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mercoledì 12 dicembre 2012

Vino e ricerca, al vigneto piace Mozart

Recenti studi hanno dimostrato che alcuni tipi di musica, come ad esempio quella di Mozart, avrebbero un benefico effetto sul ciclo vitale dell’uva, fino alla sua trasformazione in vino.







Già ci erano noti gli effetti terapeutici della musica sull’uomo attraverso la Musicoterapia, la tecnica che grazie ad un impiego razionale dell’elemento sonoro, promuove il benessere dell’intera persona: corpo, mente e spirito. E questo sembrerebbe valere anche per il mondo animale: alcuni scienziati notarono infatti che, facendo ascoltare musica sinfonica alle mucche, queste producevano più latte.

Anche le piante, secondo una recente ricerca, possono beneficiare di questi effetti positivi: facendo ascoltare ad una coltivazione di mais nell’Illinois musica classica 24 ore su 24 si è registrato un incremento nella velocità di germinazione delle piante, nel peso delle pannocchie ed addirittura nella fertilità del terreno.

Thomas Koeberl e Markus Bachmann, due studiosi di enogastronomia viennesi, hanno sperimentato gli effetti della musica su alcuni vigneti, diffondendo un’aria specifica composta da Wolfgang Amadeus Mozart. E sembrerebbe proprio che il Maestro di Salisburgo, sia il compositore prediletto dalle viti, e che nello specifico abbiano un debole per la sinfonia n. 41.

I due studiosi hanno notato inoltre come quest'opera abbia un benefico influsso lungo tutto il processo di produzione di vino. Il suo sapore si impreziosisce di "note" fruttate e di grande raffinatezza. Questo sembrerebbe dovuto al valore di glicerina, che aumenterebbe a discapito di quello dello zucchero.

E' l’aumento di glicerina a generare il cosiddetto mouthfeeling, ovvero la sensazione in bocca che un determinato vino ci procura. Bene di fatto il vino diventa più maturo dal sapore più tondo e  complesso.

Per quanto permangano dubbi sull’effettiva validità che può avere tale sistema sulla coltivazione dell’uva e sulla produzione di vino, è ragionevole ritenere che la ricerca debba approfondire con ulteriori studi queste evidenze. Il concetto di biosonorità che è alla base del fenomeno è intesa come idea che l’agricoltura del futuro possa essere sostenuta dall’energia dei suoni a protezione delle piante da malattie dovute a parassiti e muffe, proprio come una cura che le vivifica e le fa crescere rigogliose. In fondo, se la buona musica ha effetti positivi sugli animi di noi mortali, non vedo allora perché debba apparire così strano che li abbia anche sulla Natura, capace forse di comprendere un armonia sonora e amarla forse più del nostro orecchio umano.