Musica in comunicazione. Morricone, Taggeo e la memoria della guerra: "Guernica, icona di pace" apre il DAMS Music Festival al Teatro Palladium
Al Teatro Palladium di Roma il 24 marzo 2026, in apertura della quinta edizione del DAMS Music Festival, va in scena "Guernica, icona di pace", opera-concerto con musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo eseguite dalla Nuova Pentarte Ensemble diretta da Stefano Cucci, con la voce recitante di Massimo Wertmüller. Un progetto che porta sul palco la "musica assoluta" di Morricone, il lato meno frequentato del compositore romano, affiancata al linguaggio teatrale di Taggeo, per fare della tragedia di Guernica una riflessione urgente sulla necessità di una cultura della pace.
Il 26 aprile 1937, alle ore 16:30, il campanile della chiesa di Guernica cominciò a battere il segnale di attacco aereo. La cittadina basca venne rasa al suolo dalla Legione Condor tedesca e dall'Aviazione Legionaria italiana in un'operazione concepita come esperimento bellico contro la popolazione civile. Poche settimane dopo, Pablo Picasso completava in un solo mese di lavoro la grande tela che avrebbe esposto nel padiglione spagnolo dell'Esposizione Universale di Parigi, destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili del Novecento. Analizzata fin dalla prima monografia di Christian Zervos nei Cahiers d'art non solo come resoconto di una battaglia ma come immagine della condizione umana, quella tela non racconta un episodio specifico ma denuncia l'orrore e l'assurdità di ogni conflitto, e la sua monocromia, il bianco, il nero, il grigio scelti da Picasso per esprimere terrore e violenza, continua a interrogare chi la guarda con una forza che ottantanove anni non hanno intaccato.
Da questa radice storica e visiva nasce "Guernica, icona di pace", progetto ideato da Albino Taggeo che il 24 marzo 2026 apre la quinta edizione del DAMS Music Festival al Teatro Palladium di Roma. Sul palco la Nuova Pentarte Ensemble diretta da Stefano Cucci, la voce recitante di Massimo Wertmüller, il cast vocale composto da Nunzia Santodirocco soprano, Chiarastella Onorati mezzosoprano, David Sotgiu tenore e Federico Benetti basso, con Paolo Marchi al primo violino e Carlotta Masci al pianoforte. La struttura dell'opera-concerto muove dal prologo strumentale al monologo recitato, attraversa le pagine morriconiane di "Grido" e "Se questo è un uomo" su testo di Primo Levi, e approda al madrigale dialogico "Guernica, tableau vivant" su liriche di Maria Gloria Grifoni.
Il 1 dicembre 2019, con trentuno elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci e la voce recitante di Michele Placido, "Guernica, icona di pace" andò in scena nella medesima sala, e il progetto trovò forma di registrazione discografica nell'agosto 2020. La ripresa del 2026 con Massimo Wertmüller segna un nuovo capitolo di un progetto che ha già dimostrato la propria tenuta nel tempo.
Alla cospicua produzione cinematografica, Morricone ha sempre cercato di mantenere un rapporto costante con la musica colta, lasciando un catalogo di oltre cinquanta composizioni tra pezzi solistici, da camera, sinfonici e corali, che il compositore stesso distingueva con il termine "musica assoluta" rivendicandone l'autonomia estetica rispetto al lavoro per il cinema. Due di questi lavori stanno al centro dell'opera-concerto. "Grido", composta nel 1998 per soprano, orchestra d'archi e nastro magnetico ad libitum, è l'urlo di Munch trasferito nel suono: un vocalizzo in registro acuto che abdica alla funzione semantica per farsi energia pura, presenza corporea nel tessuto orchestrale, toccando qualcosa di fondamentale nella storia della vocalità novecentesca. "Se questo è un uomo" del 2001, per soprano, voce recitante, violino solo e archi, porta dentro la musica la parola di Primo Levi nella sua forma più densa e asciutta, quella poesia-preghiera che apre il libro sulla deportazione e che è al tempo stesso un atto di accusa rivolto alla coscienza civile. Morricone affida quelle parole a una voce recitante sorretta dal violino solo e dagli archi, costruendo un ambiente sonoro in cui la parola è portata, quasi tenuta in vita dalla musica, e la sobrietà degli organici produce una densità emotiva che qualsiasi eccesso strumentale avrebbe distrutto. Sono due lavori mai registrati, che mostrano un Morricone appassionato alla musica contemporanea quanto e più di quanto non lo fosse alla musica per il cinema, e che al Palladium ritrovano la dimensione live che è la loro destinazione naturale.
