui la ricerca musicale prende forma e voce.

Per l'edizione 2025, il Premio ADUIM è stato assegnato a due pubblicazioni scientifiche che si sono distinte per originalità, qualità metodologica e rilevanza nel dibattito musicologico internazionale. La monografia Recording Voices. Archeologia fonografica dell'Opera (1887-1948) di Daniele Palma, pubblicata nel 2024 dalla Libreria Musicale Italiana nella collana "Studi e saggi", è stata premiata per la capacità di ridefinire lo studio della voce registrata attraverso un approccio innovativo che combina vocologia, studi sulla fonografia e archeologia mediale, offrendo un contributo finora mancante nel panorama degli studi musicologici.

Una delle vicende più affascinanti nella storia culturale dell'opera in musica è il suo incontro con la fonografia agli albori del Novecento. Il volume di Palma, di oltre quattrocento pagine, segue e ricostruisce in chiave di archeologia mediale le tappe essenziali di questo percorso di trasformazione, sondandolo nei diversi domini in cui si è manifestato. Dai discorsi sulla voce mediatizzata nelle riviste di settore alle pratiche didattiche del canto d'arte, sulle due sponde dell'Atlantico; dal confronto - a volte frustrante - dei performer col diaframma di incisione ai mercati materiali e simbolici di industria e "fonoamatori". Il testo esplora le attività di alcuni illustri maestri impegnati a forgiare le voci dell'epoca, e analizza le performance mediali di tenori celebri, intenti a interpretare capolavori del repertorio verdiano e pucciniano, insieme alle testimonianze degli ascoltatori che, esprimendo gradimento o delusione discografica, si facevano fucina di immaginari musicali.

Il saggio di Francesco Fontanelli The Movement Plans for the Quartet Op. 127 and the "Backstage" of Beethoven's Late Style, pubblicato nel 2024 su The Beethoven Journal, la rivista peer-reviewed edita dall'Ira F. Brilliant Center for Beethoven Studies della San Jose State University, è stato invece riconosciuto per l'ampiezza e la profondità di una ricerca che apre nuovi orizzonti interpretativi sulla fase tarda della produzione beethoveniana, mettendo in luce i processi creativi e le strategie compositive alla base di una delle opere più complesse del compositore.

Quattro piani di movimento sono conservati per il Quartetto per archi op. 127 in mi bemolle maggiore, abbozzati tra febbraio 1823 e l'estate del 1824, nei quali il compositore esplora modalità alternative di gestione della forma e del contenuto musicale. Fontanelli, musicologo formatosi all'Università di Pavia con un dottorato conseguito nel 2019 proprio sul Quartetto op. 127, analizza questo materiale inedito portando alla luce documenti di straordinaria rilevanza: un Adagio in mi maggiore che nel progetto originale doveva precedere il Finale del quartetto, e uno schizzo per un movimento di carattere marziale che sarebbe diventato lo Scherzo.

Particolarmente significativa è la scoperta che il movimento originariamente previsto come secondo tempo dell'op. 127, un Allegro grazioso in do maggiore intitolato "La gaieté", trae il proprio titolo dalle raccolte di danze campestri di metà Settecento. Questo dato suggerisce una lettura meno austera dello stile tardo beethoveniano, mostrando un compositore tutt'altro che alienato o fuori dal tempo, ma piuttosto desideroso di ristabilire il contatto con le radici del cosiddetto classicismo viennese.

A fare gli onori di casa e a moderare la cerimonia di premiazione, che avrà inizio alle ore 18.30, saranno il Presidente ADUIM Luca Aversano (Università Roma Tre) e la Vicepresidente Donatella Restani (Università di Bologna), cui spetterà anche la consegna dei premi.

La cerimonia conclude un pomeriggio di lavori che si apre alle 14.30 con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell'Università di Pavia Alessandro Reali, del Direttore del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali Daniele Sabaino e dello stesso Luca Aversano. Il programma prosegue con una prima tavola rotonda dedicata allo stato e alle prospettive della ricerca musicologica italiana nel contesto internazionale. Moderato da Michela Garda e Maria Rosa De Luca, il confronto mette in dialogo esperienze e progetti in corso, interrogando il ruolo della ricerca italiana in una dimensione sempre più interconnessa e globale.

Nel corso del pomeriggio, una seconda tavola rotonda affronta il tema dei dottorati in discipline musicali nell'odierno panorama della ricerca, aprendo uno spazio di riflessione sui modelli formativi, sulle traiettorie accademiche e sulle trasformazioni in atto nei percorsi di alta formazione, sotto la moderazione di Pietro Cavallotti e Anna Tedesco.

Al termine della premiazione si esibirà il Quartetto Goldberg, costituito da giovani strumentisti allievi della Fondazione Stauffer (Jingzhi Zhang, Giacomo Lucato, violini; Matilde Simionato, viola; Martino Simionato, violoncello), che eseguirà un programma dal titolo "Equilibri in Metamorfosi", composto da musiche di F.J. Haydn (Quartetto op. 76 n. 2 detto "Le Quinte"), E. Schulhoff (Cinque pezzi per quartetto d'archi), F. Mendelssohn (Quartetto op. 44 n. 2).

Tengo a sottolineare che il Premio ADUIM rappresenta un osservatorio privilegiato sulle forme più avanzate della ricerca musicologica, capace di intercettare le trasformazioni del pensiero musicale contemporaneo e di valorizzare quei contributi che rinnovano le modalità di studio, interpretazione e trasmissione del patrimonio musicale.

La giuria del Premio ADUIM è composta da Dinko Fabris (Università della Basilicata); Serena Facci (Università di Roma Tor Vergata); Michela Garda (Università di Pavia-Cremona); Giovanni Giuriati (Sapienza Università di Roma, presidente); Nicoletta Guidobaldi (Università di Bologna); Raffaele Mellace (Università di Genova); Graziella Seminara (Università di Catania). 

Le deliberazioni per le assegnazioni dei premi sono avvenute sulla base di criteri espliciti, come innovatività di metodo, originalità dei contenuti, impatto sulla comunità scientifica di riferimento, capacità di ampliare gli orizzonti disciplinari. 

L'evento si terrà presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia, Palazzo Raimondi - Corso Giuseppe Garibaldi, 168, Cremona.

Questo articolo è stato pubblicato anche su: https://www.musicantiquajournal.eu/

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