giovedì 19 dicembre 2019

Vendemmia 2019, in Trentino grande annata per basi spumante e vini da invecchiamento

Grande annata in Trentino quella del 2019, nonostante un calo di produzione, la qualità dei vini per basi spumante e quelli da invecchiamento è eccellente. Se ne è parlato alla Fondazione Edmund Mach, nell’ambito della 12^ Giornata tecnica della vite e del vino. Focus tecnico sull'andamento stagionale fitosanitario e malattie della vite.






Il 2019 sarà ricordato per un calo della produzione di uve, ma sopratutto per la qualità dei vini ottenuti, ben oltre le aspettative, soprattutto per le basi spumante e i vini da invecchiamento. Una vendemmia con una partenza difficile a causa dei problemi di sanità delle uve per via delle piogge primaverili, ma che poi si è risolta positivamente con risultati particolarmente apprezzabili soprattutto per le basi spumante e, più in generale, una buona acidità e freschezza dei vini con punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi, come il Teroldego. Focus della giornata, l’andamento stagionale e fitosanitario, con approfondimenti su valutazioni e prospettive della vendemmia, flavescenza dorata, fosfiti in viticoltura ed emergenza cimice.

L'annata 2019, dal punto di vista produttivo, è stata inferiore alle attese (-15% rispetto al 2018), condizionata dagli andamenti climatici di aprile e maggio non favorevoli. Per quanto riguarda la piovosità del 2019 è stata maggiore delle ultime 4 annate e superiore alla media. Dal punto di vista fitosanitario, le preoccupazioni si sono concentrate a fine aprile e a per quanto riguarda la peronospora, ma il fungo è stato meno aggressivo di quanto ci si potesse aspettare per le temperature basse registrate. Al contrario il mese di giugno caldo e asciutto ha favorito lo sviluppo dell’oidio soprattutto nelle zone collinari. Una vendemmia che però ha permesso di raccogliere ottime basi spumante con buona acidità, ph sufficientemente bassi e uve mature, con un tasso zuccherino adeguato.

Per le uve bianche da vino si evidenziano ottime acidità, mentre le gradazioni zuccherine sono state piuttosto deficitarie nelle prime fasi di raccolta, per poi recuperare nel prosieguo della vendemmia. I vini molto più freschi dello scorso anno, presentano profumi varietali e strutture acidiche importanti, che lasciano presupporre una longeva tenuta nel tempo. Per quanto riguarda le varietà rosse si è risolta in una buona annata, con qualche deficienza sul piano produttivo. Fermentazioni regolari, che hanno dato origine a vini puliti, con intensi profumi fruttati, strutturati, con ottime acidità fisse e bassi tenori di acidità volatile. Si evidenziano punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi (teroldego); nei vigneti dove si è potuto ritardare la vendemmia si sono ottenuti vini molto strutturati, che fanno pensare ad una grande annata di vini longevi.

Sul piano delle malattie della vite si è parlato della Flavescenza dorata, che in Trentino è una problematica in espansione e che se finora le manifestazioni gravi della malattia sono state limitate, il quadro in generale lascia presagire che in un futuro prossimo possa manifestarsi su larga scala. Per quanto riguarda la cicalina S. titanus, il monitoraggio primaverile effettuato in giugno sulle forme giovanili, ha rilevato le popolazioni più elevate (diffusione e densità) da quando l’insetto è segnalato in provincia. Dai controlli effettuati in post-vendemmia sulle piante sintomatiche in 576 vigneti dislocati in 51 comuni della provincia (che ha coinvolto un totale di 304 ettari di superficie, circa 1.275.000 viti e 20 varietà) è emerso che la media dell’incidenze registrate è pari allo 0,6% e che i vigneti con almeno una pianta sintomatica sono il 54%, valore quasi triplicato rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda la Peronospora, si è discusso sull'utilizzo dei Fosfiti, ampiamente diffusi nel mondo agricolo - il termine fa riferimento alle forme salificate del acido fosforoso e del suo tautomero, l’acido fosfonico - perché ritenuti sostanze attive nella lotta contro questa malattia. In agricoltura biologica non ne è ammesso tuttavia l’utilizzo. Uno studio ha permesso di riportare per la prima volta la neoformazione di fosfonato di etile in condizioni enologiche e di mettere in rilievo come situazioni subottimali di affinamento o di trasporto potrebbero essere causa di eventuali non conformità, di particolare importanza per la produzione biologica. Dalle indagini effettuate, la misura del acido fosfonico nei mosti o nei vini prima della fase di affinamento sembrerebbe il modo più adatto per poter valutare in modo consapevole l’attitudine all’invecchiamento dei vini senza incorrere in potenziali rischi di natura legale.

Infine la cimice asiatica che in Trentino, dopo i primi ritrovamenti del 2016, ha velocemente colonizzato la maggior parte degli areali frutticoli e viticoli della provincia di Trento. In particolare nel 2019 si possono considerare interessati dalla presenza di questo patogeno tutti gli areali viticoli della PAT. A differenza delle specie frutticole dove la cimice asiatica provoca ingenti danni sui frutti, al momento sulla vite non si segnalano particolari danni. La cimice trova sulla vite però una condizione ottimale per l’ovodeposizione delle uova, grazie alla foglia molto grande, alle condizioni di ombreggiamento e protezione che si possono creare all’interno delle pergole. Dalla vite la cimice si sposta poi nelle colture limitrofe per alimentarsi.

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