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Vino e ricerca, fitodecontaminazione per ridurre il rame nei terreni viticoli, in Francia diventa realtà

Meno rame nei terreni grazie a piante mangia-metalli. Risanare terreni viticoli inquinati da metalli pesanti diventa realtà. L'esperimento condotto in Francia in un vigneto del Beaujolais. Ecco i risultati dei test.




L’inquinamento da metalli pesanti sta assumendo negli ultimi anni un’importanza rilevante in termini di rischio ambientale e di salute pubblica. Molti terreni agricoli ricevono quantità crescenti di metalli tossici attraverso la fertilizzazione, la difesa fitosanitaria e l’impiego di acque d’irrigazione contaminate. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia della fitodecontaminazione, ovvero l'utilizzo di piante impiegate come sistemi di disinquinamento dei terreni viticoli.

La fitodecontaminazione è un processo di purificazione naturale, in quanto sfrutta la capacità delle piante di assorbire elementi e composti dal suolo per poi concentrarli nelle parti mietibili (fusto e foglie) e che se opportunamente trattate con sostanze dette chelanti che servono a rendere estraibili i metalli inquinanti, funzionano come vere e proprie pompe che operano a energia solare, in grado di assorbire dall’acqua e dal terreno non solo i sali minerali necessari per la propria sussistenza, ma anche elementi tossici minerali e/o organici.

Nel 2018, Rémi Vincent, direttore della Maison Jean Loron, nel Beaujolais, ha sperimentato la messa a dimora di piante con capacità fitoestrattive come il trifoglio su alcuni lotti di terreno inquinato, situati a Romanèche-Thorins e Fleurie.

Dopo il naturale processo vegetativo, le piante sono state rimosse ed essiccate per l'analisi della fluorescenza a raggi X. I risultati sono stati incoraggianti: la quantità di metalli pesanti presenti nelle parti aeree delle piante cresciute su uno degli appezzamenti è stata (quantità media estratta) di 4,2 kg / ha di rame, all'esame inoltre si è evidenziata anche la presenza di altri metalli pesanti come il cromo.

Risultati positivi quindi, ma al di sotto del pieno potenziale delle piante che sembra siano in grado di assorbire il doppio del rame, previsto a 8 kg / ha. Nuovi test nel 2019, saranno effettuati su un nuovo appezzamento di 1,5 ettari, associando al trifoglio anche l'orzo che sinergicamente migliorano il comportamento del suolo, limitano lo sviluppo di altre piante infestanti e apportano nuova materia organica.

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