Arthemisia presenta l'autunno 2026. Da Kandinsky ad Artemisia Gentileschi, cinque grandi mostre tra Italia e Francia
Cinque città, altrettanti progetti espositivi e un percorso che attraversa oltre quattro secoli di storia dell'arte. Arthemisia ha annunciato il programma dell'autunno 2026, una stagione che porterà a Roma, Bologna, Vercelli, Firenze e Lione alcune delle esposizioni più attese dell'anno, con prestiti internazionali, collaborazioni museali e opere raramente visibili al pubblico.
Il programma autunnale 2026 consolida la presenza di Arthemisia nel circuito delle grandi esposizioni europee. La società, tra i principali operatori italiani nella produzione e organizzazione di mostre d'arte, presenta un calendario che riunisce protagonisti e stagioni fondamentali della storia dell'arte, dall'astrattismo di Vassily Kandinsky alla pittura di Artemisia Gentileschi, dal modernismo catalano all'immaginario di Marc Chagall fino all'Art Nouveau di Alphonse Mucha.
Ad aprire la stagione sarà, dal 15 settembre 2026, la mostra dedicata a Kandinsky nelle sale di Palazzo Bonaparte a Roma. L'esposizione, curata da Angela Lampe, riunirà oltre settanta opere provenienti in larga parte dal Centre Pompidou di Parigi, rese disponibili grazie alla temporanea chiusura del museo francese per lavori di restauro. L'esposizione ricostruisce l'evoluzione artistica di Kandinsky, dagli esordi figurativi alle celebri composizioni degli anni Venti, dedicando inoltre un approfondimento a Gabriele Münter, protagonista dell'Espressionismo tedesco ancora poco rappresentata nelle esposizioni italiane.
Poche settimane dopo, il 9 ottobre, Palazzo Albergati di Bologna ospiterà per la prima volta la Collezione Carmen Thyssen. Il progetto presenterà oltre cento opere dedicate alla stagione artistica sviluppatasi nella Barcellona tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, con lavori di Antoni Gaudí, Pablo Picasso, Salvador Dalí, Joan Miró, Joaquim Mir, Isidre Nonell, Joaquim Torres-García e altri protagonisti dell'arte catalana. La mostra offrirà inoltre un'anticipazione del futuro Museu Carmen Thyssen Barcelona, destinato ad accogliere stabilmente questa raccolta.
Il 13 ottobre sarà invece la volta di Vercelli, dove lo Spazio ARCA dell'ex Chiesa di San Marco dedicherà una grande retrospettiva a Marc Chagall. Cinquanta opere ripercorreranno alcuni dei temi più caratteristici della sua produzione, dalla memoria della terra natale all'esperienza dell'esilio, fino alla dimensione simbolica dell'amore, della religione e della fantasia. Il percorso sarà completato da una selezione di opere provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, proposta come occasione di confronto tra differenti poetiche del Novecento.
Il 21 ottobre il programma proseguirà a Firenze con una mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi, ospitata dal Museo degli Innocenti. Curata da Costantino d'Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, l'esposizione concentrerà l'attenzione sugli anni nei quali la pittrice raggiunse la piena maturità artistica, entrando nell'Accademia delle Arti del Disegno e lavorando per la corte medicea. Accanto ai dipinti della celebre pittrice romana saranno presentate opere di numerosi protagonisti della pittura fiorentina del Seicento, oltre a due dipinti di Caravaggio, ampliando così la prospettiva sul contesto culturale nel quale maturò la sua esperienza.
Il calendario comprenderà anche un'importante iniziativa internazionale. Dal 4 settembre 2026 il Grand Hôtel-Dieu di Lione ospiterà una vasta esposizione dedicata ad Alphonse Mucha, organizzata da Arthemisia insieme a Fever. Attraverso oltre novanta opere originali, la mostra analizzerà la figura dell'artista ceco come protagonista dell'Art Nouveau e interprete di un linguaggio visivo nel quale grafica, pubblicità, teatro, spiritualità e identità culturale concorrono a definire una delle esperienze più influenti della Belle Époque.
Nel suo insieme il programma autunnale evidenzia una linea curatoriale che privilegia esposizioni monografiche di ampia dimensione, sostenute da prestiti internazionali e da collaborazioni con musei, fondazioni e collezioni private. La presenza di istituzioni come il Centre Pompidou e della Collezione Carmen Thyssen conferma inoltre la crescente dimensione europea delle iniziative promosse da Arthemisia, che continua a puntare su mostre destinate a richiamare un pubblico ampio senza rinunciare all'approfondimento storico e critico.
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