martedì 10 dicembre 2019

Vino e ricerca, identificato un potenziale nuovo biocontrollo delle malattie del legno della vite

Una nuovo studio ha identificato un ceppo batterico naturalmente presente nel vigneto come arma di biocontrollo delle malattie del legno della vite. La ricerca  finanziata dalla Charles Sturt University e Wine Australia.





Le GTDs, Grape Trunk Disease, sono malattie della vite altamente distruttive che causano necrosi e degradazione del legno, andando ad occludere i vasi o provocando la formazione di cancri. Il presente studio, che si è svolto presso il National Wine and Grape Industry Center (NWGIC) in Australia, si è concentrato sulle diverse infezioni che ne sono la causa e che sono indotte da un complesso di funghi patogeni che danneggiano gli organi perenni della pianta, causandone la morte nel lungo periodo.

La ricerca, in un ottica sostenibile, si è mossa con l'obiettivo di trovare un arma di biocontrollo per la lotta di queste malattie, causa del deperimento del vigneto. Al momento non esistono trattamenti che ne consentano l’eradicazione ed evitarne la diffusione. Il sistema più utilizzato rimane ancora l'implementazione delle misure di profilassi, sia in vivaio che in vigneto, fin dal momento dell’impianto.

E' noto che nel vigneto esistono due forme delle GTDs, una cronica e una acuta, chiamata apoplettica. La forma cronica causa riduzione di vigore, porta alla morte di una porzione della chioma e solo in seguito di tutta la pianta. I sintomi fogliari sono caratterizzati da aree necrotiche dall'apparenza di macchia o di tigratura) e/o nanismo. Le infiorescenze e i frutti possono disseccare o restare bloccati nello sviluppo e avvizzire. La presente ricerca, nello specifico, si è focalizzata su due delle malattie più comuni: Eutypa dieback e Botryosphaeria dieback.

Eutypa dieback è una malattia del legno anche denominata Eutiposi della Vite, ed è causata da Eutypa lata, un fungo ascomicete. E' presente in tutto il mondo sia su vite che su altri ospiti, in particolare su albicocco. Sulla vite causa danni notevoli in molte aree viticole (in particolare in Francia, Australia, California) sia per la perdita di produzione, sia per la progressiva morte delle piante infette. In Italia è presente dal 1985 e ha inizialmente causato danni soprattutto nel Nord Italia.

Botryosphaeria dieback è invece causata da funghi del genere Botryosphaeria (Diplodia seriata e Neofusicoccum parvum), della famiglia delle Botryosphaeriaceae. E' spesso confuso con il Mal D’Esca, un altra malattia del tronco della vite non oggetto della ricerca, i cui sintomi sono simili.

La ricerca è stata guidata da Jennifer Niem, studentessa di dottorato della Charles Sturt University. Il suo studio è riuscito ad identificare un particolare ceppo batterico del gruppo Pseudomonas, che sta mostrando un grande potenziale come agente di controllo biologico.

I test

Un certo numero di ceppi di batteri Pseudomonas sono stati raccolti dalle viti di Wagga Wagga, Hilltops e Hunter Valley nel Nuovo Galles del Sud, per poi essere testati sia in campo sia in laboratorio, a ragione della loro capacità di inibire le due specie di funghi: Botryosphaeria e Eutypa lata. E' stata poi preparata una sospensione di pseudomas, dove sono state immerse talee campione. Si è notato che queste assorbivano completamente i batteri.

I batteri sono stati anche iniettati in viti predisposte in vaso e dopo sei mesi la pianta ne è stata completamente colonizzata. Dopo appurate verifiche, pseudomonas ha ridotto il tasso di infezione dai funghi dell'80%.

La professoressa associata Sandra Savocchia, facente parte del team di ricerca di Niem, ha affermato che la scoperta apre la strada al futuro sviluppo di controllo biologico delle GTDs. L'identificazione di questo ceppo di batteri e la loro colonizzazione nella vite risulta di fatto efficace nel sopprimerle.

La ricerca di Niem contribuisce a un ampio programma di attività nella lotta contro le malattie della vite ed è finanziato da Wine Australia allo scopo di aiutare i viticoltori australiani ad affrontare e gestire le GTDs. Il programma comprende anche nuove ricerche per migliorare le strategie di gestione del vigneto; lo sviluppo di strumenti come l'app GrapeAssess e la Guida alla migliori pratiche. Molti sono i fattori che determinano l'insorgenza delle malattie. Grande importanza avrà così la microflora autoctona che sappiamo essere in grado di interagire con i funghi responsabili delle GTDs limitando o prevenendo il loro sviluppo, come anche le condizioni in cui la vite viene allevata e il sistema di potatura adottato. Insomma la ricerca sempre in primo piano per la viticoltura del futuro e le sfide che dovrà affrontare. Perché ancora oggi sappiamo che contrastare le malattie del legno non è un obiettivo facile.

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