Albino Taggeo è il compositore che trasforma quella memoria in forma teatrale contemporanea. Docente di Armonia e Analisi al Conservatorio Santa Cecilia, nel 1990 ha fondato insieme a un gruppo di musicisti della Scuola romana l'Associazione Culturale Pentarte, rifondato nel 2016 come Nuova Pentarte con giovani musicisti, costruendo in oltre trent'anni un laboratorio permanente in cui composizione, teatro in musica, poesia e arti visive si confrontano sistematicamente. Le sue opere per il teatro, surreali e grottesche al tempo stesso, traggono spunto da un forte legame con la cultura siciliana delle origini attraverso richiami mitologici e poetici, con una profonda ammirazione per Pasolini e per il teatro shakespeariano, e rivelano un compositore che ha fatto della comunicabilità una condizione estetica irrinunciabile, rivendicando il diritto dell'opera d'arte a essere fruibile con coerenza e senza cedimenti, in aperta controtendenza rispetto a quella sperimentazione che ha fatto del rigore formale uno strumento di separazione dal pubblico.
Il madrigale dialogico "Guernica, tableau vivant" su liriche di Maria Gloria Grifoni rappresenta la sintesi più compiuta di questa poetica. La forma del madrigale, che nella tradizione rinascimentale affidava alla polifonia vocale la resa di immagini e stati d'animo, diventa nelle mani di Taggeo il veicolo per fare della monocromia di Picasso un evento sonoro, restituendo alla tela una dimensione acustica e narrativa che i testi di Grifoni alimentano con la loro densità evocativa. Il progetto era scaturito proprio da una suggestione del testo fortemente drammaturgico della poetessa, e la struttura dialogica del madrigale riflette la natura stessa del dipinto, dove le figure non comunicano tra loro ma urlano ciascuna il proprio dolore in uno spazio condiviso.
Albino Taggeo racconta che a spingerlo verso questo progetto è stato un desiderio antico, quello che i compositori hanno sempre sentito di fronte alla tensione tra la musica assoluta, priva di qualsiasi implicazione letteraria, religiosa o semantica, e la parola, il teatro, la scena. Da quella tensione è nata "Guernica, tableau vivant", per voci e orchestra, dove gli abitanti del paese basco balzano sulla scena per esprimere il loro dolore. Fu un fortunato esperimento nato nel 2018 nel salotto del compianto Ennio Morricone, quando Taggeo gli propose di scrivere qualcosa sui diritti umani: la risposta fu immediata e positiva, e Morricone consegnò due composizioni che calzavano perfettamente con la loro idea comune di questo formato. Quattro cantanti, una voce recitante e un'orchestra da camera illuminano il testo della poetessa Maria Gloria Grifoni, sostenuto da uno spessore sonoro, timbrico e ritmico di ampio raggio, e la struttura dialogica del madrigale riflette la natura stessa del dipinto di Picasso, dove le figure non comunicano tra loro ma urlano ciascuna il proprio dolore in uno spazio condiviso.
La continuità interpretativa del programma passa attraverso Stefano Cucci, pianista, compositore e direttore d'orchestra formatosi nel repertorio sinfonico-corale con particolare attenzione alla musica del Novecento, assistente musicale di Ennio Morricone con cui ha collaborato come maestro del coro e direttore d'orchestra per le produzioni italiane ed estere. A Morricone ha dedicato il volume "Lontane Presenze... l'universo poetico di Ennio Morricone", che indaga gli ultimi venticinque anni del percorso creativo del compositore: la sua presenza sul podio della Nuova Pentarte Ensemble è quella di un musicista che conosce dall'interno sia la produzione di Taggeo sia quella morriconiana, e che porta a questo programma una consapevolezza storica e stilistica difficilmente sostituibile.
La scelta di aprire la quinta edizione del DAMS Music Festival con "Guernica, icona di pace" ben illumina il tema scelto per questa edizione, "Musica in comunicazione", come proposta di una domanda cruciale per il presente, ovvero quale ruolo assume oggi il suono nella costruzione del discorso pubblico e culturale. Tra tutti i progetti in programma dal 24 al 29 marzo al Teatro Palladium, questo è quello che pone la questione con maggiore urgenza storica, chiedendo in quale forma la memoria del dolore collettivo possa essere trasmessa senza cedere alla retorica. Ciò che Taggeo, Morricone e Cucci costruiscono insieme ha fondamento formale, radicato nella scelta degli organici, nella successione delle sezioni, nella tensione tra parola recitata e suono strumentale, e trova in questa architettura la propria necessità e la propria forza.
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