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Robert Doisneau: al Museo del Genio oltre trenta scatti del grande fotografo francese, tra ironia tenerezza e profonda umanità

Domani 5 marzo 2026 prenderà il via la mostra Robert Doisneau al Museo del Genio. Un viaggio emozionante attraverso oltre 140 scatti che catturano la poesia quotidiana di Parigi con la maestria umanista del grande fotografo francese fino al 19 luglio.


Con ironia tenerezza e profonda umanità Robert Doisneau ha trasformato scene semplici di operai bambini innamorati bistrot e strade periferiche in immagini senza tempo. La mostra curata dall'Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero ripercorre l'intera carriera dagli anni Trenta agli scatti maturi producendo un racconto visivo coinvolgente di gesti spontanei e attimi fugaci. Arthemisia in collaborazione con Ministero della Difesa Esercito Italiano e Difesa Servizi organizza lesposizione con patrocini di Ambasciata di Francia Regione Lazio e Comune di Roma valorizzando il Museo del Genio edificio razionalista del 1939 sul Tevere.   

Tra gli scatti iconici, Le Baiser de l’Hôtel de Ville del 1950 ritrae due studenti di teatro in un bacio posato ma autentico commissionato da Life Magazine diventando simbolo globale d'amore e libertà parigina. La nascita di questa istantanea merita di essere ricordata. Il 9 marzo 1950 Robert Doisneau passeggiava per le strade di Parigi con l'incarico della rivista Life di immortalare gli innamorati della città. In un caffè vicino all'Hôtel de Ville notò una giovane coppia immersa in un bacio spontaneo e rimase colpito dalla loro naturale bellezza. Doisneau si avvicinò con discrezione per chiacchierare con loro scoprendo che si trattava di due studenti di teatro Françoise Bornet e Jacques Carteaud profondamente innamorati. Invece di scattare di nascosto propose loro di ricreare quel gesto intimo passeggiando davanti all Hôtel de Ville tra i passanti per catturarlo in piena luce. La coppia accettò con naturalezza e lo scatto finale emerse come posa perfetta ma autentica con i due protagonisti in primo piano mentre la città sfocata scorreva intorno. 

La fortuna di questa foto esplose negli anni Settanta con poster e cartoline che ne fecero il simbolo universale dell'amore parigino consolidandone il mito. Negli anni Novanta una controversia legale con una coppia che rivendicava di essere ritratta obbligò Doisneau a mostrare i provini in tribunale confermando la messa in scena consenziente e rafforzando così la sua leggenda. Questa storia rivela di fatto lo sguardo etico di Doisneau che rifiutava di violare la privacy altrui preferendo una regia delicata per fermare l'estasi autentica. Le Baiser de l’Hôtel de Ville non è solo un bacio ma un dispositivo visivo che fonde umanità realismo e ricostruzione morale della Francia postbellica.

Un chien à roulettes del 1977 La concierge aux lunettes del 1945 e L’information scolaire del 1956 catturano con umorismo momenti di vita reale mentre ritratti di Pablo Picasso Alberto Giacometti Jean Cocteau Fernand Léger e Brigitte Bardot rivelano la dimensione quotidiana di icone novecentesche. Attraverso il suo sguardo laterale non invadente Doisneau ferma il tempo contro l'oblio, rendendo eterni i piccoli gesti in un mondo più gentile.

L'esposizione celebra i 200 anni dalla prima fotografia di Niépce del 1826 e i 70 anni del gemellaggio Roma-Parigi del 1956 rafforzando connessioni culturali tra le capitali. Sponsor come Generali Italia Fondazione Terzo Pilastro e Poema, supportano questo rilancio del museo militare come spazio pubblico per l'arte contemporanea. Invita a riscoprire la bellezza nei dettagli quotidiani proprio come Doisneau auspicava con la sua battaglia contro la fugacità della vita. 

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